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Torino. Perquisizioni all'Askatasuna e ingente dispiegamento di mezzi di polizia che stanno allontanando le persone solidali, raccolte in strada in un presidio.
Torino. Perquisizioni all'Askatasuna e ingente dispiegamento di mezzi di polizia che stanno allontanando le persone solidali, raccolte in strada in un presidio.
Torino. Perquisizioni all'Askatasuna e ingente dispiegamento di mezzi di polizia che stanno allontanando le persone solidali, raccolte in strada in un presidio.
TUTTA SCENA CINEMA
giovedì 18 dicembre 2025 ore 13:45
ospiti:
● Lucy De Crescenzo di Europictures, che lo distribuisce, presenta il film VITA PRIVATA (vie privée – Fra, 2025) di Rebecca Zlotowski
al cinema da giovedì 11 dicembre 2025
https://tuttascena1.wordpress.com/2025/12/13/vita-privata-europictures/
● Simone Soranna di I Wonder Pictures, che lo distribuisce, presenta il film LA MIA FAMIGLIA A TAIPEI (left-handed girl - Twn/Fra/USA/Gbr, 2025) di Shih-Ching Tsou
● la direttrice responsabile Annamaria Gallo presenta la nuova rivista cinematografica CineMoi
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Tutta Scena / Visionari e il Cinema a ROR
Diari di Cineclub n°60, aprile 2018, pgg.59-60
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TUTTA SCENA CINEMA
trasmissione settimanale di cinema, il giovedì ore 14, sigla musicale: David Schacherl
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l'Archivio completto TuttaScenaCinema e Visionari:
2025 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenacinema/2025/01/archivio-tutta-scena-cinema-2025
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buon ascolto!
In studio, con una compagna italo-palestinese, riflettiamo in primo luogo sulle forme che la repressione alla solidarietà con la popolazione palestinese sta assumendo in questi ultimi tempi, soffermandoci in modo particolare sui fermi, le incarcerazioni e i processi, a partire dal caso di Mohamed Shahin, l'imam di Torino, finito in un CPR per avere espresso solidarietà con la resistenza palestinese, per arrivare al processo ad Anan, Ali e Mansour, che nei prossimi giorni arriverà alle battute conclusive. Ci soffermiamo poi sulla rappresentazione che viene data, a livello mediatico, delle diverse forme di solidarietà con Palestina, che riflette stereotipi di chiara matrice neo-coloniale. Affrontiamo, quindi, la questione della cancellazione del diritto al ritorno, negato tra l'altro dalla volontà di eliminare completamente persino la memoria della popolazione nativa di Palestina. In conclusione, analizziamo la condizione di vita delle donne palestinesi che vivono una stratificazione di forme di oppressione tale da renderle soggetti particolarmente fragili, soprattutto nella scelta politica di prendere parte alla resistenza.
Accademia ed enti di ricerca contro la trasformazione della definizione di antisemitismo dell’IHRA in legge
Noi studiosi, studiose e docenti italiane di diverse discipline, lavoratrici e lavoratori afferenti a istituzioni accademiche ed enti di ricerca italiani e non, esprimiamo grande preoccupazione per i diversi disegni di legge che mirano a introdurre in Italia la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA, ovvero l’International Holocaust Remembrance Alliance.
Nonostante si richiamino alla lotta contro l’antisemitismo, questi progetti di legge lo banalizzano e lo equiparano all’espressione di opinioni critiche verso le politiche di occupazione dello stato israeliano. Tali politiche sono state riconosciute come illegali e di discriminazione razziale dalla Advisory Opinion della Corte Internazionale di Giustizia nel luglio del 2024, e come forme di apartheid dalle più importanti organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali che lavorano in difesa dei diritti umani. Come dimostrato dalle stesse organizzazioni e da molteplici rapporti delle Nazioni Unite, le politiche implementate dallo Stato di Israele hanno subito negli ultimi due anni una accelerazione e si sono tradotte in forme di violenza genocidiaria contro il popolo palestinese.
Inoltre, i progetti di legge italiani, aderendo alla definizione dell’IHRA, oltre a trasformare la critica al razzismo di stato in antisemitismo, avrebbero come conseguenza che la vasta letteratura prodotta in molteplici campi del sapere e discipline in cui si analizzano le politiche israeliane come politiche coloniali, possa essere considerata come discriminatoria. Questo equivarrebbe a negare che per decenni Israele ha continuato a costruire colonie illegali attraverso l’espulsione forzata della popolazione palestinese. Gli eventi storici e quelli in corso a Gaza, in Cisgiordania e nei territori controllati da Israele, mostrano come la distruzione, il trasferimento forzato e la segregazione della popolazione palestinese attraverso la creazione di un regime di apartheid costituiscano la matrice operativa alla base delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
Impedire di utilizzare queste lenti di lettura e il sapere critico che hanno prodotto sulla questione palestinese risulterebbe in un impoverimento gravissimo della comprensione della storia e della politica contemporanee, trasformando la Palestina e lo studio delle violenze di stato messe in atto da Israele in un tabu–una sorta di eccezione palestinese alla produzione di sapere critico.
