Credo che la politica, non solo radicale, sia e debba essere essenzialmente questo: il non stancarci, come Marco Pannella non si stancava, di coniugare lo "strumento" della nonviolenza con lo "strumento" del diritto e della giurisdizione.
Dare "corpo" significa riconoscere e privilegiare la centralità della persona, i suoi bisogni, i suoi diritti; una centralità che credo debba essere il fondamento del programma e degli obiettivi del nostro agire politico.
Si entra qui nel delicato rapporto dei diritti e dei doveri, ed è uno schema che vale per tutte le battaglie antiproibizioniste, libertarie, nonviolente del Partito Radicale condotte e che si vorrebbe continuare a portare avanti. Tra le battaglie passate un protagonista è stato il belga Olivier Dupuis. Di lui ci giunge una notizia molto triste. Ammalato grave di tumore ha deciso l'eutanasia per porre fine alla sua sofferenza. Tra i diversi ricordi: era il febbraio del 2001 quando una delegazione del Partito Radicale composta da Marco Pannella, Olivier Dupuis, Sergio Stanzani, Piero Milio e Luca Coscioni e Maria Antonietta Farina incontrano il Presidente Ciampi denunciando la censura operata dagli organi di stampa ai danni dei radicali e delle loro tematiche ledendo il diritto all'informazione dei cittadini italiani