W la dislessia - Il podcast

W la dislessia - Il podcast

By W la dislessiaEducation
Download on the App Store

W la dislessia - Il podcast episodes

  • Scopri la dislessia Ep. 69 - Le Difficoltà nelle interrogazioni a scuola
    Le interrogazioni e le verifiche (compiti in classe) sono sempre un momento di grande tensione per i ragazzi, in particolare per i ragazzi che hanno un Disturbo Specifico dell'Apprendimento.

    Per questo motivo servono delle attenzioni particolari e serve che sia genitori che insegnanti siano preparati nell'affrontare questa situazione.

    Non bisogna scadere nel "poverino devo aiutarlo", ma neppure mettere in difficoltà a tutti i costi.

    Serve, da parte dell'adulto, equilibrio ed una preparazione emotiva che metta il ragazzo nella condizione di esprimere quello che sa.

    Il primo accorgimento, paradossalmente, è rendersi conto che la frase "parti con un argomento a piacere", soprattutto per un dislessico potrebbe dare vita a molte difficoltà.

    Il rischio è che il ragazzo inizi a vagabondare nella ricerca di informazioni nel suo cervello e si blocchi.

    Parti con una domanda magari semplice, ma chiara.

    Altro aspetto importante, come detto da Valentina in un video precedente, è tenere conto dell'aspetto emotivo del ragazzo.

    Molto spesso è utile partire, se c'è un blocco totale, con un'interrogazione al posto, oppure fuori in un piccolo gruppetto, e poi, gradualmente, ritornare a farlo in classe.

    Ricorda che sono accorgimenti, non indicazioni tassative, ma possono aiutare tantissimo il ragazzo.
    9 min
  • Scopri la dislessia Ep. 68 - Ma che posso fare se i miei figli litigano sempre
    I figli sono una grandissima meraviglia, ma a volte diventano una grandissima sfida.

    Possono litigare.

    Possono mettersi le mani addosso.

    Possono sbraitare, urlare e distruggere casa.

    E se un genitore perde il controllo può diventare un grosso problema.

    Partiamo dall’inizio: i fratelli, i cugini, gli amici fraterni da sempre LITIGANO!

    È fondamentale mettersi in testa questo, invece sembra che non si riesca a mantenere la misura delle cose e si ingigantiscono le difficoltà.

    Errore principale è intervenire sempre, senza dare ai ragazzi la possibilità di risolversi le cose da soli.

    Hai capito bene: devi lasciare i ragazzi liberi di “sistemarsi le cose” tra loro.

    Se tuo figlio impara a trovare la misura da solo diventa molto più semplice.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 67 - Mio figlio impiega troppo tempo a fare i compiti
    “Non capisco perché ci metta sempre così tanto a fare le cose...”

    Eccolo un altro dei temi delicati legati al mondo dell’apprendimento e dei figli.

    Sarà capitato sicuramente anche a te di non sapere più dove sbattere la testa perché tuo figlio ci mette un’eternità a fare i compiti, no?

    Ma non solo... Ci mette un’eternità anche solo a smettere di fare quello che sta facendo per iniziare a fare i compiti.

    Ed a quel punto ecco che iniziano litigi e discussioni come se non ci fosse un domani.

    Il problema del tempo parte dal fatto che è assolutamente soggettivo e, quindi, l’idea di tempo che hai tu è diversa da quella di tuo figlio.

    A quel punto fin troppo spesso capita che siano mamma e papà a fare le cose al posto dei figli, proprio perché bisogna rincorrere l’orologio.

    Il fatto è che se vuoi che tuo figlio diventi autonomo nella gestione del tempo, devi trovare qualche stratagemma.

    Orologi, svegliette, timer della cucina...
    Qualunque cosa va bene pur che si renda conto del tempo che passa.
    5 min
  • Scopri la dislessia Ep. 66 - PEI - Piano educativo individualizzato e insegnante di sostegno
    Quando inizia la scuola iniziano gli incontri con gli insegnanti.

    Se hai un figlio con un PEI (piano educativo individualizzato) dovrebbe essere assegnato a tuo figlio un insegnante di sostegno.

