La Via del Ferro. Storie dalla Val Trompia.
La nuova trasmissione dedicata alla valle bresciana va in onda ogni secondo mercoledì del mese, alle 18.30, all’interno dello spazio dedicato alle redazioni locali su Radio Onda d’Urto. In replica la domenica mattina, alle 7.40.
13.5.2026 – In questa puntata parliamo delle Angelo Franzini, il primo sindaco socialista della Provincia di Brescia.
Angelo Franzini è stato un operaio di Gardone Val Trompia. Prima ancora di essere eletto sindaco nel 1914, era un fervente promotore di organizzazioni e vertenze operaie, in un tempo in cui il mutualismo liberale imperava nelle fabbriche. Nel 1914 i socialisti conquistano la maggioranza nelle elezioni del comune di Gardone, con il loro leader Franzini, che resterà sindaco durante il biennio 1914-1915, mandato al confino il 18 luglio 1915 a causa della posizione antimilitarista e anti-interventista assunta da lui stesso e dal partito socialista allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
“La vita di quest’uomo, un uomo comune per nascita, ma non per statura morale: operaio tra gli operai, fu tra i primi a cercare di creare un movimento operaio forte, organizzato. Socialista fin nelle viscere rischiò il licenziamento e con esso la fame, ma la sua ferma determinazione e coerenza lo rese stimato da tutti e quindi sindaco di Gardone Val Trompia nel 1914, primo sindaco socialista della provincia di Brescia”, viene scritto nella terza di copertina del libro – edito per La Compagnia della Stampa nel 2006 – di Paolo Pagani, già dirigente nella PA e impegnato politicamente nel Partito Comunista, ora ricercatore storico.
A 20 anni dalla pubblicazione del libro, abbiamo intervistato Paolo Pagani per parlare della figura storica di Angelo Franzini per Gardone e la Val Trompia. Ascolta o scarica.
8.4.2026 – In questa puntata parliamo delle proteste popolari che hanno animato in questi mesi i comuni di Sarezzo e Concesio.
Partiamo da Sarezzo, al centro della Val Trompia, dove è arrivato il via libera da Regione Lombardia per la costruzione di un impianto di smaltimento di rifiuti speciali nell’area di Ponte Zanano, di fianco al campo sportivo ‘Radaelli’. Ad aggiudicarselo Sares Green, che nonostante il nome ingannevole prevede di portare 65mila tonnellate di riufiuti speciali nel nuovo impianto di Sarezzo.
Il Comitato Liberi Cittadini per la Salute, nato 10 anni fa per opporsi al progetto inquinante sul territorio, sottolinea come il piano di Sares Green consista in un maxi impianto per il trattamento di rifiuti, con camini fino a 18,5 metri, “a metà tra un inceneritore e un petrolchimico”. Il comitato aveva raccolto 11mila firme – sono 13mila gli abitanti di Sarezzo – cadute nel vuoto e ora la nuova protesta, martedì 7 aprile, con l’affissione su diversi striscioni (in foto) sulla provinciale valtrumplina. Il prossimo passo del comitato è il ricorso al Tar.
Da Sarezzo scendiamo lungo la SP345 e arriviamo a Concesio dove, a ottobre 2025, sono stati segnalati problemi di ordine ambientale dal parte del Comitato Campagnola Ambiente, a causa della presenza di fumi e odori provenienti dalla fonderia nella zona industriale di Campagnola, frazione di Concesio. Grazie alla segnalazione di cittadini e comitato il Comune e l’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, hanno fatto le dovute analisi e sospeso temporaneamente l’attività dell’azienda, a causa della (fondata) presenza di emissioni nocive.
Solo grazie all’attivazione popolare, dunque, e non agli enti locali gli abitanti di Sarezzo e Concesio hanno potuto costatare la presenza nociva di aziende inquinanti per territorio e popolazione. Ne abbiamo parlato, nella puntata andata in onda mercoledì 8 aprile, con Davide Guerini, presidente del Comitato Liberi Cittadini per la Salute di Sarezzo, e con Giuliano Piazza del Comitato Campagnola Ambiente e abitante di Concesio. Ascolta o scarica.
11.3.2026 – In questa puntata parliamo dello stato di salute del distretto industriale della Valtrompia.
La storia industriale della Valtrompia ha avuto nei secoli diverse fasi: da polo di miniere a valle delle armi, da produttrice di posateria e tondino alle nuove tecnologie. La concentrazione industriale avvenuta nel tempo in Valtrompia – oltre a elementi positivi per il territorio come il lavoro e la concentrazione di ricchezza (verticale e non orizzontale in molti casi) – provoca anche esternalità negative, tra cui inquinamento dell’aria, acqua e suolo, e una notevole pressione sul territorio, su infrastrutture locali e viabilità.
