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Per evitare che una persona vicina commettesse un errore, le ho detto: "Ho già provato a fare così, non serve; meglio fare in quest'altro modo."
Pessima idea!
Sbagliare per procura non ha grande efficacia nella nostra mente, che preferisce di gran lunga il lusso di fare errori imparando da essi. 🤔
Tuttavia, una soluzione c'è, e ne parliamo in questo episodio. 🌟
Grazie per i meravigliosi messaggi che mi mandate dopo aver ascoltato le puntate.
Mi sento come un'eremita in un'isola deserta. Affido all'oceano i miei messaggi, racchiusi nelle bottiglie. (Sì, lo so che c'è già tanta plastica in mare, ma è una metafora).
Ricevere tante risposte, mi fa capire che quelle bottiglie non vengono inghiottite dagli abissi, ma arrivano a toccare qualche cuore meraviglioso!
Spesso diamo per scontato il lavoro e l'impegno degli altri, dimenticando quanto possa essere importante un semplice "grazie" o un riconoscimento sincero.
I giudizi negativi fanno rumore, ed è per questo motivo essenziale imparare a esprimere il nostro apprezzamento per bilanciare questo squilibrio.
E ti racconto cosa è successo quando ho deciso di mandare una mail con l'oggetto "se vuoi lasciarmi, basta dirmelo"...
Per ottenere qualsiasi risultato, non basta raggiungerlo una volta e dimenticarsene.
Quello che facciamo, come la cura di una casa, va mantenuto nel tempo e spesso dobbiamo spendere del tempo per tenerla in ordine.
Il successo è una serie di errori, soluzioni, fallimenti, prove ed errori.
Soprattutto quando suoni il pianoforte.
Ieri ho sentito questa frase: “Quando un grande attore indica la Luna, tutti rimangono incantati per la bellezza del suo gesto; quando un attore straordinario indica la Luna, tutti si girano a guardarla e si dimenticano dell’attore.”
Boom!
Che potenza ha questo concetto? E trasposto nella musica… “Quando un grande interprete suona un brano, tutti rimangono incantati dal suo virtuosismo; quando un interprete straordinario suona un brano, lui sparisce e tutti si emozionano per la musica che ha ricreato.”
Eppure, ognuno di noi è preoccupato dal giudizio altrui, dal fare brutta figura, dall’apparire più o meno di valore.
In questo episodio esprimo un desiderio: quello di vivere in un mondo dove “mi piace / non mi piace” non sia più l’unico binario sul quale far correre la nostra esperienza con ciò che accade o con chi incontriamo.
Un esercizio, quello della sospensione del giudizio, che potrebbe regalarci una vita più serena, in un mondo meno opprimente, cambiando radicalmente l’ambiente che ci circonda.
L’esercizio di non verbalizzare il giudizio, in primis, e piano piano, di non far nascere nemmeno più il seme bianco o nero, ma di circondarsi di sfumature di colore che prendono vita mano a mano che conosciamo meglio quel fenomeno o quella persona.
È come suonare con infinite sfumature di colore e di emozioni.
Ti sei mai chiesto perché l'arte, la musica, la visione di uno spettacolo o di un bel film siano così appaganti per noi?
In questo episodio espongo il mio pensiero, ciò che passa nella mente di una musicista quasi dalla nascita (3 anni e mezzo).
Suonare è un atto di sospensione dal tempo, dalle preoccupazioni, dal dolore di certi ricordi.
Questo non significa che suonare comporti sempre felicità: il valore enorme è quello di fare una sorta di "lavatrice" delle emozioni, dando loro la possibilità di emergere, vivide, pulite da tutti i nostri giudizi, attraverso la musica.
Questa cosa è stupenda perché dà un senso anche ai momenti più cupi, trasformandoli in armonia, in bellezza, in Musica.
Buon ascolto
In questo episodio rifletto su una recente esperienza personale e professionale piuttosto difficile, che ha scatenato una profonda riflessione sul ruolo salvifico dell'arte e della creatività nella mia vita.
Attraverso l'arte, riusciamo a dare voce alle parti più recondite di noi stessi, trasformando la pressione in espressione.
Ci sono vari motivi per cui le persone non iniziano a suonare il pianoforte, oppure, se lo fanno, smettono dopo pochi tentativi: uno dei più importanti è "la mancanza di tempo".
Quante volte mi sono detta: "Questa cosa la rimando a quando avrò tempo", procrastinando per giorni, settimane, a volte anni, l'inizio di attività che avrei voluto fare.
Quindi, il tempo è tiranno o ci sono altri fattori che possono influenzarlo?
Nella mia esperienza di maestra di pianoforte e di persona alla continua ricerca di stimoli, ho trovato una risposta che potrà aiutarti a usufruire al meglio del tuo tempo.
Puoi scoprirla in questo episodio.
La musica non è sacrificio: è piacere, impegno, amore, passione, divertimento, arricchimento.
Diventa sacrificio quando non siamo allineati con i nostri obiettivi, quando vorremmo fare qualcosa di diverso e siamo lì perché costretti, quando non stiamo seguendo ciò che più ci piace, quando ci fanno credere che per suonare sia necessario fare ore e ore di noiosi esercizi.
Non c'è motivo, da adulti, di "sacrificarsi" per poter suonare il pianoforte: dovremmo semplicemente capire quanto possa arricchire la nostra vita e trovare un posticino durante la giornata, anche fosse solo di pochi minuti.
Dopodiché, per raggiungere obiettivi sempre più alti, sarà necessario più tempo e più dedizione, ma avremo le spalle già preparate da giorni e giorni in cui abbiamo seguito i nostri ritmi, senza devastarci.
Buon ascolto!
Fino a quando una persona che suona il piano si deve considerare Principiante?
HO SBAGLIATO: i 6 ERRORI più GRAVI COME MAESTRA DI PIANOLa prima volta che ho fatto una lezione di piano come maestra è stata nel 1999, a 16 anni.
Confesso che ho fatto disastri con Filippo e Guglielmo, le mie prime due cavie, seppure fossi una delle migliori allieve del mio corso (avevo appena passato l'esame del quinto anno di pianoforte in conservatorio con 10).
In questo video ti racconto i 6 più importanti errori che ho fatto in tutti questi anni.Siamo sempre sulla via del miglioramento.
E per farlo bisogna ammettere quando sbagliamo. E ricostruire.
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