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Quanto possiamo amare qualcuno senza poterlo salvare?
Quattro amici. New York. Una vita adulta ancora tutta da costruire. Poi, pagina dopo pagina, il racconto si stringe intorno a Jude e a un passato che continua a vivere dentro di lui, anche quando tutto intorno sembra finalmente offrirgli qualcosa di diverso.
Una vita come tante di Hanya Yanagihara è quasi mille pagine di amicizia, dolore, amore, trauma, famiglia e tentativi - a volte disperati - di restare.
Nella seconda puntata di Segnalibri parliamo di un romanzo che non credo possa lasciare indifferenti. Un libro difficile da amare senza riserve, a tratti persino difficile da sopportare, ma capace di metterci davanti a una delle verità più dolorose dell’amore: possiamo esserci, restare, tendere una mano, ripetere cento volte «io sono qui» e qualche volta potrebbe comunque non bastare.
Ma forse amare non significa sempre salvare. Forse, qualche volta, significa semplicemente restare accanto.
Oggi voglio lasciare il nostro segnalibro qui: tra il dolore e la cura, tra le famiglie in cui nasciamo e quelle che scegliamo, tra ciò che ci accade e quello che proviamo a diventare nonostante tutto.
📚 Trovi la recensione completa sul mio blog: Una vita come tante - la mia recensione
Buon ascolto!
⚠️ NOTA SUI CONTENUTI: questa puntata e il romanzo affrontano temi delicati, tra cui abuso, violenza, autolesionismo e suicidio. Se questi argomenti ti riguardano personalmente o senti di aver bisogno di parlare con qualcuno, puoi contattare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, che offre uno spazio di ascolto anonimo e confidenziale.
Chiedere ascolto può essere un primo passo.
Quante volte si può ricominciare prima di decidere che è abbastanza?
Hungry Eyes è rimasta per anni in attesa della sua occasione. Poi sono arrivati Eric Carmen, Dirty Dancing, Baby e Johnny. E una canzone che sembrava destinata a restare nel cassetto è diventata uno dei brani più riconoscibili degli anni Ottanta.
Nella nuova puntata di Frequenza in Beat partiamo da qui per parlare di seconde possibilità, porte chiuse, passi sbagliati e di quella piccola parte di noi che, anche quando tutto suggerisce di fermarsi, continua ostinatamente a dire: «Voglio provarci ancora una volta.»
Questa puntata è dedicata a chi non si arrende, a chi è stanco, ma continua, a chi ha cambiato strada senza rinunciare alla destinazione, a chi ha ricevuto abbastanza no da poterci costruire un muro e continua, invece, a cercare una porta.
Perché anche nel ballo esistono le pause e una pausa non significa che la musica sia finita. Significa soltanto che stiamo aspettando il prossimo beat.
REMINDER: su Radio SM le canzoni le raccontiamo, ma per questioni di diritti non possiamo ascoltarle insieme. Quando finisce la puntata, quindi, la storia continua su Spotify. Cerca Hungry Eyes - Eric Carmen, premi play e concediti ancora quattro minuti su questa frequenza: clicca qui.
Le canzoni finiscono. Le storie, quasi mai.
Prima di pagina uno, c’è sempre una storia che il lettore non conosce.
Quella di Posso offrirti un caffè? comincia nel 2015, in una mattina di novembre, con una borsa che cade, un quaderno, una penna e un momento della mia vita dal quale non sapevo bene come uscire.
Così ho fatto quello che, da sempre, faccio quando le parole dette non bastano: scrivo.
È nata Ines. Poi sono arrivati Daniel ed Emanuele. La realtà ha cominciato a confondersi con l’invenzione e quello che doveva essere soltanto un modo per mettere ordine nei pensieri è diventato, pagina dopo pagina, un romanzo.
In questa prima puntata di Parole&Virgole non leggiamo ancora il capitolo uno. Voglio raccontarti cosa c’è stato prima: perché ho iniziato a scriverlo, quanto di me è rimasto tra quelle pagine, gli anni trascorsi nel cassetto, le riscritture, il finale cambiato e il momento in cui una storia nata per aiutarmi a lasciare andare qualcosa è diventata un libro.
