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  • VIDEO – A 50 anni dal terremoto, da Osoppo la sfida per il futuro: industria, lavoro ed energia al centro

    Cinquant’anni dopo il terremoto del 1976, la lezione della ricostruzione del Friuli torna al centro del confronto sul futuro dell’industria, del lavoro e della competitività del territorio. Non per celebrare soltanto ciò che è stato, ma per interrogarsi su come quello stesso spirito possa essere tradotto nelle sfide di oggi: dalla crisi del potere d’acquisto alla transizione energetica, dalla sovranità tecnologica alla concorrenza asiatica, fino al calo demografico e all’intelligenza artificiale.

    È stato questo il filo conduttore di “Prima le fabbriche. La forza di ricostruire, il coraggio di guardare al futuro”, il convegno organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da Confindustria Udine nello stabilimento Fantoni di Osoppo, uno degli appuntamenti centrali del programma dedicato al cinquantesimo anniversario del sisma. Un incontro costruito attorno al ruolo determinante che il sistema produttivo ebbe nella rinascita del Friuli e alla scelta, allora tutt’altro che scontata, di rimettere in moto innanzitutto il lavoro e le fabbriche.

    Una strategia riassunta nella formula divenuta simbolo della ricostruzione: “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”. Dietro quella scelta non ci furono soltanto risorse straordinarie e strumenti normativi, ma la capacità di istituzioni, imprese, lavoratori, sindacati, amministratori, volontari e comunità locali di muoversi nella stessa direzione.

    I numeri ricordati durante il convegno restituiscono la dimensione della devastazione. Il terremoto investì 372 aziende industriali, 3.367 attività commerciali e 2.623 imprese artigiane, provocando danni per oltre 153 miliardi di lire. Circa il 40% del sistema produttivo della provincia di Udine subì conseguenze tali da determinare l’interruzione completa dell’attività, coinvolgendo circa 20 mila lavoratori.

    L’intervento di Fedriga

    Ma è soprattutto l’analisi di lungo periodo a mostrare quanto la ricostruzione abbia inciso sulla traiettoria economica del Friuli. Lo studio della Banca d’Italia “L’impatto economico della ricostruzione”, presentato dall’economista Sauro Mocetti, evidenzia che, a vent’anni dal terremoto, il tasso di crescita del Pil pro capite risultava superiore di oltre 20 punti percentuali rispetto allo scenario che verosimilmente si sarebbe registrato in assenza del sisma. Alla ricostruzione si accompagnarono inoltre un miglioramento del capitale umano, civico e sociale e una trasformazione della struttura produttiva: nel breve periodo crebbero maggiormente le costruzioni, mentre nel lungo termine il manifatturiero mostrò una tenuta superiore rispetto alla media nazionale.

    Il terremoto, dunque, non determinò una condanna economica permanente. Al contrario, la qualità delle istituzioni e delle scelte compiute nella fase della ricostruzione riuscì a trasformare una catastrofe in un acceleratore dello sviluppo.

    Un processo che non si limitò al ripristino di quanto era stato distrutto. Tra i lasciti più importanti sono state ricordate le infrastrutture, dalla rete autostradale alla ferrovia, dalla logistica alla portualità, ma anche quelle che Eugenio Del Piero, già direttore di Confindustria Udine, ha definito infrastrutture “soft”. Prima fra tutte, l’Università di Udine, nata proprio dentro quella stagione di ricostruzione e di progettazione del futuro.

    A cinquant’anni di distanza, il contesto è profondamente diverso ma altrettanto complesso. Il sistema produttivo deve confrontarsi con la post-globalizzazione, i conflitti internazionali, la crescente pressione dei prodotti asiatici, catene di fornitura più fragili, costi energetici elevati, declino demografico, frammentazione dei mercati e una doppia transizione, tecnologica e ambientale, alla quale si aggiunge la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale.

