3' Grezzi di M. Cristina Marras

3' Grezzi di M. Cristina Marras

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3' Grezzi di M. Cristina Marras episodes

  • 3' grezzi Ep. 148 "Coma girl"
    Stephanie Bond ha scritto più di 100 romanzi e diversi podcast. Da qualche giorno ascolto compulsivamente "Coma Girl": nonostante parli di una ragazza in coma, è una commedia e non è affatto morboso.

    LINKS
    Il podcast "Coma Girl" https://stephaniebond.com/series/coma-girl

    TESTO TRASCRITTO

    Da qualche giorno sto ascoltando compulsivamente un podcast che si chiama "Coma Girl", sto facendo binge-listening, nel senso che durante gli spostamenti, quando faccio attività fisica, quando cucino sto sempre ascoltando questo podcast. Ogni puntata dura circa 4 minuti, quindi è facile andare da una puntata all'altra, un po' come i miei 3 minuti grezzi. "Coma Girl" che mi era stato proposto molto spesso dai motori di ricerca delle app sulle quali ascolto i podcast, perché pensavano che mi sarebbe potuto piacere. Io avevo sempre detto, no, non lo voglio ascoltare perché "Com Girl", ragazza in coma, anche se viene definita commedia, però parla di una ragazza che è in coma, e pensavo che l'argomento fosse troppo morboso. Mi sono lasciata convincere, ho provato ieri e praticamente sto facendo binge-listening, lo ascoltando uno dopo l'altro. È una cosa stranissima perché sono i pensieri di questa ragazza che ha avuto un incidente stradale e quindi si trova in coma in una stanza d'ospedale e lei però sente tutto, anche se non riesce a muoversi, non riesce a far capire agli altri che lei è cosciente, quindi sente e racconta tutto quello che le succede attorno, le persone che vanno a visitarla, e cerca di ricostruire la dinamica dell'incidente stradale, pare che un ragazzo che guidava una Lamborghini gialla le sia andata addosso, però poi non si capisce bene aveva bevuto, oppure lei stavo usando il cellulare, insomma, le le fasi dell'indagine si svolgono anche all'interno della stanza dell'ospedale dove di volta in volta le varie persone vanno a trovarla, poi ci sono tutti i drammi familiari, lei è la seconda di tre figli, ha una sorella meravigliosa bellissima e un fratello fantastico che ha fatto un sacco di cose, volontario in Afghanistan e lei è il brutto anatroccolo della famiglia perché lavora in un negozio che vende tappeti, moquette, quindi un lavoro molto pedestre, un lavoro molto banale rispetto a quello che fanno gli altri personaggi della sua famiglia. Sono andato a spulciare, è abbastanza leggero quindi, ripeto, non è per niente morboso, quindi ho fatto bene ad ascoltarlo Però sono andata ad ascoltarmi, a vedere un po' a vedere chi è l'autrice di questo di questo podcast Chiama Stephanie Bond ha fatto tutta una serie di altri podcast che non so se abbiano la stessa lunghezza, però ha fatto Factory Girl, la ragazza della fabbrica, Elevator Girl, la ragazza dell'ascensore, e ha scritto più di cento romanzi e andare a vedere che questa Stephanie Bond perché boh è una specie di macchina per scrittura!
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 147 Scabecciu
    Ogni volta che cucino usando una delle ricette scritte a mano da mio papà, è come se lui fosse seduto a tavola con noi!

