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In copertina Due uomini che contemplano la luna, Caspar David Friedrich
«Muori al momento giusto». È con questo imperativo spiazzante che Friedrich Nietzsche scuote le certezze del dottor Josef Breuer. Ma cosa significa davvero consumare la vita per non avere più il terrore di lasciarla?In questo nuovo episodio di Vette Filosofiche entriamo nel capolavoro di Irvin Yalom, Le lacrime di Nietzsche, per esplorare il potere salvifico della "cura parlata". Da una parte un medico viennese intrappolato in una crisi di mezza età, all'apice del successo ma soffocato dall'angoscia; dall'altra un filosofo malandato, spogliato del suo mito e tormentato da quelle che chiama "doglie cerebrali".Attraverso il loro dialogo, scopriremo come l'Eterno Ritorno e l'Amor Fati si trasformino in veri e propri strumenti clinici per smascherare le finte crisi quotidiane. Capiremo insieme che l'angoscia non deriva dalla routine o da chi abbiamo accanto, ma dall'incapacità di guardare in faccia il nostro vero nemico: le inesorabili fauci del tempo.E, soprattutto, vedremo come l'unica salvezza in questa battaglia impari sia smettere di fuggire, abbassare le nostre difese e stringere una profonda alleanza con chi condivide la nostra stessa trincea. Fino al momento di catarsi assoluta in cui anche la corazza del pensatore più inavvicinabile si spezza, lasciando spazio alle lacrime.________
Capitoli:
0:00 Intro
2:35 Il libro che cambia in base a quando lo leggi
5:20 L'incontro tra Breuer e Nietzsche
7:00 Gli strumenti di Nietzsche
10:40 La ragione dell'angoscia
13:10 Ricordarsi delle proprie scelte e rifarle proprie
19:40 L'imporanza di chiedere aiuto
📚 Libri e riferimenti citati:
- Le lacrime di Nietzsche di Irvin Yalom
- Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar
In copertina Sole d'autunno di Giovanni Segantini.
Siamo abituati a pensare alla montagna in due modi opposti ma ugualmente tossici: o come un luna park da esibire sui social, o come un tempio intoccabile, un luogo mistico riservato a pochi "aristocratici dello spirito" in fuga dalla società. Ma se fosse tutta un'illusione romantica?
In questo episodio di Vette Filosofiche, ci spogliamo dell'ego d'alta quota e abbandoniamo la retorica del superuomo solitario. Partendo dalle riflessioni elitarie di Julius Evola e arrivando ai tristi "viewpoint" per turisti, cerchiamo di restituire alla montagna la sua cruda e meravigliosa verità materiale.
Attraverso la neurobiologia di Antonio Damasio, il tragico destino di Chris McCandless (Into the Wild) e la teoria evolutiva di Pëtr Kropotkin, scopriremo che in un ambiente estremo non vince chi si isola, ma chi coopera. Lassù non siamo puro spirito, ma un fragilissimo "cantiere biologico aperto" che ha un disperato bisogno di mutuo appoggio.
Con l'aiuto dell'Ecosofia di Arne Næss e di Marco Albino Ferrari, proveremo a fare pace con la nostra natura umana e con la tecnica (incluso il tanto dibattuto nucleare). Perché fare ecologia non significa lasciare i boschi a se stessi – come ci ricordano i drammatici incendi boschivi in Carnia – ma tornare a prendercene cura.
La natura non ha bisogno di essere divinizzata. Ha bisogno di essere gestita con intelligenza e "industria dolce". Perché solo quando smettiamo di adorare la montagna come un tempio, possiamo finalmente tornare a viverla per quello che è sempre stata: oikos, la nostra casa.
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Capitoli
0:00 Intro
2:03 L’ego d’alta quota: da Evola a Instagram
16:35 Il corpo a quattromila metri
24:20 La felicità e la vita sono reali solo se condivise
29:15 Ecosofia: Nucleare, Spinoza e amor proprio
37:37 Conclusioni
📚 Bibliografia:
- Julius Evola – Meditazioni delle vette (Il testo da cui siamo partiti per la critica all'elitarismo spirituale alpino).
- Lionel Terray – I conquistatori dell'inutile (Per la riflessione sul lusso della fatica fine a se stessa).
- René Daumal – Il Monte Analogo (Per l'illusione cartesiana del dominio sul corpo).
- Antonio Damasio – L'errore di Cartesio/Lo strano ordine delle cose (Per la concezione del corpo come cantiere biologico teso all'omeostasi).
- Jon Krakauer – Nelle terre estreme (Into the Wild) (La storia di Chris McCandless e l'epifania sulla felicità condivisa).
- Pëtr Kropotkin – Il mutuo appoggio. Un fattore dell'evoluzione (Il saggio sulla cooperazione come vera legge della sopravvivenza).
- Arne Næss – Siamo l'aria che respiriamo (Il cuore filosofico dell'approccio all'ambiente di questo episodio).
- Marco Albino Ferrari – La montagna che vogliamo (Per la gestione attiva del territorio e l'industria dolce).
