Africa e armi: cambiano l’equilibrio continentale nell’import bellico, con una diminuzione in Paesi storicamente a forte vocazione di acquisti militari (Algeria e Marocco su tutti), mentre si registra un preoccupante aumento nell’Africa Occidentale, un’area coinvolta, nel post – pandemia, da diversi colpi di Stato militari.
E’ quanto evidenziato dall’ultimo Rapporto Sipri, datato 2025, che ha analizzato i “trend” bellici nel mondo (qui il rapporto, in lingua inglese).
Per quanto riguarda l’Africa, il Rapporto Sipri certifica come “le importazioni di armi da parte degli Stati africani sono diminuite del 44% tra il 2015-2019 e il 2020-2024, principalmente a causa della diminuzione delle importazioni di armi dei due maggiori importatori della regione: Algeria (-73%) e Marocco (-26%). Le importazioni di armi dell’Algeria sono diminuite nel 2020-2024 dopo aver raggiunto un picco nel 2015-2019. Tra il 2005-2009 e il 2010-2014, le importazioni di armi del Marocco sono aumentate di oltre 10 volte (+1164%), ma da allora sono diminuite in ogni periodo. Sulla base delle consegne in sospeso, si prevede che le importazioni di armi del Marocco aumenteranno nei prossimi anni. I principali fornitori dell’Africa nel periodo 2020-2024 sono stati la Russia (che rappresenta il 21% delle importazioni africane di armi pesanti), la Cina (18%) e gli Stati Uniti (16%)”.
A sud del Sahara, invece, gli Stati dell’Africa subsahariana “hanno rappresentato il 2,2% delle importazioni globali di armi pesanti nel periodo 2020-2024. Le loro importazioni combinate di armi sono state superiori del 4,2% rispetto al periodo 2015-2019, ma inferiori del 42% rispetto al periodo 2010-2014. Mentre le importazioni di armi di base da parte degli Stati dell’Africa subsahariana sono rimaste complessivamente a un livello relativamente basso, le importazioni da parte degli Stati dell’Africa occidentale sono aumentate notevolmente negli ultimi 15 anni, con il deterioramento della situazione della sicurezza in molti di questi Stati.
Nel periodo 2020-2024, le importazioni di armi da parte degli Stati dell’Africa occidentale sono aumentate del 100% rispetto al periodo 2015-2019 e dell’82% rispetto al periodo 2010-2014. Il forte aumento in questi periodi è stato dovuto principalmente ai forti incrementi nelle importazioni di armi da parte di Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Mauritania, Niger e Senegal. La Nigeria è stata di gran lunga il maggiore importatore di armi tra i Paesi dell’Africa occidentale. Stati, che rappresentano il 34% di tutte le importazioni di armi pesanti in Africa occidentale nel periodo 2020-2024. Molti fornitori di armi, compresi fornitori emergenti come la Turchia, stanno utilizzando le esportazioni di armi per aumentare la loro influenza in questa parte del mondo. Il principale fornitore degli Stati dell’Africa occidentale nel periodo 2020-2024 è stata la Cina, che ha rappresentato il 26% delle importazioni di armi dell’Africa occidentale, seguita da Francia (14%), Russia e Turchia (ciascuna con l’11%).
Mentre gli Usa hanno fornito il 4,6% delle importazioni di armi pesanti dagli Stati dell’Africa occidentale nel periodo 2020-2024, hanno avuto il numero più elevato di destinatari (10) tra i fornitori dell’Africa occidentale. Cina, Francia e Turchia hanno fornito armi pesanti a nove Stati ciascuno; la Russia ne ha fornite a quattro. Il Senegal ha rappresentato il 79% delle importazioni totali di armi di prima necessità dall’Africa occidentale dalla Francia, mentre il Mali ha rappresentato il 54% di quelle dalla Russia. Meno del 5% delle importazioni di armi dall’Africa occidentale è stato sotto forma di aiuti nel periodo 2020-2024. Di questi aiuti, la maggior parte proveniva dagli Stati Uniti, che hanno donato armi a Burkina Faso, Mali e Niger prima dei colpi di Stato e dei cambiamenti di politica estera in questi Stati”.
Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Luciano Bertozzi di Iriad, Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo. Bertozzi da oltre 30 anni segue le tematiche del commercio delle armi, collaborando con numerose testate, e autore anche del libro “I bambini soldato” (Emi, Bologna, 2003). Ascolta o scarica