Salute Animale
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Salute Animale episodes

  • Ansia da separazione
    Oggi a MyLav parliamo di ansia da separazione, un disagio che il cane manifesta con diversi sintomi quando rimane senza la sua figura di riferimento.

    La causa è solitamente il tipo di legame che il cane ha sviluppato con uno o più componenti della famiglia.

    Con un cucciolo che cresce e che ha bisogno di riferimenti sicuri è importante dargli delle opportunità per sperimentare le sue capacità di autonomia.

    L’errore più comune che si commette di fronte a quello che fa, è quello di rientrare a casa e sgridarlo.

    Ciò che chiamiamo dispetto, è l’espressione di un profondissimo disagio vissuto dal cane.

    Servono pazienza e comprensione perché il cane sta soffrendo e possiamo chiedere aiuto a un parente oppure a un dog sitter per limitare al minimo il tempo che passerà da solo.
    2 min
  • Sai distinguere vomito, rigurgito e tosse?
    Sai distinguere vomito, rigurgito e tosse?

    Il vomito è un riflesso difensivo che richiede la coordinazione di molteplici organi e gruppi muscolari, e può essere innescato da cause differenti.

    È caratterizzato dalla presenza di conati, che sono violente contrazioni dell’addome craniale con il torace che si alza ed abbassa. Si riscontra anche la presenza nel materiale espulso di schiumosità giallastra, di origine biliare che non si trova mai in presenza di rigurgito o tosse.

    Per rigurgito si intende l’espulsione inaspettata di materiale proveniente dall’esofago, che non ha raggiunto lo stomaco e senza la presenza di conati. Il paziente ha la tendenza a rimangiarsi il materiale espulso.

    La tosse è un segno clinico che nella sua manifestazione più classica è identica a quella che si verifica nell’uomo. L’evento che è invece possibile confondere con il vomito e il rigurgito è definito riflesso o tosse laringea.

    Si tratta di una tosse incompleta in quanto il paziente cerca di espellere il materiale con una espirazione forzata e sonoricamente è simile al raschio di gola dell’uomo simulando un finto conato.

    Il tuo racconto di quello che è successo al tuo amico animale sarà di notevole aiuto e andrà condiviso con il veterinario.
    2 min
  • Importanza della medicina preventiva nella malattia renale cronica del gatto
    La malattia renale cronica è la patologia più comunemente riscontrata nei gatti di età geriatrica.

    È causata dalla riduzione cronica e persistente della funzionalità dei reni. Ha un andamento progressivo e irreversibile, pertanto è importante l’identificazione precoce della malattia per instaurare una corretta gestione terapeutica e rallentarne la progressione.

    Non sempre è possibile risalire alla causa esatta della malattia renale cronica per cui la malattia viene definita come idiopatica. Tuttavia, diverse sono le possibili cause e queste includono infezioni batteriche delle vie urinarie alte, infezioni da virus, ipertensione sistemica, eventi ischemici, assunzione di farmaci nefrotossici o ingestione di tossine.

    Nonostante la presenza di una causa sottostante, spesso la diagnosi viene fatta tardivamente quando la malattia è già in uno stadio avanzato ma la causa scatenante non è più presente.

    L’esame ecografico può rilevare alterazioni nella architettura di uno o entrambi i reni anche in assenza di alterazioni degli esami ematologici.

    La malattia renale cronica nel tempo può portare all’insorgenza di una serie di complicazioni anche al di fuori dell’apparato urinario che possono impattare negativamente la qualità di vita e la prognosi del gatto.

    La prognosi dipende dallo stadio della malattia e dalla comparsa di complicazioni secondarie.

    Fondamentali saranno ai fini prognostici la tempestiva identificazione della malattia renale e delle sue complicazioni e la loro gestione terapeutica.
    2 min
  • Adenocarcinoma del sacco anale (seno paranale) del cane
    I seni paranali o sacchi anali sono presenti sia nel cane sia nel gatto e sono localizzati nella regione anale, circondati da fibre del muscolo sfintere esterno dell’ano.

    Le loro pareti sono tappezzate da ghiandole e il loro secreto è maleodorante per gli umani e viene evacuato attraverso un dotto localizzato tra gli sfinteri esterno e interno dell’ano.

    Le patologie più comuni sono l’intasamento, la sacculite e i tumori.

