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Nella puntata di oggi guardiamo a tre news pubblicate il 13 aprile 2026 che raccontano bene dove si sta muovendo il capitale in Europa: finance automation, AI workforce management e decision intelligence per il retail.
Partiamo da Round Treasury, startup londinese che ha raccolto €5,1 milioni per espandere la propria piattaforma di automazione finanziaria e lanciare due nuovi prodotti: Agentic Workflow Builder e Autonomous Payroll. È un caso interessante perché non punta a “sostituire il CFO”, ma ad automatizzare il lavoro ripetitivo che oggi tiene insieme treasury, pagamenti, payroll e riconciliazione.
Seconda storia: Nesto, dalla Germania, che ha chiuso un round da €11 milioni per scalare la sua piattaforma AI di workforce management per hospitality. Scheduling, HR workflow, payroll prep e gestione multi-location: qui l’AI entra in un settore ad altissima intensità operativa e si misura su metriche concrete come tempi di pianificazione e staffing accuracy.
Chiudiamo con Replenit, Varsavia, che raccoglie €2,1 milioni per sviluppare un AI decision engine per il retail. Il punto non è inviare più messaggi, ma decidere meglio quando e come attivare il cliente per aumentare retention e repeat revenue.
Tre storie diverse, un messaggio unico: il software europeo che oggi raccoglie capitale è quello che entra nei workflow core e migliora execution, controllo e monetizzazione.
Nella puntata di oggi analizziamo tre nuove startup europee che mostrano dove si sta concentrando il capitale nel 2026: fintech infrastructure, climate industriale e AI per supply chain.
Partiamo da Payflows, startup berlinese che ha raccolto €9M per costruire un layer di orchestrazione dei pagamenti B2B, centralizzando sistemi finanziari aziendali complessi.
Poi Terraforge, da Copenhagen, che chiude €14M per lavorare sulla decarbonizzazione dell’industria pesante attraverso AI e materiali avanzati.
Infine ChainOps, da Amsterdam, con €6,5M per sviluppare una piattaforma di AI predittiva per la gestione della supply chain, integrata direttamente nei sistemi aziendali.
Tre direzioni chiare: infrastruttura finanziaria, trasformazione industriale e AI operativa.
Nella puntata di oggi analizziamo tre nuove startup europee che mostrano dove si sta concentrando il capitale nel 2026: fintech infrastructure, climate industriale e AI per supply chain.
Partiamo da Payflows, startup berlinese che ha raccolto €9M per costruire un layer di orchestrazione dei pagamenti B2B, centralizzando sistemi finanziari aziendali complessi.
Poi Terraforge, da Copenhagen, che chiude €14M per lavorare sulla decarbonizzazione dell’industria pesante attraverso AI e materiali avanzati.
Infine ChainOps, da Amsterdam, con €6,5M per sviluppare una piattaforma di AI predittiva per la gestione della supply chain, integrata direttamente nei sistemi aziendali.
Tre direzioni chiare: infrastruttura finanziaria, trasformazione industriale e AI operativa.
Nella puntata di oggi analizziamo tre nuove startup europee che mostrano dove si sta concentrando il capitale nel 2026: fintech infrastructure, climate industriale e AI per supply chain.
Partiamo da Payflows, startup berlinese che ha raccolto €9M per costruire un layer di orchestrazione dei pagamenti B2B, centralizzando sistemi finanziari aziendali complessi.
Poi Terraforge, da Copenhagen, che chiude €14M per lavorare sulla decarbonizzazione dell’industria pesante attraverso AI e materiali avanzati.
Infine ChainOps, da Amsterdam, con €6,5M per sviluppare una piattaforma di AI predittiva per la gestione della supply chain, integrata direttamente nei sistemi aziendali.
Tre direzioni chiare: infrastruttura finanziaria, trasformazione industriale e AI operativa.
