W la dislessia - Il podcast

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W la dislessia - Il podcast episodes

  • Scopri la dislessia Ep. 99 - L'ansia da prestazione per la scuola
    Quante volte succedono fenomeni come "mal di pancia", "mal di testa" al solo sentire nominare la scuola?
    Questa ansia da prestazione condiziona i ragazzi e non li fa vivere serenamente.

    Capita di non riuscire! Capita a tutti, ma spesso i bambini vanno in tilt e vivono questa loro difficoltà in un modo così forte da creare uno stato di ansia e di stress tale da non riuscire.

    Il problema è che in questo modo la parte emotiva non riesce ad essere gestita ed iniziano frasi come "non ci riesco", "non sono capace".

    Queste frasi diventano un peso che i bambini faticano a superare.

    E pensa a leggere il testo di una verifica con quel carico emotivo...

    L'ansia da prestazione è questo peso che tu hai il dovere di alleggerire!
    Inizia a vivere sereno tu come genitore questa situazione e attenzione alle parole che usi...

    Non dare enfasi a questo momento, ma dai la giusta attenzione a quello che sta succedendo.

    Molto spesso l'idea migliore può essere fermare quel momento e riaffrontare la difficoltà dopo. A volte serve un po' di pazienza.

    Poi tutto va affrontato, ma solo con totale attenzione per tuo figlio.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 98 - Cosa non conosci del PDP
    Chi si deve occupare del PDP?

    In un video di Alessandro, abbiamo visto che cosa sia il PDP, oggi andiamo a vedere come gestirlo.

    Partiamo dall'inizio: il PDP è uno strumento che va costruito assieme alla scuola (non solo dalla scuola). Non è detto che quello che la scuola riesca a fare tutto perfetto.

    Ecco quindi un po' di accorgimenti da prendere:

    - il PDP non è sempre uguale (da un anno all'altro o da un ragazzo all'altro)
    - il PDP è uno strumento flessibile e si può modificare o rivedere durante l'anno (basta chiedere con modo)
    - è importante coinvolgere i ragazzi (o i bambini) nel PDP, anche se sono piccoli, ovviamente con modi e tempi adatti alle diverse età

    Il PDP è un percorso comune, un percorso di crescita che si fa assieme.
    5 min
  • Come aumentare l'autostima di tuo figlio
    "Mio figlio ha grandi difficoltà di autostima, cosa posso fare per aiutarlo?"

    Sfatiamo subito un mito: nessuno ha una bacchetta magica per alzare l'autostima. Non esistono ricette miracolose o corsi per aumentarla.

    E' la persona che può lavorare su di sé, attraverso dei rinforzi positivi, e aumentare la propria stima di sé.

    Per quanto noi siamo davvero bravi, non siamo noi che alziamo l'autostima, ma il lavoro che tuo figlio fa con noi che la fa crescere.

    Fai in modo che tuo figlio viva esperienze positive in qualsiasi ambito (non necessariamente scolastico, dove magari la sua idea di sé è davvero bassa). Più tuo figlio diventa consapevole delle sue capacità e più può davvero crescere.

    Rinforza positivamente ogni piccola cosa che fa, anche se a te sembra apparentemente stupida. Se non ne trovi abbiamo un grosso problema perché sei tu che non riesci a notare aspetti positivi in quello che tuo figlio fa.

    Non c'è solo la scuola, la vita conta tantissimo.
    Il lavoro vero e proprio sull'autostima non è nella scuola, ma nel resto. Se sistemi il resto migliori anche il suo rapporto con la scuola.

    Quella è la strada.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 96 - Mio figlio non riesce a scrivere in corsivo
    Cosa succede se un ragazzo fatica a scrivere in corsivo?

    Ma è vero che poi alle medie non accettano che faccia i temi in stampatello?

    Se un bambino è disgrafico è normale che la scrittura sia difficilmente interpretabile, a questo punto è fondamentale che il bambino scelga il modo di scrivere che gli crea meno difficoltà.

    Ma... Mamme e papà vanno in crisi troppo spesso se il figlio scrive in modo diverso dagli altri.

    Non è quello che rende diversi i ragazzi! Ma è il non riuscire.

    Fregatene del tipo di scrittura, se tuo figlio riesce ad essere autonomo e ad ottenere risultati.

    Inoltre, tante volte un bambino che fatica a scrivere in corsivo tende a fare uno sforzo troppo elevato e perde di vista cosa sta facendo.

    Non è importante come scrive, è importante che scriva.
    5 min
  • Scopri la dislessia Ep. 95 - I 5 errori da evitare nella lettura con tuo figlio
    Quali sono gli errori che un genitore deve evitare per "aiutare" un figlio che ha difficoltà nella lettura?

    Se tuo figlio non ama leggere o se ha delle difficoltà legate alla lettura o è dislessico ci sono 5 errori che devi evitare di fare.

