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  • Wall Street scende, ma le azioni salgono: il paradosso del Bull Market

    Wall Street scende, ma il resto del mercato sale. Com'è possibile che lo S&P 500 perda lo 0,47% in una settimana mentre la sua versione equiponderata guadagni l'1,14%?

    Dopo aver festeggiato il quarto compleanno del Bull Market e analizzato il conto dell'intelligenza artificiale, Onda Finanziaria riparte da una nuova domanda: se i giganti tecnologici rallentano, chi potrà sostenere il mercato americano?

    In questa puntata Gabriel Debach esplora la rotazione tra i grandi titoli tecnologici e il resto di Wall Street, le nuove preoccupazioni per il finanziamento dell'AI e il paradosso dei Treasury che recuperano mentre il petrolio torna a salire.

    Uno sguardo anche all'Europa, dove il caro energia sostiene gli utili dei produttori ma mette sotto pressione molte altre imprese.

    Infine, una settimana decisiva: le riunioni di Federal Reserve e BCE, i dati macroeconomici e le trimestrali di Microsoft, Alphabet e Amazon metteranno alla prova le aspettative degli investitori.

    Il Bull Market sta perdendo forza oppure sta semplicemente cambiando protagonisti?

    Una nuova puntata di Onda Finanziaria, all'interno di Scopri & Investi by eToro.

     

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    ⚠️ Queste informazioni sono solo a scopo educativo e non devono essere considerate un consiglio di investimento, una raccomandazione personale o un'offerta o sollecitazione per acquistare o vendere strumenti finanziari.
    ⚠️ Il tuo capitale è a rischio. Potrebbero essere applicate altre commissioni. Per ulteriori informazioni, visita etoro.com/it/trading/fees. I rendimenti passati non garantiscono risultati futuri.
    ⚠️ È importante leggere e comprendere i rischi che implica questo investimento, i quali sono spiegati dettagliatamente nel seguente link

    Disclaimer: I contenuti di Onda Finanziaria hanno scopo puramente informativo e didattico. Non costituiscono consulenza finanziaria o sollecitazione al pubblico risparmio.

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    18 min
  • Quattro anni di Bull Market: chi paga il conto dell'intelligenza artificiale?

    Quattro anni, 124 massimi storici e un rialzo di quasi il 120%. Il Bull Market americano ha appena festeggiato il suo quarto compleanno, ma Wall Street sembra avere poca voglia di brindare.

    La correzione tecnologica dell'ultima settimana ha riportato al centro una domanda: chi sta finanziando davvero la rivoluzione dell'intelligenza artificiale?

    In questa puntata di Onda Finanziaria, Gabriel Debach ripercorre i quattro anni di rialzi dello S&P 500, tra record, correzioni e giornate di paura, per poi analizzare il sell-off del Nasdaq, il comportamento inatteso dei Treasury e le crescenti preoccupazioni per il debito delle società AI.

    Al centro dell'analisi CoreWeave: un esempio concreto della distanza tra una domanda tecnologica straordinaria e gli investimenti necessari per soddisfarla.

    Ma mentre la tecnologia corregge, molti altri titoli stanno recuperando terreno. È l'inizio di una rotazione più sana oppure un segnale di rischio per l'intero mercato?

    Dai dati sulla partecipazione ai rialzi alle prospettive per le prossime trimestrali, una puntata per capire perché il futuro dell'intelligenza artificiale potrebbe dipendere non soltanto dalla sua crescita, ma dalla sua sostenibilità economica.

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    21 min
  • 165. Gli errori che costano agli investitori | Conversazioni con i Giganti con Alberto Cascione (Altroconsumo)

    Il tuo portafoglio è davvero costruito per te o per chi ti ha venduto i prodotti finanziari?

    Investire oggi è più semplice che mai. Bastano uno smartphone e pochi euro per accedere ai mercati finanziari. Eppure, nonostante strumenti più accessibili, commissioni spesso più basse e informazioni disponibili ovunque, continuiamo a commettere molti degli stessi errori di vent'anni fa.

    In questo episodio di Conversazioni con i Giganti, Gabriel Debach incontra Alberto Cascione di Altroconsumo, per affrontare alcune delle domande che ogni investitore dovrebbe porsi prima di costruire il proprio portafoglio.