    Nel corso della giornata il confronto si è così spostato sulla necessità di rafforzare la sovranità tecnologica ed energetica dell’Occidente, in particolare in comparti strategici come microchip, batterie e terre rare, evitando che la tenuta industriale europea possa dipendere da decisioni unilaterali di Paesi terzi.

    Spazio anche al dibattito sulla transizione ecologica, sulle infrastrutture logistiche, produttive ed energetiche e sulla necessità di superare i veti ideologici che rischiano di rallentare investimenti considerati essenziali per la competitività. Nel confronto è rientrato anche il tema del nucleare.

    Gli assessori Zilli e Riccardi con Giovanni Fantoni

    Un altro capitolo ha riguardato la capacità di affrontare le emergenze. Alla tavola rotonda sulla scelta strategica della ricostruzione industriale hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi, Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria per l’Autonomia strategica europea, il Piano Mattei e la Competitività, e Sauro Mocetti.

    Riccardi ha richiamato la necessità di adeguare il sistema normativo alla velocità con cui cambiano bisogni ed emergenze. Dal 2018 a oggi sono state gestite sette emergenze nazionali, con circa 3.500 opere portate a termine e un miliardo di euro di investimenti. Tra le sfide per il futuro ha indicato la tutela dei volontari della Protezione civile e il ricambio generazionale, da costruire attraverso un maggiore coinvolgimento delle scuole.

    Moderato dal giornalista del Gruppo Nem Marco Panara, il convegno si era aperto con l’intervento del presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo, preceduto dai saluti del sindaco di Osoppo Lorenzo Tiepolo, di Roberto Revelant, presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’ambito territoriale del Gemonese e del Canal del Ferro-Val Canale, dell’assessore regionale Barbara Zilli, del presidente di Confindustria Piccola Industria Fausto Bianchi e, in videocollegamento, del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

    La mattinata è stata arricchita dalle testimonianze degli imprenditori friulani protagonisti della ricostruzione, tra cui Carlo Burgi, Rino Snaidero, ricordato dal figlio Edi, e Andrea Pittini, la cui esperienza è stata commentata da Eugenio Del Piero. Dopo la presentazione dello studio della Banca d’Italia, spazio anche al confronto con Daniele Franco, già ministro dell’Economia e delle Finanze e direttore generale della Banca d’Italia, oggi direttore scientifico della Fondazione Cini. Gli interventi conclusivi sono stati affidati al presidente della Regione Massimiliano Fedriga e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, collegato da remoto.

    LE DICHIARAZIONI

    “Il decentramento funziona se trova amministrazioni capaci, regole chiare e risultati misurabili. Dove queste condizioni mancano, il trasferimento delle funzioni rischia di ampliare i divari. E’ questo l’esercizio di equilibrio che stiamo portando avanti con l’autonomia differenziata. Dopo le precisazioni della Corte costituzionale si sta concludendo il procedimento di approvazioni delle intese con le regioni capofila”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento al convegno “Prima le fabbriche”, in occasione dei 50 anni del terremoto del Friuli. “Allo stesso tempo stiamo portando avanti la definizione dei livelli essenziali di prestazione che contribuiscono al completamento del quadro giuridico dell’autonomia differenziata”, ha proseguito il ministro. Per il quale “l’obiettivo è l’introduzione a ogni livello di governo del principio di responsabilità che è fonte di efficienza e di risparmio di spesa”.

    «Serve un grande Patto di corresponsabilità. Confindustria Udine vuole esserci, oggi come allora, non soltanto come voce degli industriali, ma come soggetto capace di proporre, mettere insieme e costruire una visione comune per il futuro del territorio», ha affermato Luigino Pozzo. «Cinquant’anni fa il Friuli dimostrò che una comunità unita può essere più forte di qualsiasi terremoto. Da quella straordinaria capacità di reagire e di fare sistema nacque il Modello Friuli».

