Asfalto, segnaletica stradale, area di sosta, spartitraffico, autovelox, sono tutte componenti che possiamo incontrare sulle nostre tangenziali, ma ce n’è una che negli anni è cambiata, si è evoluta, perdendo però quell’aria di mistero e poesia che è anche stata raccontata in un libro. Il casello.
Francesco Gori ha lavorato per molti anni ai caselli delle autostrade italiane. Un lavoro sedentario certo, ma ricco di sorprese, come lui stesso ha raccontato nel libro che ha scritto, dal titolo “Saluta il casellante”. In questo libro ha raccolto tutti gli aneddoti più strani che sono capitati nella sua carriera e ha catalogato gli utenti che, uno dopo l’altro, si sono avvicendati al suo casello per pagare il pedaggio.
L’ho chiamato, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata e lui ha risposto alle domande che molti si fanno dopo aver consegnato biglietto e soldi al casellante: ma com’è il tuo lavoro? È noioso, sempre lì seduto a fare le stesse quattro cose? È divertente? È pericoloso?
Il quadro che ne è venuto fuori è nel complesso molto divertente, almeno come lo racconta lui.
Intanto gli utenti sono catalogati per generi: gli operai, i turisti, gli uomini d'affari, gli stranieri…
Ognuno al casello ha un comportamento diverso, ascolta musica diversa, risponde con un differente coefficiente di gentilezza ed educazione.
Eh sì, perché purtroppo il casellante è spesso incolpevole oggetto di un variegato mondo di lamentele che vanno dai ritardi provocati dagli ingorghi, ai danni provocati da oggetti seminati da altre auto lungo il percorso, alle più classiche lamentele su disservizi, costi elevati e piove governo ladro.
Insomma, il casellante, così come ce lo ha raccontato Francesco Gori, è un parafulmine su cui piove addosso un mondo fatto di amore e odio. Sì, anche amore, perché a volte capita che qualche utente faccia l’occhiolino o chieda il numero di telefono alla persona che sta chiusa nel gabbiotto a fare il suo lavoro
Oggi la tecnologia sta trasformando la figura del casellante in un animale in via di estinzione. Telepass e casse automatiche si sostituiscono sempre più spesso al lavoro umano e tutto è delegato ad uno schermo e ad un risponditore automatico. E alzi la mano chi non ha mai mandato a quel paese la voce femminile che augura buon viaggio agli utenti subito dopo aver effettuato il pagamento.
Alla prossima e…
In prossimità dei caselli o delle barriere di pedaggio, moderate la velocità e seguite le indicazioni
Autore: Dodo Occhipinti