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We're back. or maybe not. però abbiamo intervistato zerocalcare, di nuovo, qualche tempo fa e ci faceva piacere farvela sentire :)
Ciao, siamo Damien Francesco e Andrea. Grazie di cuore a chi in questi mesi ci ha chiesto che fine avessimo fatto, stiamo bene e ci vogliamo sempre bene. Non avevamo in programma di tornare a registrare, a inizio episodio spieghiamo brevemente perchè. Però stamattina abbiamo sentito come un richiamo: potevamo mancare alla mega discussione sulla uomosfera dopo tutte le puntate che gli abbiamo dedicato?
A quarant’anni dall’uscita di “Seminario sulla gioventù”, l’omaggio obliquo a uno scrittore unico attraverso le sue pagine.
Leggono e raccontano il loro Busi: Veronica Raimo, Gianluca Nativo, Michele Masneri, Marco Rossari, Alice Scornajenghi, Giordano Meacci & Francesco Pacifico.
“Uno stile non si può mediare da nessuno, non è questione di nascita, di suggestione, di pedagogia, di cultura: direi che è lo stile del proprio sangue. Io ne ho uno, solo perché il mio sangue, come la mia testa, è mio, e questa è affermazione che calzerebbe per pochi altri (suvvia, sono poche le teste che non sono avvitate sul collo di un altro)”.
Dal vivo, a Porta pratello, ospiti del festival itinerante di Iconografiexxi, che ringraziamo per l'invito. Assieme ad Alessandro Colombini, collaboratore di iconografie e autore della newsletter "lezioni di nuoto", Damien Andrea e Francesco hanno ragionato intorno al rapporto tra verità e credulità. La puntata è, sostanzialmentente, una lunga sequela di deliri su quanto la verità sia sopravvalutata, ma chissà che non ci si trovi anche qualche spunto interessante.
Guerre culturali, politiche identitarie, cancel culture e politicamente corretto: se ascoltate questo podcast sapete che sono temi intorno ai quali ci piace ragionare. Stavolta però proviamo a fare un passo ulteriore, cercando di uscire dal dibattito per ricostrurne una genealogia. Damien (ricomparso a Roma dopo mesi di misterioso silenzio) e Valerio Renzi dialogano con Mimmo Cangiano, docente e autore del libro Guerre Culturali e Neoliberismo.
Puntata registrata presso la libreria Bookish di Montesacro a Roma - Grazie Giorgia per l'ospitalità!
Edoardo Albinati ha avuto i maschi sempre intorno – scuole maschili fino alla maturità, trent’anni di insegnamento a Rebibbia – e un taccuino con sé. Dalle prose carcerarie di “Maggio selvaggio” fino al definitivo successo con lo Strega più lungo di sempre, “La scuola cattolica”, sembra che non si smetta mai di imparare cosa vuol dire crescere maschio e borghese.
Parliamo con lui di tre tempi della letteratura: della precocità, silenziosamente sperimentale, e della sua scrittura autobiografica, di ciò che precede la sua scrittura – gli appunti –, e di ciò che è sempre stato il romanzesco – la traccia di qualcosa che è già perduto, e irripetibile.
Gianluigi Simonetti è professore di Letteratura italiana e comparata all'università di Losanna, oltre che uno dei nostri critici preferiti. Giacomo lo ha incontrato per un'ora di ripasso sulla Recherche.
Utile, si spera, agli esperti proustiani ma anche ai novizi: come quando non hai studiato e ti fai un'idea sentendo i più ansiosi che ripassano prima dell'esame. Anzi, più utile di così.
Da Swann, il dandy borghese, a Charlus, l'aristocratico decaduto, passando per l'amata nonna di Marcel. Un'ora dedicata a quello che per Simonetti è il più bel romanzo che sia mai stato scritto.
Dall'ultima volta che l'abbiamo intervistata, Veronica è diventata una Scrittrice di Successo. La vita è breve, eccetera, uscito da qualche mese, raccoglie i racconti della sua carriera fin qui. Li abbiamo usati per ricostruire il suo percorso letterario. Poi le abbiamo chiesto quali sono i suoi riti scaramantici, ma non si è fatta fregare, se li è tenuti per sé.
Puntata speciale: in una fredda domenica di dicembre Damien deve vedere la Roma e non vorrebbe assolutamente entrare nel merito della vita privata di Totti, destinato a rimanere un'icona religiosa incorruttibile. Peccato che Francesco (quello di Ragù, non Totti) si trova proprio a casa di Damien, e sta parlando con la coinquilina Chiara Luce di "Unica", il prodotto Netflix che ha come protagonista Ilary Blasi, "che tanto ha fatto discutere"... in fin dei conti, potevano esimersi i due dal commentarlo? Purtroppo no, buon ascolto.
Vincenzo Latronico ha detto Addio a Milano dopo l'università. Oggi - dopo ben quindici anni, e nonostante sembri ancora un pischello - ha detto Addio a Berlino. Non è andato-e-tornato, se n’è andato due volte: anche Berlino era diventata sua, seppure il pensiero “questa è la mia città” sia sempre suonata come un'impostura.
Con “La chiave di Berlino”, uscito da poco per Einaudi, Latronico continua il suo romanzo di formazione tardiva.
Emiliano, Giacomo e Mattia ascoltano e chiedono curiosi: per ora loro non hanno grandi esperienze di addii.
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