Movimento. Oggi, sabato 14 marzo, diverse le piazze di lotta convocate in Italia. Nella diretta pomeridiana di Radio Onda d’Urto corrispondenze da Milano, Roma, Torino.
MILANO – A Milano via alla tre giorni per ricordare Davide Dax Cesare, compagno ucciso da 3 fascisti in via Brioschi a Milano il 16 marzo 2003, 23 anni fa. Da oggi, sabato a lunedi, tre giorni di iniziative a Milano di lotta, riappropriazione, socialità e confronto contro il fascismo, il sionismo e la guerra imperialista “con la stessa rabbia e immutato amore”. La mobilitazione è iniziata già nella mattinata di sabato 14 marzo, con compagne-i a liberare il Palasharp, palazzo dello sport in disuso dal 2011 in zona Lampugnano. Lo stabile, già tolto dall’oblio a inizio febbraio, in occasione delle Utopiadi contro le Olimpiadi invernali, ospiterà sabato sera la serata musicale a sostegno della campagna #130mila e poi anche le iniziative di domenica per Dax.
Sabato pomeriggio, attorno alle ore 15.45, è partito dall’Arco della Pace di Milano – e sotto una pioggia battente – il corteo per Dax. Molte centinaia le persone fin dalla partenza del corteo aperto dallo striscione “Dax ucciso perché militante antifascista. I compagni e le compagne del movimento”. La corrispondenza d’apertura con Siham, inviata di Radio Onda d’Urto a Milano. Ascolta o scarica
Dal corteo per Dax a Milano l’intervento di una compagna dei Giovani Palestinesi d’Italia. Ascolta o scarica
Seconda corrispondenza da Milano con Siham, raggiunta alle ore 16.45. Il corteo si è ingrossato, con alcune migliaia di persone. Nella corrispondenza anche il resoconto di alcune azioni dirette realizzate durante il percorso, come le bandiere bruciate di Israele e Usa, oltre al grande murales “Disarmiamo la paura” vergato sul muro della caserma Montello, futura sede centrale della Polizia di Stato, in piazza Firenze. Ascolta o scarica
Il corteo, sotto una pioggia inclemente, si muove verso la conclusione, al Palasharp, che ospiterà il concerto serale per la campagna #130mila e poi, domani, le iniziative pomeridiane. La corrispondenza delle ore 17.10 e le prime valutazioni con Luciano Muhlbauer, nostro collaboratore da Milano. Ascolta o scarica
Attorno alle 18 il corteo è arrivato all’ex Palasharp, liberato questa mattina proprio per ospitare le iniziative di questa tre giorni. La corrispondenza con Siham, inviata di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
ROMA – Da Milano a Roma, con il corteo “Per un No sociale, contro il Governo Meloni e le sue politiche di guerra come alla riforma sulla giustizia, al suo silenzio sul genocidio in Palestina ed alle misure repressive contro chi manifesta dissenso nel nostro Paese. Abbassiamo le armi, alziamo i salari!” Queste le parole d’ordine della manifestazione indetta da realtà come Potere al Popolo; Unione Sindacale di Base; Contropiano; Movimento per il diritto all’abitare di Roma; Calp; Cambiare Rotta; Collettivi Autorganizzati Universitari; Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli; Osa; No Ponte Calabria; Rete dei Comunisti, con l’adesione di altre decine di realtà (qui l’elenco) arrivate nella Capitale.
La corrispondenza delle ore 15.30 con il nostro collaboratore da Roma, Stefano Bertoldi, con le interviste dallo spezzone di Potere al Popolo. Ascolta o scarica
La seconda corrispondenza sempre con Stefano Bertoldi e l’intervista a Giacomo, Rete dei Comunisti, da Roma. Ascolta o scarica
Altre interviste da Roma con i Collettivi Autorganizzati Universitari ed Ecoresistenze. Ascolta o scarica
L’intervista conclusiva di Radio Onda d’Urto a Giorgio Cremaschi, di Potere al Popolo, raggiunto a Roma mentre il corteo (ore 17.30) entrava nella piazza conclusiva, San Giovanni. Ascolta o scarica
“In 20mila diciamo No alla Guerra, al Governo Meloni e al Referendum Costituzionale”, scrive sui propri canali Potere al Popolo da Roma:
https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2026/03/NOI-DICIAMO-NO-No-alla-GuerraNo-al-Governo-MeloniNO-al-Referendum-Costituzionalenoidiciamono.mp4
TORINO – Torino. Sabato 14 marzo corteo pure in Piemonte, con la manifestazione regionale indetta da Torino per Gaza con numerose adesioni per ribadire la solidarietà popolare con la Palestina, oltre che contro “Board of Peace e ddl (cosiddetto) antisemitismo”, in realtà una clava contro chi contesta Israele e le politiche sioniste. Del corteo Radio Onda d’Urto ha parlato, nei giorni scorsi, con Sara di Torino per Gaza, affrontando i temi che hanno portato a lanciare la mobilitazione regionale piemontese: clicca qui per ascoltare. Da Torino la corrispondenza con la stessa Sara, di Torino Per Gaza, raggiunta alle ore 17.20, dalla conclusione del corteo in piazza Castello. Ascolta o scarica
Altre due manifestazioni oggi, sabato 14 marzo, si sono tenute a Vicenza e Bologna:
VICENZA – Vicenza; “contro l’uso delle nostre città come ingranaggio della guerra globale” corteo nella città berica (ore 15, via Prati) per una “manifestazione determinata a trasmettere un messaggio chiaro; Vicenza non vuole essere complice: Blocchiamo gli ingranaggi della guerra globale”. Il tutto in una città, Vicenza, che vede la presenza di almeno tre servitù militari Usa: la Caserma Ederle (sede del comando Setaf), caserma Miotto (intelligence militare Usa) e Camp Del Din (173esima brigata aviotrasportata), di cui è stata bloccata la rotatoria d’ingresso. Qui la presentazione dei contenuti politici dell’iniziativa con Angelo, di Vicenza per la Palestina. Il resoconto conclusivo da Vicenza pubblicato su GlobalProject.info è qui.
BOLOGNA – Infine Bologna, con la manifestazione regionale No Kings, in vista del corteo nazionale di sabato 28 marzo a Roma. Il corteo di Bologna è partito da piazza XX Settembre ed è terminato in piazza San Francesco contro “le politiche del governo Meloni, i Centri di permanenza per il rimpatrio, il decreto sicurezza”, oltre che per “dire no al referendum sulla giustizia, al carovita, al riarmo, alla guerra e ai suoi re-despoti”. I manifestanti hanno denunciato come si vogliano “costruire nuovi Cpr anche in Emilia-Romagna, mentre già fanno fermi preventivi per chi manifesta e colpiscono la deontologia medica”, in riferimento all’inchiesta sui certificati anti-Cpr, che ha coinvolto il reparto di malattie infettive dell’ospedale di Ravenna. In corteo, per questo, anche uno spezzone sanitario, con lo striscione ‘La cura non è reato’.