Ascoltiamo una descrizione dell’ambiente urbano che circonda il museo e dell’aspetto dell’edificio visto dalla strada.
Transcript
Female Narrator: Camminando verso nord lungo la Quinta Strada, superiamo edifici rettangolari tipici di New York con palazzi di dieci piani e anche più. Il traffico scorre veloce [car horns and traffic sounds]. Alla nostra sinistra c’è Central Park [bird calls and people talking]. Possiamo sentire le voci dei pedoni o i versi degli uccelli in alto sugli alberi.
Attraversando l’87esima strada, intravediamo una struttura tondeggiante grigio avorio che spicca, sporgente rispetto alle forme rettilinee che la circondano [footsteps on sidewalk]. Alberi e palazzi nascondono in parte la vista, ma mentre ci avviciniamo all’88esima strada, un edificio rotondo di cemento appare in tutto il suo splendore. È il Museo Solomon R. Guggenheim [light music with xylophone begins].
Il Guggenheim occupa l’intero tratto della Quinta Strada che va dall’88esima all’89esima strada. Si avverte che l’edificio appartiene a questo luogo. È come infossato ed emerge dal suolo.
È un edificio asimmetrico: sul lato meridionale dell’isolato c’è una grande struttura circolare, come una torta a quattro strati rovesciata, ogni cerchio più grande di quello sottostante. La base di ogni strato rientra ad angolo acuto così che i piani sembrano galleggiare distanziati tra loro.
Sul lato settentrionale dell’isolato c’è una struttura rotonda di dimensioni inferiori e alta la metà rispetto alla prima. La struttura nel complesso dà l’impressione di una torre di controllo del traffico aereo, caratterizzata da finestre a forma di mezza luna con montanti scuri che si estendono per un livello, una forma rettangolare racchiusa tra quel livello e il piano superiore dell’edificio, circondato tutt’intorno da finestre [music stops].
Si ha la sensazione che entrambe le strutture circolari siano appoggiate su uno scaffale profondo e sospeso, con il muro di cemento del primo piano che le avvolge. Notiamo anche alcuni elementi verticali che tengono insieme l’edificio attraversandolo. Tutta la costruzione è dipinta di grigio chiaro, anche se in una giornata assolata può sembrare di un bianco brillante. L’unica eccezione è un fregio in rame di colore verdastro intorno alla sommità dell’edificio più piccolo.
Man mano che ci si avvicina, cambia il senso delle proporzioni [light music with piano begins]. La struttura ha un aspetto intimo e contenuto. È situata in posizione arretrata rispetto alla strada e sembra in apparenza piccola, incastrata tra gli alti edifici tutt’intorno. Ma le curve dell’edificio ci vengono incontro, respingendo gentilmente da parte la città.
Guardando in alto, la luminosa facciata si sporge verso la Quinta Strada. I piani circolari non sono completamente lisci. Sotto la superficie della pittura si intravede una griglia diagonale all’interno del cemento sottostante. Quando la luce del sole colpisce a date angolazioni, emergono ombre sfumate [music stops].
Mentre ci avviciniamo all’edificio, il marciapiede si fa più largo. I venditori ambulanti sono stazionati lungo la strada e nell’aria si avverte l’aroma di hot dog e falafel [people chatting and walking]. Il marciapiede finisce all’altezza di un muretto che arriva alle ginocchia [birds chirping], creando una zona neutra tra l’edificio e la strada, dove grandi fioriere, incorporate nel tessuto urbano, formano una zona verde e rivelano una rampa che porta a un ingresso laterale sotto il livello stradale. In ogni mese dell’anno, la gente si siede sul muretto, godendosi il sole, assaporando uno spuntino acquistato da un ambulante od osservando la continua sfilata di newyorkesi e turisti [distant city sounds].
Avvicinandoci all’entrata principale del museo, le pareti ci incanalano verso l’ombra dell’aggetto sovrastante.