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Il progetto “Ri-mettiamoci in gioco” consolida il legame tra il volontariato carnico e le nuove generazioni, coinvolgendo quest’anno quattordici classi quarte degli istituti Paschini-Linussio e Solari-Candoni di Tolmezzo. L’iniziativa, nata nel 2022 in seno al tavolo giovani del CTA della Carnia e coordinata dal Centro Servizi Volontariato, punta a rilanciare l’azione associativa sul territorio rispondendo ai bisogni emersi tra i ragazzi nel periodo post-pandemico.
Il percorso si articola in una prima fase scolastica di confronto, guidata da educatori della Cooperativa Itaca, e in una seconda fase di sperimentazione pratica presso le numerose realtà partner. Il gruppo promotore riunisce il Comitato “G.F. da Tolmezzo”, la Comunità di Rinascita, l’ANFFAS Alto Friuli “Dante Collavino”, l’ADO-Associazione Donatori Organi FVG, le Giacche Verdi Friuli Venezia Giulia, l’associazione Amici dell’Orologeria Pesarina “Gian Battista e Remigio Solari”, Il Bruco e la Farfalla con ProgettoAutismo per Alto Friuli, l’UTE-Università della Terza Età della Carnia e l’ASPIC Counseling e Cultura FVG.
A sostegno del progetto figurano inoltre l’associazione di volontariato “Poden” di Forni di Sotto, l’associazione “Amici di Gianluca” di Cercivento, l’AUSER Volontariato Carnia, l’Emporio Amico “Man di Cur” affiliato alla Caritas, il Circolo Culturale Fotografico Carnico, Legambiente Carnia e Medici senza Frontiere Udine. Grazie al supporto di Fondazione Friuli, Comunità di Montagna e ASUFC, i volontari hanno ricevuto una formazione specifica sulla relazione con gli adolescenti curata dalla dottoressa Gaia Pecile.
I primi riscontri dell’edizione in corso confermano una risposta positiva da parte degli studenti, con sette giovani già impegnati in attività extrascolastiche che spaziano dalla ricerca persone all’artigianato creativo. Gli organizzatori sottolineano come l’entusiasmo dimostrato dai ragazzi stia ribaltando i comuni stereotipi generazionali, mettendo in luce una spiccata disponibilità verso la cura del prossimo e l’impegno civile spontaneo.
L’idea di questa sinergia tra mondo del sociale e scuola è nata dalla necessità delle associazioni locali di rinnovare i propri organici e, contemporaneamente, dalla volontà di comprendere come i lunghi periodi di isolamento avessero influenzato la sensibilità dei più giovani. Durante le fasi preparatorie, è emerso che gli studenti non cercano solo un coinvolgimento formale, ma spazi concreti in cui sentirsi utili e valorizzati. Per questo motivo, le attività extrascolastiche sono state progettate per essere il più possibile pratiche e diversificate: dalla simulazione di soccorso alla raccolta di testimonianze storiche, fino alla creazione artigianale.
Proprio l’esperienza presso la Comunità di Rinascita è emblematica del successo del progetto. Qui, alcune studentesse hanno aderito ai laboratori a “scatola chiusa”, senza aver assistito alla presentazione specifica in classe, guidate solo dalla curiosità e dalla voglia di mettersi alla prova. In questa sede, gli stessi ospiti della comunità hanno assunto il ruolo di insegnanti, trasmettendo competenze manuali come la realizzazione di fiori di perline, il lavoro all’uncinetto e il ricamo su carta. Questo scambio intergenerazionale e sociale ha permesso di abbattere barriere comunicative, dimostrando che il volontariato è uno strumento di crescita bidirezionale.
Il monitoraggio effettuato dagli operatori nelle classi ha rivelato, accanto ad alcune fragilità tipiche dell’adolescenza, una grande propensione all’ascolto. Gli incontri di testimonianza, in particolare, sono stati i momenti di maggiore impatto emotivo, in cui i racconti di chi vive quotidianamente l’impegno civile hanno stimolato domande profonde sulla gestione del bene comune e sulla solidarietà. “Ri-mettiamoci in gioco” si configura così non solo come un orientamento al volontariato, ma come un tassello fondamentale della missione educativa scolastica, capace di formare cittadini consapevoli e pronti a prendersi cura del proprio territorio montano.
Dell’iniziativa si è parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Margherita Coughlan del Comitato “Gianfrancesco da Tolmezzo” e Francesca Mauro della Comunità di Rinascita (nella foto).