Nel nuovo episodio di Scalable – Startup Chronicles raccontiamo la storia di Preply: startup fondata nel 2012 da founder ucraini, diventata nel gennaio 2026 un unicorno dopo un round Series D da 150 milioni di dollari guidato da WestCap, con valutazione di 1,2 miliardi. Ma il punto non è solo il funding. Il punto è la tesi: mentre molti player dell’edtech inseguono l’automazione totale, Preply continua a puntare su un modello human-led, AI-enabled.
Parliamo di marketplace, di matching tra tutor e studenti, di perché il language learning non è soltanto contenuto ma trasformazione percepita. E poi della seconda gamba del business, Preply Business, che porta la piattaforma anche dentro le aziende. Oggi Preply dichiara oltre 100.000 tutor, presenza in 180 paesi, più di 90 lingue insegnate, 700+ dipendenti e 1.000+ aziende servite nel B2B; secondo TechCrunch, inoltre, la società era EBITDA profitable da 12 mesi al momento del round.
In questa puntata analizziamo perché Preply non vende semplicemente lezioni di lingua: vende progresso, fiducia e mobilità sociale. Una lezione utile per ogni founder europeo: non sempre vince chi elimina l’umano. A volte vince chi capisce come renderlo più scalabile, più coerente e più potente.
Nella puntata di oggi analizziamo tre nuove storie dall’ecosistema europeo che mostrano dove sta andando il venture nel 2026.
Partiamo da Orbital Systems, startup tedesca che ha raccolto €18M per sviluppare soluzioni di manutenzione e gestione dei satelliti in orbita. Un segnale forte: lo spazio sta diventando un’infrastruttura da gestire nel tempo, non solo da costruire.
Poi Neuryx, dalla Svezia, che chiude €7,2M per una piattaforma AI dedicata alla diagnosi neurologica. Il focus è chiaro: entrare nei workflow clinici e migliorare diagnosi precoci.
Infine Forge Robotics, Francia, con €11M per rendere la robotica industriale più accessibile alle PMI grazie a sistemi modulari e software-driven.
Tre direzioni precise: spacetech operativo, healthtech validato e robotica democratizzata.
La puntata di oggi copre tre trend chiave dell’ecosistema startup europeo: climate AI, anticipatory intelligence e AI per operations. 
Partiamo da Plume, che ha raccolto €3,3M per accelerare la selezione dei siti per energia rinnovabile usando geospatial AI e agenti autonomi. Un esempio concreto di AI applicata all’infrastruttura energetica. 
Poi Golden Owl, startup spagnola che sviluppa un sistema di anticipatory intelligence basato su OSINT e multi-agent systems, puntando a diventare un layer decisionale per contesti complessi. 
Infine Serve First, che chiude €5,7M per scalare una piattaforma AI per customer experience e performance management, con focus su execution e risultati operativi. 
Tre segnali chiari: l’AI europea si sta spostando verso infrastruttura, intelligence e processi core.
La puntata di oggi racconta tre news europee che vanno dritte al punto: fintech infrastructure, agentic AI enterprise e drone software mission-critical. Non prodotti “nice to have”, ma stack che entrano in processi operativi e sensibili. 
Apriamo con MillTech, fintech londinese che ha raccolto €51 milioni con una valutazione di €277 milioni. La società costruisce strumenti di FX hedging, risk management e cash investments per fund manager e corporate: una categoria meno visibile del fintech consumer, ma sempre più centrale. 
Poi c’è Narwhal Labs, da Bristol, che ha annunciato €22,9 milioni e il lancio di DeepBlue OS, una piattaforma di comunicazione autonoma per organizzazioni che vogliono usare agentic AI con requisiti seri di sicurezza, compliance e auditabilità. 
Terza storia: AirHub, startup olandese che ha chiuso un Series A da €4,4 milioni per il proprio software di gestione missioni drone dedicato a difesa, sicurezza pubblica e infrastrutture critiche. Segnale chiaro: nel settore drone, il software di orchestrazione sta diventando uno degli asset più strategici. 
