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Possiamo cogliere davvero il potenziale del videogioco senza continuare a studiarlo, anche quando smette di essere un prodotto sugli scaffali?
È giunto il momento di parlare di preservazione, di catalogazione, altrimenti alcune grandi opere scompariranno insieme con i nostri ricordi. C'è chi lo fa già, per passione o anche solo per vocazione: è il grande mondo del retrogaming.
A Videogame ne parliamo con Andrea Babich, giornalista, narrative director di Ubisoft Milan, contributor del progetto MAME e cofondatore di Kenobisboch, e Francesco Sblendorio, fra i protagonisti nella scena dello sviluppo del retrocomputing.
Sin dai suoi albori, il videogioco è stato usato per espandere gli universi di libri e film, o anche solo per spremerli commercialmente. Noti come “Tie-in”, sono i videogame su licenza, cioè tratti da opere di natura diversa, ma con la medesima ambientazione, gli stessi personaggi e una trama, se non identica, complementare alla fonte originaria.
A Videogame ne parliamo Roberto Recchioni, fumettista - per anni curatore di Dylan Dog -, autore e sceneggiatore, e Chiara Codecà, traduttrice, esperta di serie, giornalista e membro dello staff culturale di Lucca Comics & Games.
Modifiche al codice, profanazioni digitali, pirateria artistica. In due parole: rom hacking, un fenomeno nato per esigenze d’incasso e diventato espressione artistica libera e produzione spesso più stimolante di quella mainstream.
A Videogame ne parliamo con Michele “Hiki” Falcone, autore di Plaguemon - una total conversion di Pokémon Rosso diventata di culto - e con Nicola Piro, fondatore di Giochi Penosi, una delle realtà più dissacranti e controverse del sottobosco indipendente italiano.
Anche il videogioco è nato con il peccato originale. Anzi, nei primi anni del suo successo, le sale arcade nascondevano negli angoli più bui cabinati osé, quando non esplicitamente pornografici. Il rapporto fra eros e gaming è maturato con il medium, ma il videogioco non ha smesso di dare scandalo, esprimendosi - a volte - anche oltre i limiti del consentito, in senso sociale e/o politico.
A Videogame ne parliamo con Claudia Molinari, game designer e co-fondatrice di We Are Muesli, e con Marco Alfieri, maestro dell’uso sovversivo dei pixel.
Non tutti conoscono lo speedrunning, un modo di approcciare i videogiochi che punta a finirli nel minor tempo possibile. Eppure, nonostante le sembianze di una cosa di nicchia, lo speedrunning è diventato un fenomeno, ha generato una cultura e ha raccolto milioni di appassionate e appassionati in eventi molto spesso dedicati alla beneficenza.
A Videogame ne parlano Ilias “Gidano” Cocchi Pontalti, runner e fondatore di “Giochi d’un fiato”, e con Delia (Salerno), streamer su Twitch e prima donna in Italia ad aver completato una challenge “no hit” in Bloodborne.
Indie, indipendente. Lo si dice del cinema, della musica, della letteratura e, certo, dei videogiochi.
Ma nel 2024 che cosa significa indie gaming? Indipendente da chi e da cosa? Dai grandi editori, dalle piattaforme, dalle convenzioni del game design?
A Videogame ne parliamo con Matteo Corradini, sceneggiatore e oggi anche autore di videogiochi, e con Fortuna “Axel Fox” Imperatore, psicologa e creatrice di videogiochi indie.
Ne è trascorso di tempo da quando scrivere di videogiochi era un’attività pionieristica, il primo e allora unico modo per raccontare una passione che avrebbe travolto l’intrattenimento globale (e non solo). Oggi la comunicazione del gaming è prassi quotidiana e diffusissima, tanto da chiedersi in che modi, sensati e liberi, potrebbe evolversi. A Videogame ne parliamo con Marco Mottura, autore e metà del progetto RoundTwo, e con Andrea Minini Saldini, pioniere e veterano del giornalismo videoludico, direttore editoriale di Future Media Italy in un’epoca in cui “The Games Machine” vendeva 100mila copie.
Spesso sottovalutati, due degli ingredienti cruciali per la diffusione mondiale dei videogiochi sono il doppiaggio e la localizzazione. Costituiscono una industria nell’industria, con competenze precise e difficoltà impressionanti. Compreso l’arrivo dell’intelligenza artificiale, che minaccia di sostituire tanti ruoli professionali. A Videogame ne parliamo con Beatrice Ceruti, game localization specialist freelance, e con Andrea De Cunto, CEO di Molok studios.
Come nel 1983, anno di uno dei leggendari crash dell’industria del videogioco, oggi il settore registra riduzioni del personale senza precedenti. Mentre nel 2023, il layoff ha coinvolto 10500 impiegati, nel solo gennaio 2024 più di sei mila persone hanno perso il loro posto di lavoro. È in crisi il videogioco, il suo modello industriale o c’è dell’altro?
A Videogame ne parliamo con Andrea Pessino, fondatore di Ready at Dawn e orgoglio italiano all’estero, e con Gero Micciché, development director a Electronic Arts e nel board del Bafta.
Realtà virtuale, realtà aumentata, mixed reality. Concetti futuristici destinati a diventare parte della vita di tutti i giorni. O forse, chissà, a essere ricordati come l’ennesima allucinazione passeggera dell’high tech, miraggio rilanciato dal mondo dei videogiochi. A Videogame ne parliamo con Fabio Mosca, fondatore di AnotherReality e fra i pionieri italiani della VR, e con Alessandro Redaelli, regista e membro di VR Italia.
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Sono ovunque, anche dove non te lo aspetti. E non sono l’ultima moda passeggera, come in molti credono, ma sono destinati a ridisegnare le nostre vite, ben oltre il tempo libero. Parliamo dei…
CREDITI
Videogame - Molto di più in gioco di Emilio Cozzi
Sound design Alessandro Chiappini
Producer Riccardo Poli e Pier-Luca Puzzanghera
Responsabile di produzione Guido Scotti
Coordinamento editoriale Alessandra Scaglioni