Articoli su RETROGUARDIA.NET
1. Quando l’AI incontra E. Cacciatore: la poesia oltre il codice
di Antonino ContilianoIn un’epoca in cui l’intelligenza artificiale ridefinisce i confini tra umano e macchinico, Antonino Contiliano esplora il limite invalicabile: la poesia. Attraverso esperimenti concreti con chatbot e algoritmi, l’articolo smaschera l’illusione di un’AI capace di catturare l’affetto, il contesto, la piega imprevista del linguaggio umano. Tra traduzioni in pseudo-codice di versi di Edoardo Cacciatore e tentativi di generare poesia con parole imposte, emerge una domanda urgente: può la macchina abitare l’indicibile, o è destinata a riprodurre solo l’addestrato? Una riflessione critica su come il capitalismo digitale sfrutti l’arte e la parola, e su come resistere — poeticamente — alla colonizzazione algoritmica dell’immaginario.
2. 10 lettere. Rainer Maria Rilke, “Lettere a un giovane poeta”
di Francisco SorianoDieci lettere, un dialogo tra un maestro e un allievo: Rainer Maria Rilke guida Franz Xaver Kappus attraverso i sentieri impervi della creazione poetica. Solitudine, pazienza, profondità: non sono consigli, ma comandamenti per chi voglia osare l’arte. Rilke avverte: la poesia non è un mestiere, ma una maniera di vivere, e la sua pratica richiede il coraggio di affrontare l’ignoto, l’incomprensione, persino la malattia. Un epistolario che, a oltre un secolo di distanza, interroga ancora chiunque cerchi nella parola non la fama, ma la verità. Francisco Soriano ci accompagna in questo carteggio essenziale, dove l’arte si rivela come un atto di resistenza contro la superficialità e il rumore del mondo.
3. L’arte e la bellezza salveranno il mondo. Gianfranco Ravasi, “La bellezza salverà il mondo”
di Gustavo MichelettiDa Dostoevskij a Ravasi, passando per Platone, Kant e Chagall: la bellezza come nodo d’oro che lega il divino all’umano, il dolore alla gioia, il mistero alla realtà. Gustavo Micheletti analizza il saggio del cardinale Ravasi, un invito a riscoprire il potere redentivo dell’arte sacra e della musica, oggi spesso ridotte a mera decorazione o a cantilene vuote. In un tempo di “garage sacrali” e di fede senza splendore, Ravasi ricorda che la bellezza — quando è autentica — non addomestica, ma trafigge, unendo gli opposti in un abbraccio che è insieme consolazione e sfida. Un manifesto per un’arte che non si chiuda nell’autoreferenzialità, ma che sappia ancora parlare all’anima e al mondo.