    Dico "dovrebbe" perché ancora troppo spesso accade che ci sia dei ritardi nell'assegnazione di questa figura e, quando viene assegnata, le ore a disposizione dei ragazzi sono forse troppo poche.

    Ma a cosa serve questa figura: sicuramente a "semplificare" la vita dei ragazzi, rendendo alcuni argomenti complessi più semplici.

    E come genitore come ti devi muovere?

    Di sicuro velocemente cerca di avere un incontro con l'insegnante di sostegno (se è ancora quello dell'anno precedente).

    Assieme all'insegnante sarebbe utile avere con voi anche il coordinatore di classe che possa portare le informazioni anche a tutti gli altri colleghi.

    Da genitore devi fare attenzione al fatto che il PEI è un "cassetto grande" nel quale vengono messe dentro tantissime cose, ma per quanto grande non è specifico e si fatica a capire quali sono le reali difficoltà dei ragazzi.

    Soprattutto non ci sono indicazioni specifiche per gli insegnanti.

    Ecco perché i genitori, meglio se accompagnati da un professionista che segue il figlio, devono essere molto attenti nell'aiutare la scuola con indicazioni più specifiche.

    Non è vero che nel PEI non possono essere previsti strumenti dispensativi o compensativi, anzi!

    Nel PEI bisogna prevedere delle modalità specifiche per permettere ai ragazzi di riuscire nelle interrogazioni o nelle verifiche. E specifiche significa individualizzate.

    Quindi mamme e papà dovete collaborare con la scuola proprio per trovare delle strategie che possano funzionare sempre, anche quando il sostegno non è presente.

    Molto meglio lavorare in squadra che a compartimenti stagni.

    Con l'obiettivo finale dell'autonomia.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 65 - Come aiutare i bambini a gestire la rabbia
    Come posso imparare a gestire la rabbia di mio figlio?

    Puoi scegliere vari modi, anche i più strani, ma di sicuro è un problema che va gestito al meglio.

    Spesso i ragazzi con DSA possono avere dei momenti di rabbia, magari generata dalla frustrazione di non riuscire o dal vivere ingiustizie.

    E' fondamentale per un ragazzo riuscire a conoscere le emozioni ed a riconoscere come si sente.

    Il passo da fare è fare un lavoro su di sé per riconoscere le proprie emozioni, per poi riuscire a riconoscere l'emotitivià dei figli.

    Ma, come sempre, si pensa di risolvere il problema con delle tecniche e non con un lavoro sulla consapevolezza.

    Punto numero 1: la rabbia non va nascosta e va affrontata.

    Punto numero 2: la rabbia repressa genera esplosioni ancora peggiori.

    Solo che fin troppo spesso si ha paura della rabbia e si tende a non volerla affrontare.

    Ovviamente non basta la comprensione, ma è un primo passo molto importante.

    "Capisco che tu sia arrabbiato" è una delle frasi più importanti da dire.

    Evita frasi come "sono altri i problemi nella vita" o "non devi sentirti così".

    Chiaramente è importante dare dei limiti e mamma e papà non devono mai essere lo sfogo della rabbia dei figli.

    Non dovete diventare "punching ball", ma trovate delle attività fisiche per farli sfogare.

    E, più importante di tutto, non cercare di calmare uno molto arrabbiato. E' la maniera migliore per farlo arrabbiare ancora di più.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 64 - Boom di diagnosi sulla dislessia?
    Diagnosi sì o no?

    Questo è un dilemma spesso spinto dall’ignoranza di chi non sa che cosa sia la dislessia.

    Il problema è ancora più sentito nell’ultimo periodo visto che si parla di “boom di diagnosi”, ma sarà davvero così?

    Nella realtà è assolutamente normale che ci siano più attenzioni legate ai disturbi specifici dell’apprendimento ora rispetto al 2009.

    Lo spartiacque è la legge 170 dell’ottobre del 2010 che ha fatto da cassa di risonanza al tema dislessia.

    È assolutamente normale che ci siano quindi più diagnosi ora rispetto a 10 anni fa.

    Inoltre l’età della scolarizzazione obbligatoria si e innalzata ed è normale cercare di dare a tutti i ragazzi la possibilità di riuscire.

