La Milano del 1730, da pochi anni passata in mano austriaca, vive un fermento sociale e culturale senza precedenti. Tiepolo partecipa per la prima volta a questo fermento grazie a Carlo Archinto, nobile, scienziato, intellettuale e suo grande mecenate. Tra i due si instaura un dialogo che spazia dall’arte all’astronomia, che si riverbera sugli affreschi che Tiepolo è chiamato a dipingere. Quando Archinto svela l’opera ai membri delle più importanti famiglie milanesi, fa nascere una nuova stella, anche a Milano.