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Episodio 263.
Mentre ci stavamo preparando al relax del weekend, è scoppiata una vera e propria bomba atomica in Microsoft: Phil Spencer e Sarah Bond hanno ufficialmente rassegnato le loro dimissioni.
In questa puntata che ho realizzata convertendo il video pubblicato su YouTube, analizzo la ristrutturazione totale dei piani alti di Xbox, un cambiamento che per me, che ho vissuto gli anni d'oro dell'E3, ha un sapore amaro e malinconico.
Vi racconto i dettagli del ritiro di Phil Spencer dopo 38 anni in Microsoft e cerco di fare luce sulle dimissioni più misteriose di Sarah Bond.
Ma soprattutto, approfondisco la figura di Asha Sharma, la nuova CEO di Microsoft Gaming. Chi è questa "esperta di consumatori" che arriva da Meta e Instacart?
Xbox tornerà davvero a essere una console o diventerà un ecosistema puramente aziendale?
Per chi volesse approfondire:
https://www.youtube.com/watch?v=nWH7SFCRHkk
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Episodio speciale del weekend.
Mustafa Suleyman, CEO di Microsoft AI, ha lanciato un ultimatum che sta scuotendo il mondo del lavoro: entro 12-18 mesi, l'Intelligenza Artificiale Generale raggiungerà un livello di "AGI professionale" capace di sostituire gran parte dei colletti bianchi.
Ma cosa significa davvero tutto questo per avvocati, creativi e manager. Dietro l'hype tecnologico e i licenziamenti di massa nelle Big Tech, c'è una realtà economica molto più complessa. I dati di Gartner rivelano che siamo nella "Valle della Delusione": le aziende spendono trilioni in server ma faticano a trovare un ritorno economico reale, finendo spesso per produrre solo "AI Slop", contenuti spazzatura che allontanano i consumatori stanchi della falsità digitale.
E poi ci sono anche mosse in controtendenza come quella di IBM, che ha deciso di triplicare le assunzioni di profili junior per formare la futura classe dirigente e sfruttare l'agilità dei "nativi dell'IA".
La speranza è che il "tocco umano" diventi il vero bene di lusso del futuro.
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Episodio 262.
La guerra per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery entra nella fase decisiva.
Il consiglio di amministrazione ha concesso a Paramount Skydance una finestra di sette giorni, fino al 23 febbraio, per formalizzare la sua offerta "migliore e definitiva".
David Ellison potrebbe mettere sul piatto 31 dollari ad azione, superando l'offerta "all-cash" di Netflix ferma a 27,75 dollari.
Ma non è solo una questione di prezzo perché tra le condizioni imposte da Warner a Paramount ci sono le garanzie totali sul debito e la copertura della penale di rottura da 2,8 miliardi.
Netflix nel frattempo, colpisce dalla distanza attaccando la sostenibilità del piano rivale: l'acquisizione targata Paramount creerebbe un debito di 84 miliardi, costringendo a tagli draconiani per 16 miliardi che devasterebbero l'occupazione nel settore. Ma la vera carta giocata da Netflix è quella geopolitica. L'ingresso di fondi sovrani dell'Arabia Saudita nel consorzio di Paramount ha allertato il Congresso americano.
Per chi volesse approfondire:
https://www.prnewswire.com/news-releases/warner-bros-discovery-sets-special-meeting-date-of-march-20-2026-and-unanimously-recommends-shareholders-vote-for-netflix-merger-warner-bros-discovery-to-initiate-discussions-with-paramount-skydance-for-their-best-and-final-o-302689237.html
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Episodio 261.
Mark Zuckerberg ha deciso di scommettere il futuro di Meta su un’infrastruttura da seicento miliardi di dollari, firmando un accordo storico con NVIDIA per la fornitura di milioni di processori Grace, Blackwell e i futuri Vera Rubin.
In questa puntata analizzo la simbiosi industriale tra i due giganti tech: perché Meta, pur tentando di costruire chip in proprio, è costretta a tornare tra le braccia di Jensen Huang per non perdere la sfida dell’inferenza IA contro l'agguerrita concorrenza.
Ma la strategia di Zuckerberg non si ferma ai server: dal ritorno dello smartwatch di Meta, resuscitato come progetto "Malibu 2" dopo il fallimento del predecessore "Milan", all’ambiziosa roadmap dei nuovi smart glasses.
