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A Roma migliaia di persone hanno scelto da che parte stare, firmando la Delibera di Iniziativa Popolare per chiedere la rescissione di ogni accordo tra il Comune di Roma e lo Stato d'Israele. E' un atto concreto per isolare chi massacra il popolo palestinese e per impedire che le nostre risorse pubbliche e le nostre città siano complici della guerra. La raccolta di oltre il triplo delle firme necessarie ha portato al deposito della Delibera di Iniziativa Popolare per chiedere una misura chiara e inderogabile, ovvero l'interruzione di ogni rapporto politico, economico e istituzionale tra il Comune di Roma e lo Stato d'Israele. Un atto concreto di boicottaggio istituzionale e di disinvestimento per isolare un regime responsabile di un genocidio in diretta mondiale e per rivendicare che le risorse e le istituzioni locali non siano complici delle politiche belliche. Nonostante il forte segnale arrivato dalla città e il voto favorevole espresso da diversi municipi, il Consiglio comunale in Campidoglio continua a prendere tempo e a cercare scorciatoie, tentando di rinviare la discussione, pur di non esporsi. Di fronte all'inerzia delle Istituzioni, rilanciamo la mobilitazione.
Venerdì 16 ottobre: assemblea pubblica a Piazza della Dignità (Piazza Gaza, ex Piazza dei Cinquecento) a fianco del Movimento per il Diritto all'Abitare. Perchè lottare per la casa e i diritti sociali significa lottare contro le stesse politiche di sfruttamento e guerra che opprimono la Palestina.
Mercoledì 22 ottobre: presidio sotto al Campidoglio in concomitanza con la seduta dell'Aula consiliare, per pretendere che la Delibera di Iniziativa Popolare venga portata al voto subito e senza tagli al ribasso, mettendo ogni singolo consiglier* di fronte alla propria responsabilità politica e alla coscienza della città.
Non faremo un passo indietro. Fermiamo il genocidio, isoliamo il sionismo, blocchiamo le politiche di guerra "Roma sa da che parte stare".
Ne parliamo con un compagno di "Roma sa da che parte stare"
Mali: Le forze armate maliane e i loro alleati russi dell'Africa Corps hanno ripreso il controllo di Kidal martedì 6 ottobre, poco più di cinque mesi dopo la caduta di questa città strategica nel nord del Paese nelle mani del FLA e del JNIM. I combattenti del FLA si sono ritirati prima dell'ingresso delle forze governative. Questa offensiva su Kidal è stata preparata nel corso di diverse settimane dalle Forze armate maliane e dai russi dell'Africa Corps. Dalla morte di Sadio Camara, ucciso durante l'offensiva congiunta del JNIM e del FLA il 25 aprile, il capo della giunta, Assimi Goïta, ha assunto direttamente la delega alla Difesa e ha fatto della riconquista di Kidal una priorità. Per raggiungere questo obiettivo sono state mobilitate ingenti risorse.
Sud Sudan: Il 21 settembre scorso il presidente Salva Kiir Mayardit ha promulgato la legge del 2026 che modifica a sua volta la Legge sulle elezioni nazionali del 2012, consentendogli di rimanere in carica con pieni poteri costituzionali per l’intero periodo elettorale (le elezioni sono previste a dicembre) e autorizzandolo a sciogliere il governo transitorio. Questo periodo di transizione previsto dall’accordo di pace del 2018, che pose fine alla guerra civile, era stato prorogato più volte ma con le riforme approvate l’unico a rimanere al suo posto in un periodo così delicato è il presidente Salva Kiir, il cui potere durerà fino all’insediamento di quello successivo. Si è creato di fatto un nuovo governo capeggiato dal presidente senza parlamento, senza governo e, naturalmente, senza la presidenza collegiale che era stata prevista dall’accordo di pace.
Senegal: Dopo aver rimandato la scadenza per mesi, il Senegal avvia i negoziati per ristrutturare il proprio debito. Sono passati più di due anni dallo scoppio dello scandalo del debito occulto, che a fine 2024 aveva raggiunto circa il 132% del PIL. Due anni di accuse reciproche, due anni di spola tra Washington – sede del FMI – e Dakar. Fondamentalmente, il problema del debito del Senegal, così come quello di altri paesi africani, non risiede nell'eccessivo indebitamento pubblico in sé. Tuttavia, le condizioni di rimborso, la mancanza di sovranità monetaria di cui soffre il Senegal e il fatto che il debito estero sia denominato in valuta straniera hanno creato rischi considerevoli per la sostenibilità macroeconomica e per una crescita economica trasformativa. L’Unione Africana ha creato a proposito una propria agenzia di rating, L’AfCRA che nasce come organismo indipendente, con l’obiettivo di rappresentare un contraltare ai pregiudizi e alle valutazioni occidentali, denunciando una scarsa conoscenza delle reali potenzialità del continente, tra risorse, esplosione demografica e opportunità produttive. L’Africa Credit Rating Agency punterà così a creare un circuito parallelo da quello statunitense, rivolgendosi soprattutto agli investitori interni, con l’obiettivo di allentare la morsa del debito pubblico, storica leva neocolonialista.
