Le disavventure della giovane e aspirante giornalista Andy Sachs sotto la direzione dispotica di Miranda Priestley, a capo di RunWay, la più prestigiosa rivista di moda al mondo e l'incontro fra le due 20 anni più tardi, pronte a tornare a lavorare insieme per scongiurare l'estromissione di Miranda dall'impero che ha creato.
Due film che hanno avuto il merito di demolire i miei pregiudizi a riguardo delle commedie ambientate nel mondo della moda, che invece il regista è abilissimo nel fare comprendere anche a chi ne è lontanissimo come il sottoscritto.
Senza arrivare alla parola capolavoro, i due capitoli de Il Diavolo veste Prada sono decisamente gradevoli e ben interpretati dagli attori in grande forma. Adorabile Stanley Tucci.
Il sequel risulta un po' meno tagliente e certamente più prevedibile nelle dinamiche del primo capitolo (vedi il personaggio di Lucy Liu), ma è comunque una buona visione.
Due film ironici, frizzanti e cattivi al punto giusto, che promettono e mantengono intrattenimento e divertimento intelligente.