In chiusura, due movimenti M&A: Accenture acquisisce Keepler per rafforzare AI e data capabilities in Spagna ed EMEA, mentre MWM acquisisce Picnic, startup londinese che organizza librerie fotografiche e che aveva già raggiunto profittabilità e €4 milioni di ARR.
La puntata di oggi mette insieme tre notizie che raccontano bene dove si sta spostando il venture europeo: diagnostica neurologica, accesso allo spazio e sicurezza per agentic AI. Non tre startup qualsiasi, ma tre esempi di tecnologia che entra in processi critici. 
Partiamo da neuroClues, startup franco-belga che ha raccolto €10 milioni in Series A, portando il totale a €25 milioni. La società sviluppa un dispositivo medico CE-marked che analizza i movimenti oculari per estrarre biomarcatori utili alla diagnosi precoce dei disturbi neurologici. È una storia importante perché combina evidenza clinica, regolazione e prime implementazioni commerciali in tempi molto rapidi. 
Seconda storia: PLD Space. La società spagnola ha ottenuto un prestito venture debt da €30 milioni dalla EIB per completare lo sviluppo del razzo MIURA 5 e scalare capacità industriali e di lancio. È anche il primo investimento diretto della Banca Europea per gli Investimenti nei piccoli lanciatori satellitari. Segnale forte: lo spazio, in Europa, sta diventando infrastruttura strategica vera. 
Chiudiamo con Trent AI, startup londinese uscita dallo stealth con un Seed da €11 milioni per costruire una piattaforma di sicurezza dedicata ai sistemi agentici. In un mercato dove molte aziende vogliono implementare agenti AI ma poche hanno una governance matura, la sicurezza rischia di diventare uno dei layer più importanti del nuovo stack enterprise. 
In sintesi: il venture europeo continua a premiare categorie dove il software e l’hardware toccano workflow sensibili, compliance e asset strategici. Meno hype, più execution.
La puntata di oggi gira attorno a un tema molto preciso: in Europa il capitale continua a concentrarsi dove la tecnologia entra in processi critici, non dove genera solo attenzione. I tre casi di oggi — Octostar, Magnax e Wearable Robotics — raccontano bene questa traiettoria. 
Partiamo da Octostar, startup irlandese che ha portato a €6,1 milioni il proprio seed extension round. La società costruisce una piattaforma AI per national security, law enforcement e financial institutions, con enfasi su ambienti air-gapped, controllo dei dati e “use-case sovereignty”. In Q1 2026 ha completato tre deployment nell’UE e punta a superare quota 15 entro fine anno. È una storia importante perché segnala che la sovereign AI in Europa sta iniziando a trasformarsi in procurement e casi d’uso operativi. 
Seconda storia: Magnax in Belgio, che raccoglie €35,5 milioni con il supporto di Pan-International e Foxconn per industrializzare i suoi motori elettrici axial flux. Qui il punto non è solo la qualità dell’IP europea, ma il fatto che il capitale serva a fare il salto verso produzione ad alto volume. Applicazioni? EV, automazione industriale, robotica e aerospace. È deeptech vero che passa dalla promessa alla scala. 
Chiudiamo con Wearable Robotics, startup di Pisa che ha chiuso un Series A da €5 milioni per accelerare exoskeletons e robotica indossabile per la riabilitazione neuromotoria. Il round mette insieme CDP Venture Capital, MITO, LIFTT, SIMEST, RoboIT e Toscana Next. Qui conta il posizionamento: robotica applicata a un problema clinico verticale, con modularità, percorso regolatorio e ambizione internazionale. 
In sintesi, questa puntata è utile a chi vuole capire dove sta andando il venture europeo: AI sovrana, deeptech industriale e robotica medicale. Meno storytelling, più infrastruttura. Meno buzz, più deployment.
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