Un festival di sguardi e di tensioni, dove ogni proiezione sembrava una finestra aperta sul nostro tempo. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia numero 82 si è presentata anche quest’anno, ancora una volta, agli occhi del mondo non solo come la più importante rassegna di cinema ma anche come termometro e specchio della complessità storica. In questo mosaico, il Leone d’Oro a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch ha segnato un trionfo dell’intimità: tre storie in tre città, legate da fili sottili, capaci di trasformare la quotidianità in poesia. Di tutt’altra natura l’impatto di The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, Leone d’Argento, che ha trasformato una tragedia palestinese in memoria collettiva, scatenando applausi interminabili e un dibattito acceso. L’Italia porta a casa la Coppa Volpi con Toni Servillo, premiato per La Grazia di Paolo Sorrentini, e il premio speciale della giuria con Gianfranco Rosi e il suo Below the Clouds. Al di là dei premi, questa edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ha testimoniato una nuova centralità del cinema nel dibattito globale.