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Oggi, 23 gennaio 2026, ci ha lasciato Giacomo Mondovì, compagno storico dell'Autonomia Operaia romana e di Radio Onda Rossa,
Giacomo era attivo nel collettivo del Policlinico e dell'Università e di tutte le lotte dell'Autonomia Operaia romana. Ha anche portato avanti lotte internazionaliste in particolare con Cuba e negli ultimi venti anni con l'ong Azimut di cui era fondatore.
Verrà comunicato orario e luogo per il ricordo
Walter Le Moli è un abuser seriale. Le Moli, regista e direttore artistico della Fondazione Teatro Due di Parma, dovrà risarcire i danni psicofisici a due lavoratrici per accertate molestie e violenze sessuali (condannata anche la fondazione).
Una compagna di Campo Innocente ce ne parla in relazione alla sentenza del 20 settembre 2025, in seguito all'inchiesta di Ampleta e Differenza Donna.
Il comunicato:
L’alta formazione dell’abuso:
WALTER LE MOLI È UN ABUSER SERIALE
La sentenza del 20 settembre 2025 del Tribunale del lavoro di Parma è storica: per la prima volta definisce la molestia come discriminazione sul luogo di lavoro. Arriva a conclusione del percorso di denuncia di due attrici, seguito da Amleta e Differenza Donna e condanna il regista e direttore Walter Le Moli a risarcire i danni psicofisici a due lavoratrici in formazione per accertate molestie e violenze sessuali.
Condanna anche la Fondazione Teatrale di Teatro Due perché pur a conoscenza dei fatti non ha agito in alcun modo per impedirli: è un passaggio importante perchè conferma che la violenza maschile e patriarcale è sistemica e diffusa, non è un’eccezione ma un “ambiente”.
Walter Le Moli è un abuser e molestatore seriale. Tutte lo sapevamo. Le molte che hanno subito aggressioni e molestie hanno fatto in modo che le altre sapessero, che stessero attente. Tutto l’ambiente teatrale sapeva. Chi era in posizione di potere, per età o per ruolo, invece non ha fatto nulla per impedirlo. Per proteggerci e tutelarci. Decine di giovani attrici e di studentesse, nelle scuole, nelle produzioni e in università, sono state esposte a questo sistema di predazione violento, per anni.
Ci siamo protette da sole (come e se abbiamo potuto).
Walter Le Moli è il Weinstein italiano: tutte lo abbiamo pensato quando è uscito il caso Me Too. Abbiamo pensato che era arrivato il momento. Provini notturni in vestaglia, a casa o in teatro / vediamo a cosa sei disposta / vediamo se sei abbastanza brava da spogliarti un po’ di più / andiamo prima a cena? / sei disposta a spingerti oltre e toccare il sacro fuoco dell’arte? / sei disposta a tutto pur di avere questo ruolo?
Walter Le Moli ha concentrato su di sè molti ruoli di potere e simultaneamente: tra i fondatori del Teatro Due di Parma e suo direttore artistico dal 1980 al 1998, teatro finanziato con risorse pubbliche; poi direttore del Teatro Stabile di Torino, finanziato pubblicamente, dal 2002 al 2007; ideatore con Luca Ronconi del “Progetto Domani” in occasione delle Olimpiadi Invernali a Torino 2005/2006 (7,5 milioni di euro da finanziamenti pubblici).
In questi contesti ha anche diretto diversi spettacoli come regista, finanziati con soldi pubblici; ha fondato e diretto dal 2001 al 2016 la Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro presso IUAV di Venezia, un’università pubblica.
Poi consigliere per la Biennale, presidente dell’Istituto per il dramma antico (INDA), componente del Consiglio Nazionale dello Spettacolo. È stato l’eminenza grigia dell’era Veltroni-Melandri.
Decenni di aggressioni, abusi di potere, manipolazioni e umiliazioni su studentesse e attrici. È qualcosa che conosciamo bene: il ricatto del Grande Maestro, dei Patriarchi che dispensano arte e opportunità mentre allungano le mani e ti toccano il culo in nome della libertà dell’arte.