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La gestione dei grandi flussi è il perno del piano operativo per le celebrazioni del 50esimo anniversario del terremoto a Gemona del Friuli. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Udine Domenico Lione, ha ufficializzato i limiti di capienza per gli eventi alla caserma Goi-Pantanali: 10mila persone per la messa del cardinale Zuppi il 3 maggio e 15mila per il concerto di Andrea Bocelli il 7 maggio.
L’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha confermato che l’adeguamento logistico e la sanità d’urgenza sono al centro del coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine e Arcidiocesi. L’obiettivo è armonizzare l’imponente affluenza prevista con la fluidità dei trasporti, applicando modelli di gestione derivati dalle esperienze passate per prevenire criticità strutturali.
Il piano d’azione punta a garantire la massima sicurezza dei partecipanti attraverso una gestione rigorosa dei volumi d’ingresso e dei presidi sanitari sul campo. Le autorità locali e regionali continueranno il monitoraggio dei flussi per fornire ai cittadini indicazioni chiare sulla viabilità e l’accesso alle aree interessate, assicurando che la portata degli eventi resti compatibile con i necessari standard di ordine pubblico.
L'articolo VIDEO – Capienza massima di 15.000 persone per il concerto di Andrea Bocelli a Gemona sembra essere il primo su Studio Nord News.
La Comunità di montagna della Carnia rende disponibili 10 posti di Servizio Civile Universale distribuiti tra le sedi di Comeglians, Forni Avoltri, Paularo, Sauris, Socchieve e Tolmezzo. Un’opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 29 anni non compiuti, con cittadinanza italiana o di un altro Paese dell’Unione europea.
Sono quattro i progetti per i quali è possibile candidarsi. Il primo è dedicato ai più giovani, dove i volontari saranno coinvolti in attività di orientamento e promozione delle opportunità rivolte ai ragazzi per studio, lavoro e mobilità internazionale all’interno del Punto Locale della rete Eurodesk. In un altro progetto i volontari saranno impegnati sulla promozione dell’inclusione e del benessere degli anziani. Il terzo progetto si focalizza sulla valorizzazione delle comunità e sulla partecipazione civica. L’ultimo progetto sarà invece focalizzato sulla valorizzazione degli aspetti storici, culturali, artistici e ambientali regionali.
E possibile presentare una sola domanda per un solo progetto, pena l’esclusione al Servizio Civile.
L’avvio dei progetti è previsto indicativamente nel mese di ottobre. Il servizio ha una durata di 12 mesi, con un impegno di 25 ore settimanali distribuite su cinque giorni, e prevede un assegno mensile di 519,47 euro.
Il completamento del Servizio Civile Universale senza demerito dà inoltre diritto a una riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici per il personale non dirigenziale.
Le domande devono essere presentate online sul sito del Servizio civile (necessario lo SPID o la Carta di Identità Elettronica) entro le ore 14 di mercoledì 8 aprile.
Per conoscere i progetti e per ulteriori informazioni è possibile visitare la sede e il sito della Comunità di montagna della Carnia, o contattare il referente Michele Colusso allo 0433 487750, o scrivere a [email protected].
Proprio Colusso (nella foto) ne ha parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.
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Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Udine e Verona, nel corso del costante controllo economico del territorio e delle principali arterie ferroviarie, quotidianamente svolto nelle rispettive provincie, hanno sottoposto ad ispezione alcuni vagoni ferroviari “tank container” adibiti al trasporto di sostanze chimiche e destinati verso il sud Italia.
I successivi approfondimenti compiuti dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Udine, con la collaborazione dei colleghi veronesi, hanno permesso di accertare come alcuni di questi, in particolare due, fossero accompagnati da documentazione che, genericamente, evidenziava il trasporto di olio lubrificante proveniente dall’est Europa e destinato presso un non meglio specificato cliente bulgaro ma con luogo di consegna nella penisola.
Attese le varie anomalie riscontrate, i finanziari hanno deciso di verificare il contenuto dei “tank container” accertando come il prodotto contenuto presentasse le medesime caratteristiche del gasolio per autotrazione, noto come “Designer Fuel”, commercializzato illecitamente in evasione d’imposta.
L’attività ha permesso quindi di sequestrare 64mila litri di prodotto – di fatto gasolio idoneo all’autotrazione – fraudolentemente sottratto al pagamento delle imposte.
Le attività d’indagine adesso proseguono al fine di ricostruire l’intera filiera illecita ed individuare quello che doveva essere il reale destinatario del carico illecito.
Il risultato conseguito, dimostra l’impegno del Corpo della Guardia di Finanza profuso nel contrasto alle frodi nel settore delle accise, che arrecano gravi danni alle entrate dello Stato e comportano effetti distorsivi alle regole della libera concorrenza a tutela dei cittadini onesti, considerando, inoltre, che i prodotti energetici chimicamente alterati possono determinare rischi sia per l’ambiente che per la sicurezza della circolazione stradale.