L’Italia continua a esportare armamenti verso Israele mentre Gaza viene devastata da bombardamenti che hanno causato decine di migliaia di vittime civili. Nel frattempo, la guerra si è allargata all’Iran, Libano e Iraq, con attacchi di Israele all’intera regione.
Siamo organizzazioni della società civile impegnate nella difesa dei diritti umani e nella promozione della pace: A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi, Un Ponte Per. La coalizione include anche la Fondazione Hind Rajab, come partner nell'azione legale. Insieme alla Dott.ssa Hala Abulebdeh (Abu Lebdeh), cittadina palestinese, abbiamo promosso questa azione legale per fermare la vendita di armi italiane a Israele.
Ne parliamo con Giulia, attivista e presidente di Un Ponte Per. Maggiori informazioni qui.
Nella prima parte della trasmissione la corrispondenza di un tecnico informatico descrive di come la connettività ad internet di molte scuole sia a rischio per la scadenza dei contratti stipulati con fondi Pnrr (operatori Fastweb e Telecom): lo spreco dei soldi utilizzati e i 27 mila plessi che rischiano distacchi senza preavviso. Qui il link a Banda Larga per monitorare la situazione.
Aggiornamenti dalla Francia sulle mobilitazioni in corso: ieri altra grande giornata di cortei (2 a Parigi e in moltissime altre città), con i blocchi delle università che continuano e si estendono anche al Conservatorio e a licei di tutti i livelli. Per sabato 17 è previsto uno sciopero che coinvolgerà non solo il mondo della scuola e dell'Università. Questo movimento sta portando insieme istanze antirazziste, decoloniali, in supporto alla Palestina, sindacali e fa emergere l'approccio razzista della violenza e della repressione, che è senza confronti con il passato: oltre 6.900 arresti in meno di 3 settimane. Sta arrivando la rivoluzione?
Una docente del liceo scientifico Levi-Civita di Roma, istituto occupato insieme all'adiacente tecnico Lattanzio, ci parla del percorso di lotta e mobilitazione di studenti, famiglie, docenti e personale. Le rivendicazioni riguardano i tagli all'istruzione, gli spazi sottratti alla didattica (uno dalla Sovrintendenza dei beni culturali e l'altro, la "rampa", rivendicata dal municipio V che concede questo spazio al profitto dei privati, vedi la Nike) e temi di carattere globale (contro il decreto sul tetto al 30%: "Nessuno a scuola è stranier*"), l'opposizione alla riforma degli istituti tecnici, la militarizzazione dell'istruzione. Gli attacchi ripetuti di squadracce armate di bastoni contro gli/le studenti occupanti, che rispondono aprendo al quartiere con tre assemblee pubbliche. La risposta della politica oscilla tra silenzio e malcelata ostilità.
Nella prima parte della trasmissione la corrispondenza di un tecnico informatico descrive di come la connettività ad internet di molte scuole sia a rischio per la scadenza dei contratti stipulati con fondi Pnrr (operatori Fastweb e Telecom): lo spreco dei soldi utilizzati e i 27 mila plessi che rischiano distacchi senza preavviso. Qui il link a Banda Larga per monitorare la situazione.
Aggiornamenti dalla Francia sulle mobilitazioni in corso: ieri altra grande giornata di cortei (2 a Parigi e in moltissime altre città), con i blocchi delle università che continuano e si estendono anche al Conservatorio e a licei di tutti i livelli. Per sabato 17 è previsto uno sciopero che coinvolgerà non solo il mondo della scuola e dell'Università. Questo movimento sta portando insieme istanze antirazziste, decoloniali, in supporto alla Palestina, sindacali e fa emergere l'approccio razzista della violenza e della repressione, che è senza confronti con il passato: oltre 6.900 arresti in meno di 3 settimane. Sta arrivando la rivoluzione?
Una docente del liceo scientifico Levi-Civita di Roma, istituto occupato insieme all'adiacente tecnico Lattanzio, ci parla del percorso di lotta e mobilitazione di studenti, famiglie, docenti e personale. Le rivendicazioni riguardano i tagli all'istruzione, gli spazi sottratti alla didattica (uno dalla Sovrintendenza dei beni culturali e l'altro, la "rampa", rivendicata dal municipio V che concede questo spazio al profitto dei privati, vedi la Nike) e temi di carattere globale (contro il decreto sul tetto al 30%: "Nessuno a scuola è stranier*"), l'opposizione alla riforma degli istituti tecnici, la militarizzazione dell'istruzione. Gli attacchi ripetuti di squadracce armate di bastoni contro gli/le studenti occupanti, che rispondono aprendo al quartiere con tre assemblee pubbliche. La risposta della politica oscilla tra silenzio e malcelata ostilità.
Nella prima parte della trasmissione la corrispondenza di un tecnico informatico descrive di come la connettività ad internet di molte scuole sia a rischio per la scadenza dei contratti stipulati con fondi Pnrr (operatori Fastweb e Telecom): lo spreco dei soldi utilizzati e i 27 mila plessi che rischiano distacchi senza preavviso. Qui il link a Banda Larga per monitorare la situazione.