    TESTO TRASCRITTO
    Registro i 3 minuti grezzi di oggi in attesa che sia pronto il pranzo della domenica. Come vi ho raccontato in uno dei miei tre minuti grezzi di qualche giorno fa, sono andata qualche giorno fa alla festa del Villaggio Pescatori di Giorgino dove c'è stata una grande frittura di pesce, era così tanta la frittura che ne è avanzata e io un po' me la sono portata a casa e l'ho conservata perché oggi la uso per fare il pesce a scabecciu. È una ricetta, boh non lo so da dove viene questa ricetta, però la mangiavo quando ero bambina, mi piaceva tantissimo. Praticamente prendete il pesce fritto e lo condite con un sugo fatto con cipolla tagliata finissima, pomodoro e poi mezzo litro di aceto, poi qualche foglia di alloro, sale, pepe le solite cose. Ecco adesso sono qua che, sono quasi le 2 e aspetto che trascorra il tempo così che il pesce a scabecciu sia pronto e possiamo metterci a tavola. Ora, sono conscia del fatto che per venire bene, il pesce fatto a scabecciu - un po' come il minestrone - lo si dovrebbe preparare la notte prima e lasciare poi a bagno del sugo tutta la notte, però sapete come va la vita, le cose buone si fanno così e io l'ho fatto e so che, se ne avanza domani, vabbè lo mangeremo ancora più buono, però siccome è molto buono mi sa che ce lo mangiamo tutto tra pranzo e cena. Mi piace molto cucinare ho imparato a cucinare da adulta, perché quando ero ragazzina e vivevo a casa dei miei genitori non cucinavo mai. Mia mamma cucinava ma non con passione, cucinava perché doveva cucinare, mio padre invece cucinava con tanta passione, gli piaceva tantissimo cucinare e conosceva tutte le ricette per la cottura dei pesci perché era nato in una famiglia di pescatori e ha sempre vissuto, aveva sempre vissuto nel quartiere della Marina, ppoi essendo un cagliaritano verace conosceva tutte le ricette cagliaritane. Un po' da lui ho preso anche se ripeto quello che ho imparato a cucinare l'ho imparato più che altro dai libri di cucina, ne ho tantissimi casa, ora li uso un po' meno, prima li usavo tantissimo, ma ora con Internet è più facile cercare una ricetta al volo su internet. Però un paio di ricette, ancora conservo un paio di ricette scritte a mano da mio papà e io le custodisco gelosamente come un tesoro perché appunto quando ho cominciato a cucinare avevo chiesto a mio papà come si fa il riso quello che fai tu buono con il tonno e lui mi scriveva queste ricette a mano con la sua scrittura antica, sapete come scrivono le persone di una certa età che hanno imparato molti anni fa a scrivere a scuola, e io le custodisco gelosamente e ogni volta che uso la ricetta fatta scritta a mano da papà e come sei lui fosse seduto a tavola con noi, va bene vado a vedere se lo scabeccio è pronto. Buon appetito.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 146 Stando fuori
    Oggi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori. È una mattina gloriosa d'estate. È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of', la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed bellissimo vedere vedere le famiglie vedere i bambini che giocano i cani che corrono risvegliarsi di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori. È una mattina gloriosa d'estate. È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of', la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed è bellissimo vedere le famiglie, vedere i bambini che giocano, i cani che corrono, ed è ua meraviglia, c'è questo risvegliarsi di, questa sorta di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo, non nel senso della malattia 'positiva' oddio dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato. No, dicevo, molto positivo anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere i miei studenti, ex-studenti sparsi che poi ricicciano qua e l che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori. È una mattina gloriosa d'estate. È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of', la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed è bellissimo vedere le famiglie, vedere i bambini che giocano, i cani che corrono, ed è ua meraviglia, c'è questo risvegliarsi di, questa sorta di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo, non nel senso della malattia 'positiva' oddio dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato. No, dicevo, molto positivo anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere i miei studenti, ex-studenti sparsi che poi ricicciano qua e là che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio podcast, i miei tre minuti per prima cosa la ...
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 145 Usability
    L'usabilità di un sito è una cosa seria. Oltre ad essere una condizione indispensabile perché l'utente trovi quello che cerca nel minor numero di passaggi possibile, è anche un segno di rispetto nei confronti dell'utente che, tra tutte le altre migliaia di cose che potrebbe fare con il suo preziosissimo tempo, decide di visitare proprio quel sito.


