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La prima puntata di "Note dall'UK" introduce il nuovo spazio redazionale dedicato alle notizie e alla musica provenienti dal Regno Unito, che andrà in onda una volta ogni due o tre settimane. Oggi vi aggiorniamo sullo sciopero della fame delle detenute e dei detenuti di Palestine Action in carcere cautelare e sulle conseguenze dell'attacco di Sydney sul movimento pro-Pal in UK, e apriamo una finestra sui gruppi musicali che hanno sostenuto la causa palestinese negli ultimi anni.
L'immagine "Un voto per Labour è un voto per il genocidio" proviene dal progetto di satira militante di Darren Cullen / Spelling Mistakes Cost Lives.
Aggiornamento dal Presidio Nazionale, le compagn3 sono dentro il Tribunale e sono presenti all'incirca 500 persone per portare solidarietà. Aspettiamo notizie sul verdetto.
Libertà per Anan, Alì e Mansour!
Alcune considerazioni con una compagna di Torino sullo sgombero dell'Askatasuna.
Dopo la chiusura del vertice sul clima in Brasile, torniamo a parlarne per quello che è stato: l'ennesima occasione per i potenti della terra di ripulirsi la faccia all'insegna dell'ecosostenibilità, mentre continuano a devastare i nostri territori per estrarre vita e risorse. Ma i popoli del Sud globale non ci stanno: l'ecologia che vogliamo parte dal basso, è popolare e pirata, e infiltra la casa del padrone minandone le fondamenta materiali.
Sugli 87.9 FM di Radio Onda Rossa, ne discutiamo con Claudia Terra, ricercatrice e attivista della campagna Per il Clima Fuori dal Fossile, e l3 compagn3 di Ecologia Politica Roma.
Il Global Mutirão (documento finale della COP) viene presentato come una grande chiamata collettiva all’azione, ma non introduce nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni, non anticipa le scadenze, non prevede sanzioni, non impone l’uscita dai combustibili fossili (non li nomina neanche). Chiede a tutti di fare di più, ma non dice chi deve fare cosa, entro quando e con quali strumenti. E soprattutto non distingue tra chi ha costruito la propria ricchezza distruggendo l'ambiente e chi oggi paga il prezzo più alto della crisi climatica senza averla causata. Così la responsabilità si diluisce, si nasconde dietro il linguaggio dell’“insieme”, e i grandi emettitori restano protetti, ancora una volta.
Questo emerge ancora più chiaramente se guardiamo a ciò che sta accadendo fuori da questo linguaggio prudente e ambiguo. La Colombia, insieme ad altri Paesi del Sud globale, ha promosso un documento politico chiaro, che dice una cosa semplice ma fondamentale: la crisi climatica non si risolve senza affrontare la dipendenza da carbone, petrolio e gas. Quel documento chiede una uscita graduale, giusta e pianificata dai combustibili fossili ed è stato firmato da circa ottanta Paesi. L’Italia non ha firmato.
La COP30 è stata una vetrina, il Global Mutirão è un pezzo di carta che prova a vestire di responsabilità collettiva quello che resta una gestione di mercato della crisi climatica. Dove serviva vincolo e trasformazione strutturale — stop ai fossili, redistribuzione delle risorse, riparazioni storiche, smantellamento del modello estrattivista — si è preferito il compromesso, le formule vaghe, gli acceleratori volontari, e la finanza come rimedio universale. Non è una sconfitta solo delle politiche climatiche, è una sconfitta dei diritti dei popoli che subiscono l’estrazione, il colonialismo, la militarizzazione e la mercificazione della natura.
Mentre a Belém si fanno foto di gruppo e si parla di Mutirão (cooperazione), fuori dallo spazio mediatico infatti si mobilitano armamenti e si rimette al centro la disputa per l’accesso ai giacimenti.
Questa COP30 è stata una farsa, ma è stata anche un’occasione preziosa: nelle strade di Belém si sono rinforzate alleanze globali dei movimenti sociali, si è parlato di agenda dal basso e si sono gettate le basi di azioni collettive contro il capitalismo estrattivo. Dunque non perdiamo tempo a sperare nelle promesse dei palazzi — organizziamoci, connettendo locali e internazionali e assaltiamoli, perché la vera transizione è già in cammino: è popolare, pirata, e non aspetta il permesso dei potenti.
Nella colonna destra del sito di Onda Rossa trovate i vari contenuti fatti a Belém durante i giorni della Cop e delle controCop.
Lettura delle prime pagine e delle pagine interne dei quotidiani italiani
Tre libri sul carcere, con una puntata dedicata a riflettere sull’istituzione carceraria:
Ne abbiamo parlato con i rispettivi autori e autrice.
Durata 83'50''
-Il processo per il 'caso Quilleco' finalmente inizia
-Le parole di Facundo Jones Huala dal carcere di Rawson
-L'incontro della famigia di Julia Chunil con il Pubblico Ministero e la Procura che si sono trovati a dover ammettere la perdita di elementi di prova e indagine contro Juan Carlos Morsdat.
-Cos'è il Merken? Un po' di cultura Mapuche, e con la scusa i prodotti del nostro banchetto.
https://mapucheit.wordpress.com
Con una compagna dell'assemblea di solidarietà e lotta, facciamo il punto su quello che sta accadendo a Torpignattara e rilanciamo l'appuntamento di oggi a Largo della Marranella alle ore 18.
"SE RICONOSCIAMO I PROBLEMI POSSIAMO LOTTARE FIANCO A FIANCO PER RISOLVERLI
GIOVEDI 18 DICEMBRE - ORE 18
Appuntamento di solidarietà e lotta a Torpignattara
Che succede se il municipio nega la residenza a chi abita e lavora in quartiere?
Gli affitti sono alle stelle, cosa comporta?
Ogni 15 del mese ci guardiamo in tasca e sappiamo che è durissima arrivare alla fine del mese.
Sono passati 30 anni dal testo unico sull'immigrazione e le leggi successive sono state sempre più dure.
COME AFFRONTIAMO LA DIPENDENZA DAL GIOCO, ALCOL E SOSTANZE SE OGNUN* E' SOL* NELLA PROPRIA VITA?
COME AFFRONTIAMO LE VIOLENZE IN FAMIGLIA E CONTRO LE DONNE se ognuna è chiusa in casa sua con i propri problemi, mentre ci raccontano che il nemico è fuori?
Se subisci ingiustizie, se la tua vita vale meno delle altre, se il rispetto personale viene continuamente calpestato, come ti comporterai con le persone intorno? Con le strade che vivi? Con te stesso/a?
Le ronde dei fasci e influencer e le continue retate della polizia, di cui si vantano i politici, non sono la soluzione. Cono colo il modo più efficace di dividerci, mantenendo il controllo sulle nostre vite e lasciando invariata la situazione
GIOVEDI 18 DICEMBRE - ORE 18
Appuntamento di solidarietà e lotta a Torpignattara"
Con Ruta dell'associazione Faz3a, una delle persone italiane aggredite recentemente dai coloni israeliani, parliamo della situazione attuale in Cisgiordania e dell'esponenziale aumento della violenza dei coloni. Attraverso la sua testimonianza diretta rilanciamo l'appello a lottare a fianco della Palestina e delle sue resistenze quotidiane.
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