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Il 24 giugno Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso a fucilate la moglie Kety e il figlio Mirko, con movente sessista e omotransfobico evidente, ne è però seguita una narrazione mediatica tossica, Ne parliamo con un compagno della Collettiva Santafroci3 che ha indetto per sabato prossimo un corteo a Viareggio di cui segui il comunicato:
CI VOGLIAMO VIVX
Continua la persecuzione della Giustizia tedesca a* 5 attivist* per la Palestina denominati dalla stampa Ulm5. Il processo è arrivato ieri alla nona udienza ed è stato prolungato con la previsione di altre 29 sedute fino a gennaio. Nel frattempo Ulm5 continuano a subire il carcere duro in 5 carceri diversi ed il processo si celebra senza il rispetto dei diritti degli imputati: la giudice continua a negare al gruppo degli avvocati e delle avvocate di stare fisicamente vicino alle persone assistite che hanno diritto alla comunicazione confidenziali con chi le difende, le cinque persone partecipano alle udienze dietro un vetro e ammanettate. Continua la mobilitazione solidale
Per tutte le informazioni: https://ulm5.info/en/
Per scrivere lettere alle persone incarcerate: https://ulm5.info/en/page/letter-writing-guidelines
Dal 30 giugno bloccate in Sardegna l'assunzione di medici gettonisti, fatto che mette ancora più allo scoperto la situazione difficilissima della sanità pubblica in Sardegna, con carenza di medicina di base, pronto soccorso che chiudono, case di comunità che sono gusci vuoti, in una regione dove la rete viaria rende le distanze un grave problema.
Ne parliamo con una compagna della Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica. Segue il comunicato della Rete
Dal 30 giugno Stop ai medici gettonisti. Ignorata l’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla gestione dei gettonisti in Sardegna.
TUTTA SCENA CINEMA
giovedì 02 luglio 2026 ore 14
ospiti:
● il regista Stefano Chiantini presenta il suo film SEPARAZIONI (Ita, 2025)
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segnalazioni:
● Simone Soranna di I Wonder Pictures, che lo distribuisce, presenta il film BACKROOMS EVERYTHING MUST GO (USA, 2026) di Kane Parsons
● il produttore Amedeo Pagani, de La Luna, presenta il film ABBANDONANDO IL PARADISO (Alb/Pol/Ita/Rks, 2025) di Genc Përmeti
● il regista Gabriel Montesi presenta il suo cortometraggio MASTERCLASS (Ita, 2025)
● Maurizio Di Rienzo, direttore artistico, presenta la 27^ edizione dello ShorTS International Film Festival
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suggerimenti sui film in SALA a Roma e provincia:
● Avemmaria
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Tutta Scena / Visionari e il Cinema a ROR
Diari di Cineclub n°60, aprile 2018, pgg.59-60
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TUTTA SCENA CINEMA
trasmissione settimanale di cinema, il giovedì ore 14, sigla musicale: David Schacherl
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l'Archivio completto TuttaScenaCinema e Visionari:
2026 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenacinema/2026/01/archivio-tutta-scena-cinema-2026
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buon ascolto!
Con la chiusura dello stretto di Hormuz conseguente all'attacco di Israele e Usa all'Iran, è scoppiato il panico mediatico per la mancanza di petrolio che veniva data per certa. In particolare per giorni i media occidentali hanno parlato del collasso dei paesi asiatici che sarebbero stati privi di petrolio. La realtà è diversa e in questa trasmissione cerchiamo di documentare e analizzare che il collasso dei paesi asiatici non c'è stato; inoltre, in realtà, il petrolio nel mondo non è mancato e in questo in ruolo della Cina è stato determinante.
Ecco i due articoli che abbiamo usato per risolvere il "mistero" del petrolio cinese:
Parliamo della realtà attuale dei compagni palestinesi nelle carceri italiane, in particolare della situazione di Anan Yaeesh, della cui condanna in primo grado siamo da tempo in attesa delle motivazioni. Anan è attualmente detenuto nel carcere di Melfi, dove è stato fatto oggetto di una serie di restrizioni e limitazioni. In particolare, nello scorso giugno, Anan ha ricevuto una sanzione disciplinare dopo aver protestato per l'esclusione dei detenuti di fede cristiana dai momenti di convivialità e socialità previsti per una festività islamica, diversamente da quanto normalmente accade per le ricorrenze cristiane. Domani, 2 Luglio alle h 10.00, si celebrerà in Cassazione un'udienza relativa alla ricorso presentato da Anan per la revoca del suo permesso di soggiorno, per protezione speciale, che gli è stato revocato nel momento in cui si è trovato sotto processo in Italia.
