Un artista dell’immagine vive di luce, e il ricordo della luce del Libertà, che veniva dal mare in fondo alle sue vie è stato il primo nutrimento del pittore Nicola Giuliani. Poi ci sono state le luci artificiali, quelle delle insegne che un tempo riempivano via Manzoni e via Trevisani. La strada era la continuazione delle nostre case, ricorda, le nostre famiglie non avevano alcun problema a lasciarci uscire; c’erano ancora i carri trainati dagli animali. “L’arte è totalizzante”, dichiara Nick, “se si è ingabbiati dagli orari, dai doveri, diventa monca”, ma ritiene sia più importante fare quello che fa, che mostrare quello che fa. Ha abbracciato la tecnica pittorica del décollage perché lo riporta a se stesso da bambino, quando per strada strappava i manifesti dai muri. Conosce inoltre per esperienza diretta l’importanza di andare “a bottega” da un maestro d’arte e vuole a sua volta ospitare una giovane promessa nel suo studio. “Una galleria d’arte mi è sempre mancata qui, ma l’ho capito solo dopo”, conclude, augurandosi di poter rimediare domani lui stesso.