W la dislessia - Il podcast

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W la dislessia - Il podcast episodes

  • Scopri la dislessia Ep. 109 - Panico e Ansia - Che differenza c’è e cosa ti serve sapere
    Molto spesso i genitori pensano di risolvere i problemi attraverso gli strumenti, ma non è sufficiente perché ci sono delle situazioni emotive da gestire al meglio.

    Abbiamo infatti casi di ansia e panico, ma andiamo a vedere di cosa parliamo realmente.

    È corretto parlare di attacchi di panico? In realtà no! E nemmeno di attacchi di ansia.

    Quello che è certo è che la caratteristica dell'attacco di panico arriva improvvisamente e non ce lo si aspetta. E... ha un picco che si risolve nel giro di alcuni minuti ed ha caratteristiche ben precise, anche fisiche.

    Ha una struttura molto precisa, ma il suo elemento più significativo è il tempo. È il tempo che lo distingue dall'ansia. L'ansia dura molto tempo e potrebbe essere un qualcosa che dura molto nel tempo e può avere dei momenti di picco.

    Panico è potente e dura poco. Ed è una condizione clinica.
    Ansia è sviluppata nel tempo e dura per molto tempo.

    L'ansia spesso arriva da momenti di frustrazione che non si è abituati a gestire.

    Non serve spaventarsi per l'ansia. Bisogna riconoscerla e poi avere la via d'uscita. Se scappi poi si manifesta più forte.

    Che fare? Imparare a far vivere ai ragazzi in modo normale i segnali che arrivano dal corpo ed alleggerire dove possibile. NON SMINUIRE! Ma alleggerire.

    Mamma e papà aiutate i vostri ragazzi a capire che è normale!

    I momenti si gestiscono vivendoli ed attraversandoli. Così si cresce!
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 108 - Come ricordare le tabelline
    Le tabelline spesso sono un "dramma", ma cosa si può fare per riuscire ad impararle senza litigi?

    Quello che si dà troppo spesso per scontato è che il metodo della maestra sia quello che funziona per il bambino.

    Ad esempio i ragazzi con DSA faticano tantissimo ad imparare le tabelline con la ripetizione.

    E il problema evidente è che si danno per scontati 5 passaggi fondamentali, che sono:

    1. Il concetto di QUANTITÀ (e astrazione numero-quantità)
    2. Che tuo figlio abbia acquisito il concetto di SOMMA (soprattutto se si perde nel procedimento)
    3. Che abbia appreso davvero le strategie (e non significa dare la propria)
    4. Che sia stato recepito il concetto di ordine
    5. Accorgerti che non è detto che sia la memoria la modalità migliore.

    L'aspetto più importante rimane il ricordarti che ogni persona ragiona in modo diverso, fa le cose in modo diverso e servono strategie funzionali per quella specifica persona e quella specifica difficoltà.
    11 min
  • Scopri la dislessia Ep. 107 - Cosa fare dopo l'esame di maturità
    L'esame di stato (o come ci piace ancora chiamarlo, la "maturità") è uno spartiacque importante nella vita di ogni persona.

    Di lì a poco si entra nel mondo degli adulti, non si scappa!

    Ultimamente, però, molti ragazzi sono in difficoltà sul da farsi dopo il percorso scolastico.

    Le possibili scelte sono:

    1. Proseguire con l'università;
    2. Anno sabbatico (con possibili studi all'estero magari);
    3. Entrare nel mondo del lavoro.

    Tutte e 3 le possibilità possono andare bene, ovviamente, basta che sia una decisione di tuo figlio e non una fuga eventuale.

    Proseguire con l'università è una possibilità, che può portare risultati, soprattutto se la facoltà è scelta da tuo figlio.

    L'esperienza all'estero è sempre qualcosa di importante perché si migliora l'uso di una lingua straniera e si entra nel mondo del lavoro in un modo più "leggero", visto che fa da corredo al vivere in un posto diverso da casa.

    Entrare nel mondo del lavoro va in ogni caso bene, mica è obbligatorio continuare a studiare!

    Ma il punto da evitare è accettare che tuo figlio non faccia nulla perché poverino si deve rilassare.

    Quindi va bene qualunque decisione, basta che non sia il "cazzeggio" a tempo indeterminato.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 106 - Come gestire le ingiustizie a scuola
    I ragazzi, soprattutto quelli con DSA, hanno un forte senso della giustizia e, di conseguenza, hanno un rapporto molto delicato con le ingiustizie.

    È fondamentale quindi che insegnanti e genitori capiscano ad un livello più profondo come comportarsi per non fare danni.

    Ma prova a pensarci: tu come staresti se fossi messo costantemente in dubbio, se qualcuno pensasse che copi dalle mappe, se pensassi che sei un fannullone?

