World Log - Pagine dal mondo

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World Log - Pagine dal mondo episodes

  • Il bibliotecario di Timbuktu che ha salvato migliaia di antichi manoscritti
    Timbuktu, in Mali, è stata il centro di un intenso fermento culturale nel sedicesimo secolo: università, intellettuali e studiosi l'hanno resa una capitale culturale. Quel periodo ha prodotto centinaia di migliaia di manoscritti che nella seconda metà del Novecento sono stati riscoperti e studiati grazie al lavoro di un uomo, Abdel Kader Haidara. La storia di questo bibliotecario si intreccia con la storia recente del Mali, tra le aspirazioni indipendentiste del popolo tuareg del Sahara e le mire di gruppi jihadisti che dal Mali vogliono fondare un califfato islamico in Nord Africa. Nel 2012, durante l'occupazione jihadista di Timbuktu, Haidara è riuscito a portare in salvo gli antichi manoscritti con un'operazione segreta di evacuazione verso la capitale Bamako, mettendo al sicuro la memoria culturale del Mali.
    33 min
  • L'ultima custode di un villaggio di confine nella nuova geometria delle frontiere armene
    Sul confine tra Turchia e Armenia, il piccolo villaggio di Kharkov, fondato dai superstiti del genocidio armeno di inizio Novecento, si è svuotato. Ci è rimasta solo una vecchia signora che non vuole andarsene, mentre le altre case sono disabitate da tempo. Charkov è stato il testimone dei cambiamenti storici che hanno investito il Caucaso meridionale, mentre lì davanti, dall'altra parte del confine, in territorio turco, troneggia la cattedrale simbolo dell'identità armena. Tutt'attorno si ridisegnano gli equilibri del Caucaso. La fine della guerra in Nagorno Karabakh ha accelerato la corsa verso l'accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian. Una trattativa che si concentra nella regione del Syunik, una striscia di territorio cruciale per gli attori dell'area e da cui passa una vena commerciale che fa gola a tutti, dall'Europa alla Cina.
    14 min
  • L'altra faccia di Lima
    Allontanandosi dal centro, Lima mostra un volto diverso: al di fuori della bolla dei quartieri centrali, la capitale peruviana è segnata da colline aride, periferie polverose e insediamenti informali. Qui le infrastrutture sono spesso insufficienti e le istituzioni pubbliche non offrono soluzioni. Nella Tablada de Lurín, un quartiere della periferia meridionale, il Centro de Promoción Familiar rappresenta da quarant’anni un punto di riferimento fondamentale, offrendo a bambini, ragazzi e famiglie uno spazio sicuro, sostegno educativo e un’alternativa concreta alla strada.
    8 min
  • Annobon, l'isola africana che vuole diventare argentina
    Nel Golfo di Guinea, in Africa centrale, da decenni la piccola isola di Annobon è oppressa da una serie di vessazioni da parte del regime dittatoriale della Guinea Equatoriale: estrazioni minerarie con esplosioni di dinamite, smaltimento di rifiuti tossici e blocchi totali che hanno impedito l’ingresso di medicinali e aiuti umanitari durante un'epidemia di colera. Qualsiasi forma di dissenso viene stroncata sul nascere, con arresti e torture. Negli ultimi anni, alcuni annabonesi in esilio in Spagna hanno sfidato il regime: prima dichiarando l’indipendenza dell’isola e, più recentemente, proponendone l’annessione all’Argentina, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico.
    15 min
  • Le città galleggianti di Saya de Malha e le vite dei pescatori in un tratto sconosciuto di Oceano Indiano
    Il Saya de Malha è il banco oceanico sommerso più grande del pianeta e si trova in una zona remota e poco esplorata dell'Oceano Indiano. Le sue acque basse e insidiose hanno tenuto lontano i navigatori per secoli. Oggi, però, pescherecci provenienti da Sri Lanka e Taiwan si spingono fin qui, attratti dall’alta pescosità. Le imbarcazioni restano in mare per mesi, con equipaggi costretti a turni massacranti, privi di tutele e spesso esposti a malattie e incidenti.
    Le acque del Saya de Malha ricadono al di fuori della legislazione diretta di qualsiasi nazione e hanno attirato anche imprenditori visionari e ultralibertari, affascinati dall’idea di fondare micro-stati autonomi per sfuggire ai lacci di norme e restrizioni. Con fondali bassi e clima favorevole, il Saya de Malha, sulla carta, sembra il luogo perfetto. Un imprenditore italiano sognava di costruire qui la sua utopia galleggiante, che è naufragata davanti ai grattacieli di Dubai.
    16 min
  • Una sfilata di moda tra i cumuli di vestiti del deserto di Atacama
