W la dislessia - Il podcast

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W la dislessia - Il podcast episodes

  • Scopri la dislessia Ep. 89 - Cosa fare dopo aver ricevuto una diagnosi di dsa
    Hai iniziato l'iter di test per verifica se tuo figlio rientra nei disturbi specifici di apprendimento.

    Dopo un po' di tempo, finalmente, hai in mano le carte per poter aiutare tuo figlio, ma... Manca qualcosa.

    A volte ci si può perdere nel mare di informazioni e sigle che ti vengono buttate letteralmente addosso.

    Altre volte le spiegazioni sono semplici, ma non ti viene spiegato con precisione quale sia il tuo ruolo, quali siano i diritti di tuo figlio e quali strumenti possono essere usati.

    Ma il punto è questo: siamo sicuri che basti parlare degli strumenti e leggere la diagnosi per far star bene un ragazzo?

    Non è sufficiente leggere un elenco di strumenti da utilizzare.

    Non è sufficiente leggere cosa si fa con la scuola.

    E' fondamentale iniziare velocemente a lavorare sul potenziamento delle capacità di tuo figlio (soprattutto se è ancora piccolo, seconda/terza elementare).

    Altra cosa importante è rendersi conto del livello di difficoltà che ha il ragazzo e comprendere le difficoltà emotive (eventuali del bambino).

    Ecco che se arrivi da un centro (spesso il distretto sanitario) dove si fanno diagnosi, test e certificati diventa difficile anche trovare il discorso di potenziamento perché ci sono delle resistenze importanti.

    A questo punto devi comprendere che non è detto che sia meglio partire dalle difficoltà (per intenderci non è detto che se tuo figlio fatica a leggere debba iniziare subito a fare letto-scrittura).

    Tuo figlio deve comprendere quali sono i suoi punti di forza e per farlo ha bisogno di esplorarli e trovarli.

    Poi, in un secondo momento puoi passare al resto.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 87 - Le conseguenze di una scarsa memoria di lavoro e come allenarla
    Cosa succede se tuo figlio ha una scarsa memoria di lavoro?

    In una puntata precedente abbiamo spiegato cosa sia la memoria di lavoro e come fare a potenziarla, in questo cerchiamo di capire che conseguenze ci sono.

    Ci sono 4 possibili conseguenze:

    1. Scarsa autonomia: può capitare che tuo figlio si perda il processo che deve essere messo in atto perché non è stato acquisito. E non parliamo solo di scuola, ma anche di attività giornaliere, come ad esempio "lavare i denti".

    2. Mettere in atto strategie: quando un bambino è in difficoltà nel comprendere o risolvere in problema o fatica nel capire dove andare in un gioco. Perché c'è questo problema? Perché mancano i collegamenti per avere interiorizzato le strategie. Se non ho mai sperimentato determinate attività, faccio fatica a proseguire. Serve capire "dove sono", "in che direzione andare" e "cosa mi serve".

    3. Comprendere le regole e le conseguenze: se un ragazzo ha in particolare delle difficoltà comportamentali, è facile fare patatrac. Attenzione ad usare tantissime parole per spiegare dei concetti, perché li mandate in confusione. Se tuo figlio fatica a mantenere delle informazioni anche perché ha una bassa memoria di lavoro.

    4. Fatica a gestire i propri impulsi: se non mi rendo conto dell'energia che si sta muovendo dentro di me, rischio di essere in preda della rabbia.

    Capisci perché la memoria di lavoro è così importante?

    Ma allora come puoi aiutare tuo figlio ad allenarla? Attraverso il gioco, ad esempio.

    In un gioco ci sono: regole, comprensione di dove si è e meccanismi da automatizzare.

    E non smettere mai di dare indicazioni pratiche SEMPLICI per dare a tuo figlio la possibilità di sperimentare.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 86 - Che esercizi serve fare per la dislessia?
    Se tuo figlio è dislessico ti avranno dato un sacco di informazioni sugli esercizi da fare.

    E come genitore hai un ruolo molto importante in questo processo.

    Ma ecco cosa è importante fare:

    Non è vero che gli esercizi riguardano solo velocità e correttezza di lettura, anzi... Prima di tutto bisogna essere consapevoli che l'apprendimento funziona su due piani: tecnico ed emotivo.
    Senza la parte emotiva non ne salterete fuori.

    È fondamentale curare l'ambiente e la parte emotiva e devi avere in testa che il professionista che segue tuo figlio abbia CHIARO tutto ciò.

    Altra informazione: la lettura NON VA RALLENTATA. In questo caso gli inserisci l'idea che per capire bisogna rallentare, ma nessun essere umano capisce di più se va più piano.

    Ha senso lavorare con esercizi di attenzione e percezione, scollegati dalla lettura fine a se stessa e dal mondo della scuola.

    Altro aspetto importante è POTENZIARE IL LESSICO. Il lessico è la risorsa più importante per un bambino che fa fatica.

