Salute Animale
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Salute Animale episodes

  • Colecistite acuta nel cane e nel gatto
    La colecistite è una patologia infiammatoria a carico della colecisti o cistifellea, un piccolo organo muscolare saccato annesso al fegato e deputato alla raccolta della bile che viene poi rilasciata nel piccolo intestino per facilitare la digestione soprattutto dei grassi assunti con gli alimenti.

    Le cause di colecistite nel cane e nel gatto sono molteplici e in base alla durata della malattia la colecistite viene classificata in acuta a rapida insorgenza o cronica a insorgenza superiore ai 21 giorni.

    La causa più comune è rappresentata da una infezione batterica che può avvenire per invasione delle vie biliari da parte di batteri residenti nel tratto digerente. In alternativa può essere causata dalla traslocazione di batteri attraverso il sangue a partire da un focolaio settico situato in un altro distretto corporeo.

    Nella fase iniziale, la colecistite può avere un andamento subdolo per cui i nostri animali non manifestano particolari sintomi clinici. Nella fase conclamata della malattia i sintomi più frequentemente riportati nel cane e nel gatto riguardano la letargia, la perdita dell'appetito, il vomito, il dolore addominale e la febbre.

    Il sospetto di colecistite viene solitamente posto in presenza di sintomi clinici, ma anche in presenza di alterazioni degli esami del sangue.

    Una volta riscontrato il sospetto di una patologia, il metodo diagnostico più utile per supportare ulteriormente la diagnosi di colecistite è l’ecografia addominale.

    La prognosi della colecistite acuta dipenderà dalla gravità della patologia e dall’insorgenza di eventuali complicazioni. Se tempestivamente identificata e trattata, il tuo amico a quattro zampe guarirà completamente.

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    2 min
  • Il mio cane beve troppo?
    L’aumento della sete nel cane è un sintomo noto come polidipsia e può verificarsi in corso di diverse patologie sia acute che croniche.

    Spesso si presenta associato ad altri segni clinici. Tra i sintomi associati più frequenti c’è la poliuria, ossia l’emissione di elevate quantità di urine.

    Nel caso in cui il cane abbia libero accesso all’esterno, può accadere che venga notata esclusivamente l’eccessiva assunzione di acqua ma non l’eccessiva urinazione.

    Questi sintomi possono insorgere in maniera repentina e molto evidente come sintomo di malattia acuta, viceversa una patologia cronica può portare ad un’insorgenza lenta e graduale.

    Normalmente i nostri cani bevono nell’arco della giornata circa 30-40 ml di acqua per kg di peso corporeo. È normale che un cane alimentato esclusivamente a crocchette o nella stagione estiva beva un po’ di più.

    Solitamente si parla di polidipsia patologica nel cane quando vi è un’assunzione di acqua maggiore di 100 ml/kg al giorno. Per fare un esempio un cane di 10 kg si può definire polidipsico quando beve più di 1 litro di acqua al giorno.

    Per determinare l’assunzione di acqua è opportuno lasciare a disposizione un'unica ciotola da riempire con una quantità specifica di acqua e valutare quanta ne abbia bevuta dopo 24h. Bisogna fare attenzione a fonti di acqua che si possano trovare fuori casa e che possono influenzare tale valutazione.

    Una volta sospettato un reale aumento della sete è sempre importante fissare una visita con il veterinario curante, poiché questo sintomo può essere indice di patologie a volte anche gravi, come il diabete mellito, la sindrome di cushing o l'insufficienza renale.

    Nella maggior parte dei casi non è una buona idea quella di ridurre l’acqua a disposizione. I cani bevono in modo eccessivo perché ne hanno bisogno ed è importante lasciare sempre abbondante acqua fresca a disposizione. L'eventuale restrizione di acqua deve essere prescritta dal medico veterinario.