Il vero punto di svolta, però, è politico ed etico: Meta sta per implementare il riconoscimento facciale nei suoi occhiali, sfruttando un momento di instabilità politica per aggirare le critiche.
Per chi volesse approfondire:
https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-02-17/meta-deepens-nvidia-ties-with-pact-to-use-millions-of-chips
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Episodio 260.
Uno spot del Super Bowl ha scatenato il panico sulla privacy.
Ring, l'azienda di Amazon, ha presentato "Search Party", una funzione AI per ritrovare animali smarriti unendo le telecamere del quartiere.
Ma la reazione del pubblico ha svelato il lato oscuro: se l'AI trova un cane, può tracciare chiunque.
In questa puntata analizzo il dietrofront di Ring, che ha cancellato la partnership con Flock Safety dopo le accuse di collaborare con l'ICE per l'immigrazione, ma ha mantenuto i legami con Axon (i produttori dei Taser).
Vi racconto la visione del fondatore Jamie Siminoff, che sogna di "azzerare il crimine" trasformando i cittadini in una rete di sorveglianza privata integrata con la polizia tramite piattaforme come Fusus.
E siccome mi piace collegare i puntini, vi racconto anche il caso inquietante di Nancy Guthrie: un rapimento risolto grazie a un video recuperato dai server di Google Nest, nonostante l'utente non avesse l'abbonamento e il dispositivo fosse stato distrutto. La prova che nel cloud i "dati residuali" non muoiono mai e che la sorveglianza è sempre attiva, anche quando pensiamo di aver premuto "delete".
Per chi volesse approfondire:
https://www.theverge.com/news/878447/ring-flock-partnership-canceled
https://www.theverge.com/tech/877235/nancy-guthrie-google-nest-cam-video-storage
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Episodio 259.
L'industria del cinema sta affrontando la sua sfida più grande: l'arrivo di Seedance 2.0.
Il nuovo modello generativo video di ByteDance, la società che controlla TikTok e CapCut, ha sconvolto il web con una qualità visiva e una coerenza narrativa mai viste prima.
In questa puntata analizzo il salto tecnologico compiuto dai ricercatori cinesi grazie alla tecnica "reference-first", che permette di ancorare la generazione di video a immagini, clip e audio preesistenti, garantendo una fluidità cinematografica quasi perfetta e una "memoria spaziale" che mantiene la coerenza delle scene.
Come non citare il "terremoto" scatenato dai video virali che mostrano scontri impossibili tra star come Tom Cruise e Brad Pitt o sequel apocrifi di Batman e Star Wars, creati interamente dagli utenti?
Ma dietro lo stupore tecnologico si nasconde una battaglia legale senza precedenti.
La Motion Picture Association, guidata da Charles Rivkin, ha accusato ByteDance di violazione del copyright su scala globale, mentre giganti come Disney e Paramount Skydance hanno già inviato lettere di diffida.
Non si tratta solo di pirateria, ma di una minaccia esistenziale per milioni di posti di lavoro, dalle controfigure ai tecnici degli effetti speciali, come denunciato dal sindacato SAG-AFTRA.
Se un algoritmo può replicare perfettamente le sembianze di un attore e la fisica di un set, cosa resta della grande macchina dei sogni americana?
Per chi volesse approfondire:
https://www.theinformation.com/briefings/bytedances-seedance-2-0-video-model-generates-buzz
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Episodio 258.
Il ribelle degli agenti IA entra nell'Impero. Peter Steinberger, creatore del fenomeno open source OpenClaw (precedentemente noto come Clawdbot e Moltbot), è stato ufficialmente assunto da OpenAI.
In questa puntata vi racconto i retroscena di un'acquisizione che segna la fine dell'era "anarchica" degli assistenti personali locali.
Perché un imprenditore di successo, che ha già guidato un'azienda milionaria come PSPDFKit, decide di tornare dipendente? La risposta è nella volontà di "tornare a costruire" senza il peso della gestione aziendale, ma anche nella necessità di risolvere i crescenti problemi di sicurezza di OpenClaw.
Tra bot che impazziscono su iMessage e skill malevole, il progetto aveva bisogno di un'infrastruttura robusta per diventare, come dice Steinberger, "utilizzabile anche da mia madre".