    TESTO TRASCRITTO
    Presa dall'entusiasmo della ritorno progressivo alla vita normale, mi sono detta, perché non andare a teatro? E così ho fatto quello che fanno tutti i comuni mortali nell'anno 2021, quando (penso quello che facciano i comuni mortali), quando vogliono andare a teatro: vanno sul sito del teatro a vedere quello che c'è in offerta. Sono andata sul sito del Teatro Massimo (che già il nome lo dice 'massimo' boom! grande. L'ho fatto d'impulso, senza ricordarmi che proprio il sito del Teatro Massimo io lo usavo con i miei studenti, come esempio di sito costruito male. Quand'è che si dice che un sito è costruito male? Quando la persona che visita il sito va via arrabbiata senza essere riuscita a compiere le azioni, per cui aveva visitato il sito, sto parlando di usabilità, la usability. La usability è quella cosa che permette a un utente di compiere le azioni volute, le azioni desiderate, col minor numero di passaggi possibile all'interno di un sito internet, e usando una procedura che l'utente sente come naturale, come spontanea. L'usabilità costituisce tutto nella creazione di un sito che ha una struttura trasparente, quasi invisibile, una struttura che non incide nelle decisioni che l'utente prende, ma che l'utente utilizza intuitivamente. Cioè qiuando un sito è costruito con i principî della usabilità - della usability - l'utente non dovrebbe mai trovarsi nella situazione di doversi chiedere 'ma come devo fare a compiere questa azione?'. Ora secondo me, anche se non sono un'esperta di teatro. la stragrande maggioranza della gente che visita un sito di teatro, un sito internet di teatro, lo fa perché vuole acquistare i biglietti, quindi se io dovessi costruire un sito, il sito di un teatro farei in modo che l'utente possa individuare molto facilmente quello che c'è in cartellone, i giorni in cui vari spettacoli vengono presentati, l'orario e il costo, e poi metterei anche la possibilità di acquistare il biglietto direttamente all'interno del sito. Ecco tutte queste cose vengono tutte, le aspettative vengono violentemente disattese dal sito del teatro Massimo che invece è un rabbit hole, un caos indefinibile.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 144 Fuori
    Riprendersi piano piano gli spazi e riprendere a godere dello stare insieme. E al momento quando mi siedo la sera fuori a bere una birra, ho sempre l'impressione che si festeggi un compleanno collettivo.

    TESTO TRASCRITTO
    Si riprende piano piano a uscire la sera, complici anche le belle serate, anche se a un certo punto. poi magari sale un po' il vento un po' freddo, però si fa quello che nei paesi del nord si è sempre fatto: ci si attrezza con maglie, maglioni e giubbotti, anche se durante la giornata la temperatura è molto calda, però magari la sera scende, e così ci si ritrova seduti fuori nei tavolini insieme alle altre persone che come noi stanno godendo questa ritrovata libertà, la possibilità di uscire. E sembra una cosa fantastica anche solo poter stare seduti fuori a un tavolino a cenare, a bere un bicchiere di birra - un bicchiere di birra, un bicchiere di birra alla spina, bella fresca! - e c'è quest'aria quando ti guardi attorno, ci sono le altre persone sedute ai tavolini. Io l'ho fatto ieri con amici un gruppo ristrettissimo, la mia minuscola family e poi lì abbiamo incontrato degli amici che però erano seduti a loro volta nel loro tavolino distanziatissimi e c'era questa aria da compleanno, anche quando si guardava la gente, e sembravano tutti felici, e sembravano tutti con questa con questa voglia di riprendersi spazi e di stare fuori. È una cosa bella. Mi chiedo quanto quanto durerà, quanto continuerà, quanto impiegheremo prima di tornare alla nostra routine brutta e gretta delle cose che facciamo senza volerle fare, delle persone che vediamo senza volerle vedere o semplicemente del fare le cose senza assaporarne appieno la magia. A volte penso alle cose che sono successe negli ultimi 15-16 mesi che sono stati per tutti estremamente pesanti, estremamente provanti. Io ho sempre cercato di non di vivere alla giornata, ma di essere cosciente della del fatto che anche star male è comunque 'stare'. Infatti l'ho detto già altre volte nei miei 3 minuti grezzi: in piena pandemia, quando mi chiedevano, mi capitava che qualcuno mi chiedesse come stai, La mia risposta era sempre, sto bene perché sono qui e lo racconto. E c'è gente invece che non lo può più raccontare. Quindi niente sollevo il mio bicchiere di birra e brindo alla nostra ritrovata dimensione sociale.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 143 Castello
    Ogni volta che percorro le strade di Castello, il quartiere dove sono cresciuta, è come se attraversassi le pagine di Spoon River: rivedo tutte le cose e le persone che c'erano un tempo.

