W la dislessia - Il podcast

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By W la dislessiaEducation
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W la dislessia - Il podcast episodes

  • Scopri la dislessia Ep. 129 - Tablet sì o tablet no per un ragazzo con DSA?
    Quando ha senso usare il tablet quando un ragazzo ha un DSA.

    Partiamo dall'inizio: ci sono contesti in cui il tablet non ha senso ed è prematuro.

    Ad esempio: al ristorante o per passare il tempo non ha senso che venga usato da bambini piccoli (3-5 anni magari).

    Ma quando ha senso e quando no?

    Tablet No:

    - se tuo figlio è piccolino
    - se tuo figlio non è in grado di gestirlo (e vale anche per altri strumenti come la TV)
    - se i tempi d'uso sono illimitati
    - se pensi che sia l'unico strumento per aiutare a migliorare la lettura di tuo figlio
    - è uno strumento super veloce e rischi che la lettura di libri diventi complessa
    - se diventa un ulteriore elemento di disturbo

    Tablet sì, perché:

    - più leggero di un PC
    - può essere utile per scrivere (copia/incolla, errori di scrittura o difficoltà di scrittura)
    - se tuo figlio riesce a prendere appunti normalmente e può essere padrone dello strumento

    La soluzione è che tuo figlio sia consapevole della funzione dello strumento, ecco perché è molto "pericoloso" da lasciare ai bambini.
    9 min
  • Scopri la dislessia Ep. 128 - Studiare da soli o in gruppo
    "ma sarà utile studiare in compagnia oppure è una perdita di tempo?"

    Ecco una delle frasi più dette dalle mamme che incontriamo. Per questo motivo abbiamo deciso di fare un video in cui ne parliamo.

    Viviamo in una società sempre più individualista, i genitori si lamentano di questa cosa, eppure, se si parla di compiti o di studio, sembra che questa cosa vada bene.

    Eppure non serve andare indietro di centinaia di anni per vedere come solo qualche anno fa le cose funzionassero con i piccoli gruppi.

    Ma cosa si impara nel lavorare in gruppo:

    - si lavora insieme agli altri;
    - si imparano i tempi degli altri;
    - si sta assieme;
    - si socializza.

    Ormai anche le ricerche di gruppo sono dei collage di lavori individuali (spesso tra l'altro fatti dai o con i genitori).

    Ci sono sempre più figli unici, sempre più ragazzi solitari e si sta cominciando a perdere di vista la possibilità di crescere in maniera naturale assieme agli altri.

    Ma ha senso studiare assieme agli altri? Dipende dalla persona.

    Ma ha senso stare assieme agli altri in alcuni momenti per imparare in compagnia? Certo!
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 127 - Servono scuole speciali per dislessici
    Se tuo figlio ha difficoltà, magari stai cercando una scuola sensata da selezionare e ti stai informando a destra ed a manca.
    Magari sei spiazzato dalle affermazioni che senti fare a dirigenti o insegnanti, che possono dirti che la scuola è troppo difficile per un ragazzo con DSA.

    A quel punto ti potresti spaventare ed affliggere, ma di fondo quello che serve a tuo figlio è una scuola che sia "giusta" e che lo valorizzi.

    E' normale che i ragazzi con DSA non possono far parte di una sola classe e che siano redistribuiti tra le varie classi, ci sta ed è normale!

    Ma non sarebbe meglio una scuola solo per dislessici? Credimi, tanto spesso sento genitori che ne parlano e ci vengono i brividi.
    Non sarebbe meglio una classe per soli dislessici o, ancora peggio, una scuola per soli dislessici.

    Serve varietà nell'insegnamento. Ci sentirete dire milioni di volte che tutto quello che funziona per i dislessici, funziona anche per gli altri. Anzi, con quei piccoli accorgimenti, diventerebbe speciale tutto l'insegnamento.

    Insegnare con criterio ed in modo "speciale" renderà l'apprendimento funzionale davvero.

    E occhio alle scuole "amica della dislessia"! Non è detto che lì troviate davvero quello che serve per tuo figlio. Attenzione che non sia solo una scuola in cui si usano i tablet ed i PC, ma che sia una scuola in cui gli insegnanti mettono la dovuta attenzione.