- Pierluigi Cappello – Assetto di volo (Da cui è tratto il motto del nostro podcast: "qui lontano dal mondo, al centro delle cose, nel punto più profondo").
🎧 Ascolta le puntate precedenti citate in questo episodio:
-Episodio 17 - I conquistatori dell'inutile
-Episodio 02 - Dove tutto ebbe inizio (Analisi di Into the Wild)
La Disney ci ha mentito su Re Artù. Dimenticatevi le canzoncine e il gufo allegro: il vero capolavoro di T.H. White, Il re che fu e il re che sarà, nasconde una riflessione sui totalitarismi, paragonabile a 1984 di Orwell e Il Mondo Nuovo di Huxley.
In questo episodio di Vette Filosofiche esploriamo l'insegnamento più potente di Merlino: l'educazione come unico vero anticorpo contro la dittatura. Che si tratti della censura del linguaggio (Orwell) o dell'anestesia cognitiva ottenuta attraverso l'intrattenimento infinito e il piacere (Huxley), il risultato è lo stesso: una finta stabilità sociale basata sull'assenza di pensiero critico.
Oggi la nostra "Spada nella Roccia" è incastrata nell'inerzia e nello scrolling compulsivo. Estrarla significa accettare il rischio di pensare, la fatica di essere smentiti e la necessità di difenderci, prima di tutto, dalla nostra stessa stupidità.
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0:00 L'inganno della Disney e il vero Re Artù
2:43 L'insegnamento di Merlino: l'istruzione come anticorpo
8:26 Formiche, Orwell e Huxley
11:52 Il problema dell'anestesia cognitiva
16:00 Estrarre la spada dalla roccia
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📚 Fonti e letture citate nell'episodio:
- T.H. White – Il re che fu e il re che sarà
- George Orwell – 1984
- Aldous Huxley – Il Mondo Nuovo
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Ci raccontano da sempre che l'identità occidentale si fonda in modo indissolubile sulle sue radici cristiane. In questo episodio smontiamo, pezzo per pezzo, questo mito, ma non per un semplice esercizio di stile sul passato.
Il vero fulcro di questa indagine è disinnescare la pretesa del ragionamento religioso di governare la sfera pubblica e le scelte private. Difendere il laicismo non significa attaccare la spiritualità intima, ma proteggere la libertà dell'individuo dai danni di ogni assolutismo. Dalla tolleranza cosmopolita dell'Ellenismo fino all'architettura istituzionale di Locke e Montesquieu, ripercorriamo il faticoso cammino dell'Occidente per strappare le leggi dal cielo e riportarle sulla terra. Perché la nostra vera e unica eredità non è l'obbedienza a un dogma, ma l'anticorpo del dubbio.
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Capitoli:
0:00 Intro - L'equivoco di fondo
4:20 I pilastri dell'occidente
11:40 La rottura tra ellenismo e cristianesimo
16:30 Il momento umanista
21:25 Le radici insaguinate dell'Europa e la cura Locke-Montesquieu
28:00 Quando gli assolutismi atei indossano i paramenti religiosi
34:07 Germogli di teocrazia in occidente
38:23 La metafora diventa metallo
40:50 Outro e saluti
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Riferimenti citati:
- Platone, Apologia di Socrate – Lo scontro originario tra il dubbio razionale dell'individuo e il dogma di Stato.
- Pico della Mirandola, Discorso sulla dignità dell'uomo (1486) – Il manifesto che rivendica il libero arbitrio e l'uomo come "artigiano di se stesso".
- Lorenzo Valla, La falsa donazione di Costantino (1440) – L'uso della ragione filologica per smontare le pretese del potere temporale.
- John Locke, Due trattati sul governo (1690) – La fondazione dei diritti civili dell'individuo contro il diritto divino dei sovrani.
- Montesquieu, Lo spirito delle leggi (1748) – La separazione dei poteri come massima garanzia laica di libertà.
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Benvenuti al terzo e ultimo capitolo della miniserie "Da soffio a neurone". In questa puntata di Vette Filosofiche apriamo letteralmente la scatola cranica, partendo da casi clinici storici che hanno sconvolto la medicina, uniremo la cruda biologia delle neuroscienze ai più grandi paradossi della filosofia della mente. Scopriremo perché la ragione pura non può esistere senza le emozioni e ci affacceremo sull'abisso di quello che la scienza definisce "Il problema difficile della coscienza".
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Capitoli:
0:00 Intro
5:00 Il caso clinico di Gage
8:50 L'esperimento di Libet e il libero arbitrio
14:15 Il caso clinico di Elliot e il ruolo delle emozioni
18:30 Il paradosso della nave di Teseo: cosa rimane del nostro Io attraverso i cambiamenti
22:40 Il problema difficile della coscienza
30:00 Una possibile soluzione al mistero
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#Neuroscienze #Filosofia #Coscienza #Damasio #VetteFilosofiche #MenteCorpo #LiberoArbitrio #Divulgazione
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In questo secondo appuntamento della miniserie "Da soffio a neurone" affrontiamo Cartesio, David Hume e Immanuel Kant. Ognuno di loro offre una prospettiva distinta che ci può aiutare a capire come sia evoluta l'idea di anima nel corso del tempo. Cartesio ci divide in res cogitans ed estensa; Hume destruttura la nostra identità definendo l'Io come un "fascio di percezioni"; Kant postula l'anima come una necessaria speranza per la nostra morale e il nostro senso del dovere.