    1. Far leggere e ripetere costantemente. "Leggi di più"
    Rischia di diventare un'attività lenta e noiosa e allontani tuo figlio dalla lettura. La lettura prima di un esercizio è una passione, un'attività che fa parte della nostra vita da molto presto.

    2. Misurare i risultati.
    Soprattutto quando i bambini sono piccoli si tende a valutare i progressi e si generano aspettative, spesso irrealizzabili. E, soprattutto, è una TUA idea del lettore bravo, non in termini assoluti. Ogni bambino/ragazzo è diverso.

    3. Pensare che leggere significhi comprendere.
    Leggere "GIUSTO" non necessariamente porta ad una buona comprensione. Se si lavora nel potenziamento dell'abilità di lettura (velocità e correttezza) non si può lavorare sulla comprensione del testo. Se si lavora nella comprensione del testo si fa qualcosa di diverso.
    "Vuoi leggere ad alta voce o nella mente?" dovrebbe essere la domanda da fare.

    4. Associare la lettura al senso di colpa.
    "Se non leggi non riuscirai a fare quello che fanno gli altri". "Se non leggi non andiamo in vacanza".
    "Ai miei tempi sì che si imparava a leggere".
    Il senso di colpa schiaccerà tuo figlio.

    5. Gettare la spugna.
    Se hai un figlio che fa fatica nella lettura non significa che non riuscirà MAI. Nel percorso di crescita delle persone ci sono tante strade e tanti strumenti che possono far riuscire tuo figlio.
    Non pensare mai che un bambino dislessico non possa diventare un lettore appassionato.
    12 min
  • Scopri la dislessia Ep. 94 - Come si valuta la memoria di lavoro e a cosa serve
    Cos'è la memoria di lavoro e come viene misurata?

    Andiamo a vedere cosa significano queste 3 parole: MEMORIA DI LAVORO.

    La memoria di lavoro è come un contenitore che ha le capacità per ragionare, pianificare e organizzare.

    È un magazzino attivo che ha bisogno di risposte attentive per coordinare le risorse spaziali e quelle verbali.

    Es. Alessandro mi ha chiesto di andare a vedere Harry Potter Martedì.
    Cosa fa la memoria di lavoro? Elabora le informazioni contenute nella frase, le trattiene e poi le usa fino a quando servono.

    Capisci che sembra una semplice frase, ma dietro nasconde un grande lavoro per il cervello?

    Un altro esempio è cercare l'auto nel parcheggio del supermercato. Questa volta l'esempio è visuopercettivo. Devi ricordare come è fatta la tua auto, compararla con altre auto e poi ricollocarla nello spazio.

    Ma cosa si fa nei test? Si valutano la capacità del soggetto di memorizzare, conservare le informazioni, mantenere l'attenzione e arrivare alla soluzione.

    Che test vengono fatti? Test di memorizzazione di numeri, riordinamento di lettere e numeri e ragionamento (problemi orali a cui prestare attenzione per cui trovare una soluzione).

    I test valutano la capacità di conservare una parte delle informazioni.

    La parte più piccola di ricordo si chiama SPAN. Il test viene considerato valido se vengono ricordate tra le 5 e le 9 informazioni (7 +- 2).

    Chiaramente la prestazione carente nella memoria di lavoro può generare difficoltà nella lettura, nel calcolo, nell'esposizione e... anche per ricordare le regole.

    I test hanno un "nemico": la modalità inquisitoria dei test. Se tuo figlio prova ansia durante la prestazione è normale che il test possa essere influenzato di molto.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 93 - I libri digitali
    Dove trovo i libri digitali per mio figlio dislessico?

    Questa è una delle domande che più spesso ci fanno i genitori.

    Ma che cos'è un libro digitale? Un libro in tutto e per tutto uguale al suo omologo cartaceo, ma può essere visualizzato su un computer ed essere utilizzato in modo diverso:

    - ci si può sottolineare direttamente
    - si può usare il lettore digitale
    - posso avere più libri dentro lo stesso tablet (meno peso)
    - posso avere dei link utilizzabili per video, presentazioni, eccetera

    Ma dove si trovano?

    Molte persone pensano che siano introvabili e invece...

    Bisogna respirare.

    Li trovi grazie ad AID oppure in fondo al libro in formato cartaceo trovi un link o un QR code per scaricarlo.

    Ma bisogna stare sereni e tranquilli.

    Attenzione però!

    Il libro digitale non è un risolvi problemi. È uno degli strumenti da usare.

    Non è una divinità che toglierà la dislessia a tuo figlio.

    Ma... UNO STRUMENTO!

    Se nel frattempo non continui a fare un lavoro su emotività, potenziamento, difficoltà non risolverai i problemi.

    Lavora sulla consapevolezza di tuo figlio di essere una persona capace e solo così ogni strumento potrà funzionare.

    E... Ricorda che non è scritto da nessuna parte che un dislessico si troverà bene con il libro digitale.