    Il presidente di Confindustria Udine ha ricordato come allora non si fosse scelto semplicemente di tornare alla situazione precedente al sisma: «Non resistere per tornare al punto di partenza, ma resistere per andare più avanti. Cinquant’anni dopo siamo nuovamente di fronte a un passaggio epocale. Non è un terremoto della terra, ma un terremoto della storia economica». E la lezione del 1976, ha aggiunto, resta quella di trasformare le difficoltà in opportunità attraverso «un sistema forte, coeso e capace di guardare oltre l’emergenza».

    Sul presente si è concentrato Massimiliano Fedriga, che ha rilanciato la proposta di un nuovo strumento condiviso: «Servirebbe un libro bianco del lavoro, dove istituzioni, parte datoriale e parte sociale mettano ciascuna un po’ di sé senza barricate difensive, perché penso che sia l’unico modo per garantire che questo Paese possa avere una prospettiva». Il governatore ha richiamato in particolare la questione dei salari e dei consumi: «Come Paese abbiamo un gravissimo problema del potere d’acquisto dei cittadini».

    Fedriga ha inoltre indicato come priorità il rafforzamento dell’autonomia tecnologica ed energetica occidentale e un ripensamento dell’approccio europeo alla transizione ecologica, affinché gli obiettivi ambientali non finiscano per tradursi in una perdita di competitività a favore delle economie extraeuropee.

    «Il terremoto del ’76 è stato un acceleratore economico e sociale che ha permesso una profonda apertura culturale all’impresa e all’innovazione», ha sottolineato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli. «Quel Modello Friuli, diventato un vero e proprio miracolo, poggia la sua forza sul culto del lavoro che i friulani hanno nel proprio dna e su una corale e non scontata solidarietà internazionale».

    «Oggi, a 50 anni dal sisma, guardiamo al futuro forti di un’economia solida perché qui la competenza viene prima della quantità e la preparazione prima dell’improvvisazione – ha aggiunto Zilli –. Da figlia della ricostruzione credo che i momenti di crisi siano occasioni per costruire e migliorarsi, mantenendo salda la continua alleanza tra il mondo dell’impresa e le istituzioni».

    Infine Riccardo Riccardi ha richiamato il valore delle decisioni capaci di guardare oltre l’immediato: «L’elemento chiave della resilienza risiede nella grande capacità di assumere decisioni che non proiettano un risultato immediato per il giorno dopo, ma lo costruiscono nel tempo».

    Per il futuro della Protezione civile, l’assessore ha indicato due fronti: «Dobbiamo riuscire a definire un percorso che, dalla Regione al Parlamento e al Governo, veda tutte le forze politiche impegnate a delineare un sistema di sicurezza per i volontari». E quindi il coinvolgimento dei giovani: «Non è vero che le nuove generazioni non siano interessate a far parte di questa esperienza: sta a noi fare grandi piani di investimento a partire dalle scuole, in modo che possano raccogliere e consegnare un testimone fondamentale».

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    3 min
  • PODCAST – Open Day per l’associazione DanceFit di Tolmezzo

    Nel fine settimana appuntamento con l’Open Day della Scuola di Ballo DanceFit di Tolmezzo, con sede in via Palmanova 4 (info al 347 6858032)

    Si parte sabato 12 settembre con prove gratuite per bambini e ragazzi: in programma Baby Dance, Latin Kids,  Danza Moderna e balli di gruppo.
    Domenica 13 lezioni di coppia per adulti: Salsa, Bachata, Liscio, Tango Argentino, kizomba e molto altro.
    Poi da lunedì 14 iniziano tutti i corsi, dai primi passi fino alla Masterclass.
    “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, ha ospitato oggi Albertino Florit (nella foto), che gestisce la Scuola assieme a Paola Florit.
    Proponiamo audio e video.

    https://www.studionord.news/wp-content/uploads/2026/09/dancefit-corsi.mp3

     

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    25 min
  • PODCAST – A Piedim è tempo di Sagra dei Cjarsons

    Prende il via oggi, venerdì 11 settembre, a Piedim di Arta Terme la “Sagra dei Cjarsons”. La manifestazione enogastronomica propone un ricco menù a base di specialità locali della tradizione carnica, tra cui i cjarsons fatti a mano dalle donne del paese, il frico preparato con formaggi d’alpeggio e la polenta ricavata dal mais macinato nel mulino locale.