    Come si riconosce un investimento realmente diversificato? Quali segnali possono rivelare un conflitto di interesse nella vendita di prodotti finanziari? Gli ETF sono sempre preferibili ai fondi a gestione attiva? E quanto possiamo fidarci dell'intelligenza artificiale quando prendiamo decisioni di investimento?

    Nel corso della conversazione affrontiamo anche alcune abitudini tipicamente italiane, dall'eccesso di liquidità sui conti correnti alla concentrazione sui BTP, fino alla convinzione che il mattone rappresenti sempre l'investimento migliore.

    Cascione racconta inoltre come sia cambiato il suo modo di interpretare i mercati dal 2008 a oggi, perché avere ragione sulle previsioni non significa necessariamente guadagnare e come riconoscere quando una tesi di investimento non funziona più.

    Una conversazione che attraversa ETF, fondi comuni, diversificazione, costi, obbligazioni, finanza comportamentale e intelligenza artificiale, con una riflessione finale sul rapporto tra tempo, rischio e rendimento.

    Conversazioni con i Giganti è il format di Scopri & Investi by eToro che mette a confronto esperienze, idee e prospettive dei protagonisti del mondo finanziario.

    Conduce Gabriel Debach, Market Analyst di eToro.

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    Questo podcast ha esclusivamente finalità informative ed educative e non deve essere considerato come un consiglio di investimento, una raccomandazione personalizzata, un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Il presente materiale è stato redatto senza tenere conto degli obiettivi di investimento o della situazione finanziaria di alcun destinatario specifico e non è stato preparato in conformità con i requisiti legali e regolamentari previsti per promuovere ricerche indipendenti. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri.

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    46 min
  • Wall Street sfida la logica: cosa aspettarsi dal Q4 2026 | Onda Finanziaria

    Il petrolio sopra i 100 dollari, il Treasury americano oltre il 5% e una Federal Reserve alle prese con il rischio di nuovi rialzi. Sembrerebbe lo scenario perfetto per mettere in difficoltà Wall Street. Eppure, alla fine di settembre, il Nasdaq guadagnava circa il 20% da inizio anno e l'S&P 500 il 12,5%.

    Come si spiega questa resistenza? E soprattutto, che cosa potrebbe cambiarla nell'ultimo trimestre del 2026?

    In questo episodio speciale di Onda Finanziaria analizziamo l'Investment Outlook Q4 2026 di eToro, partendo dal ruolo degli utili aziendali e dal ritorno del costo del capitale.

    Dall'intelligenza artificiale, dove la sfida è trasformare gli investimenti miliardari in risultati economici, all'Europa, con Italia e Spagna in evidenza rispetto a Germania e Francia. Fino a Bitcoin, ai flussi degli ETF e al possibile incontro tra stablecoin, tokenizzazione e agenti AI.

    Chiudiamo con la visione eToro sulle principali asset class: azioni, obbligazioni, mercati emergenti, oro e rame.

    Un episodio per comprendere quali aspettative stanno sostenendo i mercati e quali sviluppi potrebbero metterle alla prova entro dicembre.

    I dati di mercato citati nell'episodio sono riferiti alla registrazione dell'Outlook internazionale di fine settembre 2026.

    Ascolta anche l'Outlook internazionale su Digest & Invest, il podcast globale di eToro.

    📺 Video Outlook  Q4 2026 etoro📺

     

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    12 min
  • La correzione che l’indice non mostra

    L’S&P 500 ha chiuso settembre in calo di appena lo 0,45%. Il titolo mediano dell’indice, invece, ha perso il 6%. Com’è possibile?

    Ora che settembre è finito possiamo vedere con più chiarezza cosa è successo sotto la superficie degli indici. Nell’S&P 500 378 titoli su 503 hanno chiuso il mese in ribasso. Il rendimento medio è stato del -4,6%. Sul Nasdaq 100 la distanza è ancora più evidente: indice +3,23%, titolo medio -0,7%.

    La correzione, quindi, in parte è già arrivata. Solo che gli indici quasi non l’hanno mostrata.

    In questo episodio di Onda Finanziaria, Gabriel Debach parte proprio da qui per capire come si sia ristretto il numero di titoli e settori capaci di sostenere il mercato. Tecnologia e semiconduttori continuano a raccogliere capitale, mentre small cap, real estate, consumi discrezionali e gran parte del mercato restano indietro.

