Tutta scena!

Tutta scena!

By Radio Ca' FoscariArtsPerforming Arts
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Tutta scena! episodes

  • Un'ignota identità
    Chiudiamo i nostri racconti dal Venice Open Stage con la recensione di Sdisoré, spettacolo a cura del gruppo UROR, interpretato da Evelina Rosselli. 
    La performance è una rivisitazione dell'Orestea di Eschilo, la tragedia greca che racconta gli assassini di Agamennone, Coefore, Eumenidi.
    Sul palco viene messo in scena un dialogo tra Oreste, Clitennestra, Egisto ed Elettra, tutti i personaggi interpretati dalla sola Evelina Rosselli, servendosi di diverse lingue e dei continui cambi nel tono di voce.
    La rivisitazione grottesca della tragedia greca rende lo spettacolo a tratti quasi disturbante, grazie ad una performance cruda e dolorosa, caratteristiche che enfatizzano la bravura dell'attrice.

    Voce e testo di Caterina.
    9 min
  • Una crepa che si muove
    Andare al VOS non significa solo vedere spettacoli all'aria aperta, ma anche assistere a delle conferenze interessanti e d'ispirazione, come quella sulla critica teatrale di mercoledì 9 luglio. C'erano le giornaliste Ilaria Cecchinato (Gagarin Orbite Culturali, Altre Velocità) e Alice Strazzi (La Falena, Stratagemmi, Hystrio), la ricercatrice Giada Cipollone (Università IUAV di Venezia), e i giornalisti Giuseppe di Lorenzo (AltreVelocità) e Graziano Graziani  (Fahrenheit Rai Radio3). 
    L'incontro è stata per noi l'occasione per riflettere anche sul nostro modo di raccontarvi ciò che vediamo. 

    A seguire abbiamo assistito allo spettacolo Rimaye di AZIONIfuoriPOSTO, una rappresentazione a metà tra la danza ed il teatro, frutto di una riflessione sul lo sciogliemento dei ghiacciai che stiamo oggi assistendo, a causa del cambiamento climatico. Lo spettacolo ci invita a pensare alla preservazione di questi paesaggi non tanto dal punto di vista fisico, perché ne siamo impossibilitati, ma da quello della memoria, cercando di mantenere vivo il loro ricordo di generazione in generazione. 

    Testo e voce di Ilaria. 

    Musiche: Till Paradiso - Breakfast Bread
    9 min
  • Paure e deliri al VOS
    Continua il nostro racconto dal Venice Open Stage, rassegna di teatro all'aperto di Venezia che esiste ormai da 12 anni, grazie al lavoro del prof. Gigi Dall'Aglio, insegnante di teatro allo IUAV, che cercava uno spazio per gli studenti, per mettere in scena i lavori creati nei suoi laboratori. 

    Il VOS vanta anche una serie di ospiti internazionali, ad esempio la Scuola di Arte Drammatica della Facoltà di Belle Arti dell'Università Aristotele di Salonicco è ormai un'affectioné del festival, al quale partecipa ogni anno con degli spettacoli freschi e divertenti. 

    Quest'anno ha messo in scena l'episodio Circe dell'Ulisse di James Joyce, una performance che affronta incubi interiori, fantasie erotiche e processi immaginari. Il gruppo si muove su una scenografia essenziale ma arricchita da lustri e merletti degli abiti di scena, servendosi del canto per rendere ancora più surreale la scena. 

    Il testo della recensione è di Sara, con un'introduzione di Ilaria. 

    Musiche: Dan Yan-Key - Lounge (da freemusicarchive.org)
    7 min
  • La ricetta del verderame
    Una recesione sullo spettacolo Verderame dà il via alle nostre cronache dal Venice Open Stage. Anche quest'anno, infatti, Campazzo San Sebastiano si anima di spettacoli, performance, musica, workshop (ma anche birrette!). Appuntamento fisso del luglio veneziano, Radio Ca' Foscari partecipa sempre molto volentieri, ancora di più se lo spettacolo in scena è molto bello. 

    Verderame di Giulia Pizzimenti e Francesca Miranda Rossi è infatti una performace molto divertente, ma anche capace di inscenare la complessità di essere donna, e soprattutto madre. Una figlia, una madre e una nonna portano dentro sé dei traumi che riversano nei rapporti che hanno l'una verso l'altra, come una malattia delle piante che si prolifica per tutto l'ecosistema. Lo spettacolo cerca di rileggere la maternità con una lente femminista, basandosi non sulle aspettative che la società ha nei confronti della donna, ma sull'effettivo desiderio interiore della donna stessa. 

    Il testo è stato scritto a quattro mani da Caterina e Ilaria. La voce è di Ilaria. 

    Musiche: Kevin MacLeod - Funky Boxstep
    6 min
  • The Seer è da vedere
    In occasione della 53sima edizione della Biennale Teatro, all’interno degli spazi dell’Arsenale di Venezia, Ursina Lardi interpreta la protagonista di uno spettacolo che la vede coinvolta come attrice e come coautrice insieme al regista svizzero Milo Rau.

    Testo di Giulia.
    Voce di Nicolò.

