Wine Soundtrack - Italia

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Wine Soundtrack - Italia episodes

  • La Colombera -Elisa Giuliana Semino
    Negli anni 90 Piercarlo e Elisa sono con alcuni giovani viticoltori dei Colli Tortonesi tra le prime 5 aziende a credere nel recupero del Timorasso e individuano nei 20 ettari vitati de Colombera, i terreni destinati a esaltare le caratteristiche di questo vitigno: un’alternanza di strati di arenaria e marne argillose, macchie calcaree e tufacee, l‘altitudine giusta per trasmettere al vino la mineralità decisa e la finezza particolare, che si esprimono al meglio nell’invecchiamento. Piercarlo e Elisa piantano 5 differenti tipi di vigneti, utilizzando la selezione massale delle piante di Timorasso e riescono ad ottenere dopo anni di studi e d’analisi sensoriali un profilo ampelografico e aromatico completo e una complessità maggiore nel calice. Selezionano così come Cru il Montino il vino più premiato della Colombera. Se il Timorasso in gioventù risulta corposo e piacevole, dopo gli anni di affinamento in bottiglia emergono le caratteristiche più interessanti: le note di minerale e di idrocarburo, la ricercatezza e l’equilibrio, tra potenza, finezza ed intensità. Elisa prende in mano le uve e trasforma i grappoli nell’etichette che raccontano la Colombera e la storia del territorio, denominazione di origine controllata dei Colli Tortonesi: il Barbera affinato in legno Elisa perché ad ogni donna della famiglia è intitolato un vino, mentre alla nascita di ogni figlio maschio si compra un trattore, Vegia Rampana, “vecchia strega” Barbera in acciaio, Suciaja il Nibiö vitigno autoctono imparentato al Dolcetto, Romba Croatina in acciaio, Archè Croatina in legno e il Bricco Bartolomeo, il Cortese 100%.
    23 min
  • Franz Haas - Franz Hass
    Fondata nel 1880 e oggi giunta all’ottava generazione, l’azienda è stata gestita nel corso degli anni dal primogenito, che ha sempre portato il nome di Franz. Lavoriamo circa sessanta ettari vitati situati nel territorio dei comuni di Egna, Montagna, Trodena e Aldino, suddivisi tra vigneti di proprietà, presi in affitto e appartenenti ai conferitori. Il fatto che essi si estendano su mille metri di dislivello fa sì che presentino una straordinaria varietà pedoclimatica e ampelografica. Oggi produciamo circa 450 mila bottiglie, equamente ripartite tra bianchi e rossi. Nel corso del tempo ci siamo focalizzati sul Pinot Nero, vitigno ostico e difficile sia in vigna che in cantina e proprio per questo decisamente appagante. Da anni miriamo alla perfezione e, lavorando con creatività e passione, produciamo vini che rispecchiano il terroir e la natura dei singoli vitigni. Al fine di preservare questi aspetti, già quarant’anni fa ci siamo interrogati sull’opportunità di utilizzare il tappo a vite e dopo studi e degustazioni comparative abbiamo scelto questa chiusura, che garantisce un’ottima evoluzione dei vini e che è garanzia di integrità degli stessi. Fondata nel 1880 e oggi giunta all’ottava generazione, l’azienda è stata gestita nel corso degli anni dal primogenito, che ha sempre portato il nome di Franz. In previsione del mutamento climatico abbiamo scelto di lavorare vigneti in altitudine. Produciamo vini che rispecchiano il terroir e la natura dei singoli vitigni e proprio per preservare questi aspetti abbiamo scelto il tappo a vite. Fondata nel 1880 e oggi giunta all’ottava generazione, negli ultimi trent’anni l’azienda si è contraddistinta per spirito di innovazione e di ricerca. Il mutamento climatico e la necessità di uve hanno portato a scegliere la via dell’alta quota già dall’inizio del 2000. Per preservare il terroir e la natura dei singoli vitigni, la decisione di usare il tappo a vite su tutti i nostri vini.
    30 min
  • Cantine Volpi - Marco Volpi
    Cantine Volpi, da oltre 100 anni e attraverso cinque generazioni è protagonista di una continua evoluzione che l’ha portata ad essere una realtà di riferimento del settore enologico piemontese, autentica espressione del territorio dei Colli Tortonesi. Nel 2019, con un investimento superiore al milione di euro, Cantine Volpi inaugura il nuovo impianto di vinificazione che accorpa nella struttura di Tortona tutte le attività produttive — dalla lavorazione delle uve al confezionamento del prodotto finito — dismettendo lo storico stabilimento di Viguzzolo e dando vita a un centro di vinificazione di eccellenza, fra i primi impianti di questo tipo nel territorio e in Piemonte. Oggi la famiglia, che nel 2020 ha visto l’ingresso in azienda anche del figlio Marco oltre che la moglie Laura, è rappresentata da Carlo Volpi alla guida di una realtà che produce circa 3 milioni di bottiglie, esportandone il 90% in 35 Paesi.