    Di sicuro non bene!

    "Dislessico? Eppure a vederlo non si direbbe!"

    Dietro quella frase ci sono moltissimi presupposti, che vanno a minare l'autostima dei ragazzi.

    E a quel punto diventa complicato poi recuperare la loro idea di loro stessi.

    Questo è un vero problema! E per questo motivo serve essere molto attenti con le parole e gli atteggiamenti.
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 105 - Come fare una verifica perfetta
    Dopo l'interrogazione perfetta, arriva la verifica perfetta.

    Che succede se tuo figlio è in tensione o va in tilt prima dei compiti in classe?

    I compiti scritti possono essere un grande amico o un grande nemico.

    Ma quali sono le difficoltà principali?

    Prima di tutto bisogna fare delle considerazioni a parte se tuo figlio è disgrafico, disortografico o dislessico: normale che nel suo caso possa fare fatica e possa avere l'idea di non riuscire.

    Una tensione forte è sicuramente quella emotiva.
    Se l'emotività sale diventa difficile scrivere e iniziano pensieri negativi che possono portare al blocco.

    Un altro problema è legato al tempo che non è detto sia facilmente gestibile (soprattutto nel mondo dei DSA).

    Altro punto molto importante è che i ragazzi fanno sempre meno esperienza della scrittura e ogni volta è come se dovessero partire da zero.

    Scrivere poco non aiuta. E se scrivi poco farai sempre più fatica.
    Senza esperienza di lingua scritta si rischia di usare la lingua parlata per scrivere e non sta in piedi come forma.

    E... attenzione al tilt! Se si arriva al tilt non è quasi mai una questione di preparazione.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 104 - I 5 punti per un'interrogazione perfetta
    Come possiamo rendere un'interrogazione realmente efficace?

    Ecco parti dal non fare quello che fa Gioia de Mammis e già parti con il piede giusto.

    Ma per evitare che capitino situazioni del genere, guarda tutto il resto del video.

    Punto numero 1: la preparazione e lo studio sono molto importanti. Non puoi pensare di riuscire costantemente di avere fortuna e passare indenni interrogazioni ed esami senza fare.
    Serve il materiale, servono strategie e serve l'esposizione.

    Punto numero 2: la gestione dello stato d'animo.
    Molto spesso i ragazzi hanno ansia, tensione, preoccupazione, paura per quello che potrebbe capitare. Se gestisci bene lo stato d'animo, allora la preparazione ha senso.

    Punto numero 3: l'esposizione.
    E l'esposizione è anche la capacità di orientarsi all'interno degli argomenti, anche attraverso collegamenti tra punti diversi della singola materia o addirittura tra materie diverse.
    Ci sono diverse strategie, smerimentale

    Punto numero 4: isolarsi dal giudizio di chi ti circonda.
    Quanto più i ragazzi riescono ad isolarsi dal mondo che li guarda e tanto meglio possono andare le cose.

    Punto numero 5: l'uso degli strumenti (soprattutto se tuo figlio è nel mondo dei DSA).
    Tutti gli strumenti possono permettere a tuo figlio di entrare in una modalità di calma, preparazione e serenità per affrontare la difficoltà.

    Buon divertimento!
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 103 - Tutor sì o tutor no per tuo figlio
    Ma il tutor a casa serve o no?

    La figura dell'aiuto compiti è uno dei temi più dibattuti nel mondo dei genitori, ma spesso si perde di vista se la soluzione è davvero quella esatta.

    Quando funziona? Quando serve a risolvere dei dubbi in materie specifiche, ma deve essere una persona profondamente preparata e che aiuti davvero a risolvere un problema.

    Ma questo non funziona se deve lavorare con un DSA e si mette a lavorare sulla materia, senza risolvere poi le problematiche tipiche di chi vive nel mondo della dislessia.

    Nel mondo DSA servono delle competenze e delle attitudini particolari e quasi mai si possono trovare in un ragazzino delle superiori o che ha appena iniziato l'università.

    Perché? Perché non si interviene mai direttamente sul problema e non si fa luce sulle caratteristiche vincenti dell'essere DSA, ma si lavora solo sui compiti con tanti saluti all'autonomia.

    In questo modo il tutor diventa una stampella che fa il cane da guardia ed ha come unico obiettivo quello di fare i compiti.

    Attenzione perché così rischia di diventare un'arma a doppio taglio, con buona pace dell'autonomia, della soddisfazione e dei risultati alla fine.

    Altro elemento di criticità: se il tutor viene a casa tua, sarà lui ad "invadere" gli spazi di tuo figlio e non avrà quasi mai il polso sufficiente per farsi ascoltare del tutto.