    Musica: Swing Party di Beat Mekani (da freemusicarchive.org).
    7 min
  • Tempo di cambiarsi
    Tempo di cambiare, tempo di cambiarsi: Changes di Thomas Ostermeier è un dramma sul cambiamento basato sui cambi. Non è una supercazzola: ogni persona, nel suo quotidiano, deve affrontare un cambiamento o impegnarsi per cambiare quello che non va (cambiare la propria vita, o forse cambiare il mondo). Per raccontarcelo sul palco, Jörg Hartmann e Anna Schudt cambiano continuamente vestiti, voci e personaggi, in un caleidoscopio di situazione che variano dal tragico al comico.

    Grazie alla scenografia - sempre in cambiamento! - di Magda Willi, la pièce diretta da Ostermeier e scritta da Maja Zade ci racconta di come sia difficile affrontare l'idea del cambiamento, nel tentativo paradossale di rimanere sé stessi.


    Changes è stato presentato in prima italiana a Biennale teatro 2025, dove abbiamo avuto l'occasione di vederlo.

    Testo della puntata: Giulia.
    Voce: Nicolò.
    6 min
  • Cose turche
    Il Mevlevi Sema non è solo una cerimonia, ma un'immersione profonda nella tradizione sufi dei dervisci rotanti. Nel luogo sacro dove prende vita, l'atmosfera si impregna di una calma quasi tangibile, un silenzio così religioso da sembrare esso stesso parte del rito.La scenografia è essenziale ma ricca di significato: a sinistra, spicca un post, una pelle di pecora rossa che cattura lo sguardo. Al centro, pelli di pecora bianche disegnano un cerchio perfetto, pronte ad accogliere i danzatori.

    Sulla destra, lo spazio si apre ai cantanti e ai musicisti, custodi delle melodie che accompagneranno il rito.L'ingresso dei partecipanti è un rito nel rito: uno alla volta, musicisti e danzatori fanno il loro ingresso, ciascuno un inchino riverente al post rosso prima di prendere posto. I danzatori assumono una postura emblematica, le braccia incrociate sul petto – mano sinistra sulla spalla destra, mano destra sulla spalla sinistra – una posa che incarna l'umiltà più profonda.Al culmine della cerimonia, è lo Shaikh, il cerimoniere, a inchinarsi ai danzatori e ai musicisti, riconoscendo il loro contributo al sacro rito.

    La sala viene lasciata con la stessa grazia e devozione con cui è stata approcciata, un ultimo inchino al post che suggella un'esperienza vissuta tra calma, umiltà e un silenzio assordante. Questa cerimonia, intrisa di spiritualità, riesce davvero a trasportare lo spettatore in un'altra dimensione?

    Testo e voce di Irene.


    Musica: Jazz by Lite Saturation is licensed under a Attribution-NoDerivatives 4.0 International License.
    7 min
  • Essere o non essere (sperimentali)?
    Le “Nuvole di Amleto”, scritto e diretto da Eugenio Barba rappresenta una rilettura radicale
    dell’opera shakespeariana, la quale fu ispirata dal lutto del figlio, subìto dall’autore inglese. Il
    regista italiano, prima allievo di Grotowski e poi fondatore della compagnia Odin, è annoverato
    all’interno del teatro di ricerca e in particolare al Terzo Teatro, che è un filone drammaturgico
    dalla forte inclinazione sociale.

    La nostra Giulia l'ha visto in occasione di Biennale Teatro 2025 e ha scritto una recensione per noi.

    Musica: Swing Party by Beat Mekanik is licensed under a Attribution 4.0 International License.
    6 min
  • Il titolo che non c'è
    Immagina un'opera misteriosa: No Title, un corpus di 640 cartoline (7x12 cm) scritte a mano e non datate, opera dell'artista Richard Foreman. Non riuscendo a collocarle temporalmente, Foreman ha indicato che queste brevi testi vanno letti ad alta voce, in qualsiasi sequenza, da un solo lettore o da un gruppo che ne distribuisca il mazzo. Le cartoline sono state riscoperte solo nel 2021, protette in una scatola di latta nella casa dell'autore.

    Quest'opera unica ha trovato nuova vita anche nella sua forma stampata: No Title è ora un libro, pubblicato da The Further Reading Library. Questa pubblicazione presenta una selezione di novantasei cartoline della serie originale, meticolosamente curata da Andrew Lampert e con una prefazione di Jennifer Krasinski. Vale la pena notare che, per l'esperimento performativo, Willem Dafoe e Simonetta Solder hanno portato in scena, tramite foto e video, alcune riproduzioni delle cartoline originali.

    Testo e voce di Giorgia.
    Musiche: Funky Boxstep di Kevin MacLeod (music.kevin.macleod.incompetech.com) e Swing Party di Beat Mekani (da freemusicarchive.org)
    7 min
  • MOTH ma non è una falena
    Così erano le cose appena nata la luce è l'opera che Rosalinda Conti presenta quest'anno alla BiennaleTeatro con regia di Martina Badiluzzi. 
    In questa storia ci sono quattro personaggi che si chiamano con quattro lettere dell’alfabeto: M O T H. I quattro individui osservano la fine di cui questa storia parla. La fine degli umani, che non coincide con la fine del pianeta Terra – anzi. L'opera è un racconto di pura fantasia sull'estinzione degli esseri umani tramite regressione biologica. 

    [Musica: Calm synthesizer-b by Inspectorj (da freemusicarchive.org)
    12 min

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