Dalla prossima puntata, invece, apriamo davvero la prima pagina. Io da questa parte, tu dall’altra e una storia in mezzo.
Clicca sul ➡️ mio blog omonimo Parole&Virgole: qui racconto questa bellissima esperienza, quella di scrivere e pubblicare un libro (se sfogli nel blog, troverai anche tutti i racconti e le emozioni delle presentazioni di Posso offrirti un caffè?).
Vi aspetto nei commenti!
Parole&Virgole è da oggi non solo un blog ma anche lo spazio di Radio SM - Sintonia Multipla dedicato alle mie storie, alle parole che le hanno costruite e a tutto quello che, tra una virgola e l’altra, sulla pagina non ho mai raccontato.
Un segnalibro serve a ricordarti dove eri arrivato, ma soprattutto a dirti da dove ricominciare.
La prima puntata di Segnalibri, lo spazio di Radio SM dedicato ai libri, alle storie e alle parole che ci rimangono addosso, parte proprio da una ripartenza.
Non dal primo libro che ho letto, non dal mio preferito. Dall’ultimo che ho letto
Tutto il blu del cielo, di Mélissa Da Costa, è arrivato in un momento in cui avevo quasi smesso di leggere e di scrivere. Più di seicento pagine dopo, mi sono ritrovata a pensare alla memoria, al tempo, alle persone che amiamo, alle battaglie che non vediamo e a tutte quelle cose che continuiamo a rimandare convinti di avere sempre un “poi”.
È un libro che parla di malattia e di perdita, ma che io ho trovato ostinatamente pieno di vita.
Mi ha lasciato con una domanda:
se sapessimo davvero quanto è fragile il tempo, con cosa sceglieremmo di riempire la nostra memoria?
Se ti va, rispondi nei commenti. Ti leggo.
📚 Trovi la recensione completa sul mio blog:
Tutto il blu del cielo - la mia recensione
Buon ascolto!
Questo podcast è nato da una canzone richiestami per gioco, come se fossi una speaker radiofonica, una canzone richiesta alla radio che porto nella testa o forse che è la mia testa! Sì, è più corretto così.
Questa puntata fa da apripista a tutte le puntate della stessa etichetta Frequenza in Beat, una rubrica in cui mi soffermo sulle parole, sulle sensazioni, le emozioni, sulle storie che hanno fatto nascere le nostre canzoni del cuore, quelle che hanno fatto e fanno da colonna sonora ad alcuni momenti della nostra vita.
Ecco, non potevo che cominciare da qui, da questo brano da cui, senza saperlo, è cominciata anche la storia di Radio SM.
In questa prima puntata, voglio ringraziare chi ha acceso la fiammella che mi ha portato ad aprire questo podcast con una semplice domanda «Posso fare una richiesta alla tua radio?». Questa puntata è un po' per lui, ma anche per tutti quelli che sanno essere fuoco, lì dove vedono una potenziale miccia.
Segui le mie parole, il mio racconto, e se anche tu ti troverai a tamburellare le dita su qualsiasi cosa ti trovi davanti al ricordo della melodia della canzone di cui parlo oggi, alla fine della puntata clicca qui e premi play.
Le canzoni finiscono. Le storie, quasi mai.
Dicono che ogni podcast debba iniziare con una puntata pilota.
Io, sinceramente, non so nemmeno se questo sia un pilota o soltanto un primo passo. E lo dice una che non sa nemmeno guidare.
Radio SM - Sintonia Multipla nasce da una testa che, ogni mattina, si sveglia con una canzone diversa. Da lì partono le storie.
Qui parliamo di musica, libri e parole. Tutte quelle che ci vengono in mente.
Questo è il mio primo “ciao”, qui online, con la mia voce.
Pronti?
Proviamo a sintonizzarci sulla stessa frequenza.
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