L’8 e 9 marzo, per il decimo anno consecutivo, Non Una di Meno chiama alla mobilitazione e allo sciopero femminista e transfemminista globale.
Uno sciopero politico produttivo, riproduttivo, dai consumi e dai generi che, quest’anno, si articolerà attraverso due giornate di mobilitazione: se lunedì 9 marzo sarà infatti il giorno dello sciopero vero e proprio, domenica 8 sarà una giornata di lotta e mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale.
“Due giorni potenti che fermino la produzione e la riproduzione sociale, che rendano visibile l’invisibile” – scrivono lə compagnə di Non Una di Meno nel lungo comunicato di indizione (disponibile qui), ribadendo che – “
La violenza non è un’emergenza. È un sistema, è strutturale“.
Come sempre, la mobilitazione femminista e transfemminista dell’8 marzo porterà con sè moltissime istanze e rivendicazioni che, semplificando, possiamo dire correre lungo gli assi tematici e le intersezioni tra genere, razza e classe, mettendo al centro la violenza quale elemento strutturale della società capitalistica in cui viviamo. Un discorso complesso che si intreccia inevitabilmente con l’attualità, le nuove guerre coloniali, il genocidio in Palestina e le più recenti politiche di riarmo, ma anche, a livello nazionale, con le istanze della mobilitazione permanente contro il ddl Bongiorno.
“Siamo noi i soggetti che la società patriarcale ha deciso di sacrificare per poter garantire il proprio funzionamento – continuano lə compagnə di Non Una di Meno nell’appello – è su di noi che si scarica tutto il peso e la violenza di questa crisi capitalistica e delle sue guerre. La sentiamo nel peso del lavoro riproduttivo e di cura, nei femminicidi, nella violenza di genere e dei ruoli di genere, nel controllo dei corpi, nel consumismo e nell’estrattivismo sui territori”.
Abbiamo fatto un quadro generale delle istanze e della cornice politica di queste due giornate di lotta transfemminista con Elena di Non Una di Meno Milano, con cui abbiamo approfondito anche le iniziative messe in campo sul territorio milanese dal nodo locale e i contorni del processo di costruzione che le hanno generate. Ascolta e scarica
Per capire i contorni della piazza bolognese, abbiamo intervistato Edda di Non Una di Meno Bologna Ascolta o scarica
A Brescia saranno due gli appuntamenti organizzati dal nodo locale: il corteo di domenica 8 marzo, con appuntamento in Piazzetta Bell’Italia alle 15, e la partecipazione al presidio davanti al Tribunale di Brescia, chiamato dal Collettivo Onda Studentesca per lunedì 9 marzo alle 9.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Gloria di Non Una di Meno Brescia Ascolta o scarica
Tra le realtà coinvolte nella costruzione della piazza bresciana, ci sarà anche il nodo territoriale del Garda. Abbiamo approfondito i perché di questa scelta con Paola di Non Una di Meno Lago di Garda Ascolta o scarica
A Mantova, il nodo territoriale ha organizzato per domenica 8 marzo la Festivalina transfemminista, con molti appuntamenti creativi e laboratorie, mentre per lunedì 9 marzo uno “sciopero diffuso per le vie del centro” e, alle 18,30, il corteo con concentramento in piazza martiri Belfiore.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Rebecca di Non Una di Meno Mantova Ascolta o scarica
Non Una di Meno Bergamo chiama invece il corteo cittadino già nella giornata di domenica 8 marzo: l’appuntamento è alle 17,30 in Piazzale Marconi. La Rete bergamasca contro la violenza di genere sarà presente con un proprio spezzone, come ci racconta Caterina, parte della Rete Ascolta o scarica
A Roma è stato organizzato un corteo per la giornata dell’8 marzo, con ritrovo in Piazza Ugo La Malfa alle ore 17:00, mentre l’appuntamento per lo sciopero generale è per lunedì 9 marzo alle 9:30 a Piazzale Ostiense.