    E ricordati che la possibilità di sbagliarsi è comunque elevata e ricorda anche che gli insegnanti sono esseri umani che possono sbagliare.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 126 - Perché non devi forzare tuo figlio nella lettura
    Sentiamo spesso genitori che ci chiedono che tipi di esercizi far fare ai loro figli sulla lettura.

    Spesso ci chiedono se ha senso forzarli nella lettura, se loro non ne hanno voglia, e qual è la risposta giusta?

    Di sicuro FORZARE e LETTURA non possono stare nella stessa frase. Non ha senso far imparare tuo figlio a leggere versando lacrime e sangue.

    La lettura è un processo che non ha a che fare solo con la decodifica delle parole e la correttezza lessicale.

    La lettura mette in gioco una serie di emozioni importanti ed è fondamentale mettere la massima cautela nell'approcciarsi a questo strumento fondamentale per la crescita di ogni persona.

    Se forzi, se fai vivere emozioni brutte legate ai libri o al leggere, rischi di creare un blocco e, quando questo blocco viene creato, ormai si crea un ostacolo difficilmente superabile.

    Mantieni il collegamento di tuo figlio con la lettura, magari leggendo tu con lui (o lei) e fagli vivere emozioni positive a riguardo.

    Poi arriva la parte tecnica, ma solo in un secondo momento.

    E' questione di approccio.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 125 - Mio figlio non segna i compiti per casa sul diario
    "li hai scritti tutti i compiti sul diario?"

    Frase detta più volte a tuo figlio o addirittura di cui ci si lamenta sui social network.

    Ma il problema è dell'alunno o del genitore? E' una questione di responsabilità, se tuo figlio ha la totale responsabilità del suo lavoro, dovrebbero essere sua totale attenzione.

    Attenzione! E' normale che all'inizio siano gli insegnanti a guidare i ragazzi ad imparare ad usare il diario.

    Il problema reale è che troppo spesso mamma e papà vivono questa situazione in modo drammatico, quando drammatico non è.

    E come si gestisce la situazione?

    Prima di tutto trovare delle strategie che vadano bene per tuo figlio.

    Molti ragazzi vanno in stress se devono scrivere velocemente, soprattutto se il prof cancella subito quello che viene scritto alla lavagna.

    In questo caso bisogna semplicemente controllare in un secondo momento se tutto il materiale è segnato. Come? Facendo domande e non risolvendo il problema in prima persona.

    E' chiaro che l'attività dello scrivere i compiti e consultare il diario è un'attività che va allenata un passetto per volta.

    Il segreto? Fai in modo che tuo figlio, se prima controllavi tutto tu, inizi a fare delle attività in prima persona.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 124 - Perché il gioco è così importante
    Il gioco è fondamentale nell'apprendimento dei bambini, ma... Man mano che i bambini crescono si perde di vista quanto sia importante questa parte della loro vita.

    Eppure sentiamo spesso parlare di quanto i ragazzi giochino sempre meno per strada con gli amici e di quanto, sempre più, non passino del tempo a fare delle attività in cui si gioca e socializza.

    E' vero che ci sono maggiori pericoli rispetto ad un tempo. E' vero che auto che corrono all'impazzata e paura dei crimini ci porti ad avere meno fiducia per quello che succede fuori dalle mura domestiche, ma non è stato fatto in ogni caso nulla per creare delle attività ludiche che si possono fare dentro casa (videogiochi a parte ovviamente).

    I ragazzi sono tendenzialmente più solitari, preferiscono una serie tv o un videogioco magari, ma per fortuna il trend, soprattutto per quelli più grandi, si sta un po' invertendo.

    Si stanno riscoprendo i giochi da tavolo!

    Il gioco in scatola è un elemento fondamentale per l'apprendimento e per la costruzione stessa del pensiero delle persone e per fortuna sta riacquisendo il posto che merita.

    I giochi infatti permettono di imparare senza avere la percezione di fare un lavoro duro sull'apprendimento.

    Attraverso il gioco puoi infatti lavorare:

    - sul pensiero logico;
    - sull'attenzione;
    - sul rispetto degli altri;
    - sulla memoria;
    - sulle parole;
    - sui conti;
    - sulla lettura.