    Il problema è che spesso troviamo insegnanti, ma anche genitori, che lamentano un eccesso di diagnosi.

    Da un lato il messaggio che arriva da alcune famiglie è chiaro: più che possiamo teniamo nascoste le difficoltà di nostro figlio.

    Poi però si va verso gli esami di terza media e questi genitori prima impauriti decidono di procedere con l’iter per verificare se ci sia un DSA oppure no.

    A quel punto alcuni insegnanti per forza si pongono dubbi: “ma come, fino a ieri non aveva nulla ed ora ha difficoltà?”

    Quindi in questo caso buona parte della responsabilità è della famiglia che ha ritardato qualcosa che andava fatta prima!

    Mamme e papà non dovete avere paura della dislessia e, prima vi togliete il pensiero, meglio è.

    Non ha senso rendersi conto che ci sono delle difficoltà ed aspettare, aspettare, aspettare.

    Se tuo figlio diventa consapevole delle sue difficoltà e punti di forza da piccolo è meglio.

    Se si trova appiccicata un’etichetta a 14/15 anni è più complesso da gestire.
    7 min
  • Scopri la dislessia Ep. 63 - La dislessia non inizia il 30 novembre
    Il 30 Novembre è il d-day per i genitori dei ragazzi dislessici.

    Entro quel giorno vengono (o dovrebbero) essere consegnati i Piani Didattici Personalizzati.

    Ma abbiamo un problema: prima di quella data un ragazzo non è dislessico?

    Ovviamente è una provocazione, un ragazzo è ovviamente dislessico anche prima, ma sembra che per alcuni insegnanti sia davvero così.

    Quindi chiariamo un punto: un ragazzo è dislessico anche prima del PDP ed ha diritto ad avere i suoi strumenti anche prima.

    Non è che all’improvviso l’1 dicembre uno diventa dislessico e fino al 30 Novembre no.

    È chiaro che i primi 2 mesi di scuola servono anche per comprendere davvero cosa serva ad un ragazzo, quindi ha senso che il PDP (soprattutto per ragazzi sconosciuti agli insegnanti) sia studiato minuziosamente.

    Ma fino al 30 Novembre ha senso che venga utilizzato il PDP degli anni precedenti, fino a quando non si ha la completa conoscenza del ragazzo.

    Attenzione però: molto spesso il 30 novembre diventa una data ipotetica e ci ritroviamo ragazzi che a gennaio/febbraio ancora non hanno il loro piano.

    Perché? Possiamo dare la responsabilità alla burocrazia, possiamo dare la responsabilità agli insegnanti pigri, possiamo lamentarci con quel che vogliamo, ma...

    Ma è fondamentale che quel PDP venga redatto ed è compito di un genitore vigilare sul fatto che tutto venga fatto bene, a costo di chiedere più spesso appuntamenti con la scuola.
    4 min
  • Scopri la dislessia Ep. 62 - Emotività e Dislessia
    L'aspetto più sottovalutato del mondo della dislessia è la parte emotiva delle difficoltà che vive un ragazzo.

    Magari il PDP è stato fatto, vengono stabiliti gli strumenti compensativi e dispensativi e tutto dovrebbe funzionare, ma...

    Non sempre è così.

    Tra le parti del PDP da tenere in considerazione dovrebbe essere valutata con enorme attenzione l'area emotiva del ragazzo perché è il motore reale dei risultati (o dei mancati risultati).

    Ci sono dei momenti in cui il ragazzo può andare in difficoltà e gli servirebbe semplicemente avere un insegnante che si avvicina e lo rincuora o tranquillizza.

    Infatti, nonostante mappe o schemi, il ragazzo può entrare in un momento di torpore con il quale sembra proprio non vedere nemmeno quello che dovrebbe aiutarlo per passare al meglio la verifica.

    In quel momento il ragazzo, infatti, va in contatto con emozioni non particolarmente produttive e fatica a vedere la luce in fondo al tunnel nel quale si è infilato.

    Quel blackout significa per lui: "Ecco, come sempre non ce la farò!"

    Ma che fare? Serve che nel PDP venga considerato questo aspetto e che ci sia un punto di incontro con l'insegnante (basterebbe guidare il ragazzo almeno nella fase iniziale).