    26 min
  • Rossetto Vini - Flavio Rossetto
    L'idea aziendale è creare vini di qualità nella zona del vineyard unesco del basso monferrato, rispettando il territorio ed il prodotto mediante lavorazioni biologiche e cercando di lasciare il vino il più naturale possibile. mediante la partecipazione a progetti e bandi nazionali ed europei l'azienda sta crescendo e siamo arrivati ad avere una vendemmia 2022 di 10k unità. Le etichette rappresentano le fiabe del territorio, raccolte da Italo Calvino ne le fiabe d' Italia, e sono state disegnate da elena caterina doria, un'artista milanese trasferitasi nel monferrato e molto attiva nello scenario artistico nazionale.
    26 min
  • Tiefenbrunner - Christof Tiefenbrunner
    Tra le più antiche dell’Alto Adige, uniamo l'arte vinicola rispettosa della tradizione, con uno spirito coraggioso per il futuro ed un'attenta sostenibilità. Siamo un'azienda a conduzione familiare di quinta generazione. Le nostre radici sono profondamente radicate nella storia, nella nostra regione e nella passione per il vino. La nostra famiglia possiede ca. 25 ettari di vigneti a Niclara, Cortaccia e Magré, tra i 210 e 1.000 metri di altitudine. Inoltre, riceviamo uve da circa 58 viticoltori da un totale di 60 ettari di vigneti. Quest’attitudine ci impone cura e lavorazione attente delle risorse che la natura ci offre ed una conoscenza profonda dell'interazione ottimale tra la lavorazione del suolo, le condizioni climatiche e le varietà di vite.Il nostro obiettivo è quello di sottolineare le caratteristiche delle uve, senza alterare il carattere dei vitigni e delle varietà. Produciamo vini molto orgogliosi che sanno da dove provengono e che sopravvivono alle mode passeggere grazie alla propria unicità.
    25 min
  • Pelissero - Giorgio Pelissero
    La nostra famiglia è da sempre dedita all’agricoltura con DNA langarolo e contadino. Siamo a Treiso, comune indipendente da Barbaresco dal 1957, nel cuore della zona di produzione di una delle primeDOCG italiane, il Barbaresco, figlio del re Nebbiolo, la varietà che più di ogni altra ha delineato edelineerà la storia delle nostre colline e della vitivinicoltura nazionale ed internazionale. Noi siamo figlidi questa terra e di questo vitigno. Lo spirito di continua ricerca, in vigneto e poi in cantina, la passione, l’impegno e la dinamicità innovativa sono le nostre costanti. Ne sono un piccolo esempio le 3 vasche di raccolta di acqua piovana per circa 300.000 litri cheutilizziamo - invece di usufruire dell’acqua pubblica - per effettuare i nostri trattamenti in vigneto.Senza dimenticare il parco attrezzature agricole con trattori di ultima generazione che consentono unnotevole risparmio energetico. E le coperture in giardino pensile perenne fatte sull’ultimo ampliamento della cantina che consentono un più naturale controllo delle temperature dei locali.Mentre in cantina, l’inizio della ricerca per la selezione di un lievito indigeno naturale nostro daconservare, utilizzare e moltiplicare negli anni a venire.E non in ultimo la conversione che stiamo portando avanti per avere tutte le nostre vigne coltivate inagricoltura sostenibile. Tutte queste evoluzioni che portiamo avanti nel nostro lavoro si uniscono all’orgoglio di essere ormaigiunti alla terza generazione di coltivatori della vite. La filosofia però non è cambiata: solo varietàautoctone tipiche delle nostre terre ed in particolare Nebbiolo, Barbera e Dolcetto che coprono l’85%della nostra produzione. Tutte le uve che utilizziamo provengono dai 42 ettari di terreni di proprietà suddivisi tra i comuni di Treiso, Barbaresco, Neive, Neviglie ed Alba.
    26 min
  • Fondo Bozzole - Franco Accorsi
    Siamo Franco e Mario Accorsi, siamo fratelli, siamo agricoltori e vi diamo il benvenuto a Fondo Bozzole, la nostra azienda agricola che si trova nelle campagne di Poggio Rusco, nell'Oltre Po Mantovano dal 2007 abbiamo iniziato a vinificare le nostre uve per produrre Lambrusco Mantovano, nel modo migliore.