    In pratica puoi decidere di fare un potenziamento su tutte le aree che spesso sono fragili nei ragazzi (in particolare in quelli con un Disturbo Specifico dell'Apprendimento).

    In più si impara divertendosi, che è l'aspetto più importante.

    Ogni partita è un mondo a sé e si vive ogni volta in modo diverso e... Si impara a vincere, a perdere e a non mollare.

    Per questo e tanti altri motivi abbiamo deciso di creare un gioco in scatola per aiutare i ragazzi a riappropriarsi del piacere di avere un linguaggio adeguato.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 123 - Quali sono segnali della dislessia e cosa devo fare
    Quali sono i segnali della dislessia?

    Se tuo figlio ha iniziato scuola e vedi che fa un po' di fatica potrebbe essere dislessia, ma quali sono gli elementi a cui fare attenzione?

    La dislessia, non essendo una malattia, non ha sintomi, ma puoi vedere dei segnali che possono accendere qualche campanellino d'allarme.

    Ovvio non sei un professionista e serve un professionista per indagare le aree "critiche", ma puoi vedere questi 6 segnali e capire come affrontare successivamente il tema.

    Il primo segnale è un ritardo del linguaggio. Molto spesso i bambini hanno un approccio "rallentato" alla lettura ed hanno tempi diversi rispetto ai compagni.

    Il secondo è la confusione sulle parole che hanno una pronuncia simile: ad esempio ABBIAMO vs AVVIAMO.

    Il terzo punto è la difficoltà di espressione. Fatica ad esprimersi con frasi strutturate e spesso il genitore interviene sostituendosi a lui: non buono!

    Il quarto punto è la difficoltà ad identificare le lettere: ad esempio COLTELLO vs CORTELLO oppure spara a caso le parole per saltare velocemente fuori dal problema.

    Il quinto punto è la difficoltà ad identificare determinati suoni: ad esempip CI-CHI, SCIE-SCE-SCHE.

    Il sesto punto è la familiarità.

    Cosa devi fare tu?

    Prenditi tempo, rifletti, osserva e prenditi il tempo prima di intervenire.

    Se vedi, ad esempio, un ritardo nel linguaggio, inizia a chiederti cosa è successo fin da piccolo con il linguaggio.

    Inoltre... Quanti anni ha nel momento in cui fa fatica? Se dopo una settimana di scuola ti allarmi non è particolarmente utile.

    Inizia a fare in modo di spiegargli le cose in maniera diversa per capire come aiutarlo.

    La fretta non è mai un'amica!
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 122 - Mio figlio non fa i compiti da solo
    "Ma io posso passare le giornate a dirti cosa devi fare, che ci sono tanti compiti? E poi tu senza di me non fai nulla..."
    Mai sentita questa?
    Se vuoi lavorare su autonomia e responsabilità devi fare dei passi indietro (o laterali).

    Immagino non dobbiamo spiegarti quanto sia complesso avere un figlio con dei disturbi dell'apprendimento o delle difficoltà scolastiche. Immagino che tu sappia quello che succede in te ed in tuo figlio, ma... Allo stesso modo ci sono delle cose importanti che tu come genitore hai il dovere di sperimentare, prima di distruggere completamente il vostro rapporto.

    Una delle cose che capitano più facilmente è quella di dare una mano per far riuscire tuo figlio, ma devi essere coerente ed avere chiaro l'obiettivo con cui stai lavorando.

    L'obiettivo è l'autonomia? Allora devi correre il rischio che le cose vengano fatte in un modo meno corretto e con qualche errore in più.

    Ovviamente se urli e sbraiti dicendo che "questa sarà l'ultima volta in cui ti darò una mano" e dopo 5 secondi sei di fianco a tuo figlio per aiutarlo, stai creando una gigantesca confusione.
    Tuo figlio si accorgerà di questa cosa e ci giocherà, approfittando del tuo senso di colpa.

    La maggior parte delle volte che tuo figlio ti dice che non riesce, lo fa perché sa che arrivi come un tappetino.

    Se decidi che non lo aiuti, non lo aiuti.

    Ma per arrivare all'autonomia non puoi pensare che dal fargli tutto, decidendo tempi, modi per ogni attività, tuo figlio si sentirà poi libero e capace di riuscire subito da solo.