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    3 min
  • La tosse cardiaca: un mito da sfatare
    La tosse è un riflesso difensivo, improvviso e spesso ripetitivo, che aiuta a pulire le vie respiratorie da eccessi di secrezione, particelle estranee ed irritanti o patogeni.⠀
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    È costituita da tre fasi che partono dall'inspirazione profonda per passare a una forte espirazione con glottide chiusa inizialmente e poi aperta con un violento e veloce rilascio dell'aria dai polmoni.⠀
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    Essendo un riflesso protettivo dell’albero respiratorio, i recettori sono localizzati nelle vie respiratorie che comprendono laringe, trachea, bronchi, con la massima concentrazione a livello di biforcazione della trachea.⠀
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    Il cuore non ha nessun recettore della tosse e allora perché si parla spesso di tosse cardiaca? In realtà lo si fa in modo improprio, difatti tale definizione è più che altro un retaggio del passato.⠀
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    Sebbene su questo argomento non tutti gli studiosi sono in accordo tra loro, c'è una convinzione abbastanza comune che la tosse non deve essere considerata di per sé un segno clinico primariamente associato a patologie cardiache, ma a patologie dell’apparato respiratorio che possono essere esacerbate da condizioni cardiologiche particolari sottostanti.⠀
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    È vero che ci sono patologie cardiache che determinano un ingrandimento dei settori cardiaci sinistri con compressione delle strutture bronchiali, ma tali ingrandimenti non sono in grado di per sé, nella maggior parte dei casi, di indurre la tosse, in presenza di un albero respiratorio completamente sano.⠀
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    L'aspetto più importante da valutare nel proprio cane cardiopatico è invece la frequenza respiratoria.⠀
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    In ogni modo, soprattutto nel paziente affetto da malattia cardiaca, rimane l'indicazione primaria di comunicare tempestivamente al proprio veterinario l'insorgenza di ogni nuovo sintomo clinico, soprattutto se impattante la qualità di vita del nostro amico a 4 zampe.⠀
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    3 min
  • Il mio animale è diventato molto più tranquillo, è normale?
    Il tuo cane o gatto è diventato molto più tranquillo? Anche se questa potrebbe essere considerata una manna dal cielo per molti proprietari di animali, si tratta in realtà di un segnale clinico da non prendere sottogamba.

    Spesso questo è un cambiamento legato all'invecchiamento, esattamente come capita per gli esseri umani. In altri casi può essere conseguenza della sterilizzazione che riducendo gli stimoli sessuali rende più tranquilli i nostri animali.

    In altre situazioni però può nascondere qualche insidia, anche perché questo è un cambiamento comportamentale che si manifesta lentamente e progressivamente nel tempo, ed è quindi molto difficile da notare.

    Se sei sicuro o sicura che il tuo cane sia effettivamente diventato meno attivo è sempre meglio fare un check up veterinario di controllo.
    2 min
  • Il Capodanno per il cane e la fonofobia
    Luci, colori, festeggiamenti e fuochi artificiali. Ciò che per noi è festa può diventare una vera tortura per un cane, così come per molti gatti e altri animali.⠀
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    La fonofobia è un problema diffusissimo nei cani ed è facile immaginare il perché se si considera che il cane ha una grande sensibilità acustica e visiva.⠀
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    Fuochi artificiali o temporali possono portare un cane ad avere moltissima paura, fino ad arrivare a un vero e proprio attacco di panico.⠀
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    È importantissimo prestare attenzione al cane quando si nota che soffre di questa paura, magari palesata già dai primi piccoli botti nei giorni che precedono le feste.⠀
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    Per quei cani che solitamente vivono in giardino sarà necessario trovare una collocazione sicura in casa. Le cronache raccontano di numerosi animali morti investiti nella notte di capodanno, perché stavano vagando disorientati nel traffico e nel frastuono dei festeggiamenti.⠀
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    L’isolamento acustico e visivo è determinante per attenuare il terrore che possono provare questi cani. Possiamo mettere della musica di sottofondo per attenuare i rumori esterni e per ridurre l’iper-vigilanza.⠀
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    Un altro aiuto importante sarà il nostro atteggiamento rispetto al cane e a quanto accade fuori casa. Il cane dovrà sentirsi accolto, fisicamente in casa ma anche rispetto a ciò che prova. Mostrarsi indifferenti o sgridarlo non farà che peggiorare le cose.⠀
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    È importante evitare le uscite in libertà anche per un rapido bisogno, che sia in giardino o al parco. Un botto improvviso potrebbe provocare una forte paura con relativa fuga, perché il cane si sente in pericolo di vita quando si trova in mezzo al rumore assordante.⠀
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    Un cane spaventato è esattamente come noi, ha bisogno di sentire che può fare conto sulle persone che rappresentano per lui un punto di riferimento.⠀
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    2 min
  • Cardiomiopatia ipertrofica felina
    La cardiomiopatia ipertrofica felina è la patologia cardiaca più frequente nel gatto, che causa un ispessimento del miocardio ventricolare sinistro, in assenza di altre cause cardiovascolari o sistemiche.

