Avete presente quando vi serve qualcosa e allora accendete il vostro computer, andate in uno dei tanti negozi online e con quattro colpi di mouse comprate quel che stavate cercando?
Una volta, per fare una cosa del genere si doveva sfogliare un catalogo cartaceo e la merce comprata veniva smistata e spedita da un enorme capannone vicino a Peschiera Borromeo, più precisamente a San Bovio.
Benvenuti nel mondo del Postalmarket.
Anna Bonomi Bolchini era soprannominata “Lady Finanza”. E’ forse l’esempio più importante per definire il successo femminile nel maschilista mondo dell’economia italiana.
Pur essendo di umili origini, alla fine degli anni cinquanta era a capo di un impero che spaziava dalle Banche alle assicurazioni, per non parlare delle tante aziende che rientravano nell’orbita del suo impero economico.
Una donna dalle visionarie intuizioni che prima di tutti ha capito il grande potenziale della vendita per corrispondenza. Un sogno che inizia nel 1959 con la nascita di un catalogo che viene spedito per posta in 10.000 copie. Ci si può trovare di tutto, abbigliamento, accessori per la casa, elettrodomestici.
Una crescita esponenziale fino agli anni ottanta, gli anni della “Milano da Bere”
C’è bisogno di un magazzino molto grande, che possa gestire gli ordini che provengono dalle oltre 130.000 copie che ormai entrano nelle case degli italiani. A San Bovio, a due passi dalla Tangenziale Est c’è una zona di aperta campagna che diventa il luogo ideale per costruire un capannone di oltre 37.000 mtq.
Nel 1987 ci lavorano 1400 persone.
L’arrivo per posta del catalogo diventa un appuntamento imprescindibile degli italiani, un’occasione per fare grandi acquisti, per rinnovare il guardaroba, per sostituire la lavatrice.
Esce in due edizioni, quella invernale e quella estiva e tra le modelle che indossano i capi proposti si vedono anche attrici famose come Ornella Muti e Dalila di Lazzaro. C’è anche un risvolto diciamo così… a luci rosse. Le pagine delle modelle che indossano la biancheria intima sono il primo contatto della pubertà maschile con il meraviglioso universo femminile...
Beh insomma, avete capito.
Poi però, con l’avvento delle carte di credito e soprattutto di Internet, Postalmarket diventa obsoleto e dopo il fallimento della società, lo stabilimento di San Bovio si trasforma in un rifugio di spacciatori e senzatetto. Al posto degli squilli dei telefoni, si sentono solo le sirene della polizia.
Oggi però esiste un progetto di riqualificazione per recuperare quell’area abbandonata, travolta dall’avvento della tecnologia, che ha radicalmente cambiato le abitudini di acquisto della gente. Ma secondo me, in qualche scatolone delle vostre cantine, se cercate bene, troverete ancora un catalogo Postalmarket, forse tenuto per ricordo…
Alla prossima e…
Mani sul volante.
Autore: Dodo Occhipinti