    Il programma dell’evento si apre venerdì 11 alle ore 18:00 con l’apertura dei chioschi per l’aperitivo e la proposta di un menù speciale comprensivo di wurstel di Molinari, pollo, patatine e cjarsons. La serata proseguirà alle 21:00 con la musica italiana targata Radio Studio Nord, in diretta radio.
    Sabato 12 l’apertura dei chioschi è prevista sempre alle 18:00, seguita alle 21:00 dalla musica degli “Alpenecho”.
    La giornata conclusiva di domenica 13 si aprirà alle ore 11:00 con i chioschi enogastronomici e proseguirà alle 12:00 con il pranzo accompagnato dalla musica dei “Carnia Day”. Dopo la riapertura pomeridiana dei chioschi alle 18:00, la festa si chiuderà a partire dalle 19:00 con la musica del gruppo “Studio Folk”.

    Della manifestazione si è parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Daniela, Mattia e Cesarino (nella foto). Proponiamo l’audio e il video.

    https://www.studionord.news/wp-content/uploads/2026/09/piedim-26.mp3

     

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    19 min
  • VIDEO – Individuate a Forgaria due serre per la coltivazione di marijuana. Sequestrati 23 chili

    I finanzieri del Comando Provinciale di Pordenone hanno scoperto a Forgaria nel Friuli una vasta centrale di produzione e confezionamento di marijuana, sequestrando complessivamente oltre 23 chilogrammi di droga.

    L’operazione è scattata a seguito di un controllo ad Azzano Decimo, dove una pattuglia ha intimato l’alt a un’autovettura. Il conducente, dopo un breve inseguimento, ha abbandonato il mezzo a bordo strada dandosi alla fuga a piedi. Nel veicolo i militari hanno rinvenuto circa 1,2 chilogrammi di marijuana e il documento d’identità dell’uomo, che ha permesso di risalire rapidamente alla sua identità.

    Le successive indagini hanno condotto i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria e del Gruppo di Pordenone fino a un immobile a Forgaria nel Friuli. Durante la perquisizione di un capannone adiacente alla struttura, svolta alla presenza dell’uomo, i militari hanno scoperto due locali di 70 e 30 metri quadrati adibiti a serra, completi di impianti di illuminazione, deumidificazione e irrigazione dedicati alla coltivazione intensiva della cannabis. All’interno erano stoccati altri 22 chilogrammi di sostanza stupefacente pronti per l’imballaggio e la distribuzione.

    L’uomo è stato tratto in arresto in flagranza per produzione e detenzione ai fini di spaccio. Dopo la convalida del fermo da parte del GIP del Tribunale di Pordenone, nei suoi confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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    2 min
  • PODCAST – A Microfono Rosa si parla di come aiutare un figlio che ha poca voglia di studiare

    Si chiama “Microfono rosa – Pillole di felicità per ragazze dai 20 agli 80 anni” la rubrica all’interno della trasmissione “RadioAttiva“ di Radio Studio Nord.

    In studio ogni due giovedì alle 10.20, con il conduttore Cristian Comelli, c’è Giulietta Mason (nella foto), counselor professionista.

    Proponiamo audio e video del nuovo appuntamento, incentrato sul tema “come aiutare un figlio che ha poca voglia di studiare”.

    https://www.studionord.news/wp-content/uploads/2026/09/microfono-rosa-12.mp3

     

     

     

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    22 min
  • PODCAST – Mountain bike e corsa da Cleulis a Malga Promosio con “2athlon in malga”

    Dopo il successo di partecipazione degli scorsi anni (oltre 150 partecipanti), domenica 13 settembre ritorna l’appuntamento con il “2athlon in malga”. 

