Uno dei lati oscuri del progresso industriale è che a volte a pagarne il prezzo più alto è la natura, che viene contaminata dal lavoro dell’uomo. Così oggi, ci sono fiumi in cui i nostri nonni, da bambini facevano il bagno e pescavano buonissimi pesci, mentre oggi sono ridotti a maleodoranti fogne a cielo aperto. E uno di questi fiumi è il Lambro.
La sorgente del Lambro si trova tra i due rami del lago di Como, sulle prealpi Lariane e, dopo un passaggio nel lago di Pusiano, il fiume costeggia tutta la zona est di Milano, fino a buttarsi nel Po dopo aver percorso 130 km.
In passato, il Lambro era considerato un fiume molto pescoso, tant’è che già nel 1600 si trovano tracce e testimonianze di pesche miracolose nei pressi dell’Abbazia di Santa Maria Rossa, nei terreni prospicienti alla Cascina Gobba.
E poi c’erano i gamberi. Nei mercati, i venditori urlavano ai loro possibili acquirenti di comprare i “bei gamber del Lamber”.
Eh sì, i gamberi del Lambro erano una prelibatezza e c’era chi li cucinava in un risotto che tra gli ingredienti comprendeva anche rane, piselli, cipolla e naturalmente, del buon vino bianco.
Ma state tranquilli, qui non si parla di ricette, si parla di tradizioni.
Alla Gobba, nei pressi dell’omonima Cascina, c’era un ristorante in cui era possibile mangiare il pesce appena pescato dal fiume. Bastava dire a quelli che stavano in cucina di buttare in acqua un po’ di avanzi e poi, con un retino, ecco che in quattro e quattr’otto, si pescavano i pesci pronti per essere cucinati. Come si dice: le basi della produzione a Km zero.
Nel dopoguerra quando la fame era tanta, i bambini si destreggiavano armati di arco e stecche di ombrelli usate come frecce per infilzare quel che sarebbe diventata una corposa cena. Robe da altri tempi.
Lo sviluppo industriale oggi ha trasformato le fresche acque del Lambro in un miscuglio velenoso che per molti anni ha reso impossibile anche solo avvicinarsi a quelle rive un tempo popolate da pesci e gamberi.
Oggi finalmente i depuratori hanno ripreso a funzionare e in alcune zone, soprattutto a valle di Milano, i pesci sono tornati nel fiume. Io però le mie stecche di ombrello le lascio a casa, ancora per un po’.
Alla prossima e…
Occupate sempre la corsia di marcia più a destra
Autore: Dodo Occhipinti