    La lettura deve essere, soprattutto all'inizio, SCOPERTA e GIOCO.

    Aiuta tuo figlio a capire qual è il canale migliore per lui per imparare.

    E ricorda: se tuo figlio è dislessico non serve sfiancarlo con programmi e esercizi ripetitvi.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 85 - Come si lavora sull'autonomia
    "Ho iniziato ad applicare le cose che dite nei video, ora non lo aiuto più in nulla, ma non va mica tanto bene!"

    Per forza non va bene, perché decidi di applicare una cosa importante come l'autonomia, ma senza seguire dei passaggi importanti.

    C'è una sottile linea da non superare mai: prima di dire a tuo figlio di fare da solo devi assicurarti che lui abbia capito davvero quello che deve fare.

    Non devi diventare un cavallo che guarda solo dritto di fronte a sé (perché ha i paraocchi) e non coglie le sfumature.

    Serve come sempre equilibrio.

    Serve evitare degli errori: sostituirsi a lui, fare le cose al suo posto e riprenderlo costantemente, parlando troppo.

    Allenati a fare domande per verificare che abbia davvero capito quello che deve fare. Non dire, ma chiedi.

    Evita di fare le cose al posto suo, fai in modo di supervisionare il lavoro, senza abbandonare.

    Ma per fare questo devi fare una cosa difficilissima: ASCOLTARE!

    Se all'improvviso lo molli lì diventa un abbandono.

    Il tuo lavoro deve essere trovare equilibrio e dare disponibilità quando puoi.

    E... più hai fatto tutto tu e più questi passaggi saranno difficili.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 84 - Cosa sono gli stili di attaccamento e perché è utile conoscerli con tuo figlio
    Ci sono ragazzi intraprendenti, che prendono iniziative senza problemi ed altri che fanno un po' fatica.

    Un bambino inizia a creare la sua idea di sé attraverso la relazione con l'adulto.

    Ci sono alcuni stili di attaccamento:

    1. Stile di attaccamento sicuro.
    Il bambino non si stacca con grosse difficoltà dai genitori (e vale anche viceversa). In questo caso è possibile per il bambino sperimentare nuove esperienze senza grossi problemi.

    2. Stile di attaccamento insicuro/ansioso.
    In generale mamma e papà sono ansiosi e il bambino come risposta mette in atto un comportamento di evitamento delle situazioni. Potrebbe essere troppo forte quell'esperienza per lui (o lei) e tende ad evitarla.

    3. Stile di attaccamento disorientato (o disorganizzato).
    Trasmesso da un genitore "elicottero" che tende a controllare qualunque cosa. Il bambino spesso diventa oppositivo e non si rende conto di quali siano le sue responsabilità, oltre al fatto che è spesso arrabbiato.

    Ma perché è importante per te? Per imparare a conoscere tuo figlio nel modo migliore possibile e avere la capacità di cambiare schemi e comportamenti.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 83 - Abbiamo un sacco di compiti
    "Aleeeeee a che ora ci mettiamo a fare i compiti?"

    Il NOI ABBIAMO è uno degli errori più tremendi che puoi fare con tuo figlio.

    La tua presenza ingombrante non farà altro che distruggere il tuo rapporto con lui ed a peggiorare il suo livello di autonomia.

    Tuo figlio ha i compiti. Tu al massimo puoi aiutarlo a farli meglio.

    Non ci sono alternative.

    Se non ti stacchi da questo comportamento, succederà solo questo: un FALLIMENTO!

    Più volte dici "NOI" e più tuo figlio si toglie responsabilità.

    Non includerti nel problema, staccati. Altrimenti è un macello!
    5 min
  • Scopri la dislessia Ep. 82 - Dislessia grave e dislessia lieve
    Dislessia lieve, moderata o grave?
    Anche nelle diagnosi ci sono diversi livelli di dislessia, ma cosa significa tutto questo?

    Dopo aver scoperto che tuo figlio ha un DSA, un genitore si può preoccupare quando legge una dicitura come "grave", ma dobbiamo scoprire che non c'è nulla per cui preoccuparsi.

    Andiamo però a comprendere assieme cosa significano quei temi.

    Dislessia "lieve" significa che tuo figlio andrà a compensare quasi in automatico ed in maniera autonoma. A questo grado appartengono tutti i ragazzi che prima della legge 170 avevano grandi difficoltà, ma in qualche modo riuscivano ad ottenere risultati.
    Ora, con la legge e un PDP funzionale, riescono con ottimi risultati nel mondo della scuola.

    La dislessia "moderata" è quel livello a cui appartengono la maggior parte dei ragazzi con DSA.
    Per loro è fondamentale che la didattica sia pensata in modo funzionale, per permettere di raggiungere buoni risultati.
    Sono i ragazzi a cui prestare la maggiore attenzione, magari riescono molto bene in alcune materie e meno in altre.
    Quindi non è completamente autonomo, ma va accompagnato, assieme agli strumenti didattici, alla piena riuscita.