In collegamento con Radio Onda d’Urto Martina, compagna di Non Una Di Meno Roma Ascolta o scarica
COMUNICATO NAZIONALE NON UNA DI MENO
8 – 9 marzo 2026 – Non Una Di Meno
SCIOPERO TRANSFEMMINISTA
Le nostre vite valgono. Noi scioperiamo!
8 marzo – mobilitazioni e cortei dislocati sul territorio nazionale
9 marzo – sciopero generale e transfemminista
Non una di meno chiama a un nuovo “weekend lungo” di lotta e di sciopero per l’8 e il 9 marzo, articolando le due giornate con cortei e mobilitazioni per l’8 marzo e con lo sciopero generale del 9 marzo. Sono diversi i sindacati che hanno proclamato lo sciopero, Non Una Di Meno ha predisposto un vademecum per fornire informazioni e supporto per scioperare.
Le mobilitazioni saranno dislocate in più di 60 città in tutta Italia con lo slogan “le nostre vite valgono. Noi scioperiamo”
Le giornate mettono al centro l’opposizione alle politiche del governo Meloni in tema di contrasto alla violenza sessuale ed economica rivolte alle donne e alle categorie più colpite dall’inflazione dovuta alla guerra: la propaganda di governo getta la maschera e diventa guerra aperta alle donne e alle persone trans, alle persone razzializzate, alle persone disabili e povere.
In particolare,le conseguenze dell’approvazione del DdL Bongiorno, di modifica della attuale legge sulla violenza sessuale, sarebbero molto gravi nei contesti familiari e coniugali, per le giovani e giovanissime che con le loro denunce fanno registrare un aumento vertiginoso dei casi (dati Istat 2025), nei contesti lavorativi e in condizioni di ricattabilità, nei tribunali dove chi denuncia è già esposta a vittimizzazione secondaria.
“il DdL Bongiorno va bloccato con ogni mezzo: anche con lo sciopero. Rilanciamo l’agitazione permanente contro l’approvazione del DdL sul Dissenso: Sorella, io ti credo! Senza consenso è stupro!”
La bocciatura del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di Opzione Donna e i dati sul gender pay gap, smascherano un governo che fa propaganda sulla natalità e la conciliazione vita-lavoro ma non le sostiene. Le donne, le persone giovani e giovanissime, trans, razzializzate, disabili vengono espulse dal mondo del lavoro e pagano la guerra e il riarmo con l’aumento del lavoro povero e precario, il part time imposto, l’aumento dei prezzi e la distruzione del welfare.
“Vogliamo uscire dalla falsa alternativa tra l’utopia fallita dell’emancipazione attraverso il lavoro e il ritorno a casa per svolgere lavoro di cura gratuito per il bene della nazione. Vogliamo salari adeguati al costo della vita, reddito di autodeterminazione per uscire da situazioni di violenza e per non entrarci, diritto alla casa e al welfare”
Questo 8 marzo si svolgerà mentre si apre un nuovo fronte di guerra contro l’Iran e la popolazione civile continua a pagare un prezzo altissimo per la repressione da parte del Regime e per l’attacco israelo-americano.
“Scioperiamo. Contro la guerra all’Iran e l’invasione del Libano, fuori da ogni legalità internazionale, che stanno provocando un’escalation dagli esiti imprevedibili. Contro l’utilizzo delle basi italiane ed europee e qualsiasi coinvolgimento italiano nel conflitto.”
La guerra è sempre più vicina: la respiriamo nella nostra quotidianità, nell’incertezza del futuro, nella precarietà delle nostre esistenze, nelle crisi industriali della riconversione bellica.
“Vogliamo ricostruire reti di solidarietà internazionale e di lotta comune. Raccogliamo la sfida dello sciopero globale transfemminista, che tiene insieme lo sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo, dal consumo e dai ruoli di genere, per Fermare la guerra, non vogliamo essere né vittime né complici”.
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