    Se tuo figlio non sta bene, non è consapevole, è in difficoltà con la scuola, ricordati che devi prenderti cura prima di come sta e poi degli strumenti!
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 92 - "Posso fare la diagnosi senza la segnalazione della scuola?"
    I test sono un momento importante per la vita di un ragazzo che ha un possibile Disturbo dell'Apprendimento (DSA).

    Ovviamente nascono moltissime leggende, ma andiamo a fare chiarezza, partendo da qui:
    La scuola deve per forza fare una segnalazione? O posso muovermi da sola?

    In questo periodo storico i genitori sono portati a farsi delle domande molto prima rispetto a qualche tempo fa.

    Spesso capita che dei piccoli segnali vengano visti come campane d'allarme che suonano all'impazzata, quindi bisogna prima di tutto mantenere la calma e pesare le cose per quello che sono.

    Le dinamiche che più spesso si notano sono due:

    - Insegnanti che non notano nulla e genitori che invece vedono qualcosa che non va;
    - insegnanti che fanno notare e genitori che pensano che siano esagerati.

    Ma che dovrebbe fare un genitore che ha idea che ci siano delle difficoltà da verificare? Aspettare la scuola o muoversi?

    Qui non c'è una risposta univoca, ma di sicuro bisogna affidarsi a dei professionisti seri e non improvvisarsi esperti da internet e diagnosticare cose che non esistono.

    Di base, però, i test, se hai dei dubbi, falli, al massimo hai perso tempo, ma potresti allo stesso tempo aver trovato i motivi per cui tuo figlio fatica.

    Ricorda sempre che le diagnosi si fanno dalla fine della seconda elementare per qualche motivo, come visto in alcuni nostri video precedenti.

    Segui il tuo istinto, ma affiancati a qualcuno che ne sappia davvero.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 91 - Come puoi aiutare tuo figlio
    "Ma qual è il segreto di W la dislessia?"

    Se chiedi a tuo figlio cosa non riesce a fare, scoprirai che è un grande esperto. Difficile invece per ogni ragazzo o bambino riconoscere quello che sa fare.

    Il nostro lavoro nei nostri centri è esattamente questo: far rendere conto delle capacità che ci sono e lavorare poi sul "pezzettino" che manca per arrivare al risultato.

    Il nostro lavoro è proprio fare in modo che la persona sia consapevole di cosa sa fare, per poi lavorare sulla difficoltà.

    È ovvio che ci sono dei ragazzi che fanno fatica nella lettura o nei conti, ma il punto che cambia è l'approccio alla difficoltà.

    Se un ragazzo crede di non essere capace, tenderà a mollare prima, tenderà ad appoggiarsi e fare leggere gli altri (o a far fare i conti). Ecco perché serve un lavoro di potenziamento delle capacità e della consapevolezza di sé.

    Non si può pretendere che dal niente si arrivi al tutto.

    I ragazzi devono essere allenati alla RESILIENZA, alla capacità di cercare le risorse per superare le difficoltà.

    Il lavoro ha bisogno di pazienza, costanza e tanta tranquillità.
    È un allenamento fatto di piccoli saltelli con cui si allena l'autonomia e per farlo c'è bisogno che tu come genitore impari a non fare al posto di tuo figlio, ma che lo accompagni.

    E se hai bisogno noi siamo qui.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 90 - Che cos'è l'indice di comprensione verbale e con che test si valuta
    Se tuo figlio ha da poco fatto il test del Quoziente Intellettivo, sicuramente ti sarai trovato un parametro chiamato "indice di comprensione verbale".

    Ma cos'è e a cosa ti serve?

    È un parametro importante per valutare l'intelligenza dei ragazzi definita CRISTALLIZZATA, ovvero che ha a che fare con la conoscenza e l'ambiente in cui si cresce.

    È un indice che può dare molte indicazioni sui futuri apprendimenti scolastici. Più è alto e più ci sono possibilità di avere poche difficoltà scolastica.

    Ma l'ambiente non è l'unico parametro: se ci sono disturbi dell'apprendimento o difficoltà di lettura posso avere i punteggi di questo indice bassi.

    Attenzione! possono essere bassi, ma non è detto.

    Per misurare i punteggi di questa scala di fanno 3 subtest:

    - SOMIGLIANZE tra oggetti che hanno elementi in comune
    - VOCABOLARIO che valuta le conoscenze di parole dei ragazzi (permette di capire se ci sono parole precise e lessico specifico)
    - COMPRENSIONE in cui emergono anche componenti legate ad ambiente e comportamenti (la cultura di appartenenza può influire molto)

    Poi ce ne sono di facoltaltativi: INFORMAZIONE e RAGIONAMENTO CON PAROLE.

    Tutto questo indice mette insieme l'elaborazione della frase, dei concetti, delle idee, ma non strettamente legato ad uno strumento specifico come quello del testo scritto.
    8 min

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W la dislessia: il podcast pensato appositamente per i genitori.
Niente paroloni, nessuna conferenza o lezione teorica.


In ogni puntata Alessandro, Paola e Valentina vi accompagneranno nel…

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