    La dislessia "grave" porta un'autonomia estremamente limitata e potrebbe avere bisogno di qualcuno che si affianchi per portare avanti il compito (qualcuno o degli strumenti digitali a disposizione).
    E' chiaro che se supportati riescono a completare il compito.

    Ricorda che se c'è una diagnosi esclusivamente di DSA non ci può essere un ritardo, anzi spesso è valido il contrario. Ecco perché non rientra nella legge 104, ma nella legge 170 che tratta i DSA.

    Attenzione! Solo se si parla di esclusivi DSA.

    Ma cosa devi fare? Devi essere attento a capire cosa fare per aiutarlo, senza giudizio, ma con la consapevolezza che servono gli strumenti giusti.

    Quindi assicurati che a scuola tutto sia fatto nel modo migliore, sempre con l'idea di raggiungere una completa autonomia (a scuola e nella vita).
    8 min
  • Scopri la dislessia Ep. 81 - Cos’è la memoria di lavoro e come puoi allenarla
    Molti ragazzi che fanno fatica a livello scolastico possono avere problemi a livello di memoria di lavoro.

    Quando si inizia l’iter diagnostico, si fanno dei test che valutano il Quoziente Intellettovo.

    Nel calcolo del Q.I. si tiene conto di alcuni parametri chiave, uno dei quali esce quasi sempre deficitario in un dsa che è il suo rapporto con le parole, con la parte linguistica dell’intelligenza.
    Questo serve poi a strutturare dei percorsi di potenziamento che possano funzionare bene, ma non basta quello.

    Ma appunto, cosa valuta il Q.I.?
    Valuta solo una parte dell’intelligenza di una persona, anzi 4 macro aree (lo semplifico):
    * Comprensione verbale
    * ragionamento visuo percettivo
    * memoria di lavoro
    * velocità di elaborazione.

    Questi 4 parametri sono molto importanti, oggi ci concentreremo sulla memoria di lavoro.

    Cosa fa la memoria di lavoro?

    Trattiene le informazioni
    Rielabora le informazioni
    Fa uscire le informazioni che servono.

    Ad esempio nella lettura: gli occhi prendono e trattengono le informazioni che vengono poi rielaborate (sommando anche le esperienza già fatte) e poi escono leggendo le parole vere e proprie.

    Capirai bene che quella che sembra solo lettura è in realtà un insieme di procedimenti complessi, che diventano molto complicati se il ragazzo ha una memoria di lavoro bassa.

    La stessa cosa succede per i calcoli e l’area matematica.

    Attenzione!

    Se la memoria di lavoro è bassa può diventare complicato fare anche attività come preparare la tavola, soprattutto se ci sono tante informazioni da trattenere (cosa che succede sempre con i genitori che fanno avere tante informazioni ai ragazzi).

    Ma come la puoi allenare? Attraverso il gioco ed attraverso attività non legate necessariamente alla scuola (dove la tensione è di sicuro maggiore).

    Vuoi aiutare davvero tuo figlio?

    Dai rinforzi positivi e non sgridarlo se si perde alcuni pezzi per strada, è normale.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 80 - Che legame c'è tra impegno e risultati?
    "Mio figlio non si impegna abbastanza e se non insisto non fa nulla!"

    Mai sentite frasi del genere o mai dette? Immaginiamo di sì...

    Ma partiamo dall'inizio: risultati ed impegno sono le grandi forze di cui parliamo e sentiamo parlare da sempre. E in parte è anche vero che senza impegno non si va da nessuna parte, ma... ci sono dei distinguo da fare.

    I risultati dipendono sia da quello che fai, sia da qualcuno che valuta e non è detto che il risultato sia esattamente quello che vogliamo.

    Quasi sempre sono scollegati dall'impegno!

    Ci sono persone che non si impegnano ed ottengono un sacco di risultati, altre che si impegnano tantissimo e faticano molte a vedere risultati adeguati.

    Prendi un ragazzo dislessico che si impegna tantissimo per riuscire a leggere: prende sempre bei voti? Direi di no. Se dovessimo valutare le persone in base all'impegno sarebbe in ogni caso un risultato fallato.

    Se ti impegni tanto in cose in cui fatichi non è detto che ti permetta di riuscire tantissimo, ecco perché non bisogna mai insistere con i figli.

    Un conto è sostenere. Un conto è pretendere di controllare tutto.

    Serve pazienza. Serve accettare il fatto che ci siano le difficoltà. Serve smettere di forzare. Serve abbandonare l'idea dello studio matto e disperatissimo.

    E... Ogni persona è diversa dall'altra.

    1. Alleggerisci
    2. Impegno non necessariamente porta risultati.
    7 min

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W la dislessia: il podcast pensato appositamente per i genitori.
Niente paroloni, nessuna conferenza o lezione teorica.


In ogni puntata Alessandro, Paola e Valentina vi accompagneranno nel…

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