Radio Onda Rossa

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Radio Onda Rossa episodes

  • [split] Ritmo

    Delinquent Habits - Ritmo

    Cypress hill - Loco en el coco

    Stove God Cooks - El pueblo

    J-Dubb & Art Banks - Something like that

    Canbatta - Scale of anubis

    Mobb Deep - Solidified

    Dalek - Better than

    Outkast - Funkin' around

    Sa-Roc - Superlova

    The Roots - Stay cool

    Noname - Blaxploitation

    Method Man & Mary J Blige - All i need

    Monie Love - It's a shame ( My sister)

    Dilated Peoples - Pay attention

    Mc Lyte - Change your ways

    Macy Gray - I've committed murder

    The Musalini & 9th Wonder - Sincerely

    Snoop Dogg - Pronto

    Heavy D and the Boyz - Friend and respect

    Assalti Frontali - Nel barrio

    AK 47 - Spigoli di luce

    Amir Issaa - Torpigna one love

    Stranos Elementos . Limba

    Menhir - Con le mie forze

    Arsen Palesini - Ancora a fare guerre

    Supremo 73 - Lacrime e poesia

    0 min
  • [Ponte Radio] Cibo aumentato

    In questa puntata di ponte radio a conduzione Wombat proponiamo quattro contributi:

    • Compagno del comitato movimento sem terra Italia ci parla dell’accordo Mercosur e le sue implicazioni
  • Un compagno di Firenze ci racconta il suo lavoro di tesi dal titolo “Un’industria senza fabbrica? Indagine sul lavoro nella ristorazione nel centro storico di Firenze” e delle recenti lotte sindacali dei Sudd Cobas dell lavorator della ristorazione
  • “La banana aumentata”: versione radiofonica dello spettacolo del teatro contadino libertario a proposito dei nuovi OGM
  • una compagna del neonato coordinamento Seeds4Palestina ci racconta e delle strategie del progetto genocidiario/ecocidiario messo in campo da Israele da decenni
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    1 hr 55 min
  • Ciao Giacomo, compagno dell'Autonomia Operaia

    Oggi, 23 gennaio 2026, ci ha lasciato Giacomo Mondovì, compagno storico dell'Autonomia Operaia romana e di Radio Onda Rossa,

    Giacomo era attivo nel collettivo del Policlinico e dell'Università e di tutte le lotte dell'Autonomia Operaia romana. Ha anche portato avanti lotte internazionaliste in particolare con Cuba e negli ultimi venti anni con l'ong Azimut di cui era fondatore.

    Verrà comunicato orario e luogo per il ricordo

    5 min
  • Un abuser seriale nel mondo del teatro

    Walter Le Moli è un abuser seriale. Le Moli, regista e direttore artistico della Fondazione Teatro Due di Parma, dovrà risarcire i danni psicofisici a due lavoratrici per accertate molestie e violenze sessuali (condannata anche la fondazione).

    Una compagna di Campo Innocente ce ne parla in relazione alla sentenza del 20 settembre 2025, in seguito all'inchiesta di Ampleta e Differenza Donna.

    Il comunicato:

    L’alta formazione dell’abuso:

    WALTER LE MOLI È UN ABUSER SERIALE

    La sentenza del 20 settembre 2025 del Tribunale del lavoro di Parma è storica: per la prima volta definisce la molestia come discriminazione sul luogo di lavoro. Arriva a conclusione del percorso di denuncia di due attrici, seguito da Amleta e Differenza Donna e condanna il regista e direttore Walter Le Moli a risarcire i danni psicofisici a due lavoratrici in formazione per accertate molestie e violenze sessuali.  

    Condanna anche la Fondazione Teatrale di Teatro Due perché pur a conoscenza dei fatti non ha agito in alcun modo per impedirli: è un passaggio importante perchè conferma che la violenza maschile e patriarcale è sistemica e diffusa, non è un’eccezione ma un “ambiente”.