Quali cambiamenti sono intervenuti nel distretto industriale della Valtrompia? Qual è la situazione delle fabbriche locali valtrumpline dopo anni di crisi energetica, guerre, delocalizzazione e trasformazione della filiera produttiva?
Ne abbiamo parlato con Marino Ruzzenenti, storico e collaboratore della Fondazione Luigi Micheletti e autore di diversi volumi riguardanti la storia bresciana e con Mauro Resinelli, operaio valtrumplino e funzionario della Fiom della Valtrompia. Ascolta o scarica.
11.2.2026 – In questa puntata parliamo di viabilità in Val Trompia.
La valle alpina, ad oggi, è collegata in tutta la sua lunghezza dalla Strada Provinciale 345, che inizia a Concesio e arriva, passando per tutti i paesi della valle, fino al Passo Crocedomini. Un’arteria montana fondamentale, perché l’unica strada diretta per collegare il territorio montano alla città di Brescia e che unisce, a monte, le diverse vallate bresciane.
Nell’ultimo secolo le strade della valle hanno visto anche il transito della linea tranviaria (dal 1882 agli anni ’50 del secolo scorso). La Tranvia della Val Trompia ha per oltre mezzo secolo collegato i territori di Brescia, Gardone, Brozzo, Tavernole; dal 1882 al 1934 per Tavernole, e fino al 1954 fino a Gardone. Dalla seconda metà del ‘900, però, come nel resto del territorio italiano c’è stato un significativo ridimensionamento a favore del trasporto su gomma (auto, autobus, camion), portando alla dismissione di numerose linee locali e secondarie.
Ad oggi non esiste una rete ferroviaria o tranviaria che raggiunga la Val Trompia, nonostante si discuta del prolungamento della metropolitana verso la valle, per favorire il trasporto pubblico e ridurre l’intenso traffico su gomma che intasa l’unica strada che porta in Val Trompia.
L’unico trasporto pubblico locale su gomma è l’autobus che collega Brescia alla Val Trompia è la linea S201 (gestita da Arriva Italia), che parte dalla stazione SAIA (vicino alla stazione ferroviaria) e copre la tratta verso la valle. Esistono poi le linee secondarie Pertica Alta – Cimmo; Tavernole – Irma; Gardone Val Trompia – Polaveno/Lodrino/Mura e Tavernole – Pezzaze.
Una sola strada e un autobus principale per collegare un’area altamente industrializzata e i suoi 110 mila abitanti alla città e alla pianura. La viabilità in Val Trompia è attualmente interessata dalla costruzione del Raccordo Autostradale A4-Val Trompia, un’opera faraonica, con cantieri avanzati al 27% a fine 2025. Il progetto include una galleria a Villa Carcina e una bretella per Lumezzane per ridurre il traffico locale.
Di questo parliamo con Sergio Aurora, abitante di Sarezzo e del comitato No Autostrada Sì Metrobus. Ascolta o scarica.
14.1.2026 – La prima puntata è dedicata alla storia operaia della Val Trompia.
Il territorio prealpino è, ancora oggi, una delle aree più industrializzate d’Italia, con una particolare presenza di distretti metallurgici, siderurci e armieri. Per via della sua lunga tradizione di estrazione e lavorazione dei metalli fin dall’Età del Ferro, ha ricevuto l’appello di valle del ferro.
La prima puntata è dedicata alle lotte operaie che hanno attraversato la Val Trompia, in particolare negli anni ’70. Grazie al minuzioso lavoro contenuto nel libro di recente pubblicazione dal titolo “Una lezione di umanità e democrazia”, edito per la Fiom Cgil, uno dei due autori, Osvaldo Squassina, già operaio saldatore e ex segretario della Fiom di Brescia, ripercorre sulle nostre frequenze la storia delle vertenze operaie nella Valle, dai consigli di fabbrica al sindacato unitario dei Metalmeccanici, dalle occupazioni e scioperi nelle aziende alle violenze padronali che hanno caratterizzato anni di forte tensione sociale e industriale, per raggiungere per migliori condizioni di lavoro e salari.
Che anni erano per la Val Trompia, che fabbriche c’erano e che cosa bolliva nel tessuto produttivo valtriumplino? Buon ascolto. Ascolta o scarica.