    TESTO TRASCRITTO
    Ogni volta che torno nel vecchio quartiere di Castello dove sono nata e cresciuta, e ci torno molto spesso perché quasi tutti i giorni vado a trovare mia mamma che ancora ci abita, beh ogni volta che ci torno succede questa strana cosa che io cammino per le strade, vedo gli appartamenti, i palazzi, e mi viene sempre in mente quello che c'era prima, mi ricordo le botteghe, mi ricordo la pasticceria, mi ricordo il macellaio, la latteria, il calzolaio, e come ogni volta che passo lì è come se fosse un viaggio nella memoria, e ci sono questi piccoli momenti di quasi malinconia, perché era un bellissimo posto dove vivere, era pieno di voci, di famiglie, pieno di bambini. Era un quartiere molto popolare dove spesso si sentiva la gente gridare, litigare, si picchiavano. però era un quartiere incredibilmente vivo. come sono tutti i quartieri popolari, e sono molto legata al quartiere di Castello, e mi piacerebbe tornare a a viverci. Timidamente ci penso di cercare casa lì, anche se riflettendoci mi rendo conto che sarebbe un grandissimo cambiamento nel modo in cui vivo io e vive tutta la mia famiglia, perché tornare a vivere nel quartiere di Castello significherebbe modificare completamente le nostre abitudini. Adesso andiamo a piedi al mercato di San Benedetto, che è questo grande mercato di Cagliari con la frutta, la verdura, il pesce, la carne e con tutto quanto. Io ci arrivo a piedi in meno di 5 minuti, ci sono tanti supermercati, negozi. Andare a vivere in Castello significherebbe doversi organizzare completamente la vita in modo diverso, perché in Castello non ci sono botteghe, in Castello non ci sono supermercati, non c'è un'edicola, non c'è un tabacchino, non c'è uno sportello di banca, c'è giusto una farmacia e pochi altri negozi, quindi significherebbe veramente modificare il modo in cui viviamo, le nostre abitudini. Però io ci penso, ci penso a quanto mi piacerebbe tornare a vivere nel vecchio quartiere, nelle strade che conosco, dove sono cresciuta da bambina, continuo a pensarci.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 142 Taglie
    Cosa fate se acquistate un abito online e quando vi arriva vi sta stretto? E se vi dicono che cambiare taglia è praticamente impossibile? Io sono riuscita a risolvere la situazione, si tratta di prendersi la briga di scrivere una email in più. E no, il link al sito non lo metto perché questa storia che scrivono 'reso facile' e poi non lo è affatto non mi è piaciuta e quindi non meritano troppa pubblicità. Scrivetemi in privato se lo volete sapere a tutti i costi.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 141 Morti ridenti
    Le risate registrate delle serie tv? Sono risate di gente morta. Vabbé forse no, ascoltate i tre minuti e ve lo spiego.

    LINKS
    Articolo che ho letto prima di andare in onda e che spiega bene tutto
    https://www.bbc.com/culture/article/20160926-where-does-canned-laughter-come-from-and-where-did-it-go

    Friends senza le risate registrate (creepy!)
    https://www.huffpost.com/entry/friends-no-laugh-track_n_4702216