    Tra i tumori, troviamo l’adenocarcinoma apocrino, il melanoma e altri tipi di neoplasie.

    I cani colpiti sono più spesso di taglia media, senza predisposizione di sesso.

    Può essere che il tumore ai lati dell’ano passi inosservato per qualche tempo perché di piccole dimensioni e venga svelato solo durante un’esplorazione eseguita per altre ragioni.

    Per questo motivo è sempre bene far visitare periodicamente il proprio cane dal Veterinario di fiducia anche se non manifesta alcun sintomo clinico.

    In altri casi il paziente manifesta difficoltà nella defecazione, per la grandezza della massa o per l’ingrandimento dei linfonodi con un possibile aumento della sete e della quantità di urina prodotta.

    L’aumento della sete e della produzione urinaria è indotto da un aumento del calcio nel sangue a causa di una sostanza prodotta dal tumore.

    La diagnosi si basa sulla visita clinica con esplorazione digito-rettale e su ulteriori esami che il veterinario potrà richiedere.
    2 min
  • La Torsione Dilatazione gastrica (GDV) nel cane
    Con il tema di oggi vediamo come affrontare una vera emergenza che i veterinari conoscono molto bene. Parliamo di Torsione Dilatazione gastrica nel cane.

    Purtroppo si tratta di un'emergenza gastroenterica potenzialmente fatale quando non viene riconosciuta e trattata tempestivamente.

    Si tratta di un'eccessiva dilatazione dello stomaco per accumulo di gas e fluidi e della concomitante rotazione dello stomaco lungo il proprio asse.

    Il meccanismo esatto di sviluppo della Torsione non è ancora del tutto chiaro. È probabile che si tratti di una malattia multi fattoriale con la compartecipazione di diverse cause in cani geneticamente predisposti.

    Le razze più a rischio sono quelle di taglia gigante e grande come Alano, Pastore Tedesco, Setter Inglese e Irlandese e Barbone, anche se qualsiasi cane può sviluppare Torsione Dilatazione gastrica.

    Anche l'età avanzata rende alcuni cani più delicati, come anche la conformazione profonda della gabbia toracica.

    Tra gli stili di vita più dannosi troviamo la quantità eccessiva di pasti, l'esercizio fisico subito dopo il pasto o gli sbalzi termici improvvisi.

    La significativa dilatazione dello stomaco all’interno dell’addome porterà a una compressione dei vasi sanguigni limitrofi con conseguente congestione venosa e formazione di trombi.

    L’intrappolamento di succhi acidi nello stomaco può portare alla ulcerazione della parete gastrica e alla possibile perforazione.

    Per trattare tempestivamente la Torsione evitando conseguenze gravi è fondamentale che il proprietario di un cane a rischio possa riconoscerne i sintomi clinici per poi richiedere l’attenzione del proprio medico veterinario.

    I sintomi più comuni includono agitazione e ipersalivazione, conati di vomito senza espulsione di materiale, difficoltà respiratoria con respiro affannoso e sforzi respiratori eccessivi, distensione dell’addome.

    Nei casi più gravi o in caso di intervento ritardato il quadro clinico si può aggravare in modo irrimediabile.

    Ecco perché la diagnosi nel cane deve essere confermata in maniera tempestiva in modo da evitare l’insorgenza di gravi complicazioni e aumentare le probabilità di sopravvivenza.

    Se il tuo cane è un soggetto a rischio, il tuo medico veterinario può effettuare una procedura di gastropessi preventiva, l'intervento chirurgico che fissa lo stomaco per evitare che si torca, per ridurre il rischio di sviluppo di Dilatazione Torsione gastrica più in là nel corso della vita.

    L'attenzione e la cura che riserviamo ai nostri amici animali ci aiuteranno a riconoscere determinati sintomi e a rivolgersi al veterinario in modo tempestivo per affrontare l'emergenza.



    👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Fabio Procoli per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣
    3 min
  • Gli occhi rossi nel cane e nel gatto
    Anche gli occhi dei nostri amici animali sono molto delicati e si possono infiammare.

    Se noti che gli occhi del tuo cane o del tuo gatto sono arrossati, può darsi che si tratti di una manifestazione clinica comune a tante condizioni nei nostri animali.