Questa sentenza è storica perchè prima non sarebbe stata possibile: arriva dopo anni di movimenti transfemministi Non Una Di Meno, dal lavoro politico di collettivi e associazioni che hanno lottato contro sessismo e discriminazioni anche nel mondo dell’arte. Non torniamo indietro alla cultura del tutti-sanno-tutto e nessuno-parla, di mobbing, sessismo, violenza e insulti nei teatri e dalle sale prove.
Questa sentenza è stata emessa dal Tribunale di Parma. Ma L’ABBIAMO SCRITTA TUTTE NOI NELLE PIAZZE. CON I NOSTRI CORPI.
Siamo a fianco dellx studentx in sciopero al Teatro Due in questi giorni, a chi ha subito violenza, a chi ha denunciato, a chi ha accompagnato il processo. Una lotta fatta dalle attrici per le attrici come pratica di solidarietà attiva. NO. Sui nostri corpi non si negozia.
Il Campo Innocente
L' uragano Harry, esempio evidente di tropicalizzazione del clima, tra il 20 e il 21 gennaio 2026 ha devastato le coste di Sicilia, Sardegna e Calabria causando danni enormi, tra cui interi paesi sfollati, distruzione di infrastrutture, chiusure di scuole uffici.
Approfondiamo l'argomento con Antonio Mazzeo, attivo nei movimenti No Muos e No Ponte sottolineando l'assoluto impreparazione europea nella costruzione di una resilienza delle coste meridionali che mette in evidenza ancora una volta la marginalizzazione delle zone del sud dell'Unione, e delle regioni meridionali rispetto all'Italia.
Il rischio oggi ancora una volta è che la catastrofe diventi profitto per la grande finanza e i grandi gruppi immobiliari.
Paola Mastrangeli della Casa internazionale delle donne ricorda Edda Billi con cui ha condiviso lunghi anni di femminismo a partire dal Collettivo di via Pompeo Magno.
Edda Billi, nata a Follonica nel 1933 è morta il 10 gennaio 2026 a Roma dove viveva dagli anni cinquanta. Ha scelto il femminismo nei primi anni Settanta con il collettivo di via Pompeo Magno, in seguito è stata presidente di Affi (Associativa Federativa Femminista Internazionale) e del Centro di Documentazione Alma Sabatini alla Casa internazionale delle donne. Si è sempre definita lesbofemminista. Ha pubblicato le raccolte di poesie "Isolanotte" e "Donnità" volute e curate dalla stessa Paola Mastrangeli per Iacobelli Editore nella collena I leggendari di Anna Maria Crispino
Una puntata che attraversa libri, videogiochi, immaginari e futuri possibili:
Durata 94'
Incendi in Cile
Sgombero San Antonio
Caso Huracàn
CasoJulia Chunil
Caso Quilleco
Detenzione Facundo Hulal
Il cosiddetto "Rojava" costituisce un terzo del territorio siriano ed è la parte più piccola del grande Kurdistan. Il nuovo anno è stato tristemente inaugurato da un’escalation di violenze contro l’AmministrazionecAutonoma della Siria del Nord-Est da parte dell’HTS di Al jolani (l’organizzazione per la liberazione del Levante). Il 10 marzo 2025 è stato firmato tra Al Jolani e i curdi un accordo che doveva essere attuato entro la fine del 2025. Si parlava di integrazione dell’SDF nell’esercito siriano riconoscendo all’esercito curdo una certa autonomia: l’SDF sarebbe stato scorportato in 3 divisioni, i suoi dirigenti avrebbero mantenuto posti di rilievo, l’esercito delle donne sarebbe stato mantenuto. Questo accordo per l’integrazione è rimasto sulla carta e nei mesi successivi Al Jolani si è dedicato pricnipalmente al rafforzamento della sua immagine a livello internazionale, sopratutto con gli Stati Uniti e Israele.
In comunicazione telefonica con un compagno del collettivo Dans la Rue, abbiamo parlato della terza edizione del Tatto Fest, che si terrà il sabato 24 e la domenica 25 al CSA Brancaleone, a benefit di Boxe contro l'assedio, proggetto di scambio e formazione tra pugil* palestines* e italian*.
In comunicazione telefonica con un compagno solidale con la Palestina, abbiamo parlato dell'assemblea pubblica che si terrà, questo venerdì 23 gennaio a partire dale ore 16:00, ad Albano per parlare di come il genocidio in Palestina condiziona le nostre vite e di come reagire all'economia di guerra e alle leggi repressive.
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