    TESTO TRASCRITTO
    Oggi voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa, stato buttato un po' da tutti e ci sono degli Studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente. Ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa, è stata adottata un po' da tutti. Ci sono degli studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente, ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente lo stesso. Le risate registrate, ricordo io la prima volta che inizi a sentirle mi davano molto fastidio, pensavo: ma pensano che io sia cretina che non mi renda conto che la battuta non fa ridere? Mi mettono le risate così che io possa ridere? È un po' questa anche la filosofia di un sacco di altra gente e oggi sempre di più le risate vengono usate in modo anche e diciamo postmoderno, in modo particolare. Comunque sono sempre meno gli spettacoli televisivi che adottano questa questo stratagemma e molti spettacoli, invece vengono registrati e dal vivo con il pubblico in sala, infatti c'è scritto 'questo spettacolo è stato registrato con il pubblico in sala' quindi le risate, le reazioni che si sentono non sono registrate ma sono veramente provocate da quello che succede sulla scena. Però volevo parlare anche di un'altra cosa, una cosa che io lessi un po' di tempo fa e che diceva che le risate che noi sentiamo negli spettacoli e nei programmi televisivi sono di persone morte. Perché tutte le risate vennero registrate da una casa di registrazione degli anni '50 qui facendo i calcoli, se le persone che ridevano erano di mezza età negli anni '50 oggi dovrebbero essere in gran parte a morte, e questo io lo lessi in un articolo che era stato ispirato da un romanzo, Lullaby mi pare si chiamasse. Ecco sono andata a controllare prima di registrare questi tre minuti grezzi e a quanto pare per quanto affascinante la cosa non è vera, perché negli anni un sacco di case di produzione hanno registrato nuovamente il track delle risate. Quindi si sono registrati nuovamente le risate. Ultima cosa per concludere ci sono dei savvy di internet che fanno vedere spettacoli senza le le risate registrate, quando siete abituati a sentire risate registrate in uno spettacolo, vederlo senza è veramente straniante.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 140 Autopromozione
    Vi piacciono i miei tre minuti grezzi? Ottimo, allora aiutatemi a diffondere la buona novella! Pensate ad una persona che conoscete a cui potrebbero piacere e consigliatene l'ascolto. Potete anche metteer le meravigliose stelline su iTunes, potete lasciarmi un commento (di qualsiasi tipo, non deve per forza essere positivo), insomma ci sono diverse cose che potete fare per sostenere il podcast. Stare dietro il microfono è fantastico, ma ogni tanto fa piacere sapere che c'è qualcuno che ascolta. Baci a tutte/i!

    TESTO TRASCRITTO
    Sto registrando la puntata numero 140 dei tre minuti grezzi, questo esperimento iniziato all'inizio di gennaio del 2021, quest'anno, come un esperimento per vedere cosa succede quando la mattina mi alzo e, solitamente dopo colazione, accendo il microfono e senza essermi preparata niente, mi mette a parlare. Adesso voglio usare questa puntata di oggi per chiedervi un favore. Cioè dirvi quello che potete fare per aiutarmi con questo mio podcast che ripeto, ho iniziato senza alcuna velleità, però mi fa piacere quando vedo che la gente mi ha ascoltato e quindi voglio usare i 3 minuti di oggi per invitarvi a mettere i cuoricini se mi ascoltate su iTunes, a mettere un commento, e se vi piace questo podcast, di dire a qualcuno, a qualche vostro amico, a una persona, ecco pensate a una persona a cui potete dire "Senti, se vuoi scoprire i podcast, vuoi qualcosa senza impegni che dura solo tre minuti, dai un ascolto ai 3 minuti grezzi di Cristina Marras, perché è un podcast rilassante e divertente". Sì, sto usando questi 3 minuti per farmi pubblicità, se non l'aveste capito, perché mi fa piacere quando la gente mi ascolta, ma soprattutto mi fa piacere quando ricevo commenti, oh, positivi ma anche negativi. Anche perché mentre quei commenti positivi - che chiaro, fanno piacere - però non si cresce, l'unico modo che abbiamo di crescere quando ci fanno dei commenti positivi, e, badate bene, anche quando e ci fanno delle critiche cattive, che lo sappiamo che ce li stanno facendo solo perché la persona, non piacciamo alla persona che ce li sta facendo, quindi del tutto immotivate, ebbene anche nelle critiche più cattive c'è sempre un granellino di verità, quindi anche da quelle cose lì possiamo imparare qualcosa perché se poi andiamo ad analizzare, magari scopriamo un aspetto al quale non avevamo pensato, cioè, insomma fanno riflettere tutte le critiche positive e negative, quindi non perdetevi d'animo. Fatemi anche critiche negative che anche se fanno male. Però sono contenta di ricevere così come dico sempre ai miei studenti: "Sorridete, ringraziate e morite dentro ma sorridete e ringraziate" perché qualsiasi critica anche la più la più inutile è motivo di crescita che possiamo usare per fare un'analisi di quelle cose che facciamo che è difficile vederle da noi. Ho ancora circa 15 secondi per scusarmi per questa autopromozione così insulsa sì, ma questo è il piacere del fare le cose così "gratia et amore dei" tanto lo faccio per me, giusto?
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 139 Sono formica
    Sto facendo finta di essere una formica che vive in un formicaio. E no, non è una metafora!

