L’italiano ha tante regole. Ma in questa lezione daremo un’occhiata alle “regole facoltative”, cioè quei casi in cui ci sono due opzioni per dire la stessa cosa, perciò scegliere una invece dell’altra è solo una... questione di stile! Ma il significato rimane lo stesso.
Regole flessibili della grammatica italiana
Comprendere queste sfumature non solo arricchisce la nostra padronanza della lingua, ma ci consente anche di comunicare in modo più vario e personale.
1 - Ricordarsi vs Ricordare
I verbi “ricordarsi” e “ricordare” si possono usare in maniera intercambiabile, ma ci sono delle piccole differenze di utilizzo in alcuni casi. Facciamo un po’ di chiarezza.
Il verbo “ricordare” ha due significati:
1 - “avere nella memoria”
Con questo significato, può essere usato:
- seguito da un oggetto diretto, cosa o persona
Ricordo la tua data di nascita / Ricordava il fidanzato della sorella
- seguito da un’intera frase, introdotta da DI + infinito, quando il soggetto è lo stesso, o CHE + verbo coniugato, quando il soggetto è diverso
Ricordo di essere andata a letto presto ieri sera / Ricordava che Lorenzo lo aveva aiutato
Con questo significato, “ricordarsi” funziona nello stesso modo, tranne in un caso:
- quando “ricordarsi” è seguito da un oggetto diretto, cosa o persona, può essere usato da solo (proprio come “ricordare”) oppure può anche essere seguito dalla preposizione DI (cosa che non è possibile con “ricordare”).
Ricordo la tua data di nascita = Mi ricordo la tua data di nascita = Mi ricordo della tua data di nascita
Ricordava il fidanzato della sorella = Si ricordava il fidanzato della sorella = Si ricordava del fidanzato della sorella
- quando “ricordarsi” è seguito da una frase, invece, si comporta proprio come “ricordare”.
Mi ricordo di essere andata a letto presto ieri sera
Si ricordava che Lorenzo lo aveva aiutato
Quindi scegliere uno invece dell’altro è una questione di stile? In generale sì.
Accademia della Crusca:
La forma riflessiva “aumenta il grado di partecipazione del soggetto all’azione o al sentimento espresso dal verbo. La tendenza a usare la variante pronominale si giustifica proprio con questa maggiore componente di affettività”.
Quindi è meglio usare la forma riflessiva quando si parla di cose o persone più vicine a noi, con cui abbiamo un legame diretto.
Per esempio:
Ricordo che Napoleone è morto il 5 maggio 1821.
Ricordo i colori della bandiera francese.
ma
Mi ricordo che ci siamo divertiti un sacco alla festa di Marta.
Mi ricordo bene il sorriso che ha fatto quando ha visto il regalo!
Ripeto: tendenza, ma non regola rigida.
Comunque, “ricordare” ha anche un secondo significato:
2 - “richiamare alla memoria di altri”
RICORDARE + oggetto diretto (nome o frase introdotta da DI + infinito / CHE + verbo coniugato) + oggetto indiretto (A + persona)
Vediamo degli esempi:
Il professore ricorda agli studenti la data dell’esame.
Questo profumo mi (= a me) ricorda i pranzi a casa di nonna.
Ti (= a te) ricordo che devi andare a prendere Sofia all’aeroporto.
Ricorda a Sofia di fare attenzione!
In questo caso, il riflessivo non può essere utilizzato.
2 - Dimenticarsi vs Dimenticare / Scordarsi vs Scordare
Per queste coppie di verbi vale lo stesso ragionamento fatto per ricordarsi e ricordare.
Perciò vediamo solo qualche esempio:
Mi sono dimenticata di rispondere alla sua email.
Hanno scordato il titolo di quella canzone.
Non scordatevi che dovete dare da mangiare al gatto mentre noi siamo via.
Hai già dimenticato quello che devi dire durante la riunione?
3 - Futuro vs Presente per parlare al futuro
Spesso per parlare del futuro in italiano si utilizza il tempo presente. Si capisce che si sta parlando di un’azione futura sia grazie al contesto sia grazie a indicatori temporali spesso presenti prima o dopo il verbo (domani, la prossima settimana, tra due mesi).
Per esempio:
Domani vado al cinema. = Domani andrò al cinema.
Si sposano il mese prossimo. = Si sposeranno il mese prossimo.
ATTENZIONE!
Parlare al presente esprime un grado maggiore di sicurezza: si è certi che si compirà effettivamente l’azione annunciata perché è già stata programmata. Infatti è sempre accompagnata da un riferimento temporale preciso.
Quindi diremo:
La settimana prossima comincio un corso di cucina. (Ho già pagato l’iscrizione, succederà sicuramente)
MA
Quando comincerò un corso di cucina, ti preparerò un buon pranzo. (Quando? Boh… chi lo sa!)
4 - Grazie DI vs Grazie PER
Spesso, usare GRAZIE DI o GRAZIE PER è la stessa cosa. Ma anche qui ci sono delle piccole differenze di utilizzo in alcuni casi. Facciamo chiarezza!
GRAZIE DI e GRAZIE PER sono intercambiabili se usati con nomi o verbi.
Grazie del consiglio = Grazie per il consiglio
Grazie di avermi consigliato questo libro = Grazie per avermi consigliato questo libro
Come potete vedere, si usano entrambe generalmente con l’infinito passato.
Se usati con “tutto”:
DI + TUTTO (da solo, come una frase finita)
Grazie di tutto!
PER + TUTTO (se la frase continua)
Grazie per tutto quello che fai per me!
5 - Penso che sia vs Penso sia
Molti studenti leggono o sentono frasi come “Penso sia giusto” e mi chiedono: “È un errore? Manca il CHE in questa frase!”.
In realtà, entrambe le forme sono corrette.
Accademia della Crusca:
In frasi dipendenti, si può anche non mettere il CHE, ma solo se il verbo che segue è al congiuntivo, condizionale o, più raramente, futuro indicativo.
Spesso lo si fa quando ci sono altri CHE nella frase, per evitare ripetizioni, ma non è l’unico caso.
Per esempio:
Credo (che) dovresti raccontare tutto ai tuoi genitori.
Ti ripeto che pensavamo (che) vi foste persi.
Spero (che) si divertiranno in vacanza.
6 - Avreste voluto trasferirvi vs Vi sareste voluti trasferire
Queste due frasi comunicano lo stesso significato ma sono costruite in modo diverso, pur avendo entrambe gli stessi elementi (il verbo modale volere + il verbo riflessivo trasferirsi). Il problema nasce per la presenza del pronome riflessivo (vi, in questo caso).
Quando c’è un verbo modale + un infinito e bisogna aggiungere un pronome, questo può essere messo sia prima del modale, sia dopo l’infinito, mantenendo lo stesso identico significato.
Per esempio:
Ti devo parlare = Devo parlarti
L’ho potuto fare = Ho potuto farlo
Vi abbiamo voluto salutare = Abbiamo voluto salutarvi
La situazione si complica un pochino, però, quando ci troviamo in presenza di un verbo RIFLESSIVO.
Se il verbo all’infinito è riflessivo, si usa l’ausiliare “essere” se il pronome va prima del modale; si usa l’ausiliare “avere” se il pronome va dopo l’infinito.
Ecco perché le frasi:
Avreste voluto trasferirvi = Vi sareste voluti trasferire
Ho potuto svegliarmi = Mi sono potuta svegliare
E adesso impara anche le... Alternative a ESSERE PIGRO!
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Domanda 1 di 10
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