In collegamento con un compagno dell'Associazione Amicizia Sardegna Palestina, che ci ricorda che il genocidio non è mai finito, parliamo delle iniziative di solidarietà con la popolazione palestinese. Di seguito il comunicato dell'Associazione:
Oggi la terra che chiamiamo Palestina è a rischio di cancellazione: la sua cultura, la sua arte, i suoi pensieri, le sue parole, il suo lavoro, le storie dei suoi abitanti. Persone umane, come noi su questo pianeta. Esporre la bandiera della Palestina significa ricordare che a morire sono persone comuni: lavoratrici e lavoratori, medici, artisti, scrittori, giornalisti, musicisti. Persone che non potranno salire su nessun palco, che non potranno più lavorare, curare, insegnare, creare, né affacciarsi a una finestra. E tra i sopravvissuti ci sono sfregiati, mutilati, invalidati a vita, costretti a mendicare, umiliati dalla continua esposizione della propria tragedia. La negazione del genocidio e la violazione dell'obbligo morale e giuridico di prevenirlo rendono complici , in coscienza, di ogni affamamento, di ogni uccisione, di ogni violenza subita dalla popolazione palestinese. E rendono corresponsabili, per le stesse ragioni, le istituzioni che vedono in quella terra un luogo da amministrare e gestire secondo i propri interessi. C'è chi insegue giustificazioni riconducibili alla religione, alla cultura, alla civiltà; chi arriva persino a rifugiarsi nelle peggiori letture razziali ed etniche, degradando l'essere umano a una categoria da classificare; chi reclama un diritto alla difesa contro un popolo senza esercito, negandogli ogni diritto alla resistenza. Ma la causa principale di questa tragedia non è nuova alla storia: è l'imperialismo. L'uso della forza per assoggettare territori e persone, colonizzare, appropriarsi delle risorse della terra, recintare la proprietà, esercitare suprematismo. La Palestina ci mette davanti a questa verità , perchè fa crollare quel castello di carte sul quale si reggono i privilegi di una parte piccolissima dell'umanità, costruiti trasformando la vittima in una minaccia da eliminare nel nome di false bandiere. L'estensione del diritto internazionale ci ha portati a questa resa dei conti. Siamo tutti cittadini del mondo, ma non siamo uguali davanti al potere economico. L'iniquità rende ciascuno sacrificabile. La Palestina ci riguarda perchè la sua storia è intrecciata alla nostra. E' la periferia da riportare al centro. Non riguarda soltanto chi vi abita. Quando una parte dell'umanità viene dichiarata sacrificabile, è l'umanità stessa a essere messa in discussione. Per questo siamo tutte e tutti palestinesi. E lo siamo perchè chiediamo la giustizia che precede la pace. Lo siamo perchè la neutralità si trasforma in indifferenza quando parifica vittime e carnefici, stupratori e violentati, occupanti e occupati, oppressori e oppressi. Urlanti e ammutoliti. Per questo ti chiediamo di unirti a noi esponendo la bandiera palestinese in ogni casa, in ogni palco, in ogni spazio libero, come segno di solidarietà con la popolazione civile palestinese e con la sua lotta per la liberazione.
Associazione Amicizia Sardegna Palestina
Torniamo a parlare della situazione a Cuba, stritolata dalla morsa del blocco trumpiano che sta determinando condizioni di vita sempre più difficili per la popolazione a causa della completa mancanza di beni indispensabili alla sopravvivenza, dalle scorte alimentari, al carburante, alle forniture di energia, ai medicinali. A ciò si aggiunge il fatto che il 20 giugno il Parlamento Europeo ha approvato una vergognosa mozione che accoglie completamente le indicazioni statunitensi, condannando il governo cubano come unico responsabile della situazione. Unica notizia positiva, in questo quadro è l'approvazione degli aiuti a Cuba da parte del World Food Programme, nonostante le forti pressioni contrarie del governo USA: Concludiamo la corrispondenza parlando delle mobilitazioni previste nel corso dell'estate in solidarietà con la popolazione cubana, per dire con forza insieme che Cuba non è sola.
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