Nel quarto episodio della serie sulla Battaglia di Manila, torniamo a Santo Tomas attraverso gli occhi del fotografo Carl Mydans. Le sue immagini accompagnano l’ingresso nella città nel febbraio 1945, mentre Manila diventa il teatro di una delle battaglie urbane più violente della Seconda guerra mondiale. A Intramuros e in altri quartieri, le truppe giapponesi guidate dall’ammiraglio Sanji Iwabuchi compiono massacri sistematici contro la popolazione civile: esecuzioni, stupri e violenze diffuse. In quelle settimane pesa anche il clima estremo generato dalla prospettiva della sconfitta, legato all’idea della “rottura del gioiello” (玉砕, gyokusai), che spinge a combattere fino all’annientamento e contribuisce a radicalizzare la violenza. Negli stessi giorni, a pochi chilometri da Manila, si svolge il raid su Los Baños: un’operazione fulminea in cui le truppe aviotrasportate americane, gli “Angels” , liberano centinaia di internati civili da un campo giapponese. Con la riconquista della città, Douglas MacArthur rientra a Manila e reinsedia Sergio Osmeña come presidente delle Filippine, segnando il ritorno a un governo civile dopo l’occupazione. . Con la fine delle ostilità nell'arcipelago, vedremo le sorti di Nieves Fernandez, del colonnello Fertig, di Ramsey e del prigioniero navajo Joe Kieyoomia. Sullo sfondo restano le responsabilità dei comandanti giapponesi, tra cui Tomoyuki Yamashita e Masaharu Homma, i cui destini si intrecceranno con i processi per crimini di guerra che seguiranno la fine del conflitto
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