    Walter Le Moli è un abuser e molestatore seriale. Tutte lo sapevamo. Le molte che hanno subito aggressioni e molestie hanno fatto in modo che le altre sapessero, che stessero attente. Tutto l’ambiente teatrale sapeva. Chi era in posizione di potere, per età o per ruolo, invece non ha fatto nulla per impedirlo. Per proteggerci e tutelarci. Decine di giovani attrici e di studentesse, nelle scuole, nelle produzioni e in università, sono state esposte a questo sistema di predazione violento, per anni. 

    Ci siamo protette da sole (come e se abbiamo potuto).

    Walter Le Moli è il Weinstein italiano: tutte lo abbiamo pensato quando è uscito il caso Me Too. Abbiamo pensato che era arrivato il momento. Provini notturni in vestaglia, a casa o in teatro / vediamo a cosa sei disposta / vediamo se sei abbastanza brava da spogliarti un po’ di più / andiamo prima a cena? / sei disposta a spingerti oltre e toccare il sacro fuoco dell’arte? / sei disposta a tutto pur di avere questo ruolo?

    Walter Le Moli ha concentrato su di sè molti ruoli di potere e simultaneamente: tra i fondatori del Teatro Due di Parma e suo direttore artistico dal 1980 al 1998, teatro finanziato con risorse pubbliche; poi direttore del Teatro Stabile di Torino, finanziato pubblicamente, dal 2002 al 2007; ideatore con Luca Ronconi del “Progetto Domani” in occasione delle Olimpiadi Invernali a Torino 2005/2006 (7,5 milioni di euro da finanziamenti pubblici). 

    In questi contesti ha anche diretto diversi spettacoli come regista, finanziati con soldi pubblici; ha fondato e diretto dal 2001 al 2016 la Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro presso IUAV di Venezia, un’università pubblica.

    Poi consigliere per la Biennale, presidente dell’Istituto per il dramma antico (INDA), componente del Consiglio Nazionale dello Spettacolo. È stato l’eminenza grigia dell’era Veltroni-Melandri.

    Decenni di aggressioni, abusi di potere, manipolazioni e umiliazioni su studentesse e attrici. È qualcosa che conosciamo bene: il ricatto del Grande Maestro, dei Patriarchi che dispensano arte e opportunità mentre allungano le mani e ti toccano il culo in nome della libertà dell’arte.

    Questa sentenza è storica perchè prima non sarebbe stata possibile: arriva dopo anni di movimenti transfemministi Non Una Di Meno, dal lavoro politico di collettivi e associazioni che hanno lottato contro sessismo e discriminazioni anche nel mondo dell’arte. Non torniamo indietro alla cultura del tutti-sanno-tutto e nessuno-parla, di mobbing, sessismo, violenza e insulti nei teatri e dalle sale prove. 

    Questa sentenza è stata emessa dal Tribunale di Parma. Ma L’ABBIAMO SCRITTA TUTTE NOI NELLE PIAZZE. CON I NOSTRI CORPI.

    Siamo a fianco dellx studentx in sciopero al Teatro Due in questi giorni, a chi ha subito violenza, a chi ha denunciato, a chi ha accompagnato il processo. Una lotta fatta dalle attrici per le attrici come pratica di solidarietà attiva. NO. Sui nostri corpi non si negozia. 

    Il Campo Innocente

    21 min
  • Cemento e cambio climatico: l'uragano devasta Sicilia, Calabria e Sardegna

    L' uragano Harry, esempio evidente di tropicalizzazione del clima, tra il 20 e il 21 gennaio 2026 ha devastato le coste di Sicilia, Sardegna e Calabria causando danni enormi, tra cui interi paesi sfollati, distruzione di infrastrutture, chiusure di scuole uffici.

    Approfondiamo l'argomento con Antonio Mazzeo, attivo nei movimenti No Muos e No Ponte sottolineando l'assoluto impreparazione europea nella costruzione di una resilienza delle coste meridionali che mette in evidenza ancora una volta la marginalizzazione delle zone del sud dell'Unione, e delle regioni meridionali rispetto all'Italia. 

    Il rischio oggi ancora una volta è che la catastrofe diventi profitto per la grande finanza e i grandi gruppi immobiliari.

    0 min

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