    Nel nord del Cile, tra Iquique e Alto Hospicio, il deserto di Atacama è invaso da montagne di rifiuti tessili: vestiti usati, invenduti, a volte nuovi e con l’etichetta. Senza leggi chiare sullo smaltimento, gran parte di questi capi finisce sotterrata o bruciata illegalmente, sprigionando fumi tossici e microplastiche. Il deserto di Atacama è diventato una "zona di sacrificio", come la definisce Angela Astudillo, cofondatrice di Desierto Vestido, un progetto sociale che recupera indumenti dalle discariche nel deserto, sensibilizza sull’impatto della fast fashion e promuove la moda circolare. Il 2024 è stato l'anno della prima Atacama Fashion Week, una provocatoria sfilata di moda tra cumuli di vestiti e dune aride in cui modelli e modelle sfoggiano outfit alla moda ricavati dagli scarti che inquinano uno dei deserti più belli del mondo.
    19 min
  • Il fiume Niger e il suo delta di petrolio
    Il fiume Niger disegna un arco di 4000 chilometri nell’Africa occidentale, dalla Sierra Leone alla Nigeria, attraverso il Sahara e le pianure del Sahel, garantendo a milioni di persone mezzi di sussistenza. In Mali, Niger e Burkina Faso, le milizie jihadiste seminano caos e paura e le giunte militari, arrivate al potere con dei golpe tra il 2020 e il 2023, non riescono a contenerle.
    In Nigeria, nel delta del Niger ricco di risorse, i giganti del petrolio estraggono oro nero senza lasciare nulla alla popolazione locale. Gli sversamenti si contano a migliaia, ma raramente le persone colpite sono risarcite. L’acqua non è potabile e i campi impregnati di greggio non sono più coltivabili. La disperazione ha spinto molti a rubare petrolio. Attorno a questa economia illegale si è formato un sistema di violenza: bande armate, attacchi di pirateria, raffinerie artigianali e corruzione radicata. Basta una fuoriuscita di gas per condannare un villaggio alla ferocia di una gang armata.
    17 min
  • La mappa della propaganda, il monastero conteso tra Georgia e Azerbaigian e due cartografi sotto accusa
    Nella regione del Kakheti, nella Georgia orientale, l'isolato monastero di David Gareji è al centro di una disputa di confine con l'Azerbaigian, un confine tutt'altro che definito dopo la fine dell'Unione Sovietica. Nel 2012 i cartografi georgiani Iveri Melashvili e Natalia Ilychhova tracciano il confine, che taglia in due il territorio del monastero. Una misteriosa mappa, che lo riporta interamente in territorio georgiano, riemerge nel 2020 e la macchina della propaganda di governo si mette in moto. I due cartografi, accusati di tradimento, vengono arrestati, diventando simboli di una polarizzazione crescente. Oggi, le manifestazioni in Georgia portano in piazza chi difende la democrazia e l'orientamento verso l'Unione Europea, mentre il partito al governo approva leggi autocratiche e compie una torsione sempre più verso la Russia.
    16 min
  • Dalla ferrovia dei minerali lungo il Corridoio di Lobito al rock di un orfanotrofio angolano
    Huambo è una città nel mezzo dell'Angola e da qui passa un'importante ferrovia che, una volta finita, collegherà la costa atlantica al Congo e allo Zambia. Questi binari vedranno centinata di convogli che trasportano cobalto, rame, litio e altri minerali indispensabili per la transizione energetica. La "ferrovia dei minerali" diventa un asset strategico che attrae investimenti da Stati Uniti ed Europa, mentre la Cina si è defilata. 
    Ma Huambo è anche il luogo degli ultimi scontri della guerra civile che ha devastato l'Angola per trent'anni, lasciando migliaia di orfani. Sonia Ferreira ha assistito molti bambini durante e dopo la guerra, fondando un orfanotrofio che è diventato anche la culla di un genere musicale: il metal. Per i giovani di Huambo il metal è diventato un mezzo per esprimere il trauma e le cicatrici lasciate dalla guerra.
    14 min
  • La radio in esilio e una coppia di giornalisti in fuga dall'Ecuador
    L'Ecuador è ormai innervato dalle rotte del narcotraffico: dalla Colombia e dal Perù la cocaina arriva nei porti ecuadoreñi sul Pacifico grazie alle bande di narcos che hanno provocato un'ondata di violenza diffusa nel Paese sudamericano. I giornalisti che si occupano del traffico di droga sono minacciati e costretti ad autocensurarsi o a fuggire all'estero. A gennaio i giornalisti di un'emittente televisiva nazionale sono stati presi in ostaggio in diretta da un manipolo di narcos armati dalla testa ai piedi. 
    Juan Carlos ed Elvira, marito e moglie, sono due giornalisti che gestiscono una piccola radio locale in un paesino sugli altopiani andini. Non appena hanno iniziato a indagare sul narcotraffico locale, sono arrivate le prime intimidazioni. Con tutta la famiglia sono prima scappati in un'altra città e poi all'estero. Dalla cucina di un piccolo appartamento, però, continuano ad andare in onda con la loro radio in esilio per non perdere il filo diretto che li unisce alla loro terra.
    10 min

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