Il fiume Niger disegna un arco di 4000 chilometri nell’Africa occidentale, dalla Sierra Leone alla Nigeria, attraverso il Sahara e le pianure del Sahel, garantendo a milioni di persone mezzi di sussistenza. In Mali, Niger e Burkina Faso, le milizie jihadiste seminano caos e paura e le giunte militari, arrivate al potere con dei golpe tra il 2020 e il 2023, non riescono a contenerle.
In Nigeria, nel delta del Niger ricco di risorse, i giganti del petrolio estraggono oro nero senza lasciare nulla alla popolazione locale. Gli sversamenti si contano a migliaia, ma raramente le persone colpite sono risarcite. L’acqua non è potabile e i campi impregnati di greggio non sono più coltivabili. La disperazione ha spinto molti a rubare petrolio. Attorno a questa economia illegale si è formato un sistema di violenza: bande armate, attacchi di pirateria, raffinerie artigianali e corruzione radicata. Basta una fuoriuscita di gas per condannare un villaggio alla ferocia di una gang armata.