    E lascia da parte la rabbia, perché non funziona. MAI!

    Vuoi sapere perché tuo figlio non fa nulla in autonomia? Per "colpa" tua!

    Ovviamente il livello di autonomia dipende dal tipo di difficoltà che sta vivendo, quindi ha senso aiutarlo, ma non trattarlo da "scemo".
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 121 - Usare gli schemi è come copiare
    "tutti questi dislessici mi sembrano una moda e poi non è giusto che possano usare gli schemi, è troppo comodo così!..."

    Iniziano così alcune conversazioni che puoi sentire tra persone ignoranti e che vogliono in ogni caso, però, dire a tutti i costi qualcosa a costo di essere ridicoli.

    Come ben sai, uno dei nemici più grandi da affrontare nel mondo della dislessia è rappresentato dalla non conoscenza del tema.

    Ed è frustrante per un genitore doversi interfacciare giornalmente con persone che non sanno, ma parlano lo stesso.

    L'ignorante, ahinoi, è una persona che passa il tempo a ciarlare su temi che non conosce e magari prova sdegno perché tuo figlio usa gli schemi, ma non si lamenta affatto se suo figlio viene beccato a copiare dal cellulare...

    Un ragazzo con DSA non usa le mappe per copiare!

    Meglio ripeterlo...

    Un ragazzo con DSA non usa le mappe per copiare!

    È chiaro che anche tra i ragazzi dislessici c'è chi non ha voglia di fare e passa il tempo a scaldare il banco, ma le mappe non aiutano di sicuro chi non ha studiato.

    Ma a cosa servono?

    1. A dare tranquillità psicologica al ragazzo (a volte nemmeno le usa, ma sa di poterlo fare)
    2. A compensare la difficoltà nella memorizzazione, permettendo così una maggiore resa nell'esposizione.

    "Ma perché quelli lì possono usare le mappe?"

    Perché c'è una legge, la legge 170, che stabilisce che un ragazzo nel mondo dei DSA possa usare gli schemi.

    Si parla tanto di equità, ma mi sa che spesso non si conoscono le norme ed allora la gente parla...

    Un ragazzo dislessico ha delle difficoltà, uno miope ne ha altre.

    Diamo a tutti la possibilità di riuscire!
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 120 - Perché mio figlio fatica così tanto
    Se hai un figlio nel mondo delle difficoltà scolastiche o se ha dei disturbi dell'apprendimento, ti sarai accorto di quanto sia impegnativo a volte dargli la sicurezza di riuscire.

    Magari ti sarà capitato che non si fidi delle sue capacità o che pensi proprio di non averne.

    Oppure non riesci a sganciarlo dal tuo aiuto quando si tratta di studiare o di fare i compiti.

    Le motivazioni di queste difficoltà sono molteplici, ma nel video di oggi, assieme a Valentina affronteremo un tema molto importante: i fattori di rischio ed i fattori di protezione.

    Tra i fattori di rischio possiamo trovare:

    Condizioni familiari;
    Difficoltà emozionali;
    Problemi scolastici;
    Contesto ecologico;
    Handicap costituzionali;
    Problemi interpersonali;
    Ritardi evolutivi/difficoltà nello sviluppo.

    Tra i fattori di protezione ci sono:

    le capacità individuali del soggetto (autoefficacia, resilienza, autostima);
    La possibilità di contare almeno su una persona di riferimento (sistema di relazioni e sostegno sociale);
    La possibilità di contare su una rete sociale di aiuto.

    Il punto fondamentale è che la vita e la crescita di un individuo sono una costante bilancia tra rischio e protezione.

    Puoi aiuti tuo figlio ad essere consapevole delle sue capacità e più lavorerai sui fattori di protezione, più riuscirà ad essere resiliente, sicuro e determinato nel provare a raggiungere un risultato.

    Più prendono il sopravvento i fattori di rischio e più la strada sarà piena di ostacoli.
    10 min

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W la dislessia: il podcast pensato appositamente per i genitori.
Niente paroloni, nessuna conferenza o lezione teorica.


In ogni puntata Alessandro, Paola e Valentina vi accompagneranno nel…

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