    La manifestazione non competitiva di mountain-bike e corsa, da praticare in coppia o singolarmente, è organizzata dalla Polisportiva TimauCleulis, in collaborazione con malga Promosio e con il patrocinio del Comune di Paluzza. La gara sarà composta da due frazioni. La prima, di MTB, con partenza da Cleulis, cui seguirà la bella e impegnativa risalita fino a Malga Promosio (8,30km, 670m d+). La seconda, di corsa, risalirà il suggestivo sentiero che porta fino a Sella Cercevesa, e che, costeggiando la stessa, attraverso una panoramica traversata preparata per l’occasione fino a Forcella Fontanafredda, scende nuovamente fino all’arrivo in Malga Promosio (6km, 470m d+). Diretta su Radio Studio Nord.

    Lo scorso anno Riccardo Costantini ha trionfato in MTB, mentre il primo posto femminile è andato a Ilaria Florit. Nella frazione di corsa hanno primeggiato Michael Galassi e Jaska Martin, ed è stato proprio Galassi, in coppia con Andrea Silverio, ad aggiudicarsi la competizione. In campo femminile si erano distinte Lucia Boschetti e Anna Finizio. Premiate anche le formazioni miste, in prima posizione Marco del Missier con Anna Wucherer e coloro che l’hanno svolta singolarmente partecipando ad entrambe le frazioni, con miglior tempo per Chiara Selva e Michele Sulli.  Numerosi i volontari della società sportiva che, assieme alle loro famiglie, alle associazioni locali delle due frazioni del comune di Paluzza, ai volontari del soccorso CNSAS della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri, al Corpo forestale – ispettorato di Tolmezzo e alla Sogit Rigolato, hanno garantito la sicurezza anche nella frazione di corsa in quota.

    Le iscrizioni per l’edizione 2026 sono aperte fino alle ore 12 di venerdì 11 settembre CLICCANDO QUI.

    Dell’iniziativa si è parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Ruben Del Negro e Sara Fuccaro (nella foto). Proponiamo l’audio e il video.

    https://www.studionord.news/wp-content/uploads/2026/09/duathlon-26.mp3

     

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    0 min
  • PODCAST – Una domenica da vivere in Curiedi con la Festa della Transumanza

    Domenica 13 settembre la località Curiedi, in comune di Tolmezzo, farà da cornice alla “Festa della Transumanza”, manifestazione organizzata dall’Azienda Agricola Peresson in collaborazione con l’ASD Fus-Ca per celebrare il rientro degli animali dagli alpeggi estivi. L’evento, allestito negli spazi del campo sportivo locale, propone una giornata interamente dedicata alle tradizioni rurali, ai prodotti tipici e alla vita di malga.

    Il programma prenderà il via alle ore 11:00 con l’arrivo del bestiame proveniente da Malga Corce, accompagnato dall’intrattenimento musicale della formazione folk “Chei dal Si Be Mol”. Nel pomeriggio, a partire dalle 15:15, si terranno le dimostrazioni pratiche di mungitura, seguite alle 15:30 dalla lavorazione del formaggio e dall’avvio di giochi e laboratori didattici curati per i più piccoli.
    Per l’intera durata della manifestazione saranno operativi i chioschi enogastronomici con piatti della cucina locale e dolci artigianali, affiancati da un mercatino di prodotti tipici del territorio. Tra le attività collaterali previste figurano il noleggio di biciclette a pedalata assistita e la possibilità di effettuare sorvoli panoramici in elicottero in collaborazione con Elifriulia.

    Dell’iniziativa si è parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con il presidente Federica Zagaria, Giorgia Bertoli e Raffaella Zagaria (da sinistra nella foto). Proponiamo l’audio e il video.