    LINKS
    A group where we all pretend to be an ant colony
    https://www.facebook.com/groups/473412460209365

    Il gruppo nel quale facciamo finta di essere anziani
    https://www.facebook.com/groups/2387310758015821

    TESTO TRASCRITTO
    Lift Lift Lift. No, non sto chiamando l'ascensore, vi sto raccontando quello è stato il mio ultimo post nel gruppo al quale mi sono iscritta ieri, un gruppo che era già capitato, mi è già capitato di vedere qualche anno fa che però poi me ne ero dimenticata, poi ieri mi è stato suggerito da diverse newsletter, quindi incuriosita ci sono tornata e mi sono subito iscritta e ora ne faccio parte. È un gruppo Facebook che si chiama, un gruppo dove la gente fa finta di essere una formica all'interno di una colonia di formiche "A group where we all pretend to be ants in an ant colony" ed è esattamente quello che vi sto dicendo: tutte le persone che ne fanno parte, fanno finta di essere una parte della colonia di formiche dove si porta grandissimo rispetto per la regina e si fa tutto per fare le cose insieme. Come funziona? Uno pubblica la foto, una formichina che sta sollevando qualcosa, e sotto alle persone che fanno parte del gruppo scrivono semplicemente LIFT LIFT LIFT, solleva solleva solleva. Oppure si chiede un atto di,
    si chiede dove dove fare la nuova colonia e la gente scrive - si pubblica la foto con le formichine che cercano la nuova strada - e poi le persone iscritte scrivono sotto RIGHT LEFT e così, dicendo se si deve andare a destra o a sinistra. E una cosa assolutamente demenziale che è letteralmente esplosa durante la pandemia perché la gente era la ricerca di cose abbastanza demenziali, ho fatto una piccola ricerca e questo delle formiche che, ripeto mi è stato suggerito da diverse newsletter contemporaneamente (quindi evidentemente è il Zeitgeist adesso delle persone che fanno finta di essere formiche), però dicevo, ho fatto una piccola ricerca e mi sono resa conto che sono moltissimi soprattutto in lingua inglese (anzi, prevalentemente in lingua inglese) i gruppi dove la gente "fa finta di". C'è un gruppo dove la gente fa finta che tutti si abiti nella stessa casa, dove si fa finta di essere una famiglia. dove si fa finta di essere tutti i fantasmi, poi ce n'è uno dove si fa finta di essere americani, uno che si fa finta di essere una colonia di opossum, di essere rane eccetera. Insomma di tutto e di più. Ho fatto anche una breve ricerca per vedere se c'è un corrispettivo in italiano, l'unico gruppo che ho trovato è il gruppo dove si fa finta di essere anziani. Ancora non ho avuto modo di esplorare e vedere un po' che cosa si fa, anche perché bisogna iscriversi rispondere a delle domande, però mi pare sintomatico che mentre in lingua inglese si fa finta di essere animali, fantasmi e altre cose che non si è, in Italia invece si crea un gruppo facendo finta di essere quello che la grande percentuale della popolazione italiana già è, cioè anziana. È un fatto che deve farci riflettere.
    4 min

About 3' Grezzi di M. Cristina Marras

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L'ironia distillata in queste pillole quotidiane conforta e concede una pausa. Tre minuti nell'imprevedibile.