    Parti dal fargli dare una risposta positiva e poi magari rendi le domande più complesse.
    4 min
  • Scopri la dislessia Ep. 61 - A che età fare i test per la dislessia
    Sempre più spesso sono gli insegnanti a segnalare alle famiglie eventuali difficoltà di apprendimento.

    Questa segnalazione può arrivare nei primi anni di scuola primaria oppure, se nessuno se n’è accorto prima, alle medie.

    A questo punto un genitore potrebbe chiedersi: “ma qual è l’età giusta per intraprendere l’iter che può portare alla diagnosi di DSA?”

    Nascono, soprattutto, se il bambino è ancora molto piccolo dubbi sul far avere una diagnosi così presto, magari per paura di limitare il bambino.

    “Non è che poi si siederà sulle difficoltà?”

    “Non è che si approfitta?”

    “E se poi si spaventa?”

    Queste sono solo alcune frasi che magari sono passate anche nella tua mente.

    E sono dubbi leciti, ecco perché devi impegnarti assieme agli insegnanti per fare un modo che il livello della richiesta non sia basso.

    Non si deve mai mirare al minimo, soprattutto perché si tratta di ragazzi con ottimo potenziale, che va solo tirato fuori.

    Allo stesso tempo, imparando a conoscere il suo modo di pensare, il bambino potrà diventare consapevole in modo più veloce di quelle che sono le sue capacità e potrà così affrontare le classi superiori con una marcia in più.

    Se la diagnosi è tardiva, alle scuole medie o oltre per intenderci, possono nascere altre difficoltà.

    Molto spesso i ragazzi più grandi, una volta scoperta la dislessia (o altri DSA) si vergognano ad usare gli strumenti, non riescono ad accettare con facilita questa nuova caratteristica.

    Quindi a che età è giusto fare i test? Quando vi rendete conto che ci può essere qualche difficoltà.
    6 min
  • Scopri la dislessia Ep. 60 - I 4 tipi di genitori di figli dislessici
    Ebbene sì, nel mondo della dislessia esistono 4 categorie principali di genitore.

    Ogni mamma ed ogni papà reagisce alle difficoltà dei figli in modi diversi, ci mancherebbe, ma ci sono alcune modalità che proprio non funzionano, anzi fanno danni.

    Ed alcune sono insospettabili!

    Tipologia 1: IL NEGAZIONISTA!
    Il negazionista ha un solo obiettivo: dire che la dislessia non esiste ed iniziare le frasi con "ai miei tempi non era così", "questa della dislessia è solo una moda", "Basta che si impegni di più", eccetera.

    Questo tipo di approccio fa tantissimi danni e, purtroppo, anche tra gli insegnanti è presente. Attenzione!

    Tipologia numero 2: L'ANSIOSO!
    Il genitore ansioso ha come parole chiave "poverino", "non so se ce la farà", "se fa fatica ora cosa succederà in futuro?".

    La tua ansia però non aiuterà tuo figlio a riuscire, anzi lo caricherà di ulteriori tensioni e frustrazioni.

    Tipologia numero 3: IL FIGLIO DEI FIORI.
    Questo approccio è fantastico. Einstein e tutti i geni della dislessia sono gli idoli da seguire ed ogni dislessico è un genio.

    Tra l'approccio numero 1 e questo non so chi faccia più danni.

    Tipologia numero 4: CONOSCO, COMPRENDO E STUDIO.
    Questo è l'unico approccio che funziona. E' normale, soprattutto agli inizi, essere spaventati, ma alla lunga il lavoro da fare è sostenere tuo figlio e metterlo nelle condizioni di riuscire.

    Non c'è alternativa! Stai bene tu ed aiuti a stare bene lui.
    6 min

About W la dislessia - Il podcast

From the publisher's feed

W la dislessia: il podcast pensato appositamente per i genitori.
Niente paroloni, nessuna conferenza o lezione teorica.


In ogni puntata Alessandro, Paola e Valentina vi accompagneranno nel…

More shows like W la dislessia - Il podcast

Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia by A cura di: Fabrizio Mele

Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia

167 Listeners