    Può essere associato a situazioni banali e passeggere, come le congiuntiviti follicolari canine o le forme lievi di congiuntivite da Herpesvirus felino, ma anche a patologie più gravi come le ulcere corneali, le uveiti ed il glaucoma.

    Il rossore congiuntivale che si nota è legato ad un aumento dell’apporto di sangue nel tessuto oculare a seguito di uno stimolo irritativo o infiammatorio e può essere o meno associato a gonfiore, a iperlacrimazione e a fastidio oculare.

    Nei cani in accrescimento spesso si osserva una condizione di iperemia e lacrimazione, chiamata congiuntivite follicolare che preoccupa molto i proprietari ma che in realtà tende a risolversi spontaneamente con la crescita.

    Spesso nei soggetti allergici anche l’occhio viene interessato da prurito e arrossamento intenso. In questi casi il veterinario potrà prescrivere una terapia per controllare le manifestazioni cliniche con l’impiego di antibiotici, cortisonici, farmaci antiprurito, dieta, terapia anticorpale, vaccini etc.

    Anche difetti di posizionamento palpebrale o ciglia fuori posto creano irritazione continua innescando l’infiammazione e l’arrossamento.

    Nei gatti la congiuntivite è forse la patologia oculare più frequentemente riscontrata ed è legata all’infezione cronica da Herpesvirus, un agente patogeno diffuso in tutta la popolazione felina.

    Se l’arrossamento oculare è improvviso e associato a dolore, è più probabile che ci sia uno stimolo irritativo acuto come una lesione corneale, un corpo estraneo o un’infiammazione delle strutture interne.

    Anche gli arrossamenti cronici non sono da sottovalutare perché potrebbero essere il primo campanello di allarme di malattie altrettanto invalidanti nel tempo, come la cheratocongiuntivite secca e la cheratite superficiale cronica.

    Ci teniamo a ricordare che in ogni caso l’occhio rosso non è mai una condizione normale ed è bene che il medico veterinario intervenga quanto prima per avere una diagnosi tempestiva e una terapia adeguata.



    👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Domenico Multari per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣




    saluteanimale.net
    3 min
  • Animali in Estate: come affrontare le vacanze immersi nella natura
    Vivere la natura senza stress insieme al nostro cane è possibile, preparandosi anche alle insidie dell'estate, sia al mare che in montagna.

    Trascorrere le vacanze viaggiando insieme al nostro cane è tra i momenti più importanti per rafforzare il legame con lui.

    Secondo una recente ricerca condotta da Toluna, sette italiani su dieci proprietari di un animale domestico scelgono località immerse nella natura.

    Ecco i nostri consigli per vivere senza stress lunghe passeggiate sui sentieri di montagna o tra i borghi d'Italia.

    Il consiglio numero uno è quello di prenotare una visita dal veterinario prima di partire, anche per sapere quali sono le vaccinazioni obbligatorie nel luogo di destinazione.

    Come per gli umani, è utile portare con sé un kit con alcune medicine di base per il cane ed è importante avere il contatto di un veterinario della zona in cui si viaggia.

    Attenzione alle passeggiate sotto il sole e ai segnali di stanchezza che il cane ci manda. Se per esempio il cane ci cammina accanto e guarda il pavimento e torna a cercare la nostra attenzione ancora e ancora, è il segno che è stanco. In questo caso dovremmo fermarci, bagnare il petto e la nuca per abbassare la sua temperatura corporea e successivamente farlo bere.

    Durante le esplorazioni è opportuno fare attenzione ai morsi degli animali che vivono nella flora che ci circonda, come le vipere. Tra i sintomi più comuni dovuti all’avvelenamento notiamo prima di tutto il guaito per il dolore e poi vomito, tachicardia, ipotensione, perdita di coscienza e anche shock, diarrea e crisi emolitiche.

    Da evitare assolutamente l’incisione del morso, l’aspirazione del veleno o l’applicazione di ghiaccio. Prima di rivolgersi a un medico, è consigliabile tosare la parte interessata, disinfettarla ma mai con soluzioni alcoliche.

    Anche il rospo è un animale che per difesa produce un veleno appiccicoso e nel nostro cane potrebbe manifestarsi con eccessiva salivazione, schiuma alla bocca, vomito o forte irritazione agli occhi.

