La solitudine non è soltanto una condizione emotiva spiacevole, ma una variabile con impatti reali su cuore, cervello e sistema immunitario. Gli studi più recenti lo confermano in maniera piuttosto netta. Ad esempio, una ricerca pubblicata su Nature Human Behaviour ha evidenziato che nei soggetti con alti livelli di isolamento sociale o sentimenti di solitudine si osservano concentrazioni maggiori di alcune proteine plasmatiche (GFRA1, ADM, FABP4, TNFRSF10A e ASGR1). Queste molecole, collegate a processi infiammatori e risposte antivirali, sono risultate correlate a un aumentato rischio di malattie cardiometaboliche e perfino mortalità prematura.Studio sulle proteine collegate alla solitudine - Nature Human Behaviour (Nat Hum Behav) ISSN 2397-3374 (online)Questi dati sono coerenti con altre evidenze provenienti da riviste di alto profilo, come The Lancet e JAMA, che hanno mostrato in più occasioni come le relazioni sociali positive possano ridurre il rischio di ipertensione, depressione e declino cognitivo. In altre parole, una solida rete di sostegno non è soltanto un toccasana psicologico: interviene a livello biologico, regolando l’attività di diversi mediatori che influenzano i nostri organi e i nostri circuiti neuronali.Come spiegarlo? In parte si ipotizza che la solitudine possa generare un circolo vizioso di stress cronico, testimoniato dai livelli elevati di cortisolo, che a loro volta favoriscono stati infiammatori e un’iperattivazione del sistema immunitario. Un lavoro pubblicato su Nature Neuroscience aggiunge un ulteriore tassello, sottolineando come l’assenza di interazioni sociali di qualità condizioni anche lo sviluppo di alcune aree cerebrali chiave per la memoria e la regolazione dell’umore.Come le relazioni sociali proteggono la saluteLa buona notizia è che si può intervenire. Studi di coorte seguiti nel tempo (per esempio quelli della UK Biobank) suggeriscono che gli individui che partecipano ad attività di gruppo, fanno volontariato o mantengono regolari rapporti familiari vedono ridursi in modo significativo i marcatori pro-infiammatori. In aggiunta, recenti meta-analisi evidenziano come un miglioramento della rete sociale possa avere effetti protettivi addirittura più marcati nei soggetti anziani, tradizionalmente a rischio più elevato di isolamento (OMS stima che circa un quarto degli over 65 viva in condizioni di solitudine).Wikimedia, 2009 Human Experiences, depression/loss of loved oneÈ però fondamentale distinguere la mera “connessione” digitale da quella che crea intimità e vicinanza. I social network sono uno strumento utilissimo, specialmente in contesti di distanza geografica, ma non sostituiscono il contatto umano diretto, prezioso per la modulazione dell’empatia e la lettura di segnali non verbali. Questo aspetto è stato messo in luce da vari studi su Psychological Science, i quali hanno dimostrato che persino una breve interazione “faccia a faccia” abbassa i livelli di cortisolo in modo più marcato rispetto alla comunicazione virtuale.L’importanza delle politiche di inclusioneConsiderate le prove a disposizione, la solitudine diventa una variabile di rilievo per le politiche di salute pubblica: non si tratta soltanto di alleviare la tristezza, ma di prevenire patologie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative che hanno un peso notevole a livello sociale ed economico. Per questo, molte istituzioni sanitarie (inclusa la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità) insistono sull’importanza di promuovere programmi di inclusione e di sostegno alle reti di quartiere: il messaggio è che creare momenti di incontro reale, anche solo per una passeggiata di gruppo o un caffè condiviso, può tradursi in un guadagno concreto di anni di vita in buona salute.Titoli delle ricerche e anno di pubblicazione (in ordine di citazione):* Proteomic correlates of loneliness and social isolation in 42,062 UK Biobank participants (2023)* Social relationships and health: a global perspective (2021)* Association of Social Isolation With Health Outcomes: A Systematic Review (2020)* Social isolation shapes neural circuits underlying memory and mood regulation (2019)* Study Protocol for the UK Biobank: Rationale, Design and Characteristics (2012)* Social Isolation and Loneliness: Policy Brief (2021)
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