Inoltre i disegni di legge presentati in Parlamento costituiscono una gravissima limitazione della libertà accademica, soprattutto per quello che riguarda la storia e le scienze sociali, e perfezionano uno spostamento di significato che nulla fa per combattere un fenomeno aberrante come il razzismo antisemita. Infatti, l’applicazione della definizione dell’IHRA otterrebbe il solo risultato di mettere a tacere attivisti, attiviste, studiosi e studiose interessate ad avanzare conoscenza e strumenti critici utili ad analizzare la storia degli stati per poter rendere le società umane più democratiche e consapevoli.
Invece, i ddl, nella loro presunta lotta contro l’antisemitismo attraverso l’adesione all’IHRA, finiscono per riprodurre proprio discorsi antisemiti. Del resto, l’idea stessa che esista una corrispondenza totalizzante tra ebrei, adesione al sionismo e sostegno a Israele è errata e pericolosa, poiché essenzializza l’ebraismo trasformandolo in sostegno allo stato israeliano. Numerosi studi insistono sulla necessaria distinzione tra antisionismo - espresso anche da gruppi e individui ebrei in tutto il mondo - e antisemitismo.
La definizione di antisemitismo dell’IHRA rappresenta un pericolo enorme per la nostra libertà accademica e di insegnamento. Essa criminalizza l’insegnamento e la ricerca sulle forme di discriminazione e razzismo contro la popolazione palestinese, e di occupazione e colonialismo della terra palestinese. Infatti, l’IHRA viene promossa con forza e con enormi sforzi diplomatici da parte di Israele, che la usa come strumento di protezione delle gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che commette. Non è affatto una coincidenza che gli sforzi per la trasformazione dell’IHRA in strumento sanzionatorio per legge coincidano con gli sforzi diplomatici di molteplici ministeri israeliani a favore dell’uso della definizione in questa direzione. E non è affatto una coincidenza che questi sforzi avvengano in concomitanza con l’assunzione della presidenza dell’IHRA da parte di Israele.
È chiara ed evidente la volontà di mettere a tacere, attraverso persino il diritto penale, voci e saperi critici in molteplici campi di studio e negli spazi universitari, che hanno costituito uno dei fulcri del dissenso contro la distruzione della popolazione di Gaza e le complicità del nostro governo con i crimini israeliani.
Come studiose e studiosi chiediamo che vengano ritirati tutti i ddl che adottano la definizione di antisemitismo dell’IHRA trasformandola in legge e strumento di definizione di cosa costituisce antisemitismo negli spazi di produzione e circolazione del sapere. Chiediamo anche che il governo italiano revochi l’adozione della definizione IHRA attuata dall’Italia nel 2020, in violazione della nostra Costituzione.
L’adesione è aperta a persone singole con un’affiliazione universitaria e/o presso un centro di ricerca; a organizzazioni e associazioni accademiche e scientifiche
Per aderire: https://forms.gle/xW2BNTR8EW14s97c7
Terza puntata di una nuova trasmissione dedicata alla condivisione di cori e canti di lotta.
menù del giorno:
> À bas l'État policier
> È partita la Sumud Flotilla
> Gallo rojo gallo negro
scrivici sul pad: https://pad.cisti.org/p/tuteincoro :)
PANTERA BLANCA - SARA HEBE/SASHA SATHYVA - JUU - LEYA/CHANEL BEADS - RFAIP -ALFIO ANTICO/GO DUGONG - SMEGMA BOVARY -ANTICORPI -SICK TAMBURO - LEYA/CHANEL BEADS (PHOTO) - NINA CAROLO -JHT - HERMAN VIDAL -VIVIR QUINTANA - SAADA BONAIRE - BUSH TETRAS -JAYSON GREEN&THE JERK -HOKY FUCK/LUCIA TACCHETTI -CRISTOBAL TAPIA DE VEER -LONNIE HOLLEY - JERSKIN FENDRIX - BEVERLY GLENN COPELAND/ELIZABETH COPELAND - STOMACH BOOK -EXUMA - AMIKRISTI AND THE BAD SISTERS - LA SECURITÈ -------------------
In comunicazione telefonica con una compagna di Radio Wombat abbiamo parlato del saluto al carcere che si terrà davanti alla Casa Circondariale di Solliciano questo venerdì 19 dicembre a partire dalle ore 20:00. Lei ci ha spiegato anche qualle sono le problematiche specifiche di quello che è il principale istituto di detenzione di Firenze.
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