    Poi lo sguardo passa all’Europa. Su 185 società appartenenti a FTSE MIB, CAC 40, DAX, IBEX 35 e AEX, 142 hanno chiuso settembre in ribasso. Ma entrando in ottobre la selezione sembra essersi spostata anche su un altro terreno: il debito sovrano.

    Francia, Italia, Spagna e Germania arrivano al nuovo mese con combinazioni molto diverse di crescita, deficit, debito e rischio politico. Non siamo nel 2011 e cercare a tutti i costi una nuova crisi dell’euro rischierebbe di far perdere di vista quello che sta già succedendo: il mercato sta tornando a fare differenze.

    Infine, l’euro. EUR/USD è sceso fino a 1,116, ai minimi da maggio 2025. La moneta unica perde terreno mentre l’inflazione dell’area euro risale al 3,8% e l’energia resta una delle principali fonti di pressione. Per mesi ci siamo chiesti chi avrebbe continuato a comprare dollari. Forse mancava una seconda domanda: se vendo dollari, cosa compro?

    Chiudiamo con gli appuntamenti della settimana: ISM servizi, dati industriali di Germania e Francia, verbali della Federal Reserve, conti BCE, Eurogruppo, produzione industriale italiana e risultati di PepsiCo, Delta Air Lines, Constellation Brands e Levi Strauss.

    La domanda dell’episodio: per quanto ancora possiamo parlare dell’Europa come se fosse un unico blocco?

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    19 min
  • Dell, da PC a infrastruttura AI: il boom può continuare? | Stock Break

    Per anni Dell è stata associata soprattutto ai PC. Oggi il mercato la guarda sempre più come uno dei grandi fornitori dell’infrastruttura necessaria all’intelligenza artificiale.
    Gli ordini per server AI corrono, il backlog ha raggiunto 95 miliardi di dollari e il titolo ha registrato un forte rerating. Ma vendere più server AI non significa automaticamente ottenere margini più elevati.
    In questo episodio di Stock Break analizziamo come sta cambiando Dell, perché storage, networking e supply chain potrebbero diventare determinanti e quali sono i numeri da seguire per capire se il boom attuale rappresenta l’inizio di un ciclo pluriennale oppure il suo momento più caldo.

     

    📺 Guarda il video completo su Youtube: LINK

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    9 min
  • Wall Street ai massimi, il tuo portafoglio no: la diga della tecnologia

    L'S&P 500 è appena lo 0,94% sotto i massimi storici. Il titolo mediano dell'indice, invece, è già il 16% sotto il proprio massimo a 52 settimane. Com'è possibile?

    Sotto la superficie di Wall Street si sta aprendo una distanza sempre più evidente. Le small cap sottoperformano l'S&P 500 da sei settimane, la breadth si deteriora e dal 24 agosto quasi tutti i settori hanno perso terreno. Una grande eccezione continua però a sostenere l'indice: la tecnologia, con i semiconduttori ancora in prima linea.

    In questo episodio di Onda Finanziaria, Gabriel Debach prova a capire perché Treasury sopra il 5%, small cap deboli e partecipazione sempre più stretta non siano ancora riusciti a fermare Wall Street. E pone anche la domanda opposta: cosa succede se la correzione che tutti aspettano continua a non arrivare?

    Poi lo sguardo passa all'intelligenza artificiale. La pausa nel training di alcuni modelli OpenAI non basta ancora per parlare di rallentamento degli investimenti, ma introduce una variabile da monitorare proprio mentre la tecnologia sta facendo da diga alla debolezza del resto del mercato.

    Infine, gli appuntamenti della settimana: JOLTS, PCE, Micron, ISM Manufacturing, inflazione dell'Eurozona e payroll USA. Sei test per capire se crescita, inflazione e AI permetteranno ancora a Wall Street di convivere con rendimenti obbligazionari sopra il 5%.

    La domanda dell'episodio: il rischio maggiore oggi è una correzione o rimanere indietro aspettandola?