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  • PODCAST – Enogastronomia, cultura e tradizioni della Val Pesarina con “Arlois & fasois”

    Sabato 12 e domenica 13 settembre Pesariis ospiterà “Arlois & fasois”, manifestazione che celebra l’enogastronomia, la cultura e le tradizioni della Val Pesarina.

    L’iniziativa, classificata come eco-evento regionale, è incentrata sulle due eccellenze simbolo del territorio: la produzione orologiaia — legata al nome della famiglia Solari e attiva dal Seicento ad oggi — e i fagioli locali, espressione della biodiversità coltivata nella vallata.
    Il programma prenderà il via sabato alle 10:00 presso il Centro Frazionale con l’inaugurazione ufficiale e l’intervento del professor Miceli dell’Università degli Studi di Udine dedicato al percorso sulla biodiversità dei fagioli della Val Pesarina avviato venticinque anni fa. Alle 12:00 aprirà la cucina, attiva per tutta la giornata con piatti tipici a base di fagioli, grigliate e dolci, accompagnata dalle 13:00 dal concerto cantautorale di Nicole Coceancig. Il pomeriggio proseguirà alle 16:30 al Museo dell’Orologeria Pesarina con il laboratorio gratuito “Dita di ferro contando il tempo” a cura del MESS, e alle 17:30 al lavatoio pubblico con l’evento “Lavadôr. Un corredo collettivo per il lavatoio pubblico di Pesariis”, promosso dall’associazione Menti Libere. Alle 18:00, sempre al Museo dell’Orologeria, si terrà il finissage della mostra “Stratificazioni” con il Teatro della Sete, mentre la serata si chiuderà dalle 21:00 con la musica della “Collectiva Party Band”.
    Domenica le attività si apriranno alle 10:00 con la sfilata itinerante della Discostajare Streetband e l’apertura del mercatino dell’artigianato e dei prodotti locali di Cjanâl. La cucina riaprirà alle 12:00 proponendo specialità a tema come il gelato e la crostata di fagioli, oltre alle preparazioni in umido e ai dolci tradizionali. L’animazione musicale della giornata vedrà le esibizioni dei Mille&6 a partire dalle 12:00 e di Franco Rosso a partire dalle 14:00.

    Della manifestazione si è parlato a “RadioAttiva“, la trasmissione di Radio Studio Nord condotta da Cristian Comelli in onda da lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con Enrico Carli e Emil Lenisa (nella foto). Proponiamo l’audio e il video.

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  • VIDEO – La lezione degli Alpini nel terremoto del ’76 in un libro e un docufilm

    L’impegno straordinario delle penne nere nei drammatici mesi del terremoto del 1976 è stato il primo germoglio da cui ha preso forma il moderno sistema della Protezione civile italiana. Per rendere omaggio a quell’imponente mobilitazione, è stato presentato in Regione a Trieste  il volume “Gli Alpini ai fraidis” (Gli Alpini ai fratelli. Terremoto del Friuli 1976. Le penne nere sul fronte della ricostruzione), curato dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) ed edito da Susalibri.

    Il testo – 224 pagine ricche di immagini d’epoca e testimonianze dirette – è stato curato dal colonnello Mario Renna e da Laura Rosa del Centro Studi ANA, con il supporto di Mauro Bondi e Paolo Saviolo. La pubblicazione ripercorre nel dettaglio l’attività svolta negli undici cantieri gestiti dagli Alpini, capaci di erogare oltre un milione di ore di lavoro volontario dando priorità assoluta alla ricostruzione delle scuole e delle strutture di assistenza per gli anziani.

    Oltre al libro, il progetto comprende un docufilm che verrà proiettato in prima assoluta a Milano il prossimo 15 settembre. La scelta della data non è casuale: richiama la seconda devastante scossa che nel settembre del ’76 colpì al cuore il Friuli, senza però piegare la determinazione dei cittadini e dei volontari nella ricostruzione.

