Viviamo in un tempo in cui tutto dev’essere levigato. I selfie hanno filtri, i corpi hanno contouring, persino i tramonti su Instagram sono sottoposti a editing. Tutto è smussato, ammorbidito, controllato. Anche il cibo – almeno quello da social – sembra progettato per non disturbare: perfetti avocado toast, pasta che non schizza, dolci dal taglio chirurgico. Eppure, proprio mentre il mondo va in direzione dell’edulcorazione estetica, il gusto – quello vero – si ribella. Lo fa con l’olfatto, il senso più primitivo. Lo fa con la puzza