L'articolo VIDEO – Evasione delle accise, sotto sequestro 64.000 litri di gasolio sembra essere il primo su Studio Nord News.
La ProLoco di Cercivento rispolvera la tradizione. Sabato 14 marzo alle 20, alla Cjase da Int, appuntamento con il “Bal di miege caresime” in compagnia di Roby Music Folk. Non mancheranno i chioschi, il tutto con il patrocinio del Comune.
Dell’evento si è parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con l’ideatore Denis Della Pietra (nella foto).
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Il nuovo percorso quadriennale agroforestale del CeFAP, attivo presso la sede di Paluzza, è stato protagonista ieri di una puntata della trasmissione di “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, durante la quale sono intervenuti Massimo Marino, direttore del CeFAP, e Giusy De Lucia, docente del centro.
Nel corso dell’intervista è stato presentato il rinnovato corso quadriennale in ambito agroforestale, pensato per rispondere alle esigenze delle aree montane e alle nuove sfide che interessano il settore agroforestale, sempre più strategico per la tutela del territorio e lo sviluppo delle comunità locali.
Il percorso formativo nasce dall’esperienza ultraventennale del CeFAP nella formazione dei giovani dopo la scuola media e si propone di offrire competenze tecniche e pratiche altamente spendibili. Il corso è strutturato in modo da consentire, al termine dei primi tre anni, il conseguimento della qualifica professionale, mentre il quarto anno permette di ottenere il diploma professionale e di accedere sia all’Esame di Stato per il Diploma di Maturità, sia direttamente a un ITS Academy.
L’obiettivo è formare una figura professionale strategica per la gestione e la valorizzazione delle aree montane. Gli studenti acquisiscono competenze operative e tecniche che permettono loro di intervenire nelle aree forestali nel rispetto dell’ambiente, contribuire alla tutela del patrimonio boschivo, realizzare interventi di recupero dei siti naturali, occuparsi del taglio e del trasporto del legname e supportare la produzione e la valorizzazione dei prodotti agricoli montani.
Al termine del percorso gli studenti conseguono la qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane e il diploma professionale di Tecnico della gestione di aree boscate e forestali. Il titolo apre diverse opportunità: dall’accesso all’Esame di Maturità presso la scuola statale all’ingresso diretto nel mondo del lavoro.
Il nuovo percorso quadriennale è sostenuto da importanti realtà del settore: Confagricoltura, CeSFAM – Centro Servizi per le Foreste e le Attività della Montagna, Coldiretti, CIA e AIBO, partner che collaborano con il CeFAP per rafforzare la qualità della formazione e il collegamento con il mondo produttivo.
Il corso aderisce inoltre alla Filiera formativa Tecnologico Professionale Agroalimentare della Regione Friuli Venezia Giulia, contribuendo allo sviluppo di competenze fondamentali per il futuro delle aree montane.
Proponiamo audio e video.
L'articolo PODCAST – Paluzza, presentato a Radio Studio Nord il percorso quadriennale agroforestale del CeFAP sembra essere il primo su Studio Nord News.
“Il progetto del Campus Cima di Tolmezzo è stato premiato a livello nazionale con 500 mila euro nell’ambito di un bando promosso dal Ministero dell’istruzione e del merito. Questa iniziativa, del valore complessivo di circa 10 milioni di euro, prevede un’organizzazione didattica innovativa e mette in comune spazi per la formazione professionale, per le scuole tecnico-professionali, per il sistema degli Its e per quello universitario. Si tratta del primo esempio a livello regionale di un campus legato allo sviluppo delle filiere 4+2. Questi percorsi rappresentano un’opportunità di apprendimento verticale in grado di mettere a sistema i servizi all’interno di un unico contesto ma anche un fattore di forte attrazione per i giovani talenti del nostro territorio”.
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Nasce a Gemona del Friuli UNIUD RESILHub, la nuova Scuola laboratoriale di alta formazione in Resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo friulano. Il taglio del nastro è avvenuto lunedì 9 marzo negli spazi storici di Palazzo Fantoni.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Gemona del Friuli, Roberto Revelant, del rettore dell’ateneo Angelo Montanari e dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, il direttore della Scuola, Stefano Grimaz, ha illustrato la nuova Scuola. La mattinata è proseguita con gli interventi tecnici dedicati all’architettura dell’emergenza: Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile Fvg ha illustrato il ruolo del Resilience Officer nel Corem, mentre Riccardo Riccardi, assessore regionale delegato alla Protezione civile, è intervenuto sul tema della resilienza nella prevenzione e gestione delle emergenze. Le conclusioni dei lavori sono state affidate al presidente della Regione Massimiliano Fedriga. La presentazione si è conclusa con la firma dell’accordo tra il rettore Montanari e l’assessore Riccardi e il taglio del nastro della nuova sede, i cui storici arredi sono stati concessi in comodato dalla Fondazione Friuli.