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    16 min
  • AI e Nasdaq: il conto da 1.000 miliardi arriva alla Fed

    Quanto pesa davvero l’intelligenza artificiale sull’economia americana? Partiamo dal Nasdaq 100 e da una spesa per infrastrutture AI che potrebbe avvicinarsi a 1.000 miliardi di dollari, per capire cosa sta succedendo agli utili, alle valutazioni e alla produttività.

    Poi allarghiamo il quadro alla Federal Reserve: perché il boom degli investimenti tecnologici può incidere sui tassi, sul costo del capitale e sulle prospettive dell’economia USA.

    Infine guardiamo alla ricchezza americana: i nuovi dati della Fed mostrano quanto i record azionari incidano in modo diverso sui patrimoni del top 1% e del restante 99%.

    Tre storie che sembrano separate. In realtà raccontano lo stesso movimento di capitale.

    • Nasdaq 100: prezzi, utili attesi e valutazioni
    • AI: il ciclo di investimenti di hyperscaler e data center
    • Federal Reserve: produttività, crescita e tassi
    • Ricchezza USA: chi beneficia maggiormente dei rialzi azionari
    • I tre numeri da seguire nei prossimi mesi

    Approfondimenti citati:
    – Nasdaq 100, capex AI e filiera tecnologica
    – Fed, tassi e produttività: frenare senza rallentare
    – “We are the 99%”: la ricchezza americana 15 anni dopo Occupy Wall Street

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    18 min
  • Il triumvirato che mette alla prova Wall Street

    Wall Street continua a mostrare una sorprendente capacità di assorbire gli shock. Ma questa settimana tre pressioni arrivano contemporaneamente: energia, tassi e intelligenza artificiale.

    Il petrolio entra in una fase più delicata. La East-West Pipeline saudita è stata fermata precauzionalmente dopo gli attacchi con droni, mentre aumentano le tensioni anche intorno al Bab el-Mandeb. La backwardation del Brent si è ampliata rapidamente, segnalando una crescente domanda di petrolio disponibile immediatamente.

    Nel frattempo l’inflazione americana torna a complicare il lavoro della Federal Reserve. Il CPI di agosto è salito dello 0,4% su base mensile e il core ha accelerato allo 0,3%. Dopo il dato, il mercato ha portato vicino al 90% la probabilità di un rialzo Fed questa settimana.

    E poi c’è l’AI.

    Dopo DeepSeek, la pressione sul software e i dubbi sul ritorno degli enormi investimenti degli hyperscaler, arriva una nuova paura: che il progresso dell’intelligenza artificiale stia diventando troppo rapido per essere controllato. Le richieste di maggiore cautela avanzate da Dario Amodei, Sam Altman e altri protagonisti del settore aprono per gli investitori una domanda nuova: la sicurezza può iniziare a modificare capex, regolamentazione e domanda di semiconduttori?

    Nella seconda parte della puntata passiamo agli appuntamenti da seguire:

    • dati macro dalla Cina e apertura di Dreamforce
    • voto procedurale sul Digital Asset Market Clarity Act
    • retail sales USA e inflazione britannica
    • decisione della Federal Reserve e nuovo dot plot
    • Bank of England
    • Bank of Japan

    Tre banche centrali in tre giorni, con il petrolio sopra $100 e il Treasury decennale vicino al 5%.

    La domanda della settimana è una sola: quanto può aumentare il prezzo del rischio prima che la resilienza dell’azionario inizi davvero a incrinarsi?

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    26 min
  • Fantacalcio dei mercati: chi segna e chi rischia di prendere gol

    Settembre è il mese in cui ci sono almeno due tipi di aste: quelle del Tesoro americano e quelle del Fantacalcio.

    Il problema, in entrambi i casi, è capire dove spendere i propri crediti.

    In questa puntata di Onda Finanziaria partiamo dal fantaportafoglio del 2026 per leggere una settimana che metterà subito alla prova la formazione: i semiconduttori tornano a guidare mentre Wall Street rallenta, il Treasury a 30 anni supera il 5%, petrolio e inflazione complicano la partita delle banche centrali e BCE e Fed si preparano a due appuntamenti decisivi.

    In calendario anche 119 miliardi di dollari di aste del Tesoro americano, il CPI USA e le trimestrali di Oracle e Adobe.

    Chi continua a segnare? Chi deve difendere? E soprattutto, quanto stiamo pagando oggi per i gol di domani?

    Blog Fantacalcio link 

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