    Essere Agricoltori per noi va ben oltre il salire sul trattore, significa essere parte della Natura, osservarla, lasciarla scorrere senza entrare in competizione.
    Essere Agricoltori per noi è la consapevolezza che il cibo viene dalla terra, dalle infinite relazioni e sinergie che esistono tra suolo, animali, piante, acqua, tra il sole e il buio, tra il visibile e l’invisibile.
    Essere Agricoltori per noi significa essere certi di poter offrire un prodotto buono, sano e di qualità perchè abbiamo capito che dalla Natura si ottiene tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
    20 min
  • Pagnocelli Folceri - Francesca Pagnoncelli Folceri
    La famiglia Pagnoncelli Folcieri si stabilisce a Scanzorosciate verso la metà dell’Ottocento. Giancarlo Pagnoncelli Folcieri, farmacista di terza generazione, nel 1962, produce il suo primo Moscato di Scanzoricavandolo da un vigneto posto nella migliore e più felice posizione collinare, area che oggi, con terminologia francese, potrebbe essere definita come première cru della zona, noto allora come “il vigneto del parroco”, poi come “vigneto del farmacista”.
    Contribuisce, con pochi altri appassionati, all'operazione di salvataggio e di rilancio del vitigno. Oggi la produzione continua sotto la supervisione del figlio Maurizio, anch’egli farmacista, ma con il coinvolgimento dell’intera famiglia, in particolare della figlia Francesca e di suo marito Massimo. Francesca, prima architetto, cura oggi vendita, comunicazione e accoglienza. Massimo, prima grafico pubblicitario, si occupa oggi in primis della cura dei vigneti.
    26 min
  • Artimino - Annabella Pascale
    Era il 1935 quando Giuseppe Olmo è conosciuto come Gepin – passò alla storia segnando il Record dell’Ora. Olmo conosceva il valore della fatica, sapeva come ogni sportivo che ogni traguardo è il frutto di sacrificio e tenacia. Veniva da una famiglia semplice, seppe farsi da solo: la terra era per lui rifugio e sostentamento, bellezza e responsabilità. Quando acquistò la Tenuta di Artimino, negli anni ’80, era un imprenditore di successo che con lungimiranza guardava al futuro.
    La Tenuta aveva alle spalle una storia importante: una terra già abitata dal popolo etrusco, poi borgo medievale turrito e sulla fine del XVI secololuogo amato dalla famiglia Medici. Ferdinando I de’ Medici nel 1596 decise di costruire qui la sua dimora di caccia, oggi Villa Medicea La Ferdinanda, patrimonio Unesco. Culla di arti, bien vivre e di vino fin da quando ne abbiamo memoria, come da testimonianze illustri, che fanno de la Villa Medicea di Artimino un luogo unico.
    In un mattino del 1924, qualcuno notò Giuseppe Olmo, mentre tornava da scuola, con i libri legati al telaio della bicicletta. Erano gli anni dei grandi campioni, Binda, Guerra, Bini, Bartali: Olmo con estro e imprevedibilità riuscì a conseguire risultati sportivi sempre più brillanti, che gli valsero le convocazioni in nazionale in occasione dei mondiali del ’31 in Danimarca e delle Olimpiadi del ’32 a Los Angeles. Tanti furono i suoi successi, fino allo storico Record dell’Ora nel 1935: stabilì il nuovo primato con 45,090 chilometri.La seconda guerra mondiale mise fine alla sua carriera agonistica, ma non certo alla sua intraprendenza e alla sua voglia di ciclismo. Appesa la bicicletta al chiodo, iniziò la sua produzione di biciclette nello stabilimento di Celle Ligure. Al termine del conflitto, affiancò all’industria ligure la produzione di pneumatici e tubolari, creando dal niente aziende che sono oggi un’eccellenza mondiale.
    L’eredità più grande che Gepin ha saputo lasciare alla sua famiglia sono dei valori senza tempo: il valore della famiglia, il valore del lavoro, la lungimiranza, ma anche il valore della terra come luogo di rifugio e di sostentamento.Giuseppe Olmo acquistò la Tenuta di Artimino negli anni ’80: amava la campagna toscana, la terra e i suoi frutti, la storia e le bellezze paesaggistiche.