Nata in stretta sinergia con la Cattedra Unesco in Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la Resilienza, la struttura si propone come un vero e proprio laboratorio di idee e catalizzatore di conoscenza. L’obiettivo è affiancare alla didattica tradizionale la ricerca di modelli organizzativi e soluzioni concrete per affrontare scenari globali sempre più complessi, caratterizzati da disastri di origine naturale, pandemie, mutamenti climatici e crisi socio-economiche.
UNIUD RESILHub opererà attraverso un’offerta didattica in continua evoluzione. Il progetto apripista che inaugurerà le attività del polo è il corso intensivo, coprogettato con la Protezione civile del Fvg, per “Resilience Officer”. Si tratta di un percorso avanzato volto a potenziare le competenze trasversali di figure altamente specializzate, in grado di operare in un contesto di crisi all’interno di unità complesse, come il Comitato regionale per le emergenze (Corem). A questo primo modulo seguiranno nel tempo ulteriori percorsi formativi su tematiche diversificate, tutti uniti dal filo conduttore della resilienza applicata alle molteplici sfide dello sviluppo sostenibile.
«L’Università di Udine ha ideato questa Scuola di Alta formazione per contribuire, in una prospettiva di lifelong learning, a strutturare i nuovi profili di competenza oggi imprescindibili», ha spiegato il rettore dell’ateneo, Angelo Montanari. «Per affrontare le attuali sfide sistemiche e puntare a uno sviluppo sostenibile, è diventato fondamentale accrescere la resilienza generale, così da fronteggiare i cambiamenti in modo proattivo, governandoli e non subendoli, anche quando si presentano in forma drastica o inattesa».
A guidare l’impostazione metodologica e le attività sarà Stefano Grimaz, direttore della Scuola e titolare della Cattedra Unesco in Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la Resilienza. «UNIUD RESILHub nasce per operare come un laboratorio innovativo, caratterizzato da un approccio ‘science-based e experience-based’, che fonde il rigore del metodo scientifico con le esperienze multisettoriali», sottolinea Grimaz. «Il corso per Resilience Officer, prima espressione concreta di questa visione, permetterà ai partecipanti di leggere e interpretare scenari di rischio seguendo una logica sistemica. L’obiettivo è elaborare soluzioni di resilienza territoriale integrate, essenziali tanto in tempo di pace quanto nelle condizioni di emergenza e crisi».
La scelta della sede non è casuale, ma riveste un profondo significato storico e strategico. «L’apertura di Uniud RESILHub a Palazzo Fantoni dota la sede di Gemona del Friuli di un centro di alta formazione di assoluto rilievo istituzionale e scientifico», osserva Andrea Cafarelli, delegato del rettore per la sede gemonese. «Il primo percorso intensivo si chiuderà peraltro con un workshop di restituzione dei risultati e la consegna degli attestati a maggio 2026, in concomitanza con un momento di grande riflessione collettiva per la nostra regione: il cinquantennale del terremoto».
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L’escalation militare in Iran rischia di abbattersi con estrema durezza sul tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia. Secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA, le imprese regionali potrebbero trovarsi a fronteggiare un aggravio di costi pari a 360 milioni di euro nel corso del 2026. Se le tensioni geopolitiche dovessero stabilizzare i rincari di gas ed elettricità su livelli strutturali, la fattura energetica complessiva per le aziende del territorio salirebbe a 3 miliardi di euro, segnando un incremento del 13,5% rispetto all’anno precedente.
Le proiezioni della CGIA ipotizzano un prezzo medio dell’energia elettrica a 150 euro per MWh e del gas a 50 euro. Questi numeri riflettono una reazione immediata dei mercati: nella settimana successiva all’inizio delle ostilità, il gas è balzato da 32 a oltre 55 euro, mentre l’elettricità è passata da 107 a 165 euro. Sebbene siamo lontani dai picchi drammatici del 2022 seguiti all’invasione dell’Ucraina, la nuova fiammata inflazionistica preoccupa per la capacità di comprimere i margini di profitto già fragili.