Aggiornamenti dalla Francia sulle mobilitazioni in corso: ieri altra grande giornata di cortei (2 a Parigi e in moltissime altre città), con i blocchi delle università che continuano e si estendono anche al Conservatorio e a licei di tutti i livelli. Per sabato 17 è previsto uno sciopero che coinvolgerà non solo il mondo della scuola e dell'Università. Questo movimento sta portando insieme istanze antirazziste, decoloniali, in supporto alla Palestina, sindacali e fa emergere l'approccio razzista della violenza e della repressione, che è senza confronti con il passato: oltre 6.900 arresti in meno di 3 settimane. Sta arrivando la rivoluzione?
Una docente del liceo scientifico Levi-Civita di Roma, istituto occupato insieme all'adiacente tecnico Lattanzio, ci parla del percorso di lotta e mobilitazione di studenti, famiglie, docenti e personale. Le rivendicazioni riguardano i tagli all'istruzione, gli spazi sottratti alla didattica (uno dalla Sovrintendenza dei beni culturali e l'altro, la "rampa", rivendicata dal municipio V che concede questo spazio al profitto dei privati, vedi la Nike) e temi di carattere globale (contro il decreto sul tetto al 30%: "Nessuno a scuola è stranier*"), l'opposizione alla riforma degli istituti tecnici, la militarizzazione dell'istruzione. Gli attacchi ripetuti di squadracce armate di bastoni contro gli/le studenti occupanti, che rispondono aprendo al quartiere con tre assemblee pubbliche. La risposta della politica oscilla tra silenzio e malcelata ostilità.
Nella prima parte della trasmissione la corrispondenza di un tecnico informatico descrive di come la connettività ad internet di molte scuole sia a rischio per la scadenza dei contratti stipulati con fondi Pnrr (operatori Fastweb e Telecom): lo spreco dei soldi utilizzati e i 27 mila plessi che rischiano distacchi senza preavviso. Qui il link a Banda Larga per monitorare la situazione.
Aggiornamenti dalla Francia sulle mobilitazioni in corso: ieri altra grande giornata di cortei (2 a Parigi e in moltissime altre città), con i blocchi delle università che continuano e si estendono anche al Conservatorio e a licei di tutti i livelli. Per sabato 17 è previsto uno sciopero che coinvolgerà non solo il mondo della scuola e dell'Università. Questo movimento sta portando insieme istanze antirazziste, decoloniali, in supporto alla Palestina, sindacali e fa emergere l'approccio razzista della violenza e della repressione, che è senza confronti con il passato: oltre 6.900 arresti in meno di 3 settimane. Sta arrivando la rivoluzione?
Una docente del liceo scientifico Levi-Civita di Roma, istituto occupato insieme all'adiacente tecnico Lattanzio, ci parla del percorso di lotta e mobilitazione di studenti, famiglie, docenti e personale. Le rivendicazioni riguardano i tagli all'istruzione, gli spazi sottratti alla didattica (uno dalla Sovrintendenza dei beni culturali e l'altro, la "rampa", rivendicata dal municipio V che concede questo spazio al profitto dei privati, vedi la Nike) e temi di carattere globale (contro il decreto sul tetto al 30%: "Nessuno a scuola è stranier*"), l'opposizione alla riforma degli istituti tecnici, la militarizzazione dell'istruzione. Gli attacchi ripetuti di squadracce armate di bastoni contro gli/le studenti occupanti, che rispondono aprendo al quartiere con tre assemblee pubbliche. La risposta della politica oscilla tra silenzio e malcelata ostilità.
Scaletta della puntata:
Puntata particolare con un libro che ci è piaciuto tantissimo e due nuovi gruppi di lettura:
📚 AMA. Gruppo per leggere e pensare d’amore;
📚 LIBRI DA CLUB un gruppo di lettura nazionale a cura della casa editrice 66thand2nd dedicato alla letteratura sportiva a 360 gradi.
L'iniziativa nasce da 66thand2nd, casa editrice che da circa vent'anni indaga i linguaggi, i temi e le prospettive dello sport e della sua narrazione. "Libri da club", un progetto che unisce ancora di più chi scrive, chi vende e chi legge.
Attualmente sono otto le librerie partner dell'iniziativa in tutta Italia: Arcadia a Rovereto, Biblos a Gallarate, Due Punti a Trento, Giufà a Roma, Il Delfino a Pavia, Koiné a Sassari, Libraccio Romolo a Milano e Pantaleon a Torino, a cui se ne aggiungeranno altre in futuro.
In questi spazi, i partecipanti si riuniranno periodicamente — nelle stesse date e seguendo un calendario comune — per confrontarsi sugli stessi titoli. La casa editrice supporterà questa community mettendo a disposizione il proprio catalogo, fornendo materiali e percorsi di lettura, e organizzando incontri con autori, autrici e figure di spicco dello sport.
Durata 75' ca.
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