Comunicato Comitato MuBasta:Lunedì 16 marzo alle 16, sotto Palazzo d’Accursio, durante il consiglio comunale.
Il sindaco ci dà ragione: il Muba era previsto sulla piastra di cemento tra Casa Gialla e Biblioteca. Ma al posto di prendersi le proprie responsabilità politiche, dà la colpa ai bambini: “Ci hanno detto loro che non lo volevano lì”.
Dopo il corteo di sabato 7 marzo al Pilastro, che ha visto la partecipazione di oltre 1000 persone e dopo una settimana di terrore mediatico sul presidio del Comitato MuBASTA e accuse lanciate con ogni mezzo stampa, intervistato da èTv il sindaco ha preso la parola sul Muba e sulla situazione che si sta verificando al Pilastro, con una militarizzazione senza precedenti.
Mentre dà ragione al nostro comitato, che da mesi dice che il progetto iniziale prevedeva l’edificazione sulla piastra di cemento tra Casa Gialla e Biblioteca, il sindaco scarica le responsabilità della nuova collocazione mangiaparco sui bambini, affermando che la colpa del consumo di parco e dell’abbattimento di cinque alberi non è sua o della giunta, ma dei bambini del Pilastro che avrebbero detto di volere continuare a giocare sul cemento.
Siamo arrivati a questo: la responsabilità è dei bambini e delle bambine del Pilastro. Ma per favore!
Nella stessa intervista Matteo Lepore sembra aprire a un dialogo con i cittadini sulla costruzione del MuBa: finalmente, visto che ha preferito ignorare la protesta facendo sì che per giorni il quartiere e i suoi abitanti venissero attaccati dalla polizia con idranti e gas lacrimogeni lanciati sulle case e ad altezza uomo e identificati per strada.
Come Comitato abbiamo chiesto un incontro con il sindaco già il 5 febbraio, ma il Comune ha preferito mandare la polizia in antisommossa e avviare il cantiere.
È arrivata l’ora di smetterla di derubricare a problemi di ordine pubblico snodi politici e di prendersi le proprie responsabilità davanti alle scelte dell’amministrazione. Bloccare immediatamente i lavori è la condizione per poter aprire un dialogo con i residenti. Per questo chiediamo di organizzare l’incontro al Pilastro, dopo aver fermato le ruspe e demilitarizzato il rione.
Il 16 marzo saremo sotto il consiglio comunale per mostrare al sindaco e alla giunta cosa pensa veramente il Pilastro di questo progetto: lo faremo con le numerose firme raccolte contro il Muba, a cui si aggiungono anche le quasi 300 raccolte tra gli insegnanti delle scuole di Bologna, e ricorderemo anche qual è stata la vera risposta, riportata in documenti del Comune, dei bambini e delle bambine del Pilastro: non cemento, ma verde e giochi.
Basta strumentalizzare le ragazze e i ragazzi e scaricare su di loro la responsabilità di scelte scellerate; parliamo delle cose che servono al rione: servizi, trasporti, verde pubblico.
Invitiamo quindi la cittadinanza a ritrovarsi in piazza Maggiore il 16 marzo alle 16 per mostrare al sindaco che la città sa da che parte stare. Contro il Muba, per il Pilastro, per il suo verde, per tutto. Il punto con Laura del Comitato MuBasta di Bologna Ascolta o scarica