A livello nazionale, l’impatto maggiore si registrerà nelle regioni a più alta densità produttiva, con la Lombardia in testa per perdite stimate, seguita da Emilia Romagna e Veneto. In Friuli Venezia Giulia, i settori più esposti sono quelli ad alto consumo energetico come la metallurgia, il commercio, la logistica e l’industria alimentare. Tra i distretti produttivi, la crisi rischia di colpire duramente il comparto dei mobili e pannelli nel Pordenonese, la cantieristica navale tra Gorizia e Trieste, oltre alle eccellenze dell’agroalimentare come il Prosciutto di San Daniele e la coltelleria di Maniago.
Il prolungarsi del conflitto e l’eventuale chiusura dello stretto di Hormuz aggraverebbero lo scenario, portando a rincari a catena su carburanti e noli marittimi. Per evitare uno shock energetico insostenibile, la CGIA sottolinea l’urgenza di interventi coordinati. Da un lato, l’Unione Europea dovrebbe accelerare il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità; dall’altro, il Governo italiano è chiamato a ripristinare misure temporanee come il taglio dell’IVA e l’azzeramento degli oneri di sistema, strumenti già rivelatisi efficaci nelle crisi passate.
Sul lungo periodo, tuttavia, le sole misure tampone non bastano. Per ridurre il differenziale di prezzo che penalizza l’Italia rispetto alla media europea, serve una riforma strutturale della bolletta. Spostare parte degli oneri di sistema sulla fiscalità generale permetterebbe di alleggerire il carico su artigiani e microimprese. Parallelamente, incentivare la creazione di gruppi d’acquisto e consorzi energetici darebbe alle piccole e medie imprese un potere contrattuale maggiore, garantendo prezzi più stabili e prevedibili attraverso contratti a lungo termine.
LE CONSIDERAZIONI DEL COORDINATORE DELL’UFFICIO STUDI CGIA PAOLO ZABEO
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GOL: pt 41’ Biasin (rigore); st 30’ Attardi (rigore).
di ANDREA CITRAN
TOLMEZZO Con un calcio di rigore per tempo la Sanvitese espugna il sintetico del F.lli Ermano e consolida il suo terzo posto, a tre soli punti dalla vetta, occupata dai triestini del Sant’Andrea, nella classifica del Campionato Regionale Juniores/U19.
Partita nel complesso piacevole, ben giocata da entrambe le squadre, nella quale gli episodi hanno fatto la differenza. Di Attardi all’11’ la prima conclusione di una certa pericolosità, parata da Del Linz. Doppia opportunità per il Tolmezzo al 13’ quando la palla viene pericolosamente messa in area da Bassanello, libera un difensore, ma nel prosieguo dell’azione la sfera giunge al Luca Cimador il cui “tiro a giro” termina di poco fuori. Al 32’ Daniele Leschiutta, “prestato” per un tempo dalla prima squadra, entra prepotentemente in area sulla sinistra e conclude verso la porta; il suo diagonale, però, sfiora l’incrocio dei pali alla sinistra del portiere ospite e termina sul fondo. Al 41’ l’episodio che, di fatto, decide la gara, quando Attardi entra in area sulla sinistra e viene affrontato fallosamente da Menegatti, che lo atterra. Rigore netto, che Biasin trasforma per l’1-0 a favore degli ospiti con il quale, dopo un ultimo tentativo di Leschiutta al 45’, parato a terra da Brusut, termina il primo tempo.
Nella ripresa ci prova il Tolmezzo, ma è la Sanvitese a creare, in contropiede, le migliori occasioni da gol. Dopo che al 21’ Del Linz è bravo a chiudere lo specchio della porta a Miotto, è in una di queste ripartenze che, alla mezz’ora, Del Linz, in uscita, prende sì palla, ma anche la gambe di Attardi, provocando il secondo rigore di giornata a favore della Sanvitese. Qualche timida protesta del portiere tolmezzino non induce l’arbitro a cambiare opinione e lo stesso Attardi trasforma il penalty per il 2-0 che, di fatto, chiude la gara. Senza frutto, infatti, i tentativi tolmezzini di riaprire la partita al 33’, con Demba, e al 40’, con il calcio di punizione di Gabriele Cimador.
Nonostante la sconfitta il Tolmezzo Carnia mantiene, con una partita da recuperare, la sesta posizione in classifica. Tolmezzini già in campo mercoledì 11 marzo alle 19,00 quando, in trasferta, recupereranno l’incontro non disputato con il Corno Calcio. Posticipato, peraltro, il match con l’ultima della classe Rojanese, previsto a Trieste alle ore 19,15 di lunedì 16 marzo.
Qui sotto proponiamo i video dei due rigori e le dichiarazioni di mister Damiani.
(foto e video di Andrea Citran)
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