    Esistono razze maggiormente predisposte allo sviluppo della cardiomiopatia ipertrofica come le razze Maine Coon e Ragdoll, ma è possibile riscontrarla anche in molte altre razze feline come Sphinx, Norvegese delle foreste, British Shorthair, Himalayano, Cornish Rex, Persiano, Bengala.

    È bene specificare che possono essere affetti da cardiomiopatia ipertrofica felina anche gatti comuni europei.

    La malattia può decorrere in maniera completamente asintomatica, quindi l’animale può non avere nessun sintomo fino alla comparsa di insufficienza cardiaca congestizia o di tromboembolismo arterioso.

    La prognosi della cardiomiopatia ipertrofica è molto variabile in funzione della fase in cui viene diagnosticata la patologia e dell’entità dell’ipertrofia stessa, oltre che del quadro clinico nel complesso.

    Il gatto asintomatico ha solitamente una prognosi favorevole, con lunghi tempi di sopravvivenza, mentre questi sono ridotti nel caso di scompenso cardiaco o tromboembolismo.

    L’obiettivo della terapia è quello di prevenire lo scompenso cardiaco, i fenomeni tromboembolici e la morte improvvisa.

    Per i gatti di razza Maine Coon o Ragdoll esiste un test genetico, tuttavia non è sufficiente il solo esito negativo come test di screening.

    Individuare la patologia in fase precoce è una delle chiavi del successo per il benessere e la prognosi del nostro gatto.



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    2 min
  • L’insulinoma pancreatico del cane
    L’insulinoma pancreatico del cane è un tumore che origina dalle cellule endocrine del pancreas. È un tipo di tumore poco frequente nel cane e ha un comportamento solitamente maligno.

    Colpisce più frequentemente i cani di taglia medio-grande e di età adulta di circa 9-10 anni, tuttavia si può manifestare anche in cani più giovani o più anziani.

    La maggior parte dei cani è asintomatica per un periodo prolungato ed i segni clinici possono essere talvolta subdoli.

    I sintomi più riscontrati in corso di insulinoma pancreatico si verificano in condizioni di digiuno o a seguito di esercizio fisico più o meno intenso e sono dati da debolezza, disorientamento, tremori o collasso.

    L'insulinoma pancreatico si può curare con l’asportazione chirurgica, il trattamento medico dell’ipoglicemia o una combinazione di entrambe.

    L'obiettivo della terapia medica è quello di ridurre i segni clinici determinati dall’iper-secrezione di insulina e può essere utilizzata o in preparazione alla rimozione chirurgica del tumore, oppure come unica terapia nei casi in cui il trattamento chirurgico non sia possibile o indicato.

    Le indicazioni principali sono innanzitutto di aumentare il numero di pasti suddividendo la razione di cibo in 4-5 volte e di limitare gli sforzi fisici.

    L'osservazione dei primi sintomi rimane il passo fondamentale per aiutare il nostro amico a quattro zampe.



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    2 min

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