    Ma allora serve questo tutor? Serve se riesce anche ad avere un ruolo attivo nei rapporti con la scuola, riuscendo così ad aiutare tuo figlio nel percorso verso i risultati e l'autonomia.
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 102 - Come potenziare l'indice di comprensione verbale
    In alcuni AUDIO passati abbiamo parlato del Quoziente Intellettivo ed in particolare dell'Indice di Comprensione Verbale.

    Oggi vediamo come si può potenziare questo parametro.

    Partiamo dall'inizio: ogni parte dell'intelligenza può essere migliorata!

    I modi sono tantissimi, sia quando i bambini sono piccoli, sia quando diventiamo adulti.

    La cosa importante è che ci sia divertimento per permettere di vivere un'esperienza gradevole.

    Il gioco è l'elemento che rende tutto questo lavoro il migliore possibile.

    Lavorare sul lessico è importante per avere qualcosa di concreto attraverso il quale poter riuscire in modo migliore sia nel mondo della scuola, che nel mondo del lavoro.

    Puoi lavorare per somiglianze e differenze, ad esempio con i giochi di parole (ad esempio il nostro gioco W LA DISLESSIA!).

    Per lavorare sulla comprensione puoi aiutare tuo figlio a verbalizzare le sue conoscenze su specifiche situazioni che capitano ogni giorno.

    "tu cosa ne pensi? cosa provi? come ti saresti comportato?" sono ottime domande per lavorare in modo più approfondito sulla comprensione.

    Aggiungo che tanto più parlate ai vostri figli delle vostre conoscenze e dei vostri interessi, tanto più li potete aiutare.
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 101 - Che cos'è l'indice di velocità di elaborazione e come si valuta
    Se hai fatto i test per valutare tuo figlio avrai visto che ci sono diversi parametri e tra questi c'è l'indice di velocità di elaborazione.

    È molto legato alla memoria di lavoro e la influenza in modo positivo se la velocità di elaborazione è alta, in modo negativo se bassa.

    Ma cosa ci indica?

    La capacità di tenere e rielaborare le informazioni nel risolvere un dato problema.

    E come si valuta? Seguendo 3 test: CANCELLAZIONE, CIFRARIO e RICERCA di SIMBOLI.

    Il fattore tempo, l'ansia e l'impulsività sono dei fattori che possono condizionare molto i test.

    Questo indice serve per capire già dalla scuola primaria eventuali difficoltà che possono manifestarsi nell'apprendimento, nella lettura, nella scrittura, nel calcolo e nella creazione di automatismi.
    5 min
  • Scopri la dislessia Ep. 100 - Quali sono le domande da NON fare all’uscita di scuola
    Qualche giorno fa è planata nel Web una foto sulle 5 domande da fare all’uscita di scuola dei figli.

    Ho deciso di approfondire un attimo la cosa.

    Mi raccomando, se non hai voglia di sorridere non ASCOLTARE e non proseguire nella descrizione.

    Prima di tutto: piantatela di fare filosofia e a trovare escamotage per farvi dire come è andata a scuola!

    Queste 5 domande sono quello!

    E non fanno altro che rendervi insopportabili mentre fate il gioco dei piccoli coach attenti ai bisogni altrui.

    Di tutte le domande che ci sono manca l'unica importante:

    COME STAI AMORE MIO?

    E ora vi faccio vedere cosa risponderebbe in modo sincero un ragazzo:

    COSA TI HA FATTO SORRIDERE OGGI?

    Ma non vedi che ho il muso lungo da quando mi hai visto? Precisamente cosa ci sarebbe da ridere dopo 5 ore di verifiche?

    CON CHI TI SEI SEDUTO A PRANZO?

    Non ti ricordi che dobbiamo mangiare da soli al banco?

    SE POTESSI CAMBIARE UNA COSA DI OGGI QUALE SAREBBE?

    Le tue domande del cavolo è troppo?

    QUAL È STATA LA REGOLE PIÙ DIFFICILE DA RISPETTARE OGGI?

    Oh mamma, ma sicura di non aver bevuto?

    DIMMI QUALCOSA CHE SAI OGGI, CHE NON SAPEVI IERI

    Che leggi troppi post su Facebook e non stai benissimo

    Indirò la giornata mondiale contro le supercazzole!

    Occupatevi di come stanno i ragazzi e smettetela di correre dietro alle frasi ad effetto.

    C'è solo una domanda che apre il dialogo: COME STAI?

    E funziona solo se è realmente interessata ad avere una risposta.

    Il resto è fuffa!

    E... vale anche stare in silenzio a volte.
    7 min

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W la dislessia: il podcast pensato appositamente per i genitori.
Niente paroloni, nessuna conferenza o lezione teorica.


In ogni puntata Alessandro, Paola e Valentina vi accompagneranno nel…

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