E Sam Altman mette a segno una strategia vincente: supporta una fondazione per mantenere OpenClaw open source (rispondendo così alla sfida di Meta) mentre integra la visione "multi-agente" di Steinberger nei futuri prodotti di OpenAI.
Un passaggio cruciale che trasforma l'IA da chatbot conversazionale a vero agente operativo capace di agire nel mondo reale.
Per chi volesse approfondire:
https://www.theinformation.com/briefings/openai-advanced-talks-hire-openclaw-founder-team
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Episodio speciale del weekend.
È iniziato a Los Angeles quello che molti definiscono il processo del secolo contro i giganti della tecnologia.
Migliaia di cause legali, riunite in un unico procedimento pilota, accusano Meta, YouTube, TikTok e Snap di aver creato prodotti "difettosi alla nascita", progettati intenzionalmente per causare dipendenza nei minori e trarre profitto dalla loro fragilità.
Nell'episodio odierno vi voglio raccontare i dettagli inquietanti emersi nelle prime udienze del caso "K.G.M.", una ragazza la cui adolescenza è stata segnata da ansia e disturbi alimentari causati dall'uso precoce delle piattaforme.
C'è una profonda spaccatura nel fronte difensivo delle Big Tech: mentre TikTok e Snap hanno scelto di patteggiare in segreto per evitare il verdetto della giuria, YouTube ha tentato una mossa disperata definendosi una "piattaforma di intrattenimento" simile a Netflix e negando la propria natura di social network.
Dalle email che paragonano lo scroll infinito alle slot machine dei casinò, fino alla strategia di Meta di colpevolizzare le famiglie delle vittime, vi descrivo i retroscena di una battaglia legale che si intreccia con l'offensiva dell'Unione Europea e del Digital Markets Act contro il "design che crea dipendenza".
Un'analisi cruda e necessaria su come l'attenzione umana sia diventata una merce di scambio, portando l'industria tecnologica al suo "momento tabacco": il punto di non ritorno tra profitto e responsabilità etica.
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Episodio 257.
L'attesa per la rivoluzione dell'intelligenza artificiale in casa Apple si allunga ancora.
In questa puntata vi racconto le ultime, clamorose indiscrezioni che vedono Siri protagonista di una serie di problemi tecnici senza precedenti.
Nonostante le promesse che risalgono ormai al giugno 2024, il rilascio delle funzionalità avanzate previste per iOS 26.4 a marzo sembra destinato a un ulteriore slittamento.
I tester interni segnalano una Siri instabile, che si interrompe bruscamente e che, in preda alla lentezza cronica, finisce per delegare le risposte a ChatGPT di OpenAI invece di utilizzare i modelli proprietari di Cupertino.
Non mancano però alcune sorprese positive, come lo strumento di ricerca web in stile Perplexity e la generazione di immagini integrata.
Perché Apple è così in ritardo rispetto a Google e OpenAI? La scommessa sulla privacy si sta rivelando un freno eccessivo per l'Apple Intelligence? Una disamina approfondita sullo stato di salute del software più importante della storia recente di iPhone e su come il "funziona e basta" stia lasciando il posto a una fase di test infinita e frustrante per milioni di utenti che aspettano da anni un assistente davvero intelligente.
Per chi volesse approfondire:
https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-02-11/apple-s-ios-26-4-siri-update-runs-into-snags-in-internal-testing-ios-26-5-27
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Episodio 256.
È guerra aperta al Super Bowl americano: Anthropic lancia una serie di spot feroci che mostrano le intelligenze artificiali "vendute" agli sponsor, incluso un terapeuta digitale che piazza prodotti.
Sam Altman risponde con rabbia, accusando i rivali di essere elitari, autoritari e disonesti, mentre difende il modello democratico (e pubblicitario) di OpenAI.
Ma poche ore dopo, gli spot arrivano davvero su ChatGPT.
Nella puntata di oggi mi focalizzo sullo scontro retorico, le accuse di ipocrisia a Altman e la nuova realtà commerciale: l'assistente gratuito ha un prezzo, e quel prezzo è la nostra attenzione.
Per chi volesse approfondire:
https://www.theverge.com/news/874084/ai-chatgpt-claude-super-bowl-ads-openai-anthropic
https://www.theinformation.com/briefings/openai-launches-chatgpt-ads
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