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Capitoli
0:00 Intro
3:27 Cartesio e il fantasma nella macchina
21:30 Hume, l'emprisimo e l'Io come abitudine grammaticale
32:30 Kant, il soggetto al centro e l'anima come necessaria speranza
49:00 Conclusioni
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Che cos'è l'anima? Un respiro che ci abbandona al momento della morte, o un abisso di cui non troveremo mai i confini?
In questa prima, densissima puntata della miniserie "Da soffio a neurone", compiamo un viaggio alle radici della nostra interiorità. Partendo dalle sponde del mito con la morte di Patroclo nell'Iliade, esploreremo come l'anima si sia trasformata nel corso dei secoli fino all’avvento del Cristianesimo.
Voleremo nel mondo delle idee sulla biga alata di Platone, ci interrogheremo con il daimon di Socrate, e scopriremo insieme ad Aristotele che la felicità e l'eccellenza non sono doni divini, ma abitudini da coltivare giorno dopo giorno. Infine, ci lasceremo ispirare dalle parole di Plotino, imparando a "scolpire la nostra statua interiore" per far emergere la nostra parte più luminosa.
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00:00 Introduzione
03:28 L'istante esatto tra la vita e la morte
06:40 Eraclito: l'anima senza confini
13:45 Platone: il corpo come tomba dell'anima
19:22 Socrate: conoscere è ricordare (la maieutica)
24:23 Aristotele: l'anima come come atto primo del corpo
30:47 Il battesimo dell'anima: da Plotino ai Padri della chiesa
35:46 Morale verticale: scolpire la propria statua interiore (la nostalgia dell'anima plotiniana)
40:36 Morale orizzontale: la fioritura e il giusto mezzo
43:42 Conclusioni e anticipazioni
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C'è una differenza abissale tra "vivere" e "limitarsi a non morire". Spesso passiamo l'esistenza a costruire recinti, ad accumulare beni e protezioni, convinti che questo ci salvi dalla paura della fine. Ma cosa succede quando la fortuna gira e tutto ci viene tolto? Cosa resta di noi?
In questo episodio di Vette Filosofiche, intrecciamo il pensiero di Baruch Spinoza con l'allegoria del dramma medievale Everyman e le visioni di René Daumal. Un viaggio per scoprire che la paura ci rende opachi, mentre la conoscenza del nostro vero desiderio ci rende trasparenti e liberi.
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Capitoli:
0:00 Intro
2:53 L'allegoria di Everyman
7:45 Conatus: il desiderio di perseverare nel proprio essere
25:15 Spinoza uomo libero
37:09 La carcassa vuota: l'immagine di Daumal
40:20 Conclusioni
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In questa puntata esploriamo la Vita come fenomeno cosmico e filosofico. Un viaggio tra scienza ed esistenzialismo per rispondere alle domande che non ci fanno dormire la notte.
Di cosa parliamo: 🌌 Il Grande Silenzio: Siamo soli nell'Universo? Analisi del contesto cosmico. 🧬 Il Caso: Perché non siamo "figli delle stelle" in senso mistico, ma sopravvissuti in senso cosmico. Il peso di Atlante: Se l'universo non ha senso, siamo condannati a crearlo noi.
🧠 Appello all’Umanesimo: Kant, la ragione e l'uscita dallo stato di minorità.
In fondo, la vita sono atomi che pensano su altri atomi. Ed è meraviglioso così.
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Capitoli:
0:00 Intro
2:40 Siamo soli nell'Universo?
07:15 Chi siamo e perché siamo qui?
18:00 Non siamo insignificanti perché piccoli, ma preziosi perché svegli
20:44 Appello all'Umanesimo e alla ragione.
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Iniziamo il 2026 affrontando questioni complesse attraverso la lente del romanzo di Paul Auster "4321": smontiamo l'illusione delle vite non vissute per imparare a guardare in faccia l'unica che possiamo vivere davvero, questa.
Un'escursione filosofica che ci porterà a una conclusione radicale, ispirata a Epitteto: se tutto ciò che abbiamo – affetti, tempo, corpo – è solo in prestito e dovremo inevitabilmente restituirlo, allora il senso della vita non sta nel possesso. Sta nella custodia. Sta nella qualità della cura con cui teniamo le cose tra le mani, finché sono nostre.
Capitoli:
0:00 Intro
2:42 Il concetto di Ananke/Necessità e il rapporto con il destino
4:50 L'esperimento mentale delle sliding doors e la sospensione del giudizio davanti ai rovesciamenti della vita
8:07 L'importanza dell'idea di Amor Fati: farei propri i ribaltamenti di fronte
14:00 è tutto in prestito: il senso sta nella qualità della cura che presto
19:00 Cercare di allargare le maglie del destino attraverso il lavoro su se stessi
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