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Puntata 13 di EM, terza del ciclo Emergenza zero. Ospitiamo il Comitato per la protezione dei boschi dei Colli Albani per parlare dell’impatto ambientale ed ecologico devastante provocato dall’incremento del taglio di alberi a fini di produzione di energia elettrica. Enrico del Comitato Boschi intervista il biologo Giovanni Damiani, esperto di ecologia ambientale, presidente del GUFI, Gruppo Unitario per le Foreste Italiane.
Ospitiamo due corrispondenze dal presidio permanente a Bagnoli contro l'America's Cup, ennesimo grande evento utilizzato per giustificare una speculazione che vuole trarre profitto dalla cementificazione del lungomare di Bagnoli a guadagno dei soliti nomi noti (gruppo Caltagirone fra gli altri), sovvertendo le promesse di bonifica del sito dell'acciaieria fatte per decenni dalle personalità politiche che si sono succedute al comune di Napoli. La cementificazione dell'America's Cup punterebbe infatti a intombare i veleni di 50 anni di attività industriale del polo di Bagnoli, piuttosto che restituire un'area verde bonificata alla popolazione. Lo strascico del grande evento lascerebbe dietro di sè problemi ambientali irrisolti e una nuova lunghissima colata di cemento.
E' in programma un corteo cittadino per il prossimo Sabato 7 Febbraio alle 10:30 in Piazza della Cumana a Bagnoli.
Mettiamo in gioco i nostri corpi e scendiamo in piazza contro tutti i terrorismi di stato, il patriarcato e tutte le violenze contro le nostre menti e i nostri corpi: per il Rojava, il genocidio che continua in Palestina, per confermare che il consenso senza ipocriti aggettivi è consenso e basta.
Ciò che si muove nel movimento questa settimana. Per promuovere le iniziative e gli eventi nei posti occupati e di movimento mandare una mail a [email protected].
Leggiamo i quotidiani di oggi, in particolare Domani, Corriere, Messaggero, Stampa e Fatto Quotidiano.
Inizio di puntata in stile Motown da casa Daptone Records con "All About Me" di Jalen Ngonda, seguita -inna dubplate style- da "Uptown Top Ranking" di Eva Lazarus, estratto dalla raccolta "Soundsystem Champions 2" di Mungo's Hi Fi.
Si prosegue con alcune brand new del 2025, che ammiccano alla -golden era- del reggae anni ’70 e alla -digital age- degli anni ’80.
Dal "Rootsman Riddim", prodotto da Escape Roots e uscito per Superchip Music, ascoltiamo l’ispirata "Weapon Of Choice" di YT, prima di dare spazio alla Roll & Record, con "Up There" del veterano Jolly Steward e "Troubled World" di Tenor Youthman, e alla Fruits Records con "More Work To Be Done" di Young Kulcha, seguita da "My Son" di Earl 17, entrambi accompagnati dalla band svizzera The 18th Parallel. A seguire ancora liriche consapevoli e quantomai attuali con "Despot" di Sis Defenda, dal progetto Jah Catalyst di Tim Oldfield aka Don Fe.
Il compianto Sandeeno ci riporta alla spiritualità con una "Giving Thanks & Praise" che ha già qualche anno, ma che esce ora sull’etichetta francese Samuel Records, con lo zampino di Roberto Sanchez.
Al giro di boa lo sguardo cambia e le sonorità si fanno più minimali e rarefatte.
In scaletta la versione di Quindactiv di "Gwaan", tratta dall’EP sperimentale uscito per la neonata Cinta Gara Records, dove l’omonimo brano del catalano Sr. Wilson, prodotto insieme a Geliks, è declinato in più chiavi, e "Nature Taking Over" feat. Pupa Jim & Ras Tinny dello young veteran Alpha Steppa, che anticipa l’album "Crowned Eagle".
Ci soffermiamo ora su una voce emergente dall’isola di Giamaica, che viaggia prima negli Stati Uniti dalla Green Lion Crew per la ganja tune "I Smoke Pot" prodotta a quattro mani con Boostive, e attraversa poi l’oceano fino alla francese Bat Records per "Strongest Soldier", nella quale si confronta con i Dub Shepherds sulla strumentale iconica di L. Thompson "I Love Marijuana".
Ritorniamo sull’isola nello studio di Winta James, produttore chiave del reggae contemporaneo, e ascoltiamo "At We Feet", terzo singolo estratto dall’album "The Art of Acceptance" di Protoj, e prima collaborazione con Damian “Jr Gong” Marley.
Nelle ultime due tracce, tra gli altri, ascoltiamo la voce di Eesah, un altro artista giamaicano di spicco nella scena contemporanea roots-reggae e dancehall.
Lotte nei Paesi Bassi contro Microsoft e sionismo; Palantir e il (nuovo) militarismo; shutdown di Internet in Iran, Tanzania e non solo; aumentano i progetti per nuovi datacenter, ma aumenta anche l'opposizione alla loro costruzione.
Apriamo la puntata con una rassegna delle lotte nelle università olandesi nell'anno scorso in solidarietà con la Palestina, contro le collaborazioni con Israele e gli accordi tecnologici con Microsoft.
A proposito degli effetti della ricerca delle università israeliane, riportiamo un articolo scritto da un ex dipendente di Palantir, che ci permette di ragionare sul cambiamento delle modalità della guerra nell'era della sorveglianza digitale.