    Se il cane dovesse prendere in bocca un rospo, bisogna sciacquare con molta acqua la cavità orale, se disponibile aggiungendo anche un cucchiaio di bicarbonato per litro di acqua per eliminare ogni traccia del veleno. Successivamente è opportuno rivolgersi a un veterinario per una prognosi adeguata.

    Attenzione anche alle piante tossiche. Oleandro, edera, ortica e gelsomino sono alcune piante facili da incontrare nelle aree verdi e sono tossiche per il nostro cane. Vomito, dissenteria, debolezza sono i primi segnali di avvelenamento più comuni e visibili nei nostri amici pelosi.

    Non dimentichiamo che il nostro cane non è un umano ed è opportuno fargli vivere quel lato della sua essenza animale. Dobbiamo dargli la libertà di socializzare, annusare, sporcarsi ed esplorare.

    Per esempio, quando rotolano contro il suolo è perché hanno trovato profumi naturali che i cani vogliono strofinare. Comportamenti che devono fare per essere sani psicologicamente, per capire gli odori del mondo.
    3 min
  • Osteosarcoma del cane
    Qui a MyLav sappiamo bene quanto certi temi siano molto dolorosi, ma divulgare informazioni importanti può essere di aiuto a tanti proprietari.

    Oggi parliamo di osteosarcoma, il tumore osseo primario più frequente nel cane che può localizzarsi in qualsiasi parte dello scheletro e in particolare a livello delle ossa degli arti.

    I cani colpiti sono in genere di media grossa taglia e per lo più maschi, ma anche le femmine possono ammalarsi. L’età media è 5-7 anni, ma anche i soggetti di 2-3 anni ne possono risultare affetti.

    Quando l’osteosarcoma è localizzato negli arti provoca una tumefazione dura con conseguente dolore e zoppia. L’osteosarcoma costale determina invece una deformazione dura e fissa della parete toracica. Quello cranico una deformazione della faccia, mentre quello pelvico può inizialmente passare inosservato, specie nei soggetti vigorosi e ben nutriti.

    Dopo che il veterinario ha visitato il cane potrà richiedere ulteriori accertamenti partendo da un esame radiografico. La diagnosi definitiva si basa su ago-aspirato ed esame citologico, biopsia ed esame istologico.

    L’aggressività clinica dell’osteosarcoma può essere influenzata dalla sua localizzazione.

    L'eventuale terapia chirurgica consiste nell’eliminazione in blocco della neoplasia che può comportare l’amputazione di un intero arto o solo la resezione della parte interessata seguita da ricostruzione. Solo raramente si osservano dopo chirurgia problemi funzionali seri e duraturi.

    In caso di osteosarcoma dell’arto la sola chirurgia è da considerarsi palliativa poiché nella stragrande maggioranza dei casi possono comparire metastasi entro 4-8 mesi. In questi casi la chemioterapia post chirurgia migliora la sopravvivenza.

    Se la localizzazione è costale le cose vanno peggio, mentre vanno meglio quando è cranica e il tumore può essere completamente escisso.

    Oggi insieme alla chirurgia e alla chemioterapia si propone anche l'immunoterapia.

    In caso di reale non operabilità, si valuta la radioterapia associata a terapia farmacologica nel tentativo di prolungare la sopravvivenza.

    Per il controllo del dolore e per non far soffrire i nostri amici animali, il veterinario può ricorrere a farmaci come anti-infiammatori, analgesici e bifosfonati.

    La consapevolezza e la prevenzione sono due importanti aspetti che ci possono aiutare a stare vicino al nostro cane e ad andare per tempo dal veterinario di fiducia.


    👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Paolo Buracco per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣
    3 min
  • Come vedono i nostri amici animali?
    “Dottore, ma il mio cane li vede i colori?”

    Il meccanismo della visione negli animali è molto simile a quello nell’uomo e parte da uno stimolo luminoso che colpisce le cellule retiniche più esterne chiamate fotorecettori.

    Lo stimolo viene trasformato in impulso elettrico e raggiunge la corteccia visiva dove viene acquisito come immagine.

    La capacità di un individuo di distinguere un oggetto da ciò che lo circonda dipende fondamentalmente da 5 fattori che sono la luminosità, la trama, il movimento, la profondità e il colore.