    Sapeva, da uomo e da imprenditore, che nessuno avrebbe mai potuto portarcele via, mentre le aziende avrebbero potuto dislocarsi in nuove sedi e le Guerre avrebbero potuto intaccare le produzioni.Oggi la Tenuta di Artimino è per la famiglia Olmo una casa, un luogo da custodire, un tesoro da valorizzare. Da qualche anno alla guida dell’azienda ci sono Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, terza generazione della famiglia.


    26 min
  • Firriato - Federico Lombardo di Monte Iato
    Creatività, immaginazione e inventiva rappresentano le doti che meglio riflettono la personalità di Federico Lombardo di Monte Iato e il suo essere uomo del vino. Appassionato e competente. Si fa le ossa in uno dei più grandi gruppi industriali italiani ricoprendo incarichi operativi e strategici di assoluta rilevanza, poi, con la moglie Irene Di Gaetano, il progetto forse più ambizioso, portare avanti l’azienda di famiglia.Un manager lungimirante che, con i suoi studi approfonditi e la sua lunga esperienza maturata in vigna e cantina, ha trovato in Firriato una grande opportunità di studio e specializzazione. Dalla viticoltura alle lavorazioni di cantina sino al marketing strategico, Federico Lombardo è riuscito a coniugare due mondi diversi eppure, oggi, complementari: la passione per il vino con una solida formazione in ingegneria informatica e gestionale.Con il suo arrivo in cantina si sono accesi i riflettori su aspetti che seppur già presenti e attivi nella filosofia e nei valori che guidano Firriato - come la conduzione biologica dei vigneti, le buone pratiche di sostenibilità e di responsabilità ambientale, la ricerca e la sperimentazione per il recupero del patrimonio vitivinicolo di tradizione della Sicilia - trovavano un approccio più sistemico di integrazione e sviluppo ponendosi obiettivi aziendali di medio e lungo periodo.Come tutti i sistemi produttivi che hanno nel ciclo vitale della terra e nell’andamento delle stagioni (e nell’esperienza e lavoro dell’uomo in simbiosi con la Natura), la stessa ragione di esistenza e peculiarità, l’apporto della scienza e della ricerca è fondamentale, non solo per affermare processi sempre meno invasivi sull’ambiente ma, soprattutto, per determinare quelle condizioni di scenario utili a conseguire il mantenimento di una biodiversità essenziale ed identitaria, quanto di previsione e studio delle influenze che determinano gli effetti del cambiamento del clima, l’accelerazione di fenomeni erosivi del suolo e di perdita di fertilità. Per non parlare, soprattutto nelle fasce più meridionali del Mediterraneo, dei rischi di desertificazione e di carenza delle risorse idriche disponibili. "La frequentazione con vigne e vini, ormai decennale, ha ispirato la mia creatività e il mio impegno, permettendomi di sviluppare nuove conoscenze e un approccio di grande attenzione verso gli habitat produttivi e il mantenimento delle risorse naturali - spiega Federico di Monte Iato -. Firriato mi ha aperto un universo straordinario e magnifico con cui confrontarmi, avendone responsabilità e contezza ma anche sentimenti di sincero entusiasmo”.L’impegno nella sostenibilità e nella salvaguardia del patrimonio naturale, hanno da sempre rappresentato due propositi essenziali per Federico Lombardo di Monte Iato, spingendolo ad adottare tutta una serie di azioni volte al miglioramento della performance ambientale di Firriato. Tra i suoi meriti, quello di aver condotto l’azienda verso una quasi totale conversione della produzione di uve e olive in agricoltura biologica certificata, delle politiche di conservazione dei contesti produttivi e uso delle risorse naturali come acqua e suoli, ma soprattutto per aver compiuto con grande coerenza, un percorso di riduzione delle emissione di CO2, oggi finalmente uguale a zero, grazie anche ad interventi di rimboschimento e di investimenti a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili .“Firriato è l’azienda che in Sicilia riesce a dar corpo e vita alle tue visioni – conclude Federico Lombardo -; un’azienda a tutto tondo, che vive una contemporaneità in continuo divenire, dove l’esperienza ha un senso se vive di competenza, sensibilità professionale e passione vera”. Obiettivo del COO è quindi quello di far emergere tutto il “nuovo” che oggi esprime Firriato, con il suo patrimonio di ambiente, natura, innovazione, ricerca ed equilibrio. Ama i grandi vini rossi del Sud per la complessità e l’eleganza armonica che li contraddistingue, è un estimatore dei vini bianchi autoctoni per le loro doti organolettiche e il potenziale espressivo che portano in dote. Si sente un figlio della Sicilia vera, quella solare e positiva, che ha nei vini di Firriato, ovunque nel mondo, i migliori ambasciatori.
    26 min

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