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Nella trasmissione si parla della "Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento 9-13 febbraio. Dalla crisi internazionale dei diritti alle piazze" organizzata dall'Osservatorio contro la militarizzazione e da Docenti per Gaza: la scuola non si censura. Corrispondenza con una delle organizzatici che ci guida all'uso dei materiali prodotti: vademecum di resistenza e di autodifesa per docenti e studenti, interventi didattici (pillole di 20 minuti), presidi di piazza. A Roma le mobilitazioni saranno il giorno 12 a piazza Montecitorio e il 13 volantinaggio davanti al "Matteucci", istituto che propone attività legate con la Leonardo, produttrice di armi.
In studio ci si confronta poi sulla direttiva congiunta dei ministri Piantedosi-Valditara: "la sicurezza è la condizione dell'autentica libertà" è la massima che dipinge una realtà immaginata, distopica che necessita quindi di un piano di intervento. I Prefetti convocheranno sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per definire le linee generali di vigilanza e controllo sugli istituti. Il clima di paura montato sul caso di uno studente di 13 anni in una scuola media di Bologna. Qui un intervento critico della direttiva.
Un ascoltatore ricorda la "Giornata del ricordo".
Approfondiamo, con due compagni piuttosto ferrati sull''inquinamento delle matrici ambientali acqua e aria, l'impatto ambientale del trasporto navale sulle località portuali. Entriamo in dettaglio sulle tipologie di inquinanti legate ai diversi carburanti utilizzati e ai problemi portati dallo scarico delle acque di sentina e alla gestione dei rifiuti a bordo.
Il 14 febbraio alle ore 14.30 due cortei a Roma e Milano, partenza rispettivamente da piazza indipendenza e da largo Cairoli, chiederanno a gran voce la liberazione di Abdullah Ocalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, la difesa della rivoluzione curda e la salvaguardia del futuro delle comunità della Siria del nord-est.
Ci raccontano le ragioni della manifestazione i portavoce dell'Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia.
Di seguito il comunicato di indizione dei cortei.
Kobane è sotto assedio. Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente. Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.
La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso. Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.
Come nel passato, la resistenza continua. A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.
Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 – Largo Cairoli
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Adesioni a i[email protected] ; [email protected]
Il 14 febbraio alle ore 14.30 due cortei a Roma e Milano, partenza rispettivamente da piazza indipendenza e da largo Cairoli, chiederanno a gran voce la liberazione di Abdullah Ocalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, la difesa della rivoluzione curda e la salvaguardia del futuro delle comunità della Siria del nord-est.
Ci raccontano le ragioni della manifestazione i portavoce dell'Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia.
Di seguito il comunicato di indizione dei cortei.
Kobane è sotto assedio. Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente. Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.
La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso. Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.
Come nel passato, la resistenza continua. A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.
Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 – Largo Cairoli
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Adesioni a i[email protected] ; [email protected]
La rassegna stampa di radio onda rossa andata in onda martedì 10 febbraio 2026
TUTTA SCENA TEATRO
martedì 10 febbraio 2026 ore 14
● DONNA DI PORTO PIM
di Antonio Tabucchi
Il mare è quello che ci mostra meglio l’orizzonte, quando noi viviamo nelle nostre case il filo dell’orizzonte è assente, sul mare lo vediamo meglio.
https://archive.org/details/donna.di.porto.pim (48')
ore 14:50
Daniele racconta:
di e con Daniele Monterosi
Durante le difficili settimane del lockdown, Daniele Monterosi ha ideato il format 'Daniele racconta' per portare lo spettacolo sul WEB.
https://archive.org/details/toro.seduto (21')
info
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ore 15:30
ospiti:
● Andrea Paolotti, codirettore artistico, presenta la 4^ edizione della rassegna EXPO • teatro italiano contemporaneo
● l'editore Luigi Lorusso presenta l'antologia GAZA WRITES BACK - racconti di giovani autori e autrici da Gaza, Palestina (2025)
● Roberta Derosas e Luca Queirolo Palmas dell'Equipaggio della Tanimar presentano il libro
CONTRODIZIONARIO DEL CONFINE - parole alla deriva nel Mediterraneo centrale (2025)
● Federica Polenta, una delle curatrici dell'evento MURALES PER LA PALESTINA - un racconto del potere evocativo dell'arte
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● l'Agenda della settimana teatrale romana
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TUTTA SCENA TEATRO
(già RadioTeatro)
2026 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenateatro/2026/01/archivio-tutta-scena-teatro-2026
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buon ascolto!
CANTO DI VESTA: 1) La Fine del Giorno ; 2) Il Parto delle Illusioni
Puntata 15 di EM, quarta del ciclo Libera Scienza in Libero Stato. Nell'ambito delle iniziative del festival della scienza di Roma presso l'Auditorium Parco della Musica in Roma, il ricercatore geofisico del CNR Marco Cuffaro e l'attore Davide Bardi presentano il loro inedito spettacolo teatrale "GIU': un viaggio negli abissi" ispitato alle immersioni sottomarine oceonografice per l'esplorazione dei fondali oceanici a 5000m di profondità.
Seconda puntata della nuova stagione di Good News! Una selezione musicale varia tra nuove uscite e brani che ci parlano di quello che sta succedendo nel mondo.
1 Ebo Taylor - Heaven
Ciò che si muove nel movimento questa settimana. Per promuovere le iniziative e gli eventi nei posti occupati e di movimento mandare una mail a [email protected].
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