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Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, una giornata dedicata alla memoria delle vittime delle foibe, con manifestazioni organizzate in tutta Italia anche nei giorni successivi. Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1947, numerosi italiani furono imprigionati, fucilati e gettati nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia, poi conosciute come foibe, da partigiani comunisti di Tito. E centinaia di migliaia furono gli istriani e i dalmati costretti a lasciare le loro case per il semplice fatto di essere italiani. Come ha commentato il Presidente Mattarella «nelle zone del confine orientale, dopo l’oppressione fascista, responsabile di una politica duramente segregazionista nei confronti delle popolazioni slave, e la barbara occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito, inaugurando una spietata stagione di violenza contro gli italiani residenti in quelle zone. Di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni, le Foibe restano il simbolo più tetro. E nessuna squallida provocazione può ridurne ricordo e dura condanna»
Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno raccolto la testimonianza di Maria Claudia Valdini, figlia di un esule istriano.
La voce Una stagione violenta troppo spesso negata è stata pubblicata per la prima volta su HopeMedia Italia.
By HopeMedia ItaliaIl 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, una giornata dedicata alla memoria delle vittime delle foibe, con manifestazioni organizzate in tutta Italia anche nei giorni successivi. Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1947, numerosi italiani furono imprigionati, fucilati e gettati nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia, poi conosciute come foibe, da partigiani comunisti di Tito. E centinaia di migliaia furono gli istriani e i dalmati costretti a lasciare le loro case per il semplice fatto di essere italiani. Come ha commentato il Presidente Mattarella «nelle zone del confine orientale, dopo l’oppressione fascista, responsabile di una politica duramente segregazionista nei confronti delle popolazioni slave, e la barbara occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito, inaugurando una spietata stagione di violenza contro gli italiani residenti in quelle zone. Di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni, le Foibe restano il simbolo più tetro. E nessuna squallida provocazione può ridurne ricordo e dura condanna»
Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno raccolto la testimonianza di Maria Claudia Valdini, figlia di un esule istriano.
La voce Una stagione violenta troppo spesso negata è stata pubblicata per la prima volta su HopeMedia Italia.

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