Siete nelle vicinanze di Vimodrone, Pioltello, Corsico, Cesano Boscone, Basiglio? Siete a Rogoredo? Se vi trovate in uno di questi luoghi a mezzogiorno o all’orario del vespro, sentirete un suono che accomuna queste comunità. Il rintocco delle campane della Fonderia Napoleonica Eugenia.
Le chiese moderne spesso non hanno i campanili e, se li hanno, al posto delle campane in bronzo troverete dei moderni altoparlanti che diffondono un deludente suono preregistrato.
Le campane, quelle vere, sono fatte di bronzo e per costruirle vanno fuse in un’unica colata. Un lavoro di alta precisione. La minima imperfezione può rovinare la purezza del suono.
Nel 1806, nei pressi della chiesa di Santa Maria alla Fontana, oggi quartiere Isola di Milano, venne fondata la Fonderia Napoleonica Eugenia, in onore di Eugenio de Beauharnais, Vicerè di Milano. Dalla fusione del bronzo nascevano oggetti e manufatti, ma anche opere imponenti. Nel 1835 in questo stabilimento avvenne la fusione della sestiga equestre che oggi vedete alla sommità dell’Arco della Pace a Milano. Poi nel 1868 la famiglia Barigozzi acquistò la proprietà della Fonderia ed iniziò anche la produzione di campane.
Nella tradizione ambrosiana, oltre alla singola campana, un campanile può ospitare i cosiddetti “concerti” una combinazione di campane dal suono diverso che, sincronizzate, suonano una melodia.
La Fonderia fornì le campane non solo a Milano e ai comuni limitrofi, ma anche alle comunità italiane trasferitesi in Sud America, in Africa nelle allora colonie italiane e nelle chiese delle missioni religiose.
Poi con il tempo, la produzione delle campane diminuì fino al 1975, quando la Fonderia venne chiusa.
Oggi si può visitare un bellissimo museo che contiene gli antichi attrezzi di produzione ed un ampio archivio cartaceo.
Ma se volete vedere anche qualcuno dei monumenti in bronzo fusi dalla Fonderia potete recarvi in Piazza San Fedele, dietro Palazzo Marino, dove troverete la statua di Alessandro Manzoni oppure in Piazza Duomo, dove l’imponente statua equestre di Vittorio Emanuele II saluta i turisti in visita alla città.
Alla prossima e…
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