    Il colore per i nostri animali è generalmente meno importante e infatti la maggior parte di loro riesce a vedere una scala di colori molto limitata, che va dal blu al verde.

    Il nostro cane non sarà mai capace di distinguere una pallina verde da una rossa, a meno che questa non presenti altre caratteristiche in grado di differenziarla dall’altra, come per esempio una trama diversa.

    Anche se non distinguono tutti i colori gli animali sono comunque in grado di vedere più livelli di grigi di noi, riuscendo a discernere gli oggetti sulla base della tonalità.

    La capacità di distinguere i maggiori dettagli e di mantenerli a fuoco sulla retina è l’indice di acuità visiva.

    I nostri animali possiedono inoltre il tappeto lucido, costituito da un foglietto rifrangente che diventa visibile e riflettente illuminando i loro occhi di notte, ad esempio con i fari dell’auto.

    Questa struttura permette alla luce di attraversare due volte i fotorecettori retinici aumentando così la capacità visiva in condizione di scarsa luminosità ed è per questo che molti animali riescono a orientarsi bene anche in ambienti poco illuminati.

    Un’altra peculiarità del mondo animale è la notevole capacità di vedere i movimenti, anche quelli più piccoli e lontani e ci riescono grazie al numero più elevato di bastoncelli rispetto ai coni.

    Il campo visivo nel cane e nel gatto risulta comparabile a quello umano per la posizione dei globi oculari. Questo permette una buona visione binoculare centrale e monoculare laterale, con una “zona cieca” posteriore di circa 160 gradi nel gatto e di 120 gradi nel cane.

    Tutto ciò che riguarda la vista e gli occhi è di notevole importanza per la cura dei nostri animali, ed è per questo che ti consigliamo di prestare attenzione a eventuali arrossamenti, opacamenti o dolori oculari.

    I medici veterinari specialisti in oftalmologia possono aiutarti.


    👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Domenico Multari per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣



    saluteanimale.net
    4 min
  • Lipidosi epatica nel gatto
    La lipidosi è un gruppo di malattie caratterizzato da un eccessivo accumulo di trigliceridi nel fegato ed è responsabile di una conseguente disfunzione dell'organo.

    I gatti sono particolarmente predisposti nell’accumulare trigliceridi a livello epatico e il sovrappeso e l’obesità rappresentano un importante fattore di rischio.

    Ecco perché è fondamentale tenere sotto controllo il peso del proprio gatto e fornire un’alimentazione sana e equilibrata.

    La lipidosi può essere primaria e insorgere spontaneamente senza una precisa causa, oppure secondaria e legata ad altre patologie che causano anoressia e perdita di peso.

    La componente di grasso neutro in un fegato sano rappresenta all’incirca il 5% della massa. Mentre in caso di lipidosi questa componente può raddoppiare o triplicare.

    I fattori che portano a questa condizione sono diversi come l'eccessiva assunzione di cibo e in particolare di carboidrati e possiamo dire che l'obesità del gatto mette a dura prova il fegato.

    La lipidosi epatica risulta solitamente reversibile se curata in tempo, ma se non viene trattata può risultare estremamente grave.

    Nel gatto non bisogna sottovalutare periodi prolungati di digiuno ed è opportuno consultare rapidamente il medico veterinario.

    I sintomi più comuni sono il vomito, l’abbattimento, l’anoressia e la perdita di peso repentina. Un altro segno clinico molto importante e spesso presente, è l’ittero che è il colore giallo di cute e mucose.

    Nella maggior parte dei gatti con lipidosi epatica sono presenti altre patologie come pancreatiti, malattie gastrointestinali, tumori o diabete mellito.

    Una volta fatta la diagnosi è importante iniziare la terapia il prima possibile.

    Solitamente i gatti con lipidosi epatica e grave malessere necessitano inizialmente di terapie ospedaliere e quindi possono essere ricoverati per ricevere le cure più appropriate.

    L’alimentazione in quantità adeguata rappresenta il principio terapeutico più importante e senza l’utilizzo di sondini spesso risulta molto difficile fornire le giuste quantità di alimento.

    Il medico veterinario potrà anche prescrivere ulteriori farmaci o integratori.

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    👩‍⚕️👨‍⚕️ Ringraziamo la dott.ssa Elena Zanato e il prof. Federico Fracassi per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣

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    3 min

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