Parliamo di internet shutdown: dal caso dell'Iran (tuttora in corso) allarghiamo lo sguardo al meno noto blocco in Tanzania e altre forme di censura massiva. Approfondisci su: Keep it on; ooni; ultima puntata di stakkastakka, dedicata al tema; netblocks.
Infine, parliamo di datacenter: l'accelerazione dello sviluppo dell'infrastruttura informatico passa anche per la costruzione di sempre nuovi datacenter, sempre più grandi. La costruzione di datacenter subisce però più opposizioni che in passato, grazie ad una maggiore consapevolezza sui loro effetti. Per capire quanto poco siano realistiche le aspettative di un datacenter "ecologico" (sempre paventato da chi li vuole costruire), leggiamo il comunicato di... Microsoft.
Lotte nei Paesi Bassi contro Microsoft e sionismo; Palantir e il (nuovo) militarismo; shutdown di Internet in Iran, Tanzania e non solo; aumentano i progetti per nuovi datacenter, ma aumenta anche l'opposizione alla loro costruzione.
Apriamo la puntata con una rassegna delle lotte nelle università olandesi nell'anno scorso in solidarietà con la Palestina, contro le collaborazioni con Israele e gli accordi tecnologici con Microsoft.
A proposito degli effetti della ricerca delle università israeliane, riportiamo un articolo scritto da un ex dipendente di Palantir, che ci permette di ragionare sul cambiamento delle modalità della guerra nell'era della sorveglianza digitale.
Parliamo di internet shutdown: dal caso dell'Iran (tuttora in corso) allarghiamo lo sguardo al meno noto blocco in Tanzania e altre forme di censura massiva. Approfondisci su: Keep it on; ooni; ultima puntata di stakkastakka, dedicata al tema; netblocks.
Infine, parliamo di datacenter: l'accelerazione dello sviluppo dell'infrastruttura informatico passa anche per la costruzione di sempre nuovi datacenter, sempre più grandi. La costruzione di datacenter subisce però più opposizioni che in passato, grazie ad una maggiore consapevolezza sui loro effetti. Per capire quanto poco siano realistiche le aspettative di un datacenter "ecologico" (sempre paventato da chi li vuole costruire), leggiamo il comunicato di... Microsoft.
Lotte nei Paesi Bassi contro Microsoft e sionismo; Palantir e il (nuovo) militarismo; shutdown di Internet in Iran, Tanzania e non solo; aumentano i progetti per nuovi datacenter, ma aumenta anche l'opposizione alla loro costruzione.
Apriamo la puntata con una rassegna delle lotte nelle università olandesi nell'anno scorso in solidarietà con la Palestina, contro le collaborazioni con Israele e gli accordi tecnologici con Microsoft.
A proposito degli effetti della ricerca delle università israeliane, riportiamo un articolo scritto da un ex dipendente di Palantir, che ci permette di ragionare sul cambiamento delle modalità della guerra nell'era della sorveglianza digitale.
Parliamo di internet shutdown: dal caso dell'Iran (tuttora in corso) allarghiamo lo sguardo al meno noto blocco in Tanzania e altre forme di censura massiva. Approfondisci su: Keep it on; ooni; ultima puntata di stakkastakka, dedicata al tema; netblocks.
Infine, parliamo di datacenter: l'accelerazione dello sviluppo dell'infrastruttura informatico passa anche per la costruzione di sempre nuovi datacenter, sempre più grandi. La costruzione di datacenter subisce però più opposizioni che in passato, grazie ad una maggiore consapevolezza sui loro effetti. Per capire quanto poco siano realistiche le aspettative di un datacenter "ecologico" (sempre paventato da chi li vuole costruire), leggiamo il comunicato di... Microsoft.
Lotte nei Paesi Bassi contro Microsoft e sionismo; Palantir e il (nuovo) militarismo; shutdown di Internet in Iran, Tanzania e non solo; aumentano i progetti per nuovi datacenter, ma aumenta anche l'opposizione alla loro costruzione.
Apriamo la puntata con una rassegna delle lotte nelle università olandesi nell'anno scorso in solidarietà con la Palestina, contro le collaborazioni con Israele e gli accordi tecnologici con Microsoft.
A proposito degli effetti della ricerca delle università israeliane, riportiamo un articolo scritto da un ex dipendente di Palantir, che ci permette di ragionare sul cambiamento delle modalità della guerra nell'era della sorveglianza digitale.
Parliamo di internet shutdown: dal caso dell'Iran (tuttora in corso) allarghiamo lo sguardo al meno noto blocco in Tanzania e altre forme di censura massiva. Approfondisci su: Keep it on; ooni; ultima puntata di stakkastakka, dedicata al tema; netblocks.
Infine, parliamo di datacenter: l'accelerazione dello sviluppo dell'infrastruttura informatico passa anche per la costruzione di sempre nuovi datacenter, sempre più grandi. La costruzione di datacenter subisce però più opposizioni che in passato, grazie ad una maggiore consapevolezza sui loro effetti. Per capire quanto poco siano realistiche le aspettative di un datacenter "ecologico" (sempre paventato da chi li vuole costruire), leggiamo il comunicato di... Microsoft.
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