    Alla presentazione è intervenuto l’assessore regionale Riccardo Riccardi, che ha espresso gratitudine al presidente nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero. L’iniziativa, sostenuta dall’Amministrazione regionale, mira a valorizzare una memoria storica che guarda al futuro e alle nuove generazioni. Un percorso di trasmissione di valori che vedrà l’Associazione Nazionale Alpini ricevere a Tolmezzo il premio della Fondazione per la Sussidiarietà, a conferma di un modello di solidarietà e presenza sul territorio.

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    2 min
  • VIDEO – Sutrio ritrova la scuola primaria “Dante Alighieri” dopo un restyling da 2,2 milioni di euro
    Sutrio festeggia la riapertura della scuola primaria “Dante Alighieri”, pronta a far suonare la campanella e a riaccogliere i suoi alunni dopo una chiusura forzata che durava dal 2019, quando le verifiche di vulnerabilità sismica ne imposero lo sgombero precauzionale.
    Al taglio del nastro hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, il sindaco Manlio Mattia e l’assessore comunale Sara Morocutti, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini e il consigliere Manuele Ferrari, oltre a docenti, famiglie e tantissimi cittadini della comunità carnica.
    L’operazione ha visto la Regione scendere in campo con un investimento complessivo di 2.185.000 euro, attinti da diversi canali di finanziamento: 640mila euro dalla Concertazione 2022, un milione dalla Concertazione 2025 e 545mila euro portati in dote dalla Protezione civile. I cantieri, chiusi ufficialmente a fine giugno, hanno riconsegnato un immobile totalmente adeguato sotto il profilo della sicurezza sismica e riqualificato sul piano dell’efficienza energetica.
    L’intervento non si è limitato alle sole murature. Sfruttando un bando regionale per l’innovazione degli ambienti scolastici promosso dall’assessorato all’Istruzione guidato da Alessia Rosolen, il plesso è stato completamente riarredato e dotato di layout modulari pensati per le nuove metodologie didattiche digitali e collaborative.

    L’opera racchiude anche un profondo valore culturale ed estetico. L’edificio, edificato a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, porta infatti la firma del celebre architetto Gino Valle. Il progetto di restauro e adeguamento ha visto il coinvolgimento diretto del nipote, l’architetto Pietro Valle, permettendo di coniugare le più severe norme di sicurezza con la conservazione filologica dell’architettura del Novecento.

    «In una comunità montana la scuola rappresenta uno dei servizi essenziali per consentire alle famiglie di rimanere e costruire qui il proprio futuro – ha evidenziato l’assessore Amirante –. Recuperare questo plesso ha significato restituire alla regione un’architettura di enorme valore e un luogo fondamentale per la vita quotidiana di Sutrio».

    Nel suo intervento Sara Morocutti ha affermato: «Oggi è un giorno di festa, sono grata a tutte le persone che in questi anni hanno collaborato per la riapertura della scuola. Grazie al mio collega, l’assessore Giulio Straulino, per la costanza l’impegno e il lavoro svolto insieme. In questi anni come amministrazione, oltre alla ristrutturazione antisismica, abbiamo progettato tre aule tematiche innovative con arredi completamente nuovi grazie al contributo regionale: un atelier artistico-manuale; una biblioteca di albi illustrati con scaffali a misura di bambino e un’aula che l’abbiamo intitolata “finestra sul mondo” per esplorare la realtà con diversi linguaggi: musica, inglese e filosofia. Oltre alla progettazione delle aule, da quattro anni abbiamo attivato il doposcuola comunale “Coltivare competenze in montagna” grazie ai contributi della Regione e della Comunità di Montagna per supportare le famiglie e offrire alle bambine e i bambini esperienze significative per la loro formazione. Ringrazio educatori, esperti, associazioni e uffici comunali che hanno collaborato alle attività del doposcuola. Quello che abbiamo realizzato in sinergia con docenti e personale scolastico – ha concluso l’assessore sutriese – è una vera e propria comunità educante che a cuore le nuove generazioni e se ne prende cura».

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