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Il 30 dicembre 2025 il Kazakistan si aggiunge ai vari paesi che hanno seguito la Russia nel passare una legge contro la 'propaganda LGBT' che censura la discussione di tematiche relative alla comunità queer sui media e ne elimina qualsiasi forma di rappresentazione. Oltre a limitare l'informazione, la legge ha delle potenziali ramificazioni nel campo dell'educazione e della ricerca. Facciamo il punto della questione e parliamo brevemente del diritto alla rappresentazione e di alcuni problemi nel traslare questa rivendicazione al caso dell'Asia Centrale senza adattarla al contesto. Come nota positiva c'è che a Strelka è toccato di fare una scaletta musicale a tema propaganda queer.
Scaletta musicale
Per approfondire
Con Jacopo dell'Accademia della modernità democratica, facciamo il punto della situazione sugli ultimi aggiornamenti dopo l'attacco del governo siriano alle resistenze curde. Rilanciamo l'appello alla solidarietà e la lotta internazionale contro la guerra e l'oppressione dei popoli e ricordiamo l'appuntamento di oggi, 21 Gennaio, al centro socio-culturale Ararat alle ore 18. Di seguito il testo che accompagna l'appello:
"Contro le guerre per procura in Medio Oriente, contro le operazioni di distorsione o censura delle notizie, per un vera informazione, per la rivoluzione dei popoli.
Il genocidio in Palestina così come gli attacchi ai quartieri curdi di Aleppo o ai territori dell'Amministrazione Autonoma rientrano nella volontà di riscrivere dall'alto gli equilibri e la realtà del Medio Oriente per fini economici e di potere. In Iran dove il popolo scende da settimane in piazza sfidando la repressione che cerca di soffocare le loro lotte anche queste vengono strumentalizzate per mascherare accordi tra il regime di Damasco e le altre potenze internazionali interessate a inserire la Siria in una nuova fase.
Mentre si agisce con la violenza brutale della guerra, mentre si fomentano guerre tra i popoli, vengono mescolate le notizie per fare sembrare più legittima l'oppressione e il genocidio oscurando la rivoluzione dei popoli.
Serve più che mai fare chiarezza sui processi che si stanno sviluppando in Medio oriente e tessere legami di solidarietà con le popolazioni che resistono sotto le bombe e la repressione.
Per tutti questi motivi vi invitiamo a riunirci in una assemblea pubblica mercoledì 21 Gennaio,ore 18, presso il Centro socioculturale Ararat per aggiornamenti sulla situazione attuale tramite collegamento live e a seguire discussione sui prossimi passi da costruire insieme."
Con Verdiana di Antudo, parliamo della presentazione del libro "21 di Marzo" di Luigi Spera che avverrà lunedi 26 Gennaio alle 16.30 nell'aula Ponzi dell'università La sapienza di Roma.
Ricordiamo la vicenda di Luigi e ci facciamo raccontare dei temi trattati nel libro di poesie, scritte durante il periodo di detenzione.
Per chi volesse sostenere le spese legali di Luigi Spera, il link del crowdfunding è il seguente:
https://www.gofundme.com/f/un-anno-di-processo-al-fianco-di-chi-smaschera-la-guerra
Leggiamo i quotidiani di oggi, in particolare Domani, Corriere, Stampa e Manifesto.
Scaletta della puntata:
SCALETTA
Amari, "Bolognina Revolution"
Perturbazione, "Agosto"
Le Luci della Centrale Elettrica, "La lotta armata al bar"
Tre Allegri Ragazzi Morti "Il principe in bicicletta (La canzone della cameriera)
The Microphones, "II. Solar System"
Baustelle, "Gomma"
Post Nebbia, "Notte Limpida"
Fringuello, "Walking the Cow" *
* Bonus Track
Ahmad Salem, 24 anni, palestinese e richiedente asilo in Italia, è in carcere da oltre otto mesi per un video in cui invitava alla mobilitazione contro il genocidio a Gaza. Durante l’audizione per l’asilo il suo telefono è stato sequestrato e, sulla base di frasi decontestualizzate, gli sono stati contestati reati di istigazione e "terrorismo della parola".
Nel secondo audio la conclusione della giornata: l'udienza viene rinviata al 10 marzo mentre in aula e fuori dal Tribunale la solidarietà di compagne e compagni
Ahmad Salem, 24 anni, palestinese e richiedente asilo in Italia, è in carcere da oltre otto mesi per un video in cui invitava alla mobilitazione contro il genocidio a Gaza. Durante l’audizione per l’asilo il suo telefono è stato sequestrato e, sulla base di frasi decontestualizzate, gli sono stati contestati reati di istigazione e "terrorismo della parola".
Nel secondo audio la conclusione della giornata: l'udienza viene rinviata al 10 marzo mentre in aula e fuori dal Tribunale la solidarietà di compagne e compagni
puntata 129 dedicata alle cover.
questa la scaletta di oggi:
happiness is a warm gun/the beatles covered by the breeders
I'm on fire/bruce Springsteen covered by bat for lashes
paint it black/the rolling stones covered by the avengers
fruits of my labour/lucinda williams covered by waxahatchee
what a man /linda lyndell covered by salt & pepa + en vogue
I started a joke/bee gees covered by shannon wright
freedom '90/george michael covered by kae tempest
someday/the strokes covered by julia jacklyn
***
La nostra sigla è di Koumiya - Ayaw
La grafica di Likewise è curata da Le
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email: [email protected]
canale telegram: likewise_trx
La trasmissione affronta la morte tragica di uno studente in un istituto superiore di La Spezia: un componente del comitato antimilitarista della città riflette intorno a questo dramma e spinge a trovare insieme le risposte più adeguate per rilanciare il ruolo democratico ed educativo delle scuole, che possa incidere realmente sulle condizioni sociali delle nuove generazioni, investire soldi per ridurre il numero di studenti per classe, sviluppare attività per rafforzare le relazioni, promuovere l'educazione all'affettività e alla sessualità. E non militarizzare, come Valditara e governo indicano (vedi metal detector).
Analizziamo poi la nota indirizzata ai/alle dirigenti di Roma e provincia che deriva dalla circolare del Ministero rivolta alla rilevazione degli alunni palestinesi su scala nazionale. Spieghiamo perché non regge il confronto con l'Ucraina dichiarato dal ministro Valditara, che si sente offeso da chi denuncia questa iniziativa come una schedatura etnica della popolazione palestinese presente in Italia, che nulla ha a che vedere con presunti interventi di accoglienza.
Registriamo l'ennesimo caso di censura, avvenuto al liceo Marco Polo di Venezia: la scuola organizza un progetto approvato dal Collegio docenti che consiste in una serie di appuntamenti con tema Palestina (mostra, presentazione di libri, proiezione film): un blogger lancia la notizia, un politico di destra interviene, monta la gogna mediatica e il ministero decide di inviare ispezioni. L'accusa, falsa, è sempre di antisemitismo.
Corrispondenza su Idrovolante edizioni (pantheon di estrema destra) che prova ad entrare nelle scuole, in particolare ad Alatri. Le proteste ne bloccano l'ingresso.
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